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Discussione: Oggi su Repubblica.

  1. #1
    BANNATO UNA VOLTA.
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    Predefinito Oggi su Repubblica.

    Oggi su Repubblica ho letto un articolo che parla di Cesare Battisti il terrorista.
    Lasciando a parte l’idea se deve o essere meno estradato, quello che mi ha fatto pensare è il tono che usa il giornalista e come dipinge Battisti. Le parole usate, l’atmosfera che crea intorno a Battisti, la fanno sembrare una vittima, un innocente perseguitato anche se il giornalista non lo dice espressamente.
    Qualsiasi giornale leggiamo (destra o sinistra) siamo “impotenti” rispetto a quello che scrivano, dipendiamo dalle loro idee, e se ci danno una visione distorta o meglio non rispondente totalmente alla realtà (e non solo nel caso specifico) ci obbligano a formarci un’idea, se non proprio sbagliata, troppo legata al pensiero di chi scrive.
    Lo stesso articolo scritto da due giornalisti, anche se in buone fede può portare a conclusioni molto diverse se non opposte.
    Siamo delle “vittime” giornalistiche ?


    Nella cella con Battisti "Berlusconi mi lascerà qui" - cronaca - Repubblica.it
    La sola cosa necessaria, per la tranquillità del mondo,
    è che ogni bambino possa crescere felice.

    Capo Dan George, dei Salish

  2. #2
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    Predefinito Rif: Oggi su Repubblica.

    No, non siamo vittime.

    Il giornalismo è necessario per conoscere cosa succede in Italia e nel mondo.
    L'importante, è non farsi influenzare dai commenti dei giornalisti.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Oggi su Repubblica.

    Citazione Originariamente Scritto da Gidue Visualizza Messaggio
    Oggi su Repubblica ho letto un articolo che parla di Cesare Battisti il terrorista.
    Lasciando a parte l’idea se deve o essere meno estradato, quello che mi ha fatto pensare è il tono che usa il giornalista e come dipinge Battisti. Le parole usate, l’atmosfera che crea intorno a Battisti, la fanno sembrare una vittima, un innocente perseguitato anche se il giornalista non lo dice espressamente.
    Qualsiasi giornale leggiamo (destra o sinistra) siamo “impotenti” rispetto a quello che scrivano, dipendiamo dalle loro idee, e se ci danno una visione distorta o meglio non rispondente totalmente alla realtà (e non solo nel caso specifico) ci obbligano a formarci un’idea, se non proprio sbagliata, troppo legata al pensiero di chi scrive.
    Lo stesso articolo scritto da due giornalisti, anche se in buone fede può portare a conclusioni molto diverse se non opposte.
    Siamo delle “vittime” giornalistiche ?


    Nella cella con Battisti "Berlusconi mi lascerà qui" - cronaca - Repubblica.it
    Ho appena letto l'articolo. Non riesco a trovare un passaggio (eccettuati ovviamente i virgolettati del terrorista stesso) in cui si dia di lui l'impressione di una vittima.

    Chissà se è la sua croce o la sua salvezza quest'aria da malandrino invecchiato e l'innata scaltrezza da scugnizzo, come quel lampo di furbizia che si può leggere nei suoi occhi e che lascia sempre l'interlocutore nel dubbio. Neppure il senatore Suplicy, che lo difende da quando è stato arrestato nel maggio del 2007 a Copacabana, e che ormai conosce a memoria le sentenze e tutte le accuse che lui puntualmente smentisce, è convinto al di là di ogni ragionevole dubbio della sua innocenza. Ma Battisti è bravissimo ad instillare sospetti, a raccontare l'Italia degli anni Settanta come la patria della rivoluzione mancata contro "quei mafiosi della Dc", l'era degli "espropri proletari", della "giustizia dei poveri contro i ricchi". Anche Fred Vargas lo ha scambiato per Robin Hood.
    Mi pare invece che lo si dipinga come uno scaltro manipolatore.

  4. #4
    Si legge NUAR!!
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    Predefinito Rif: Oggi su Repubblica.

    l'articolo è ben scritto, non vedo cosa ci sia di sbagliato
    forse ti confondi con un altro giornale
    l'italiano ha un tale culto per la furbizia che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno.

    jesus died for somebody's sins but not mine

  5. #5
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    Predefinito Rif: Oggi su Repubblica.

    Citazione Originariamente Scritto da Gidue Visualizza Messaggio
    Oggi su Repubblica ho letto un articolo che parla di Cesare Battisti il terrorista.
    Lasciando a parte l’idea se deve o essere meno estradato, quello che mi ha fatto pensare è il tono che usa il giornalista e come dipinge Battisti. Le parole usate, l’atmosfera che crea intorno a Battisti, la fanno sembrare una vittima, un innocente perseguitato anche se il giornalista non lo dice espressamente.
    Qualsiasi giornale leggiamo (destra o sinistra) siamo “impotenti” rispetto a quello che scrivano, dipendiamo dalle loro idee, e se ci danno una visione distorta o meglio non rispondente totalmente alla realtà (e non solo nel caso specifico) ci obbligano a formarci un’idea, se non proprio sbagliata, troppo legata al pensiero di chi scrive.
    Lo stesso articolo scritto da due giornalisti, anche se in buone fede può portare a conclusioni molto diverse se non opposte.
    Siamo delle “vittime” giornalistiche ?


    Nella cella con Battisti "Berlusconi mi lascerà qui" - cronaca - Repubblica.it
    Una decina di giorni fa il corriere pubblicava due intere paginate sulla soppressione dei fondi alla ricerca.
    Il giorno dopo pubblicava la replica dei mInistri che negava la cosa e, in effetti, il corriere non ne parlava più.
    Ora passi per Repubblica o il Giornale, testate chiaramente schierate politicamente e che fanno politica, ma il Corriere è sempre stato ritenuto serio e attendibile anche se è ormai evidente che il livello si è abbassato notevolmente.
    Siamo vittime dei giornalisti? No, lo sono solo coloro che vogliono esserlo, quelli che hanno bisogno di sentirsi dire come stanno le cose ed evidentemente non vivono nel mondo e non sono in grado di conoscerle da soli.
    Non a casa le vendite sono in caduta libera e i giornali danno ormai più spazio al pettegolezzo che ai fatti. Ma la caduta continua a favore della rete dove le informazioni sono molteplici e non solo filtrate dai pennivendoli dei nostri media.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Oggi su Repubblica.

    Citazione Originariamente Scritto da Gidue Visualizza Messaggio
    Oggi su Repubblica ho letto un articolo che parla di Cesare Battisti il terrorista.
    Lasciando a parte l’idea se deve o essere meno estradato, quello che mi ha fatto pensare è il tono che usa il giornalista e come dipinge Battisti. Le parole usate, l’atmosfera che crea intorno a Battisti, la fanno sembrare una vittima, un innocente perseguitato anche se il giornalista non lo dice espressamente.
    Qualsiasi giornale leggiamo (destra o sinistra) siamo “impotenti” rispetto a quello che scrivano, dipendiamo dalle loro idee, e se ci danno una visione distorta o meglio non rispondente totalmente alla realtà (e non solo nel caso specifico) ci obbligano a formarci un’idea, se non proprio sbagliata, troppo legata al pensiero di chi scrive.
    Lo stesso articolo scritto da due giornalisti, anche se in buone fede può portare a conclusioni molto diverse se non opposte.
    Siamo delle “vittime” giornalistiche ?


    Nella cella con Battisti "Berlusconi mi lascerà qui" - cronaca - Repubblica.it
    I media esistono per creare il consenso, o sulla scatola di tonno o su una parte politica, o per gli interessi di un potentato economico.
    La "notizia" viene fornita per "condirla" di una chiave di lettura, per mandare un messaggio. L'abilità sta appunto nel farla credere super partes.
    E più gli eventi di riferimento sono lontani nel tempo e più è facile interpretare.

    Ma, al di la delle interpretazioni, l'informazione comunque c'è.
    E quindi grazie a questa sappiamo (o ci viene ricordato) che Battisti faceva il rapinatore prima di diventare terrorista. Che ha ucciso quattro persone di cui due personalmente, che due degli omicidi sono stati fatti per "rappresaglia" contro gente che aveva reagito, e che un ragazzino è stato messo sulla sedia a rotelle a dieci anni mentre gli ammazzava il padre e ancora ci sta.
    Poi sappiamo che lui è fuggito, ha goduto di appoggi e condiscendenze importanti, e che ancora oggi c'è gente che lo difende e lo vuole sottrarre alla galera. Disprezzando le sue vittime con questo atteggiamento.

    Quindi comunque ce ne è abbastanza per giudicare, lui e i suoi accoliti in doppiopetto.
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Oggi su Repubblica.

    Citazione Originariamente Scritto da Gidue Visualizza Messaggio
    Oggi su Repubblica ho letto un articolo che parla di Cesare Battisti il terrorista.
    in ogni senso della parola.
    Lasciando a parte l’idea se deve o essere meno estradato, quello che mi ha fatto pensare è il tono che usa il giornalista e come dipinge Battisti. Le parole usate, l’atmosfera che crea intorno a Battisti, la fanno sembrare una vittima, un innocente perseguitato anche se il giornalista non lo dice espressamente.
    nn è una vittima. Nn puoi mai essere un martire per un ideale.


    Hanno provato, come il BR tra l'altro, ad avere sostengo dall'IRA che all'epoca (e anche ora) non vogliono niente da fare con loro. Battisiti deve essere tornato in italia. Deve andare in galera.
    vuoi una Italia migliore? una Italia dove la violenza fisica o verbale non ha posto? Allora iscriviti al PdL di PIR!

  8. #8
    BANNATO UNA VOLTA.
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    Predefinito Rif: Oggi su Repubblica.

    Citazione Originariamente Scritto da Noir Visualizza Messaggio
    l'articolo è ben scritto, non vedo cosa ci sia di sbagliato
    forse ti confondi con un altro giornale
    Ho forse detto che è scritto male ? che sia sbagliato ?
    La sola cosa necessaria, per la tranquillità del mondo,
    è che ogni bambino possa crescere felice.

    Capo Dan George, dei Salish

  9. #9
    BANNATO UNA VOLTA.
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    Predefinito Rif: Oggi su Repubblica.

    Citazione Originariamente Scritto da THE MATRIX Visualizza Messaggio
    Una decina di giorni fa il corriere pubblicava due intere paginate sulla soppressione dei fondi alla ricerca.
    Il giorno dopo pubblicava la replica dei mInistri che negava la cosa e, in effetti, il corriere non ne parlava più.
    Ora passi per Repubblica o il Giornale, testate chiaramente schierate politicamente e che fanno politica, ma il Corriere è sempre stato ritenuto serio e attendibile anche se è ormai evidente che il livello si è abbassato notevolmente.
    Siamo vittime dei giornalisti? No, lo sono solo coloro che vogliono esserlo, quelli che hanno bisogno di sentirsi dire come stanno le cose ed evidentemente non vivono nel mondo e non sono in grado di conoscerle da soli. Non a casa le vendite sono in caduta libera e i giornali danno ormai più spazio al pettegolezzo che ai fatti. Ma la caduta continua a favore della rete dove le informazioni sono molteplici e non solo filtrate dai pennivendoli dei nostri media.

    Ma il giornalismo non dovrebbe (utopia ?) fare conoscere il mondo a chi non non ne è in grCercare di essere il più imparziali possibile anche se capisco le logiche degli editori, le necessità dei soci di maggioranza.

    Sentire un giornalista in una trasmissione televisa sembra quasi di guardare un "santo".
    La sola cosa necessaria, per la tranquillità del mondo,
    è che ogni bambino possa crescere felice.

    Capo Dan George, dei Salish

  10. #10
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    Predefinito Rif: Oggi su Repubblica.

    Citazione Originariamente Scritto da Jared Visualizza Messaggio
    No, non siamo vittime.

    Il giornalismo è necessario per conoscere cosa succede in Italia e nel mondo.
    L'importante, è non farsi influenzare dai commenti dei giornalisti.
    Citazione Originariamente Scritto da Gidue Visualizza Messaggio
    Oggi su Repubblica ho letto un articolo che parla di Cesare Battisti il terrorista.
    Lasciando a parte l’idea se deve o essere meno estradato, quello che mi ha fatto pensare è il tono che usa il giornalista e come dipinge Battisti. Le parole usate, l’atmosfera che crea intorno a Battisti, la fanno sembrare una vittima, un innocente perseguitato anche se il giornalista non lo dice espressamente.
    Qualsiasi giornale leggiamo (destra o sinistra) siamo “impotenti” rispetto a quello che scrivano, dipendiamo dalle loro idee, e se ci danno una visione distorta o meglio non rispondente totalmente alla realtà (e non solo nel caso specifico) ci obbligano a formarci un’idea, se non proprio sbagliata, troppo legata al pensiero di chi scrive.
    Lo stesso articolo scritto da due giornalisti, anche se in buone fede può portare a conclusioni molto diverse se non opposte.
    Siamo delle “vittime” giornalistiche ?


    Nella cella con Battisti "Berlusconi mi lascerà qui" - cronaca - Repubblica.it
    Penso Tu abbia ragione non bisognerebbe farsi influenzare...........dal Giornale.
    Quando i missionari vennero in Africa loro avevano la Bibbia e noi avevamo la terra. Dissero: "Preghiamo". Chiudemmo i nostri occhi. Quando li riaprimmo, noi avevamo la Bibbia e loro avevano la terra.
    Desmond Tutu

 

 
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