Aggressioni ai candidati e promesse di morte ai musulmani che si recheranno alle urne
Londra - La battaglia per la conquista dell’anima politica dei musulmani britannici ha preso una svolta improvvisa ed inquietante: estremisti islamici fanno campagna per il non voto promettendo le fiamme dell’inferno a chi il 5 maggio andrà alle urne e minacciando di morte George Galloway, ex parlamentare laburista contrario alla guerra in Iraq ed ora candidato del partito di sinistra Respect.
L’altra mattina una ventina di giovani, alcuni con il volto coperto, hanno fatto irruzione nella moschea londinese di Regents Park contestando violentemente un musulmano moderato colpevole, secondo loro, di essere un portatore d’acqua di Tony Blair. Ancora più violenta l’azione della scorsa notte contro George Galloway a Bethnal Green, nell’est di Londra. Quaranta, forse cinquanta integralisti hanno sfondato la porta del locale dopo era in corso un’assemblea elettorale di Respect e aggredito Galloway dandogli del “falso profeta”.
Solo l’intervento della polizia ha evitato guai peggiori a Galloway e ai suoi sostenitori. «La polizia mi ha salvato la vita», ha detto ieri l’ex parlamentare che si è candidato in quel collegio, dove è concentrata una forte popolazione musulmana, sul cui voto conta per essere rieletto alla Camera dei Comuni.
Nel Regno Unito vivono 1,6 milioni di musulmani, il 2,8% della popolazione. Si ritiene che gli aventi diritto al voto siano 1,1 milioni concentrati prevalentemente nelle aree urbane. Per tradizione votano laburista, ma la guerra in Iraq e la detenzione senza processo di presunti terroristi hanno fatto infuriare l’opinione pubblica musulmana e infiammato in particolare i giovani membri della comunità, molti dei quali - pur essendo nati e cresciuti in Gran Bretagna - ora sono attratti dai predicatori estremisti.
Uno di questi è Omar Bakri Mohammed, un clerico siriano, che in queste settimane va in giro per la Gran Bretagna sostenendo che per un vero musulmano votare in una democrazia occidentale è un atto di blasfemia punito con l’inferno.
Dovrebbero essere dei seguaci di Bakri quelli che nella moschea di Regents Park hanno diffuso un volantino con le foto del premier laburista Tony Blair, dei leader conservatore Michael Howard e liberaldeocratico Charles Kennedy e di George Galloway definiti «demoni, imbroglioni, criminali e falsi idoli». Sono certamente una minoranza, ma molto rumorosa che può diventare violenta come è accaduto martedì notte a Bethnal Green. Nello stesso collegio nei giorni scorsi anche la candidata del partito laburista, la parlamentare Oona King, è stato oggetto di un lancio di uova da parte di giovani musulmani che le contestavano di aver votato alla Camera dei Comuni a favore dell’invasione dell’Iraq. Da questo punto di vista Galloway, 51 anni, scozzese, ha invece le carte più che in regola. Non solo negli anni dell’embargo all’Iraq ha promosso molte sottoscrizioni a favore dei bambini iracheni, ma è stato uno degli oppositori più vivaci della guerra facendosi anche espellere dal partito laburista per aver definito Blair e George W. Bush due lupi. Per gli integralisti islamici è comunque un falso profeta. E per i falsi profeti, gli hanno gridato, la pena è la morte.
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George Galloway




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