E’ necessaria una mobilitazione generale contro il film di john Bormann (una squallida storia d’amore tra una poetessa bianca e un reporter di colore nell’africa del post- apartheid) da qualche mese uscito nelle sale della nostra nazione. E’ strano innanzitutto il grande risalto mass-mediatico dato a questa pellicola di volgarissimo cinema.
E’ come se il sistema della propaganda mondialista percepisse che il muro di gomma costruito a sostengno del nuovo ordine mondiale sta piano piano crollando.
Ecco allora tirare fuori dal cilindro la questione sudafricana e il mito della fine dell’Apartheid…
Tutto si concatena alla perfezione come il fatto che il film iniziato e interrotto negli anni passati per mancanza di soldi sia riuscito a trovare finanziamenti non appena il regista abbia stravolto il copione del film, inserendo la love story in bianco e nero. Non è una caso poi che come vittima sacrificale bianca sia stata scelta un’attrrice da sempre dichiaratasi apolide e apatrida (sono francese perché sono nata in Francia, ma non mi sento francese potrei vivere ovunque).
Il nostro boicottaggio sarà senza pietà
LeccoRN




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