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    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Predefinito La Massoneria e la condanna della Chiesa

    Amici.......poichè ho letto che Antonio nel forum sulla DC fa un pò de confusione e ce ride su....sulla questione della Massoneria....e fina anche della colluttazione con i TdG....cerchiamo un pò di documentarci pure in questo ^__^

    Alleanza Cattolica
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    Saggio tratto da: CESNUR. CENTRO STUDI SULLE NUOVE RELIGIONI, Massoneria e religioni, a cura di Massimo Introvigne, Elle Di Ci, Leumann (Torino) 1994, (pubblicato per gentile concessione dell'Editore).



    La massoneria e le origini dei testimoni di Geova

    Ernesto Zucchini



    I. La "religione incivile" negli Stati Uniti

    Uno degli aspetti più caratteristici della vita sociale e culturale americana è la presenza di una "religione civile", di un minimo comune denominatore morale, patriottico e vagamente "spirituale" che si suppone condiviso dalla grande maggioranza degli americani, pure separati da una straordinaria molteplicità di appartenenze religiose (1). Tra gli aspetti della "religione civile" americana messi in luce dai sociologi ce n’è uno discutibile ma non per questo meno essenziale: la necessità per rafforzare l’identità nazionale e spirituale di designare continuamente avversari, che servono a sottolineare la distinzione fra "noi" e "loro" in quanto vengono presentati come "stranieri", "altri", estranei alla patria e ai suoi simboli. Lo stesso sociologo che ha reso celebre negli ultimi decenni la teoria della "religione civile", Robert Bellah, ha suggerito l’espressione "religione incivile" per designare questo aspetto di ostilità all’estraneo che accompagna come un’ombra la "religione civile" americana (2).

    Chi sono gli stranieri designati come estranei all’ethos nazionale americano dalla "religione incivile"? Bellah e i suoi collaboratori hanno mostrato che è esistita nella giovane nazione americana nascente una tradizione antisemita, ma ben presto gli ebrei sono stati riconosciuti come parte integrante e non estranea della vita civile e sociale degli Stati Uniti. Nell’Ottocento i due gruppi particolarmente denunciati come "stranieri" e "non americani" sono i cattolici e i mormoni. Benché già dalla metà del secolo scorso i cattolici siano diventati il gruppo religioso di maggioranza relativa negli Stati Uniti - e i mormoni, naturalmente, siano una religione americana fondata da americani - venivano percepiti come estranei alla "religione civile" in particolare due elementi: la struttura gerarchica della Chiesa cattolica e della chiesa mormone, considerata incompatibile con l’ideale democratico statunitense; e il segreto (segreto del tempio mormone, segreto del confessionale cattolico), ritenuto inconciliabile con una democrazia dove tutto avviene in pubblico. Cattolici e mormoni vennero così considerati degli outsider, degli estranei, e spesso perseguitati. C’è però un terzo gruppo che viene spesso accostato ai cattolici e ai mormoni e attaccato in quanto estraneo alle tradizioni americane, gerarchico e segreto: la massoneria. Molti tra i padri fondatori degli Stati Uniti erano massoni e, da un certo punto di vista, la massoneria americana si considera la custode della "religione civile".

    Tuttavia negli anni che vanno dalla Rivoluzione francese al 1850 nacque negli Stati Uniti un forte movimento contro la massoneria (3); venne perfino fondato un partito politico chiamato "Partito Anti-Massonico" che per una quindicina di anni riuscì ad ottenere un certo successo (4). È interessante notare che gli stessi gruppi - protestanti conservatori, patrioti "nativisti", difensori della "religione civile" - attaccavano la massoneria, la Chiesa cattolica e i mormoni, e addirittura gli stessi romanzi popolari venivano ripubblicati identici cambiando l’identità degli "avversari" o dei "cattivi": il cattivo e corrotto mormone o massone di un opuscolo diventava il cattivo gesuita di un altro, ma la trama rimaneva la stessa (5). Per di più i tre gruppi "stranieri" venivano considerati in contatto e in lega fra loro: si affermava facilmente che la massoneria era segretamente diretta dal Vaticano, che i mormoni erano in realtà massoni, oppure erano cripto-cattolici, e così via. In una letteratura che si situa alle frange più estreme del protestantesimo fondamentalista queste accuse sono ripetute ancora oggi.

    Tuttavia, a partire dalla fine dell’Ottocento, qualche cosa ha cominciato a cambiare. I cattolici (sempre più numerosi, e ormai non sempre identificati con i ceti più poveri) e i mormoni (dopo la rinuncia alla poligamia nel 1890) hanno iniziato una marcia verso il centro della scena religiosa e civile americana, e - se i pregiudizi non sono del tutto scomparsi - molti oggi li accettano come americani a pieno titolo, non più outsider o stranieri. Accanto ai massoni - sempre attaccati da una certa letteratura protestante, anche se i tempi del "Partito Anti-Massonico" sono certamente passati - i nemici della "religione civile" sono stati cercati altrove. Negli ultimi anni gli "stranieri" per eccellenza sono i nuovi movimenti religiosi, le "sette", i "culti": Hare Krishna, Scientologi, Bambini di Dio, seguaci del reverendo Moon. Ma - prima dei "culti" più recenti, e per molti anni - il posto dei mormoni e dei cattolici come gruppo pericoloso da criticare e denunciare è stato largamente preso dai testimoni di Geova (6). Il meccanismo della "religione incivile" è sempre lo stesso: tutti coloro che sono estranei alla "religione civile" fanno parte di un complotto e sono in lega fra loro. Così alcuni anti-cattolici, duri a morire, sostengono ancora oggi che i testimoni di Geova (come del resto i massoni) sono segretamente ispirati dal Vaticano e che tra i membri del Corpo Direttivo ci sono gesuiti sotto mentite spoglie (7). E altri insistono sulle relazioni fra i testimoni di Geova e la massoneria.

    Un esempio di questa letteratura - che rimarrebbe incomprensibile senza il quadro di riferimento della "religione incivile" americana e della sua tradizione - è costituito dalle attività dell’organizzazione anti-geovista Witness Inc. Uno dei suoi "missionari", Fritz Springmeier di Portland, nell’Oregon, insiste particolarmente sui collegamenti massonici dei primi Studenti Biblici - da cui originano gli attuali testimoni di Geova - e sostiene, tipicamente, che anche "i leader cattolici del Vaticano sono quasi tutti massoni" (8). Se si aggiunge che i testi di Springmeier sono distribuiti da Saints Alive, un gruppo anti-mormone dello Stato di Washington che accusa di collegamenti massonici sia i mormoni che i cattolici, il quadro è completo e mostra la persistenza della "religione incivile", che da anni ha incluso i testimoni di Geova in una sua teoria del complotto che già dalla prima metà del secolo scorso collegava la massoneria, la Chiesa cattolica e la chiesa mormone.

    Parallela alla letteratura sui collegamenti massonici dei testimoni di Geova ne esiste un’altra che cerca nelle loro pubblicazioni e attività tracce di occultismo e perfino di satanismo. In un libro che ha avuto un certo successo - e che ogni tanto viene citato anche in Italia - Darek Barefoot ha sostenuto che all’interno di illustrazioni che compaiono sulla Torre di Guardia e nei libri dei testimoni di Geova sarebbero nascosti simboli occulti e anche satanici, che si possono identificare solo scomponendo le figure (9). Le argomentazioni di Barefoot sono spesso francamente incredibili, e scomponendo figure apparentemente innocue - magari con l’aiuto di un computer - si potrebbero trovare simboli sinistri e demoniaci pressoché ovunque.

    Si tratta di una letteratura che ha un interesse sociologico, nell’intreccio fra "religione civile" e "religione incivile". In questa sede, tuttavia, voglio affrontare il problema da un altro punto di vista, prendendo sul serio la tesi relativa ai rapporti fra massoneria e testimoni di Geova a prescindere dal contesto bizzarro e fantastico in cui viene spesso presentata. Mi chiedo allora: c’è qualche cosa di vero? Tra le fonti del moderno Geovismo c’è anche la massoneria? Naturalmente gli attuali testimoni di Geova - come gli attuali mormoni e, da sempre, i cattolici - si esprimono a proposito della massoneria esclusivamente in chiave critica: oggi ai testimoni di Geova viene fortemente sconsigliato di aderire a organizzazioni di tipo massonico, e anzi la massoneria viene denunciata come "satanica". Questa circostanza non è però decisiva per quanto riguarda le fonti del fondatore degli Studenti Biblici, il pastore Charles Taze Russell (1852-1916). Mi propongo quindi di esaminare gli argomenti salienti degli autori anti-geovisti che sostengono un legame fra Studenti Biblici e massoneria, proponendone una valutazione critica e formulando quindi qualche conclusione. Mi asterrò dall’esaminare gli argomenti di carattere puramente speculativo o teorico, e mi atterrò agli elementi di fatto, esponendoli in forma di tesi.



    II. Charles Taze Russell e la massoneria: le tesi

    1. "Charles Taze Russell era affiliato alla massoneria"

    Fritz Springmeier sostiene di avere, dopo una lunga ricerca, rinvenuto le prove della affiliazione di Charles Taze Russell alla massoneria e in particolare ai Cavalieri Templari (Knights Templar), un sistema di "alti gradi" massonici particolarmente popolare nelle Isole Britanniche e negli Stati Uniti, sulle cui origini si dibatte ma che è oggi associato al Rito di York, la maggiore alternativa - nel mondo anglosassone - al Rito scozzese. Giacché i Cavalieri Templari della Pennsylvania a cui il fondatore degli Studenti Biblici era affiliato derivavano la loro regolarità da una patente irlandese, i documenti relativi alla affiliazione massonica di Charles Taze Russell sarebbero conservati a Dublino (10). Se questa informazione fosse esatta, la questione dell’appartenenza alla massoneria dell’uomo che si situa alle origini dei testimoni di Geova sarebbe risolta in senso affermativo, posto che non è possibile senza essere maestri massoni entrare tra i Cavalieri Templari. Tuttavia la questione della appartenenza massonica di questo o quel personaggio storico si presenta quasi sempre con caratteristiche ambigue e infide. Non è difficile falsificare documenti e patenti. Per il momento la documentazione che Fritz Springmeier ha fornito non è sufficiente a risolvere in modo definitivo la questione.

    A proposito della massoneria Charles Taze Russell ha formulato delle obiezioni critiche esposte in tono più moderato rispetto alle accuse di "satanismo" dei suoi successori. Il 15 giugno 1895 scriveva sulla Torre di Guardia che "l’Ordine dei Massoni, se lo giudichiamo dalla sua storia passata, ha degli obiettivi e schemi segreti che vanno al di là del mutuo aiuto finanziario in caso di malattia o di morte. Per quanto possiamo giudicare c’è nei riti di questo ordine - e di alcuni altri - una certa dose di ritualità profana e di parata, che gli adepti non capiscono ma che in molti casi serve a soddisfare l’inclinazione naturale verso il rito, e pertanto distoglie i membri dall’autentico rito dove si adora Dio in spirito e verità attraverso l’unico vero Mediatore e Gran Maestro, Gesù Cristo" (11). D’altro canto, nell’ambiente di commercianti di Pittsburgh dove Charles Taze Russell si era formato l’affiliazione alla massoneria era piuttosto comune. Se pure il futuro pastore si era affiliato alla massoneria nei suoi anni giovanili, sembra che nel 1895 considerasse le attività massoniche secondarie e vi vedesse un rischio di distogliere gli adepti dagli interessi spirituali. Peraltro, il fondatore degli Studenti Biblici non sembra avere aderito alle campagne anti-massoniche che caratterizzavano diverse denominazioni e movimenti protestanti della sua epoca.

    . "Charles Taze Russell si è servito di un linguaggio massonico nei suoi sermoni"
    Ci sono in effetti diversi sermoni in cui Charles Taze Russell dimostra una notevole familiarità con il linguaggio massonico. Il primo sermone raccolto nel volume I Sermoni del Pastore Russell si intitola Potete conoscere i segreti di Dio ed è tutto giocato sulla metafora di Dio come "fondatore di una società segreta". Gli uomini si entusiasmano per la massoneria - che, afferma il pastore, "non è parte della mia missione attaccare" - ma gli Studenti Biblici offrono la possibilità di entrare in un ordine più grande, l’"Ordine segreto di Melchisedec" dove si può "passare di grado in grado", cioè "di grazia in grazia" e avere l’orgoglio di essere iniziati all’"Ordine segreto del Signore" (12). In un altro sermone dello stesso volume, Il desiderio di tutte le Nazioni, il pastore osserva che molti movimenti spirituali attendono la seconda venuta di un messia: i cristiani attendono Gesù Cristo e i massoni attendono Hiram Abiff, "il grande Maestro Massone la cui morte, glorificazione e futuro avvento sono continuamente menzionati dalle lettere poste sulle loro pietre angolari. Egli morì di morte violenta, dicono, per la sua lealtà ai segreti divini di cui era tipo il Tempio di Salomone. Egli deve tornare sulla terra, dicono, perché il grande tempio antitipico sia completato e il suo grande servizio per Israele e per tutti i popoli possa essere compiuto" (13).

    Come si vede, Charles Taze Russell si serviva del linguaggio massonico con una certa dovizia di particolari e precisione. Da questa circostanza, peraltro, non si devono trarre conclusioni affrettate. A proposito dell’uso del linguaggio massonico da parte di Joseph Smith, il fondatore dei mormoni (che, a differenza del pastore Russell, era stato certamente iniziato alla massoneria), il sociologo Armand Mauss ha osservato che si trattava di un linguaggio familiare e noto ai ceti medi dell’America ottocentesca e che Joseph Smith se ne serviva per mettere a suo agio un certo tipo di interlocutore e trasmettergli un contenuto molto diverso da quello massonico (14). Anche nel sermone che ho citato Charles Taze Russell si serve della forma massonica - che indubbiamente mostra di conoscere bene - per far passare un contenuto diverso, di cui afferma reiteratamente la superiorità rispetto a quanto i suoi contemporanei potevano apprendere frequentando la massoneria.



    3. "Charles Taze Russell si è servito di simboli massonici"

    Il fondatore degli Studenti Biblici è stato accusato di utilizzare abitualmente diversi simboli massonici. Anzitutto, non sembra possa essere revocato il dubbio che il pastore Russell fosse straordinariamente affezionato al simbolo usato dai Cavalieri Templari massonici americani costituito da una corona al cui interno si trova una croce. Si tratta di una rielaborazione massonica tardo-settecentesca o ottocentesca di simboli medievali, molto più popolare presso i Templari massonici americani di quanto non sia in Inghilterra, e presentata come "simbolo crociato". Charles Taze Russell utilizzò questo simbolo per alcuni anni sulle copertine della Torre di Guardia (15) e della rivista interdenominazionale People’s Pulpit; lo esponeva nelle grandi riunioni pubbliche e lo teneva in bella evidenza nel suo studio (16). Questo simbolo è tuttora utilizzato da diversi gruppi scismatici "russelliti" che si denominano Studenti Biblici, in polemica con gli attuali testimoni di Geova che lo hanno invece abbandonato. È tuttora uno dei simboli ufficiali dei Cavalieri Templari massonici. Springmeier e altri autori anti-geovisti si dimenticano però di precisare che, nonostante la sua origine massonica (e il ruolo di Charles Taze Russell nella sua diffusione) si tratta di un simbolo che con il significato di "crociata cristiana" ha acquisito nel nostro secolo una diffusione negli Stati Uniti anche in ambienti protestanti evangelici, ostili sia ai massoni che ai testimoni di Geova. Viene per esempio riprodotto sull’"anello dell’Alleanza" proposto ai protestanti evangelici come segno di identificazione (17). Naturalmente gli attuali testimoni di Geova non lo usano più, perché - a differenza del pastore Russell - non riconoscono più la croce come simbolo di Gesù Cristo: insegnano che Gesù morì su un palo di tortura e che la croce è un simbolo pagano.

    Sulla copertina di diversi libri di Charles Taze Russell a partire dal 1910 figura il simbolo del sole alato (18). L’origine del simbolo è evidentemente orientale ed egiziana, e il pastore poteva averlo visto nei suoi viaggi in Egitto, ma ai suoi tempi il simbolo solare era usato anche dalla Società Teosofica e dalla massoneria di rito scozzese, come simbolo del 33° grado. Non si tratta evidentemente di un simbolo soltanto massonico, ma era certamente un simbolo popolare nella massoneria.

    L’elemento che mi sembra più significativo è però un altro. Charles Taze Russell si è interessato per tutta la sua vita alle speculazioni esoteriche sulla Grande Piramide, che riteneva costruita su istruzioni di Dio, forse da Melchisedec, "una Bibbia di pietra eretta con lo scopo di trasmettere le verità essenziali sulla infinita saggezza e preveggenza di Dio" (19). Gli insegnamenti sulla Grande Piramide saranno espunti dalla dottrina dei testimoni di Geova dal successore del pastore Russell, l’avvocato Joseph Franklin Rutherford (1869-1942), comunemente chiamato "giudice Rutherford" per avere esercitato per breve tempo le funzioni di magistrato onorario; anche questi temi sono conservati oggi solo da alcuni gruppi "russelliti" scismatici. Il tema della Grande Piramide non indica univocamente una relazione con la massoneria, perché nell’Ottocento era largamente diffuso in un’ampia letteratura esoterica, sia massonica che non massonica. Più interessante è la circostanza che il Pastore Russell abbia voluto essere sepolto sotto una piramide la cui punta era separata dal tronco da una linea continua, che ripete il tema dell’"occhio sopra la piramide" noto a tutti gli americani perché compare sul dollaro. Un popolare studioso di simboli contemporaneo, Joseph Campbell, ha confermato le origini massoniche di questo simbolo americano (20). Sulla piramide che faceva da monumento funebre a Russell era stato scolpito del resto anche il prediletto emblema templare.

    4. "Il tema della necessità di conoscere un nome di Dio, che è Geova, per salvarsi è un tema massonico"

    Anche nei sistemi di "alti gradi" massonici - successivi ai primi tre - si insegna che "il segreto essenziale della massoneria" è "il Grande e Sacro Nome" che è il nome di Dio. Questo "segreto" viene comunicato nel rito scozzese nel 13° e nel 14° grado e nel rito di York nel 7° e 9° grado. Con particolare enfasi si insiste sul nome di Dio nella massoneria dell’Arco Reale (attuale 7° grado del rito di York): viene comunicato prima il nome "Jah-Bul-On" (Jehovah-Baal-Osiride, a simboleggiare che il Dio a cui ci si rivolge è il Dio di tutte le religioni, non di una sola), quindi il nome "Jehovah" (il Dio giudaico-cristiano di cui le quattro lettere del nome avrebbero però un valore universale) (21). L’Arco Reale esisteva da cento anni quando Charles Taze Russell fondò gli Studenti Biblici, e pertanto egli potrebbe avere semplicemente derivato l’idea dell’importanza centrale del "nome" di Dio e la stessa enfasi del nome Geova dalla massoneria. Questa conclusione è plausibile, anche se non è ovvia. Infatti anche nel protestantesimo evangelico anglo-americano - non tutto filo-massonico, anzi in parte anti-massonico - verso la metà dell’Ottocento teologi come Alexander MacWhorter e Frederick Leonard Chappell avevano reso popolare la tesi che Dio ha un nome che deve essere usato per salvarsi. Da questi teologi (che, certo, possono essere stati influenzati da teorie massoniche) e non direttamente dall’Arco Reale deriva una vasta corrente di "movimenti del Sacro Nome" (22) diversi dai testimoni di Geova, che in parte esistono ancora oggi. E’ vero, peraltro, che la massoneria era molto più diffusa negli Stati Uniti all’epoca della formazione del pastore Russell di quanto non fossero i "movimenti del Sacro Nome".



    5. "In certe epoche della loro storia gli Studenti Biblici - e i loro successori, i testimoni di Geova - si sono mostrati alleati della massoneria"

    Si allega in particolare che, soprattutto all’epoca di Joseph F.Rutherford la Torre di Guardia e Golden Age, precursore di Svegliatevi!, hanno difeso la massoneria contro gli attacchi della Chiesa cattolica, del fascismo e del nazional-socialismo (23). È difficile vedere qui più di un tentativo di alleanza tattica perché si tratta della stessa epoca in cui - lontani dalla moderazione di Charles Taze Russell - indagando Come ha avuto origine la Massoneria? i testimoni di Geova concludevano che "è nata dal Demonio" (24). Si afferma pure che la massoneria avrebbe favorito le missioni dei testimoni di Geova in chiave anticattolica. Le prove portate non sembrano decisive: si tratterebbe in ogni caso di una strategia di carattere generale favorevole a proposte "alternative" rispetto alla Chiesa cattolica, non di una promozione speciale dei testimoni di Geova. Infine, il sionismo di Charles Taze Russell era legato al suo calendario profetico, che prevedeva il ritorno degli ebrei in Palestina, e non deve essere definito troppo frettolosamente "massonico" perché da una parte non tutte le correnti massoniche della sua epoca erano sioniste, dall’altra - per ragioni profetiche analoghe - il sionismo era ampiamente diffuso presso ambienti evangelici millenaristi che erano nello stesso tempo ostili alla massoneria (25).
    III. Conclusioni

    Per terminare, mi limiterò ad esporre alcune conclusioni in forma di tesi:

    1. Charles Taze Russell dimostrava di avere eccellenti informazioni sul linguaggio e i simboli massonici: se non era massone (il contrario resta da dimostrare) aveva evidentemente frequentato un ambiente dove la massoneria era diffusa e comune.

    2. Alcune idee e simboli - particolarmente rilevante è la teoria del nome di Dio, ma per Russell erano molto importanti anche le speculazioni sulla Grande Piramide e il simbolo della croce nella corona - sono comuni agli Studenti Biblici e alla massoneria del loro tempo. Si ritrovano però anche in altri ambienti. Quando li troviamo presso Russell non possiamo immediatamente concludere che sono di derivazione massonica, ma - soprattutto per la teoria cruciale del nome di Dio - la tesi di un influsso massonico è plausibile.

    3. La discussione sui rapporti fra le origini dei testimoni di Geova e la massoneria è importante perché mostra come i testimoni di Geova non siano un fenomeno assolutamente unico, nuovo, inaudito: fanno parte (come la massoneria) dell’ambiente della "nuova religiosità" e da questo ambiente hanno attinto idee, argomenti, simboli.

    4. Il ruolo della massoneria fra le possibili fonti del materiale rielaborato da Charles Taze Russell per creare il primo abbozzo del Geovismo (che nella sua forma attuale nascerà solo con Joseph F. Rutherford) non è stato - probabilmente - irrilevante, ma non deve essere esagerato. Il pastore Russell ha infatti trovato nell’ambiente della "nuova religiosità" dell’epoca - un ambiente su cui esercitava la sua influenza anche la massoneria - un linguaggio, dei temi e dei simboli, che ha però utilizzato creativamente al servizio di un progetto certamente diverso da quello massonico.



    ***

    (1) Cfr., sul punto, i saggi raccolti in Massimo Introvigne (a cura di), Tra Leghe e nazionalismi. "Religione civile" e nuovi simboli politici, Effedieffe, Milano 1993.

    (2) Cfr. Robert Bellah - Frederick E.Greenspahn (a cura di), Uncivil Religion. Interreligious Hostility in America, Crossroad, New York 1987.

    (3) Cfr. per uno sguardo riassuntivo Paul Goodman, Towards a Christian Republic. Antimasonry and the Great Transition in New England 1826-1836, Oxford University Press, New York-Oxford 1988.

    (4) Cfr. William Preston Vaughn, The Anti-Masonic Party in the United States 1826-1843, University Press of Kentucky, Lexington (Kentucky) 1983.

    (5) Cfr. David Brion Davis, "Some Themes of Countersubversion: An Analysis of Anti-Masonic, Anti-Catholic, and Anti-Mormon Literature", Mississippi Valley Historical Review, vol.47 (1960), pp. 205-224.

    (6) Cfr. Lawrence Foster, "Cults in Conflict: New Religious Movements and the Mainstream Religious Tradition in America", in R.E.Bellah - F.E.Greenspahn, op.cit., pp. 185-204.

    (7) Questa tesi ritorna negli albi a fumetti anti-cattolici pubblicati in numerose lingue dalla Chick Publications di Chino (California).

    (8) Fritz Springmeier, The Watchtower & The Masons, 2a ed., presso l’Autore, Portland (Oregon) 1992, p.X. Le tesi di Springmeier sono state ulteriormente esposte nel suo Be Wise as a Serpent, presso l’Autore, Portland (Oregon) 1993 e in una serie di interviste radiofoniche trasmesse dalla WWCR, in cui Springmeier è arrivato a sostenere che ancora "oggi la massoneria controlla i testimoni di Geova".

    (9) Cfr. Darek Barefoot, Hour of Darkness. A Battle against Occult Subversion and Blind Faith, Grand Valley Press, Grand Junction (Colorado) 1992.

    (10) Ibid., p.VIII e tavola fuori testo a fronte di p. VIII.

    (11) Watch Tower June 15, 1895, pp. 142-144 (nei Reprints pubblicati dai Chicago Bible Students, s.d., vol.IV, pp. 1827-1828).

    (12) Pastor Russell’s Sermons, IBSA - People’s Pulpit Association, Brooklyn (New York) 1917, pp. 5-17.

    (13) Ibid., p. 113.

    (14) Armand Mauss, "Culture, Charisma and Change: Reflections on Mormon Temple Worship", Dialogue: A Journal of Mormon Thought, vol.20, n. 4, inverno 1987, pp.77-86. Per una discussione più ampia cfr. Massimo Introvigne, I Mormoni, ed.it. ampliata, Interlogos, Schio (Vicenza) e Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1993.

    (15) Cfr. per esempio The Watch Tower, 18 gennaio 1911.

    (16) Secondo una fotografia riprodotta in F.SPRINGMEIER, op.cit., p. 98, della cui autenticità non sembra ci siano ragioni per dubitare.

    (17) Cfr., per un solo esempio, la pubblicità del Covenant Ring a p. 51 del numero dell’8 novembre 1993 della più diffusa rivista evangelica americana, Christianity Today.

    (18) Cfr.per esempio Charles Taze Russell, What Say the Scriptures About Our Lord’s Return, International Bible Students Association, Brooklyn (New York) 1917, copertina.

    (19) Charles Taze Russell, Studies in the Scriptures. Series III: Thy Kingdom Come, reprint, Dawn Bible Students Association, East Rutherford (New Jersey) s.d. (1a ed.: 1891), pp. 309-376.

    (20) Joseph Campbell-Bill Moyers, The Power of Myth, Doubleday, New York 1988, pp. 24-25.

    (21) Cfr.per un riassunto la voce Religion in Coil’s Masonic Encyclopedia, nuova ed., Macoy Publishing & Masonic Supply Company, New York 1961, pp. 511-522.

    (22) Su cui cfr. Massimo Introvigne, Le nuove Religioni, SugarCo, Milano 1989, pp. 127-129.

    (23) Cfr.per esempio Golden Age, 9 ottobre 1935, p.21; Golden Age, 20 novembre 1935.

    (24) "How Masonry Originated?", in Golden Age, 3 settembre 1930.

    (25) Cfr.l’opera principale sul sionismo di Russell, opera di un "russellita" contemporaneo: David Horowitz, Pastor Charles Taze Russell: An Early American Christian Zionist, Philosophical Library, New York 1986.
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  2. #2
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    Famo a capisse

    tu dici:

    .......
    la Chiesa condanna la Massoneria..e' un motivo sufficiente o comunque valido per cui lo Stato la debba mettere fuori legge? e' questa la domanda...

    .........

    Antò......... che cosa deve mettere fuori dal momento che se ricordi Beppe Grillo finì nel mirino della RAI quando facendo i suonti concluse: LONGO= P2 ??

    La famosa P2....... nella quale non dimentichiamolo....ci sono stati dentro anche non pochi CARDINALI E VESCOVI............e si fece una bella ripulita dopo gli interventi decisivi di Giovanni Paolo II...se ha avuto il coraggio lui che cosa impedisce allo Stato agire con il BUON SENSO? indubbiamente non può farlo ma non per un senso di DEMOCRAZIA e di giustizia....semplicemente perchè ne è invischiata..........

    stavolta me firmo anonima.........^__^

    Io indubbiamente non ci penserei due volte a considerarla FUORI LEGGE...sempre ben inteso se hai letto bene quali sono i suoi piani......^__^
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  3. #3
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    ma...dico..lo Stato puo' metterla fuori legge?

    Rispondo:

    CERTO CHE SI...SI PUO' FARLO^__^ il problema è fino a qual punto comprende oggi il danno della Massoneria tanto da dichiararla fuori legge? Lo sai che il matrimonio omosessuale ha le sue origini in alcune affermazioni massoniche volte a destabilizzare l'andamento della società? Ma se lo Stato per primo NON crede come fa a delegittimare un danno al quale non crede?


    (Se non ricevi risposte da me, non preoccuparti....mo ho da fare^__^)

    Ciao fraternamente Caterina LD
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  4. #4
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    di fronte a certe tue affermazioni mi sento ..provocato come psichiatra...

    comunque si potrebbero mutuare alcune leggi contro la massoneria dai paesi comunisti...

    ***************

    Non dirmi che ho un psichiatra tutto per me oltre al marito?? ahahahahah

    Antò.....ma la via di mezzo la consoci? Per te o è così o è pomì........ conosci il discernimento?

    Sai...ho il difetto di ragionare come mamma..e spesso porto nella vita quel brutto difetto di ragionare come una che ha avuto una certa esperienza sulle spalle........indubbiamente ragionare, pensare, maturare, crescere..e si Antò.so brutti difetti........beviamoci su.....
    sempre che il mio psichiatra me lo concede.^__^

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  5. #5
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    A me sembra che prendere sottogamba le mire egemoniche di alcune logge massoniche sia un errore madornale.

  6. #6
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Antò.....stai fresco se te fermi sui miei errori ortografici e grammaticali........ finisce che te ce perdi lascia perde e concentrati su altro..........

    ad ogni modo...nel tuo modo di presentare i problemi c'e' tutto un fiorire di preoccupazioni che si sommano , si stratificano, si intrecciano in maniera piu' o meno confusa...
    ora la massoneria...
    ora i tdg...
    ora i gay...
    naturalmente sono in attesa che tu arricchisca la lista con altre categorie...a quando i marziani?
    altro che vie di mezzo, altro che discernimento...
    ................

    cavolo se ora mi dici che viviamo in un mondo in cui le preoccupazioni non ci sovrastano, bè allora mi arrendo alla tua assoluta indifferenza..^__^

    la massoneria è un problema serio;
    i TdG sono un problema serio (per quelli che vivono da isolati);
    gli omosessuali sono un problema nel momento in cui pretendono di SOSTITUIRSI ALLA FAMIGLIA..........

    se per te questi non sono problemi seri cominciami a dire dove come e quando Dio ha inventato o creato IL TERZO SESSO...e allora ne riparliamo........^__^
    non c'è bisogno di arricchire le categorie...tanto non le vedresti.......

    Te l'avevo scritto vero il punto di meditazione:
    prova a chiedere ad un cieco dalla nascita di che colore è il latte....sai darmi questa risposta?
    (se non hai capito lascia perdere, non c'è bisogno che tenti una risposta....)

    Fraternamente caterina LD
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  7. #7
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    Originally posted by antonio
    e non esiste alcun terzo sesso...il problema non e' tanto il riconoscimento delle coppie omosessuali...quanto la pretesa che le loro unioni possano chiamarsi matrimoni..e che possano adottare...questo NO.
    Il problema è invece anche il riconoscimento delle "coppie" omosessuali. Fatta salva la libertà di fatto di queste persone di vivere con chi vogliono, non possono chiedere certo alcuna tutela allo stato.

  8. #8
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    Quello che voleva Aznar....non importa.
    L'eredità di Giovanni Paolo II invece è chiara
    La coppia omosessuale non esiste, esistono due persone prese da moti disordinati.
    Non esistendo la coppia è impossibile riconoscerla, e quindi legittimarla e promuoverla.
    L'omosessualità può non essere esercitata, si spera, e può non essere alla base del vincolo tra le due persone, così come l'omosessualità non è la base del vincolo tra l'omosessuale e una sua eventuale sorella o un suo eventuale amico...detto questo non si chiedono legittimazioni di cose strane, non ben precise, melliflue.

  9. #9
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    Possiamo ancora parlare oggi di una scomunica latae sententiae per i cattolici che entrano a far parte della Massoneria?

  10. #10
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Si Cipriano....esiste una condanna ufficiale della Chiesa.^__^

    inserisco qui qualche aspetto, il rezto è rintracciabile su internet:

    Alleanza Cattolica
    aree tematiche
    Mons. Josef Stimpfle, Quaderni di "Cristianità", anno II, n. 4, primavera 1986, pp. 45-67
    (presentazione editoriale)



    La Chiesa cattolica e la massoneria. La commissione per il dialogo ha chiarito la decisiva questione



    Sulla rivista Stimmen der Zeit padre Reinhold Sebott S.J. ha scritto un articolo dal titolo La scomunica della Chiesa contro i massoni è abolita (1). Poiché alcune affermazioni di questo articolo sono errate, si rende necessaria una rettifica.

    Da quando la Gran Loggia di Londra fu fondata attraverso l’unione di quattro logge nella capitale britannica, il 24 giugno 1717, e da quando la massoneria apparve pubblicamente con la Costituzione di Anderson nel 1723, vi sono stati contrasti con la Chiesa cattolica. Alla bolla di Clemente XII del 1738 seguirono numerose altre condanne da parte dell’autorità statale ed ecclesiastica. Ora, questa valutazione della massoneria fatta dalla Chiesa era basata su un errore? Le condanne ecclesiastiche sono state giudizi sbagliati? Avevano forse un significato solo in passato e oggi, quindi, sono superate? La massoneria ha avuto mutamenti così fondamentali da permettere che Chiesa e massoneria possano giungere a un accordo, e i cattolici possano aderire senza problemi a una loggia? Le domande non sono certamente nuove. Tuttavia, a partire dal Concilio Vaticano II sono state riproposte con crescente urgenza. Da allora non poco è stato intrapreso fra cattolici e massoni con l’intenzione di chiarire queste questioni.



    Tentativi inutili

    La maggior parte dei tentativi, però, si è interrotta all’inizio oppure si è limitata a elementi superficiali. Essi, quindi, non hanno portato a un giudizio solido e sicuro. I pareri espressi in proposito o i documenti approvati possono valere solamente come dimostrazioni della buona volontà di far sì che al posto dei vecchi contrasti vi sia spazio per il dialogo attuale e per l’intesa. Su questa linea sta soprattutto la Dichiarazione di Lichtenau, che afferma essere assolutamente senza problemi l’appartenenza di cattolici alla massoneria. Essa fu sottoscritta a Lichtenau il 5 luglio 1970 da nove massoni e da tre cattolici, monsignor de Toth e i professori Schwarzbauer e Vorgrimler. Quale valore le si deve attribuire? Padre Sebott scrive: "La Dichiarazione di Lichtenau del 1970 mise da parte una serie di ostacoli e di equivoci che esistevano fra la Chiesa e la massoneria" (2).

    La commissione per il dialogo, nominata dalla Conferenza Episcopale Tedesca, non avrebbe potuto accettare la Dichiarazione di Lichtenau? Padre Sebott deplora che nel testo sui massoni della Conferenza Episcopale Tedesca la Dichiarazione di Lichtenau non sia menzionata.

    La Dichiarazione ha però dato adito ad alcuni errori. Si afferma così che i membri della commissione che sottoscrissero la Dichiarazione di Lichtenau furono nominati dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. L’allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, cardinale Seper, ha dichiarato al riguardo che la sua Congregazione non ha né nominato i membri della suddetta commissione, né ha approvato la Dichiarazione di Lichtenau. È certo che questa dichiarazione intendeva indurre a suo tempo Papa Paolo VI a modificare il giudizio della Chiesa sulla massoneria.

    "Si raggiunse piena unanimità sul fatto di denominare il documento Dichiarazione di Lichtenau [...] e di considerarlo strettamente confidenziale, riservato solamente al Papa e ai due cardinali König e Seper, cioè alla Congregazione per la Dottrina della Fede, allora guidata dal cardinale Seper" (3), scrive Kurt Baresch, uno dei sottoscrittori. Ciò sarebbe in relazione con un desiderio di Paolo VI, perché questi "avrebbe fatto capire che sarebbe stato molto felice se da parte dei massoni, per lo meno di quelli della linea inglese, fosse pubblicata in una qualunque forma una dichiarazione alla quale ci si potesse riferire per fondare un nuovo esame della questione e per fornire i presupposti affinché, su questa base o in seguito a una tale dichiarazione, si delineassero nuovi tentativi di soluzione" (4). Tuttavia i tentativi del "patriarca" della massoneria tedesca, il Gran Maestro dottor Vogel, di giungere a una tale dichiarazione fallirono a Londra e ovunque. In seguito a ciò, invece del documento desiderato i massoni decisero di sottoporre al Papa una dichiarazione con firme di massoni e di cattolici. A questo scopo venne elaborata la Dichiarazione di Lichtenau. Essa non ha mai ottenuto un riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa.

    La Dichiarazione di Lichtenau era fin dall’inizio a disposizione della commissione per il dialogo, la quale ha condotto i colloqui con i massoni per conto della Chiesa nell’area di lingua tedesca. A conferma, proprio il principale autore della Dichiarazione di Lichtenau fu membro di parte massonica della commissione per il dialogo — in tutto, alla commissione tedesca per il dialogo furono chiamati tre firmatari della Dichiarazione. Nelle sedute comuni della commissione egli riconobbe e indicò molto francamente le debolezze di questa dichiarazione.

    Essa non è servita per nulla a rispondere alla questione posta. Alla base della Dichiarazione non vi fu un’analisi vera e propria delle questioni, come avvenne poi nella commissione tedesca per il dialogo. Quindi, la dichiarazione non poté offrire alcuna base solida per un giudizio sul rapporto della Chiesa cattolica con la massoneria.

    Lo stesso vale per gli incontri e per le riunioni fra il 1976 e il 1980, in cui "cattolici e massoni ebbero l’occasione di conoscersi meglio" (5). E quando, infine, padre Sebott dice, a proposito di due trasmissioni radiofoniche, che "promisero bene anche le due interviste sui massoni trasmesse dalla radio vaticana il 27 gennaio 1980 e il 2 marzo 1980" (6), pure questa affermazione deve essere rettificata.

    I programmi trasmessi dalla radio vaticana — i quali, anche se con una diversa argomentazione, sostenevano un’ammissibilità di cattolici nella massoneria, soprattutto facendo riferimento a una lettera del cardinale Seper del 19 luglio 1974 — poterono essere falsamente interpretati come presa di posizione ecclesiastica ufficiale, poiché furono trasmessi alla radio vaticana. Questo fatto ha indotto il cardinale Seper a una rettifica. Al cardinale fu anche chiesto da parte della commissione per il dialogo che cosa pensasse di quelle trasmissioni. Egli ha contraddetto totalmente il loro contenuto.

    La stella dei vescovi

    La stella dei vescovi tedeschi era la "stella del mattino" che, come testimonia la Sacra Scrittura, illumina i cuori dei credenti (cfr. 2 Pt. 1, 19), Cristo stesso, la luce della verità rivelata della nostra fede. La stella dei massoni era quella stella a cinque punte che risplende nel tempio massonico al di sopra del Maestro della loggia e illumina i massoni come la "stella fiammeggiante". "È il simbolo dello spirito risvegliato e maturo" (9). "Essi seguono la sua luce eterna nel male e nei pericoli della vita fino alla causa prima dell’essere" (10).

    I colloqui dovevano servire unicamente a elaborare il giudizio riguardo alle tre questioni che i partecipanti al dialogo avevano stabilito insieme. Doveva essere determinante unicamente quanto veniva addotto dai massoni nei colloqui, prescindendo da giudizi e da condanne precedenti. I colloqui iniziarono in un clima franco e privo di pregiudizi.

    Attraverso un accurato approfondimento del dialogo, un esame penetrante dei documenti menzionati e le dichiarazioni degli interlocutori massoni, si è giunti, dopo un lavoro pluriennale, a individuare e a identificare le concezioni e i princìpi massonici in un modo tanto chiaro che resta fuori di ogni dubbio la loro insuperabile contrapposizione alla vita cristiana e ai princìpi fondamentali della fede rivelata cristiana.

    J. Oberheide, citato da padre Sebott, credette che la dichiarazione sulla massoneria fatta il 17 febbraio 1981 dalla Congregazione romana per la Dottrina della Fede fosse stata una stoccata alla dichiarazione della Conferenza Episcopale Tedesca (11). Non è così, perché la dichiarazione ingiunse di nuovo l’invariata validità del vecchio can. 2335, quindi della scomunica della massoneria. La commissione della conferenza episcopale ha lavorato mantenendo un contatto costante con il cardinale Seper, il quale ha riconosciuto il risultato ottenuto dalla commissione stessa. Il decreto del 1981 non può essere interpretato in nessuno dei suoi termini come contrario alla dichiarazione della Conferenza Episcopale Tedesca. Anche padre Seeber — citato in seguito da padre Sebott (12) — ritenne possibile che questo decreto fosse stato rivolto contro la Conferenza Episcopale Tedesca, poiché esso dava un giudizio globale che Roma voleva riservare a sé (13). Egli però ignora il fatto che Roma si è riservata un tale giudizio generale "che implichi deroghe alle suddette norme", come dice il decreto stesso. Una cosa del genere non è stata però argomento della dichiarazione della conferenza episcopale.

    loggia P2 fa parte della massoneria

    Non si può dunque assolutamente sostenere che la loggia P2 fosse solo una "cosiddetta" loggia massonica. Essa aveva tutte le caratteristiche necessarie delle altre 496 logge del Grande Oriente d’Italia, e inoltre aveva anche un legame del tutto particolare con il Gran Maestro, che per più di cento anni è stato contemporaneamente Maestro Venerabile di questa loggia e che ha fissato l’attuale compito di questa loggia. Nel 1981 la riunione della Gran Loggia, in occasione della quale il parlamento massonico del Grande Oriente d’Italia — composto dai 496 Maestri Venerabili — si riunì formalmente (21), trattò il caso della loggia P2 mentre le indagini della polizia erano già in corso e l’archivio della loggia era già stato sequestrato. Allora, "malgrado i sospetti e le accuse connessi [...] [a] clamorose vicende italiane degli ultimi anni, la P2 è uscita indenne dal giudizio del vertice della massoneria" (22).

    Il Grande Oriente d’Italia è riconosciuto dal mondo massonico, e ha sia i gradi azzurri giovanniti, sia il sistema dei gradi alti. Non resta alcun dubbio: se quella riunione della Gran Loggia, il massimo organo del Grande Oriente italiano, ha riconosciuto la loggia P2 come loggia regolare, è incomprensibile che padre Sebott non riconosca la qualità massonica di questa loggia.

    A questo punto, per chiarezza, è necessaria ancora un’osservazione a proposito del Gran Maestro Gamberini, il quale si presentò come interlocutore della Chiesa da parte della massoneria. Per la sua responsabilità e la sua collaborazione nella loggia P2, dopo lo scandalo attorno a questa loggia ci si deve proprio chiedere se Gamberini possa presentarsi a buon diritto come difensore della filantropia e della beneficenza e se la sua testimonianza che la massoneria non è una società segreta sia attendibile. Un "alleato" di padre Sebott nel campo pubblicistico, don Esposito, proprio sul punto ha ugualmente dimostrato di possedere una conoscenza solo superficiale della massoneria e in particolare della loggia P2, perché altrimenti non sarebbe assolutamente avvenuto il fatto seguente: "Savona, 17-8-1969 (KathPress). Per la prima volta nella storia della vita spirituale in Italia si sono incontrati per un colloquio ufficiale un rappresentante del massonismo italiano e un rappresentante della Chiesa cattolica in Italia: il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, capo supremo della massoneria italiana, il professor Giordano Gamberini (Ravenna) e il sacerdote cattolico Rosario Esposito (Napoli) hanno discusso pubblicamente in un teatro della città della Riviera, Savona, sul tema: La massoneria oggi. Alla manifestazione, che è stata caratterizzata da un clima di reciproco rispetto, hanno partecipato circa mille persone, fra le quali circa 400 massoni provenienti da tutte le parti d’Italia. Rosario Esposito, autore di un ampio studio sulla massoneria in Italia — che prossimamente apparirà in quarta edizione —, nel suo intervento nella discussione si è preoccupato innanzitutto di mostrare i punti di contatto fra il massonismo e il cattolicesimo. Egli ha manifestato il desiderio di un abbraccio fraterno che permetterebbe di percorrere insieme un gran tratto di strada.

    "Il professor Gamberini, nella sua risposta, ha corretto l’opinione del sacerdote secondo cui la massoneria non sarebbe mai stata la nemica della Chiesa: "Mi spiace dover ricordare che i massoni [...] hanno combattuto la Chiesa incolpandola di intolleranza nei campi della filosofia, dell’etica e dell’educazione"" (23).

    Don Esposito dovrebbe pensare che i contrasti rimangono, perché fa addirittura parte della natura della Chiesa assumere posizioni che alla massoneria appaiono intolleranti. Si pensi soltanto al divieto dell’aborto. I massoni hanno combattuto subito questo divieto e hanno cercato di porre l’aborto sullo stesso piano dei diritti dell’uomo (così come il diritto all'omosessualità intesa come coppia legale).

    Protestanti e massoneria

    Alla Chiesa cattolica viene spesso rimproverato il fatto che, a differenza del mondo protestante, essa sola sia entrata in contrasto con la massoneria e che ciò sia imputabile più alle sue condanne contro quest’ultima che non alla stessa massoneria tollerante. Questo ampio tema non può essere trattato ora in modo esauriente. Ma si aggiunga almeno una breve annotazione. Benché sia vero che anche da parte del cristianesimo protestante vi sono state e vi sono condanne, tuttavia risulta che, nel complesso, non esistono tensioni. Oggi vale ancora di più ciò che E. Lennhoff scrisse a riguardo dell’Inghilterra: "Anche fra gli ecclesiastici che hanno servito come funzionari la Gran Loggia britannica sono rappresentate tutte le diverse confessioni a esclusione della confessione cattolica. Un arcivescovo Gran Maestro, 14 vescovi e 24 altri dignitari della Chiesa d’Inghilterra appartengono al Gran Consiglio dei Funzionari delle Grandi Logge Unite. All’ombra dell’abbazia di Westminster lavora una loggia composta quasi solamente da chierici" (74). Si può dire la stessa cosa di tutte le altre nazioni cristiane non cattoliche.

    Nel fatto menzionato, ossia l’appartenenza alla loggia di molti vescovi delle Chiese anglicana, ortodossa e luterana, padre José Benimeli S.J. vede la prova della conciliabilità di loggia e cristianesimo (75). A ciò si oppone obiettivamente L’Osservatore Romano del 23 febbraio 1985 con un’esauriente motivazione dell’inconciliabilità di fede cristiana e massoneria (76).

    L’inconciliabilità perdura

    Lo studio approfondito già menzionato ha condotto la Congregazione romana per la Dottrina della Fede a confermarsi nella convinzione dell’inconciliabilità di fondo fra i princìpi della massoneria e quelli della fede cristiana. Poco più di un anno dopo la pubblicazione del decreto della suddetta Congregazione e del nuovo diritto canonico, L’Osservatore Romano del 23 febbraio 1985 ha pubblicato in prima pagina alcune riflessione sugli argomenti che hanno condotto a questa decisione.

    Prescindendo dalla considerazione dell’atteggiamento pratico delle diverse logge di ostilità o meno nei confronti della Chiesa, la Congregazione per la Dottrina della Fede, con la sua dichiarazione del 26 novembre 1983, ha inteso collocarsi al livello più profondo e d’altra parte essenziale del problema: sul piano, cioè, dell’inconciliabilità dei princìpi, il che significa sul piano della fede e delle sue esigenze morali.

    A proposito del problema del relativismo si invita a riflettere sul fatto che, del tutto indipendentemente dalla questione se ora in ambiente massonico non vi sia un obbligo esplicito di professare il relativismo, tuttavia "la forza relativizzante di una tale fraternità per la sua stessa logica intrinseca ha in sé la capacità di trasformare la struttura dell’atto di fede in modo così radicale da non essere accettabile da parte di un cristiano al quale è cara la sua fede [...]. Questo stravolgimento nella struttura fondamentale dell’atto di fede si compie, inoltre, per lo più, in modo morbido e senza essere avvertito: la salda adesione alla verità di Dio, rivelata nella Chiesa, diviene semplice appartenenza ad un’istituzione, considerata come una forma espressiva particolare accanto ad altre forme espressive, più o meno altrettanto possibili e valide, dell’orientarsi dell’uomo all’eterno".

    Ne L’Osservatore Romano si dice inoltre: "La tentazione ad andare in questa direzione è oggi tanto più forte, in quanto essa corrisponde pienamente a certe convinzioni prevalenti nella mentalità contemporanea. L’opinione che la verità non possa essere conosciuta è caratteristica tipica della nostra epoca e, nello stesso tempo, elemento essenziale della sua crisi generale. Proprio considerando tutti questi elementi la Dichiarazione della S. Congregazione afferma che l’iscrizione alle associazioni massoniche rimane proibita dalla Chiesa" (97).

    Josef Stimpfle

    Vescovo di Augusta
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

 

 
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