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  1. #1
    Pasdar
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    Predefinito Un veloce pensiero su Evola

    Una piccola premessa. Ancora non ho iniziato la lettura approfondita e studiata dell'opera di Julius Evola, da cui anzi mi sono tenuto lontano prima di acquisire una seppur limitata autonomia di pensiero e una cognizione leggermente approfondita della Storia.
    Nella affermazione

    Nell'Idea va riconosciuta la nostra vera Patria. Non l'essere di una stessa terra o di una stessa lingua, ma l'essere della stessa idea è quello che oggi conta.


    sono sostanzialmente d'accordo con quanti sostengono la necessità di inserire la detta "Idea", politica e meta-politica, nell'ambito del più generale contesto della civiltà, della Storia e delle tradizioni di riferimento.
    Io personalmente sono arrivato a sospettare che lo stesso Evola non pensasse affatto a travalicare quelle che sono riconosciute le frontiere europee (NON socialiste o liberali, europee) e che nel suo rigetto del nazionalismo "patriottardo" si riferisse principlamente all'ambito Europeo o di derivazione Europea.
    In secondo luogo, però, non riesco a concepire il concetto di "patria" come un concetto del tutto slegato dal primigenio e ancestrale criterio di "sangue" e "suolo": patria è lì dove riposano le ossa dei miei padri, il luogo non solo mentale (o spirituale) dove regna l'Idea, ma anche il luogo brutalmente fisico, le città, i paesi, dove i miei antenati hanno vissuto e hanno costruito le spalle dei giganti sulle quali noi siamo seduti, per citare Bernardo di Chartres.
    E quindi sorge sempre la possibilità di discrasia tra "patria dell'Idea" cui si accede per destino e per scelta e "patria del Sangue e del Suolo", cui si accede per nascita.
    E' una delle frasi, questa, che più mi hanno colpito dell'opera di Evola ma ammetto di non conoscerla per come è inserita nel suo contesto.
    Ultima modifica di Defender; 24-11-09 alle 16:16
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  2. #2
    Cacciaguida
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    Predefinito Rif: Un veloce pensiero su Evola

    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    Una piccola premessa. Ancora non ho iniziato la lettura approfondita e studiata dell'opera di Julius Evola, da cui anzi mi sono tenuto lontano prima di acquisire una seppur limitata autonomia di pensiero e una cognizione leggermente approfondita della Storia.
    Nella affermazione

    Nell'Idea va riconosciuta la nostra vera Patria. Non l'essere di una stessa terra o di una stessa lingua, ma l'essere della stessa idea è quello che oggi conta.


    sono sostanzialmente d'accordo con quanti sostengono la necessità di inserire la detta "Idea", politica e meta-politica, nell'ambito del più generale contesto della civiltà, della Storia e delle tradizioni di riferimento.
    Io personalmente sono arrivato a sospettare che lo stesso Evola non pensasse affatto a travalicare quelle che sono riconosciute le frontiere europee (NON socialiste o liberali, europee) e che nel suo rigetto del nazionalismo "patriottardo" si riferisse principlamente all'ambito Europeo o di derivazione Europea.
    In secondo luogo, però, non riesco a concepire il concetto di "patria" come un concetto del tutto slegato dal primigenio e ancestrale criterio di "sangue" e "suolo": patria è lì dove riposano le ossa dei miei padri, il luogo non solo mentale (o spirituale) dove regna l'Idea, ma anche il luogo brutalmente fisico, le città, i paesi, dove i miei antenati hanno vissuto e hanno costruito le spalle dei giganti sulle quali noi siamo seduti, per citare Bernardo di Chartres.
    E quindi sorge sempre la possibilità di discrasia tra "patria dell'Idea" cui si accede per destino e per scelta e "patria del Sangue e del Suolo", cui si accede per nascita.
    E' una delle frasi, questa, che più mi hanno colpito dell'opera di Evola ma ammetto di non conoscerla per come è inserita nel suo contesto.
    Evola auspicava un Ordine dei Ranghi.
    Il valore del sangue -nell'accezione squisitamente evoliana del termine- non è contestato nè specificamente subordinato ad altro.
    Semplicemente considerava che la difesa dell'Europa delle più o meno piccole Patrie (in qualsiasi parte del mondo fossero presenti solidi retaggi europei) fosse impossibile senza una "internazionale" dell'Aristocrazia che ribaltasse il processo sovversivo con azioni sottili di carattere "magico-religioso" o militare.

  3. #3
    .
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    Predefinito Rif: Un veloce pensiero su Evola

    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    Una piccola premessa. Ancora non ho iniziato la lettura approfondita e studiata dell'opera di Julius Evola, da cui anzi mi sono tenuto lontano prima di acquisire una seppur limitata autonomia di pensiero e una cognizione leggermente approfondita della Storia.
    Nella affermazione

    Nell'Idea va riconosciuta la nostra vera Patria. Non l'essere di una stessa terra o di una stessa lingua, ma l'essere della stessa idea è quello che oggi conta.


    sono sostanzialmente d'accordo con quanti sostengono la necessità di inserire la detta "Idea", politica e meta-politica, nell'ambito del più generale contesto della civiltà, della Storia e delle tradizioni di riferimento.
    Io personalmente sono arrivato a sospettare che lo stesso Evola non pensasse affatto a travalicare quelle che sono riconosciute le frontiere europee (NON socialiste o liberali, europee) e che nel suo rigetto del nazionalismo "patriottardo" si riferisse principlamente all'ambito Europeo o di derivazione Europea.
    In secondo luogo, però, non riesco a concepire il concetto di "patria" come un concetto del tutto slegato dal primigenio e ancestrale criterio di "sangue" e "suolo": patria è lì dove riposano le ossa dei miei padri, il luogo non solo mentale (o spirituale) dove regna l'Idea, ma anche il luogo brutalmente fisico, le città, i paesi, dove i miei antenati hanno vissuto e hanno costruito le spalle dei giganti sulle quali noi siamo seduti, per citare Bernardo di Chartres.
    E quindi sorge sempre la possibilità di discrasia tra "patria dell'Idea" cui si accede per destino e per scelta e "patria del Sangue e del Suolo", cui si accede per nascita.
    E' una delle frasi, questa, che più mi hanno colpito dell'opera di Evola ma ammetto di non conoscerla per come è inserita nel suo contesto.
    Ho fatto gli stessi ragionamenti e ho le stesse perplessità (anch'io non ho letto ancora praticamente nulla di Evola).

  4. #4
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    Predefinito Rif: Un veloce pensiero su Evola

    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    Una piccola premessa. Ancora non ho iniziato la lettura approfondita e studiata dell'opera di Julius Evola, da cui anzi mi sono tenuto lontano prima di acquisire una seppur limitata autonomia di pensiero e una cognizione leggermente approfondita della Storia.
    Nella affermazione

    Nell'Idea va riconosciuta la nostra vera Patria. Non l'essere di una stessa terra o di una stessa lingua, ma l'essere della stessa idea è quello che oggi conta.


    sono sostanzialmente d'accordo con quanti sostengono la necessità di inserire la detta "Idea", politica e meta-politica, nell'ambito del più generale contesto della civiltà, della Storia e delle tradizioni di riferimento.
    Io personalmente sono arrivato a sospettare che lo stesso Evola non pensasse affatto a travalicare quelle che sono riconosciute le frontiere europee (NON socialiste o liberali, europee) e che nel suo rigetto del nazionalismo "patriottardo" si riferisse principlamente all'ambito Europeo o di derivazione Europea.
    In secondo luogo, però, non riesco a concepire il concetto di "patria" come un concetto del tutto slegato dal primigenio e ancestrale criterio di "sangue" e "suolo": patria è lì dove riposano le ossa dei miei padri, il luogo non solo mentale (o spirituale) dove regna l'Idea, ma anche il luogo brutalmente fisico, le città, i paesi, dove i miei antenati hanno vissuto e hanno costruito le spalle dei giganti sulle quali noi siamo seduti, per citare Bernardo di Chartres.
    E quindi sorge sempre la possibilità di discrasia tra "patria dell'Idea" cui si accede per destino e per scelta e "patria del Sangue e del Suolo", cui si accede per nascita.
    E' una delle frasi, questa, che più mi hanno colpito dell'opera di Evola ma ammetto di non conoscerla per come è inserita nel suo contesto.
    Non è che non bisogna fare riferimento alla patria nel senso puramente fisico-materiale, semplicemente il sangue e il suolo sono conseguenza dell'Idea che è dietro il concetto di Patria e dietro l'ordinamento statale. Evola credo pensasse a un nuovo Stato fondato su altri valori rispetto a quelli del mondo moderno. Se vuoi capirlo devi intenderla così. Se leggi Gli Uomini E Le Rovini sarà ancora più chiaro.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Un veloce pensiero su Evola

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    Evola auspicava un Ordine dei Ranghi.
    Il valore del sangue -nell'accezione squisitamente evoliana del termine- non è contestato nè specificamente subordinato ad altro.
    Semplicemente considerava che la difesa dell'Europa delle più o meno piccole Patrie (in qualsiasi parte del mondo fossero presenti solidi retaggi europei) fosse impossibile senza una "internazionale" dell'Aristocrazia che ribaltasse il processo sovversivo con azioni sottili di carattere "magico-religioso" o militare.
    Ottima la risposta di amerigodumini a cui va fatta un'aggiunta: Evola non negava i legami di 'sangue e suolo' ma riteneva che essi non fossero sufficienti. E' l'elemento animico e spirituale, nella dottrina razzista evoliana, ad essere fondamentale perchè dà 'forma' alla 'materia' costituita dalla razza biologica.
    E' per questo che 'la mia patria è laddove si combatte per le mie idee' non dev'essere visto in senso cosmopolita e dissolutore ma in un senso altamente spirituale e aristocratico.
    Si rimanda, implicitamente, al platonico modello scritto nei cieli che esiste a prescindere dalla sua effettiva e concreta realizzazione.
    Spero di aver reso l'idea insomma.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Un veloce pensiero su Evola

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Ottima la risposta di amerigodumini a cui va fatta un'aggiunta: Evola non negava i legami di 'sangue e suolo' ma riteneva che essi non fossero sufficienti. E' l'elemento animico e spirituale, nella dottrina razzista evoliana, ad essere fondamentale perchè dà 'forma' alla 'materia' costituita dalla razza biologica.
    E' per questo che 'la mia patria è laddove si combatte per le mie idee' non dev'essere visto in senso cosmopolita e dissolutore ma in un senso altamente spirituale e aristocratico.
    Si rimanda, implicitamente, al platonico modello scritto nei cieli che esiste a prescindere dalla sua effettiva e concreta realizzazione.
    Spero di aver reso l'idea insomma.
    Il sangue e il suolo contano, ma solo se uniti dall'Idea. Non è che se io mi sveglio domani in India e penso la stessa cosa di uno che sta in Italia significa che apparteniamo alla stessa Patria. Una volta stabilità l'idea poi subentra pur sempre il discorso ereditario e di appartenenza.

  7. #7
    SMF
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    Predefinito Rif: Un veloce pensiero su Evola

    Citazione Originariamente Scritto da JnanaTapas Visualizza Messaggio
    Il sangue e il suolo contano, ma solo se uniti dall'Idea. Non è che se io mi sveglio domani in India e penso la stessa cosa di uno che sta in Italia significa che apparteniamo alla stessa Patria. Una volta stabilità l'idea poi subentra pur sempre il discorso ereditario e di appartenenza.
    Sì certo, però, ripeto, secondo me c'è un chiaro riferimento 'platonico' nella frase evoliana, che rimanda ad una sensibilità o meglio alla fedeltà ad un modello di pensiero aristocratico che esiste a prescindere dalla sua concreta esistenza.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Un veloce pensiero su Evola

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Sì certo, però, ripeto, secondo me c'è un chiaro riferimento 'platonico' nella frase evoliana, che rimanda ad una sensibilità o meglio alla fedeltà ad un modello di pensiero aristocratico che esiste a prescindere dalla sua concreta esistenza.
    Sì, quando scrive Idea intende l'idea platonica. Ma credo che lì sia un chiaro riferimento ai principi tradizionali. L'aristocrazia deriva dall'idea che aveva della regalità piuttosto.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Un veloce pensiero su Evola

    Evola pensava all'Impero non ai nazionalismi e nemmeno ai nazionalismi colonialisti.
    Inutile nasconderlo.
    Per cui non è affatto escluso che in una cornice ideale sovranazionale reputasse un Ariano Indiano "compatriota" di uno Junker Baltico.
    Parliamo di un regime tradizionale.

  10. #10
    SMF
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    Predefinito Rif: Un veloce pensiero su Evola

    Citazione Originariamente Scritto da JnanaTapas Visualizza Messaggio
    Sì, quando scrive Idea intende l'idea platonica. Ma credo che lì sia un chiaro riferimento ai principi tradizionali. L'aristocrazia deriva dall'idea che aveva della regalità piuttosto.
    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    Evola pensava all'Impero non ai nazionalismi e nemmeno ai nazionalismi colonialisti.
    Inutile nasconderlo.
    Per cui non è affatto escluso che in una cornice ideale sovranazionale reputasse un Ariano Indiano "compatriota" di uno Junker Baltico.
    Parliamo di un regime tradizionale.
    D'accordo con entrambi.

 

 
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