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  1. #1
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    Predefinito 25 aprile: il falso amore italico verso la libertà

    Ho visto in televisione le immagini dei festeggiamenti del 25 aprile. Mi sono convinto maggiormente su quanto sia meschino e subdolo il paese in cui vivo. Di quanto sia corrotto e basso il suo spirito. Quella che dovrebbe essere una festa di tutti coloro che si riconoscono nei valori della DEMOCRAZIA LIBERALE (quindi mi chiedo cosa abbiano da festeggiare i comunisti ortodossi) è sempre più una manifestazione politica, un'occasione fra le altre per scendere in piazza e sostenere populisticamente opinioni così dette progressiste. La festa dell'arco costituzionale, l'occasione per abbassare i toni dello scontro e capire le ragioni dell'altro, le ragioni di chi ha i nostri stessi diritti all'espressione, si trasforma in un' isteria sinistrorsa dove chi propone idee alternative al pensiero dominante è visto come nemico, vestito di nero e cosparso di odio.

    Oggi lo slogan era "giù le mani dalla Costituzione", ovvero giù le mani da una Costituzione che ha fomentato 60 anni di partitocrazia e malcontento verso la politica e le istituzioni. Ma cosa vuol dire giù le mani dalla Costituzione? C'è qualcuno, forse, che modifica la Costituzione al di fuori di come i padri costituenti decisero si sarebbe dovuto procedere? Falsità. E ipocrisia, dal momento che l'attuale riforma nasce da una precedente votata dall'Ulivo con quattro voti di scarto. Ma nessuno se ne ricorda più. E non se ne ricorda più perchè, se la Padania fosse cosa di sinistra, sarebbe buona e giusta. Allora mi sorge il dubbio che abbiamo sbagliato qualcosa, che forse un'alleanza con l'Ulivo ci avrebbe fatto ottenere il consenso di intellettuali, sindacati, salotti bene.

    Ma poi rifletto meglio: a sinistra si ritrovano forse nelle parole di un presidente della Repubblica che ha lanciato silenti ma percebili accuse a una prospettiva riformista che approfondisce quei valori per cui si è combattuta la resistenza. Che mira a incrinare un regime che nasconde la democrazia sotto le vesti delle segreterie di partito. Che mira a salvare identità minoritarie minacciate da una politica culturale condivisa e anzi fomentata dal regime fascista. Che cerca di rendere più moderna e in linea con gli altri paesi europei questo Stato disastroso.

    In realtà viviamo insieme a milioni di pecore che non amano la libertà. Non l'hanno mai amata, sognando da sempre duci, condottieri, imperi sovietici, patti atlantici, qualsiasi cosa non li mettesse di fronte alla propria autonomia e responsabilità.

    Che schifo.

  2. #2
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    zena,
    tu sei un uomo di carattere. perchè guardi la tivvù ?
    hai perfettamente ragione, ma un certo numero di persone in grado di far resistenza all'andazzo italione c'è ancora.
    Qualcuno ha detto che il nuovo governo doveva giurare l'otto settembre (che è la mia data preferita), anche se lo diceva con una puntina di fascismo.

  3. #3
    The Kount
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    L'unico motivo, per me, di festeggiare oggi:


  4. #4
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    grassie conte, te me gà alsà el spirito.

  5. #5
    The Kount
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    unquo so venuo dae to parti, aea fiera dei radioamatori!!
    Tanta xente, pecà che ghe fosse un scravasso...

  6. #6
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    Predefinito

    lo so che scravassava, mi xero a caxa a zogar co internet.
    pecà, se savevo che te vignivi, me saria fato vedare.

  7. #7
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    Predefinito Re: 25 aprile: il falso amore italico verso la libertà

    In origine postato da ZENA
    Ho visto in televisione le immagini dei festeggiamenti del 25 aprile. Mi sono convinto maggiormente su quanto sia meschino e subdolo il paese in cui vivo. Di quanto sia corrotto e basso il suo spirito. Quella che dovrebbe essere una festa di tutti coloro che si riconoscono nei valori della DEMOCRAZIA LIBERALE (quindi mi chiedo cosa abbiano da festeggiare i comunisti ortodossi) è sempre più una manifestazione politica, un'occasione fra le altre per scendere in piazza e sostenere populisticamente opinioni così dette progressiste. La festa dell'arco costituzionale, l'occasione per abbassare i toni dello scontro e capire le ragioni dell'altro, le ragioni di chi ha i nostri stessi diritti all'espressione, si trasforma in un' isteria sinistrorsa dove chi propone idee alternative al pensiero dominante è visto come nemico, vestito di nero e cosparso di odio.

    Oggi lo slogan era "giù le mani dalla Costituzione", ovvero giù le mani da una Costituzione che ha fomentato 60 anni di partitocrazia e malcontento verso la politica e le istituzioni. Ma cosa vuol dire giù le mani dalla Costituzione? C'è qualcuno, forse, che modifica la Costituzione al di fuori di come i padri costituenti decisero si sarebbe dovuto procedere? Falsità. E ipocrisia, dal momento che l'attuale riforma nasce da una precedente votata dall'Ulivo con quattro voti di scarto. Ma nessuno se ne ricorda più. E non se ne ricorda più perchè, se la Padania fosse cosa di sinistra, sarebbe buona e giusta. Allora mi sorge il dubbio che abbiamo sbagliato qualcosa, che forse un'alleanza con l'Ulivo ci avrebbe fatto ottenere il consenso di intellettuali, sindacati, salotti bene.

    Ma poi rifletto meglio: a sinistra si ritrovano forse nelle parole di un presidente della Repubblica che ha lanciato silenti ma percebili accuse a una prospettiva riformista che approfondisce quei valori per cui si è combattuta la resistenza. Che mira a incrinare un regime che nasconde la democrazia sotto le vesti delle segreterie di partito. Che mira a salvare identità minoritarie minacciate da una politica culturale condivisa e anzi fomentata dal regime fascista. Che cerca di rendere più moderna e in linea con gli altri paesi europei questo Stato disastroso.

    In realtà viviamo insieme a milioni di pecore che non amano la libertà. Non l'hanno mai amata, sognando da sempre duci, condottieri, imperi sovietici, patti atlantici, qualsiasi cosa non li mettesse di fronte alla propria autonomia e responsabilità.

    Che schifo.
    Quoto.Tutto. Sopratutto l'ovvia,grossolana ipocrisia comunista.
    Ma,vorrei aggiungere,apparentemente e' un problema ..mentale piu' che politico: Sono f-i-s-s-a-t-i.Non cambiano mai.
    Non si "svegliano" mai.
    Come animali fanno sempre le stesse cose, generazione dopo generazione nello stessa,identica, incoerente,fuori dal tempo , inapplicabile al presente, maniera.
    Tra 60 anni festeggeranno questa ipocrita,inutile, "festa" nello stesso,identico,ipocrita, fissato modo.
    La "festa" dei ladruncoli,dei vigliacchi,degli approfittatori,dei voltagabbana,della sconfitta disastrosa di tutti,inclusi comunisti, della confusione terroristica e della guerra civile,oltre che della strumentalita' politica.
    Io mi chiedo se, perlomeno e come minimo non sia sensato chiedersi: Sono passati 60 anni, 60 anni in una societa'oltretutto, in continua evoluzione e cambiamento. Cambiamenti sempre piu' veloci.Ora: Non lo sentono l'odore di stantio? L'odore di muffa?..Perlomeno quello.
    Sono uguali ai fasci.
    Anzi,in qualche modo riescono nel miracolo di essere una "tonalita' " un ..centimetro un .."gradino"... al di sotto e peggio dei fasci.
    Anche piu' anacronistici e nostalgici dei fasci.

  8. #8
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    Predefinito Re: 25 aprile: il falso amore italico verso la libertà

    [ Quella che dovrebbe essere una festa di tutti coloro che si riconoscono nei valori della DEMOCRAZIA LIBERALE [/B][/QUOTE]
    Quella era l'Italia del'800.
    Il nostro è uno Stato sociale,come si evince dalla Costituzione ,chè è il frutto anche del contributo dei comunisti,che ti piaccia o no

  9. #9
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    Predefinito

    Tanto per rimanere in tema, qualcuno ha visto il vergognoso servizio di un telegiornale (mi para su canale 5) qualche giorno fa, che strumentalizzava cinicamente un bambino in coma definendolo "bambino partiota" perchè ascoltava sempre l'inno di mameli prima di essere colpito da un cornicione?
    Questa è l'italia non dimentichiamolo mai.


    PADANIA LIBERA E INDIPENDETE.

  10. #10
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    Predefinito

    In origine postato da The Kount
    unquo so venuo dae to parti, aea fiera dei radioamatori!!
    Tanta xente, pecà che ghe fosse un scravasso...
    Cossa elo un scravasso?
    Iunthanaka
    Conte della Martesana

 

 
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