2005-04-26
Muore il Vescovo ausiliare di Tianjin (Cina), perseguitato sin da sacerdote
TIANJIN, martedì, 26 aprile 2005 (ZENIT.org).- Il 3 marzo scorso è scomparso all’età di 77 anni a Tianjin (nella Cina continentale) monsignor José Shi Hongchen, Vescovo ausiliare di questa diocesi, secondo quanto confermato venerdì scorso dall’agenzia “Fides” della Congregazione vaticana per l’Evangelizzazione dei Popoli.
Nel 2001 il prelato era stato colpito da un ictus. Era rimasto lucido, anche se parlava con difficoltà e si muoveva su una sedia a rotelle.
Era nato il 27 febbraio 1928 ed era stato ordinato sacerdote l’11 agosto 1957.
Dal 1958 al 1966 fu costretto a lavorare in una fabbrica di plastica. Dopo un periodo di “rieducazione” all’epoca della Rivoluzione Culturale, dal maggio 1971 al maggio 1979 rimase in carcere.
Quando venne riconosciuta la sua innocenza e fu rimesso in libertà si dedicò all’attività pastorale e all’evangelizzazione. Fu quindi consacrato Vescovo della diocesi di Tianjin.
La diocesi, di quasi 12.000 chilometri quadrati, è situata nella zona nordorientale della pianura cinese settentrionale. Si trova a circa 200 chilometri dalla capitale. In base ai dati del 2.000 aveva 10 milioni di abitanti, dei quali oltre 7 concentrati nell’area urbana.
La città di Tianjin è uno dei porti più importanti del nord della Cina e costituisce l’accesso al mare della capitale. E’ anche un importante centro industriale.
I funerali di monsignor José Shi Hongchen sono stati celebrati la mattina del 5 marzo, dopo che i suoi resti erano rimasti esposti per un giorno nella cattedrale di San Giuseppe di XiKai, famosa in tutto il Paese.
La diocesi alla quale apparteneva il prelato è formata da centomila fedeli. Della loro cura pastorale si occupano 30 sacerdoti, 15 seminaristi e 34 religiose della Carità.
tratto da agenzia Zenit




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