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    Predefinito Prima udienza del Papa: Benedetto, un programma per la rinascita dell'Europa

    Prima udienza del papa: Benedetto, un programma per la riconciliazione e la rinascita dell’Europa


    Città del Vaticano (AsiaNews) - Prima udienza generale di Benedetto XVI in piazza San Pietro. Il nuovo pontefice ha incontrato i fedeli e pellegrini dall’Italia e dal mondo. E' dal 26 gennaio scorso che non si svolgeva un’udienza generale di questo tipo, l’ultima di Giovanni Paolo II.

    Nella sua prima udienza, strutturata in modo simile a quelle di Giovanni Paolo II, il papa ha ringraziato “il popolo di Dio” per il sostegno che riceve nel suo ministero, a cui è stato chiamato con “stupore e gratitudine”.

    Egli ha poi spiegato anzitutto i motivi per cui ha scelto il nome “Benedetto”. Il primo è legato a Benedetto XV, “coraggioso e autentico profeta di pace”, che ha lottato per evitare la guerra e poi “per limitarne le conseguenze nefaste”. “Sulle sue orme – ha spiegato Benedetto XVI - desidero porre il mio ministero a servizio della riconciliazione e dell’armonia tra gli uomini e i popoli, profondamente convinto che il grande bene della pace è innanzitutto dono di Dio, dono fragile e prezioso da invocare, tutelare e costruire giorno dopo giorno con l’apporto di tutti”.

    Il secondo motivo è riferito al “Patriarca del monachesimo occidentale”, Benedetto da Norcia. Egli, molto venerato anche in Germania, “costituisce un fondamentale punto di riferimento per l’unità dell’Europa e un forte richiamo alle irrinunciabili radici cristiane della sua cultura e della sua civiltà”.

    Il Papa ha subito precisato che il richiamo alle radici cristiane del continente europeo avviene attraverso la rinascita dell’amore a Cristo, secondo i dettami dello stesso san benedetto: “All’inizio del mio servizio come Successore di Pietro chiedo a san Benedetto di aiutarci a tenere ferma la centralità di Cristo nella nostra esistenza. Egli sia sempre al primo posto nei nostri pensieri e in ogni nostra attività!”.

    Il Papa ha ricordato Giovanni Paolo II che nel programma della Chiesa per il terzo millennio aveva chiesto alle comunità cristiane di divenire una scuola di preghiera di adorazione e di rapporto con Gesù Cristo, “fino ad un vero invaghimento del cuore” (Novo Millennio Ineunte, n. 33). Sulla scia di Giovanni Paolo II e per un addestramento alla preghiera, papa Benedetto XVI ha deciso di continuare come tema delle udienze i commenti ai salmi e ai cantici dei vespri, già iniziati dal suo predecessore.

    Dopo il riassunto della sua catechesi in diverse lingue, fatto dai suoi collaboratori, Benedetto XVI ha rivolto il saluto ai fedeli in tedesco, inglese, francese, spagnolo, polacco, e italiano. L’udienza si è conclusa con il canto del Padre Nostro e la benedizione apostolica, rivolta ai “cari amici”.



    asianews.it

  2. #2
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    BENEDETTO XVI: LA PRIMA UDIENZA GENERALE. CONTINUITÀ CON LE CATECHESI DI PAPA WOJTYLA


    Sono 15mila – secondo la prefettura della Casa pontificia – le persone attese, questa mattina, in piazza San Pietro, per la prima udienza generale di Benedetto XVI. Tra le migliaia di persone che già affollano la piazza ci sono i fedeli di Spoleto e di Norcia, terra natale di San Benedetto, patrono d’Europa, al quale Joseph Ratzinger si è ispirato nella scelta del nome di Pontefice. A rappresentare la Chiesa di Norcia e la comunità benedettina sono presenti il vescovo diocesano Riccardo Fontana e il padre priore della basilica di San Benedetto Cassian Folsom. L’udienza dovrebbe avere come oggetto di catechesi - oggi e nelle prossime settimane - la Liturgia delle Ore. Continuità, dunque, con l’insegnamento di Giovanni Paolo II, che aveva interrotto, il 26 gennaio 2005, il “ciclo normale” di catechesi a motivo della malattia, con i conseguenti due ricoveri. L’ultima udienza generale Papa Wojtyla l’ha tenuta, il 30 marzo 2005, tre giorni prima della morte. In quell’occasione, il messaggio del Pontefice venne letto da mons. Leonardo Sandri, sostituto alla Segreteria di Stato. Il primo saluto andò ai “pellegrini di lingua italiana, in particolare i ragazzi e le ragazze della diocesi di Milano, venuti presso la tomba di Pietro per esprimere la loro fede in Cristo morto e risorto” e, successivamente, ai fedeli giunti dalla Polonia: “Vi ringrazio per la presenza, per le espressioni di benevolenza e per l’accompagnamento nella preghiera. Con gratitudine penso a tutti i connazionali nel Paese e all’estero”. L’udienza di questa mattina si svolgerà sul sagrato della basilica vaticana; il Papa giunto in piazza farà un giro, sulla jeep bianca, dei diversi settori per salutare i fedeli. Non è escluso che compia lo stesso giro al termine dell’udienza.

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    BENEDETTO XVI: PRIMA UDIENZA GENERALE, "HO SCELTO QUESTO NOME PERCHE’ SIA UN MINISTERO A SERVIZIO DELLA RICONCILIAZIONE TRA GLI UOMINI E I POPOLI"


    Sarà un ministero "a servizio della riconciliazione e dell’armonia tra gli uomini e i popoli": questo il proposito di Benedetto XVI esposto nella sua prima udienza generale in corso questa mattina in piazza San Pietro. Il Papa ha spiegato i perché della scelta del suo nome: "Ho voluto chiamarmi Benedetto XVI per riallacciarmi idealmente al venerato Pontefice Benedetto XV, che ha guidato la Chiesa in un periodo travagliato a causa del primo conflitto mondiale – ha detto -. Fu coraggioso e autentico profeta di pace e si adoperò con strenuo coraggio dapprima per evitare il dramma della guerra e poi per limitarne le conseguenze nefaste. Sulle sue orme desidero porre il mio ministero a servizio della riconciliazione e dell’armonia tra gli uomini e i popoli, profondamente convinto che il grande bene della pace è innanzitutto dono di Dio, dono fragile e prezioso da invocare, tutelare e costruire giorno dopo giorno con l’apporto di tutti". Il nome Benedetto evoca, inoltre, la figura del "Patriarca del monachesimo occidentale", san Benedetto da Norcia, compatrono d’Europa insieme ai santi Cirillo e Metodio, santa Caterina ed Edith Stein. "La progressiva espansione dell’Ordine benedettino da lui fondato – ha ricordato il Papa - ha esercitato un influsso enorme nella diffusione del cristianesimo in tutto il Continente. San Benedetto è perciò molto venerato in Germania e, in particolare, nella Baviera, la mia terra d’origine; costituisce un fondamentale punto di riferimento per l’unità dell’Europa e un forte richiamo alle irrinunciabili radici cristiane della sua cultura e della sua civiltà". Il Papa ha citato la raccomandazione lasciata da san Benedetto ai monaci nella sua Regola: "Nulla assolutamente antepongano a Cristo" (Regola 72,11; cfr 4,21) e ha chiesto al patrono d’Europa "di aiutarci a tenere ferma la centralità di Cristo nella nostra esistenza. Egli sia sempre al primo posto nei nostri pensieri e in ogni nostra attività!"


    In apertura dell’udienza generale il Santo Padre ha salutato tutti i presenti ma anche "coloro che ci seguono mediante la radio e la televisione" e ha descritto il suo stato d’animo di questi giorni, caratterizzato da "sentimenti tra loro contrastanti": "stupore e gratitudine nei confronti di Dio che ha sorpreso innanzitutto me stesso, chiamandomi a succedere all’apostolo Pietro; interiore trepidazione dinanzi alla grandezza del compito e delle responsabilità che mi sono state affidate". Benedetto XVI ha anche ricordato "con affetto" il "venerato predecessore Giovanni Paolo II , al quale siamo debitori di una straordinaria eredità spirituale". Citando la Lettera Apostolica Novo millennio ineunte e l’invito di Giovanni Paolo II a far diventare le comunità cristiane "autentiche scuole di preghiera", ha espresso la sua volontà di continuare a dedicare le catechesi del mercoledì al commento dei Salmi delle Lodi e dei Vespri: "Anch’io intendo riproporre nei prossimi appuntamenti settimanali il commento da lui preparato sulla seconda parte dei Salmi e Cantici che compongono i Vespri. Con il prossimo mercoledì riprenderò proprio da dove si erano interrotte le sue catechesi, nell’Udienza generale del 26 gennaio scorso". Benedetto XVI ha concluso la sua catechesi ringraziando i fedeli "dell’affetto di cui mi circondate" e ricambiando questi sentimenti.


    Agenzia Sir

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    Il Papa: vi spiego perchè mi chiamo Benedetto

    di Mattia Bianchi/ 27/04/2005

    Prima udienza generale per il pontefice che ha spiegato il significato del suo nome e ha ricordato Giovanni Paolo II. "Dalla prossima settimana, - ha detto - riprenderò proprio da dove si erano interrotte le sue catechesi".




    CITTA' DEL VATICANO - ''Ho voluto chiamarmi Benedetto XVI per riallacciarmi idealmente al venerato Pontefice Benedetto XV, che ha guidato la Chiesa in un periodo travagliato a causa del primo conflitto mondiale. Fu coraggioso e autentico profeta di pace e si adoperò con strenuo coraggio dapprima per evitare il dramma della guerra e poi per limitarne le conseguenze nefaste. Sulle sue orme desidero porre il mio ministero a servizio della riconciliazione e dell'armonia tra gli uomini e i popoli, profondamente convinto che il grande bene della pace è innanzitutto dono di Dio”. Il papa ha spiegato stamani la scelta del suo nome, richiamandosi non solo al suo predecessore, ma anche al fondatore del monachesimo occidentale, San Benedetto da Norcia, santo che ha esercitato un ''influsso enorme nella diffusione del cristianesimo''.

    Alla prima udienza generale del pontefice, svoltasi in piazza San Pietro, hanno partecipato almeno 15mila fedeli di ogni angolo del mondo. Tra i gruppi più consistenti, quello di un migliaio di fedeli proveniente dall'arcidiocesi di Spoleto-Norcia e guidati dall'arcivescovo Riccardo Fontana; i circa duemila dalla Polonia; i circa 1.300 dalla Germania; gli ottocento dalla Francia; i 700 dagli Stati Uniti. E poi, pellegrini da Serbia e Montenegro, Slovenia, Ungheria, Francia, Canada, Gabon, Inghilterra, Irlanda, Finlandia, Norvegia, Svezia, Australia, Vietnam, India, Pakistan, Singagore, USA, Germania, Svizzera, Austria, Spagna, Messico, e Portogallo. Presenti anche 200 musulmani, partecipanti del primo simposio di dialogo islamo-cristiano, promosso dal Movimento dei Focolari.

    Nella sua riflessione, il papa ha ringraziato i fedeli “per la vostra presenza, perchè mi da' la certezza che la vostra preghiera mi accompagna” e ha ricordato la figura di Giovanni Paolo II, “al quale siamo debitori di una straordinaria eredità spirituale”. “Come egli fece all’inizio del suo pontificato, quando volle proseguire le riflessioni avviate dal suo Predecessore sulle virtù cristiane, - ha detto - così anch’io intendo riproporre nei prossimi appuntamenti settimanali il commento da lui preparato sulla seconda parte dei Salmi e Cantici che compongono i Vespri. Con il prossimo mercoledì riprenderò proprio da dove si erano interrotte le sue catechesi, nell’Udienza generale del 26 gennaio scorso”. Al termine, Benedetto XVI, riprendendo un’abitudine del suo predecessore, si è rivolto ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. “Il Signore risorto riempia del suo amore il cuore di ciascuno di voi, cari giovani, perché siate pronti a seguirlo con entusiasmo; sostenga voi, cari malati, perché accettiate con serenità il peso della sofferenza, e guidi voi, cari sposi novelli, perché facciate crescere la vostra famiglia nella santità”.

    Il papa ha dato così appuntamento all'incontro della prossima settimana che prevede alcune novità. E' stato deciso, infatti, di imporre ai tradizionali appuntamenti del mercoledì uno stile più sobrio di quelli di Giovanni Paolo II, che si concludevano con un interminabile fila di pellegrini ammessi al cosiddetto "baciamano". Papa Ratzinger preferisce invece dare all'incontro un caratterizzazione più rigorosamente catechetica, con un accentuata centralità della parola di Dio che egli stesso, poi, spiegherà nelle diverse lingue.


    Il testo integrale del discorso del papa




    Carissimi Fratelli e Sorelle!

    Sono lieto di accogliervi e rivolgo un cordiale saluto a quanti siete qui presenti, come pure a coloro che ci seguono mediante la radio e la televisione. Come ho già espresso nel primo incontro con i Signori Cardinali, proprio mercoledì della settimana scorsa nella Cappella Sistina, sperimento nell’animo sentimenti tra loro contrastanti in questi giorni d’inizio del mio ministero petrino: stupore e gratitudine nei confronti di Dio che ha sorpreso innanzitutto me stesso, chiamandomi a succedere all’apostolo Pietro; interiore trepidazione dinanzi alla grandezza del compito e delle responsabilità che mi sono state affidate. Mi dà però serenità e gioia la certezza dell’aiuto di Dio, della sua Madre Santissima, la Vergine Maria, e dei santi Protettori; mi è di sostegno anche la vicinanza spirituale dell’intero Popolo di Dio al quale, come domenica scorsa ho avuto modo di ripetere, continuo a chiedere di accompagnarmi con insistente preghiera.

    Dopo la pia dipartita del mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, riprendono quest’oggi le tradizionali Udienze generali del mercoledì. In questo primo incontro vorrei anzitutto soffermarmi sul nome che ho scelto divenendo Vescovo di Roma e Pastore universale della Chiesa. Ho voluto chiamarmi Benedetto XVI per riallacciarmi idealmente al venerato Pontefice Benedetto XV, che ha guidato la Chiesa in un periodo travagliato a causa del primo conflitto mondiale. Fu coraggioso e autentico profeta di pace e si adoperò con strenuo coraggio dapprima per evitare il dramma della guerra e poi per limitarne le conseguenze nefaste. Sulle sue orme desidero porre il mio ministero a servizio della riconciliazione e dell’armonia tra gli uomini e i popoli, profondamente convinto che il grande bene della pace è innanzitutto dono di Dio, dono fragile e prezioso da invocare, tutelare e costruire giorno dopo giorno con l’apporto di tutti.

    Il nome Benedetto evoca, inoltre, la straordinaria figura del grande “Patriarca del monachesimo occidentale”, san Benedetto da Norcia, compatrono d’Europa insieme ai santi Cirillo e Metodio. La progressiva espansione dell’Ordine benedettino da lui fondato ha esercitato un influsso enorme nella diffusione del cristianesimo in tutto il Continente. San Benedetto è perciò molto venerato in Germania e, in particolare, nella Baviera, la mia terra d’origine; costituisce un fondamentale punto di riferimento per l’unità dell’Europa e un forte richiamo alle irrinunciabili radici cristiane della sua cultura e della sua civiltà. Di questo Padre del Monachesimo occidentale conosciamo la raccomandazione lasciata ai monaci nella sua Regola: “Nulla assolutamente antepongano a Cristo” (Regola 72,11; cfr 4,21). All’inizio del mio servizio come Successore di Pietro chiedo a san Benedetto di aiutarci a tenere ferma la centralità di Cristo nella nostra esistenza. Egli sia sempre al primo posto nei nostri pensieri e in ogni nostra attività!

    Ritorna con affetto il mio pensiero al venerato predecessore Giovanni Paolo II , al quale siamo debitori di una straordinaria eredità spirituale. “Le nostre comunità cristiane – ha scritto nella Lettera Apostolica Novo millennio ineunte – devono diventare autentiche scuole di preghiera, dove l’incontro con Cristo non si esprima soltanto in implorazione di aiuto, ma anche in rendimento di grazie, lode, adorazione, contemplazione, ascolto, ardore di affetti, fino ad un vero invaghimento del cuore” (n. 33). Queste indicazioni ha cercato di porre in atto egli stesso dedicando le catechesi del mercoledì degli ultimi tempi al commento dei Salmi delle Lodi e dei Vespri. Come egli fece all’inizio del suo pontificato, quando volle proseguire le riflessioni avviate dal suo Predecessore sulle virtù cristiane (cfr Insegnamenti di Giovanni Paolo II, I [1978], pp. 60-63), così anch’io intendo riproporre nei prossimi appuntamenti settimanali il commento da lui preparato sulla seconda parte dei Salmi e Cantici che compongono i Vespri. Con il prossimo mercoledì riprenderò proprio da dove si erano interrotte le sue catechesi, nell’Udienza generale del 26 gennaio scorso.

    Cari Amici, grazie di nuovo per la vostra visita, grazie per l’affetto di cui mi circondate. Sono sentimenti che ricambio cordialmente con una speciale benedizione, che imparto a voi qui presenti, ai vostri familiari e a tutte le persone care.


    korazym.org

 

 

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