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DECIMA PARTE
Io levai i miei talloni verso Babilonia
attraverso le terre andai alla mia città
Un re a Babilonia per fare elevare in mezzo ad essa
il mio tempio-montagna rivolto al Cielo.
Egli rinnoverà l'Esagil, simile alla montagna,
cambierà la sua altezza,
eleverà la sua piattaforma
migliorerà la sua sommità.
Nella mia città, Babilonia,
egli abiterà nell'abbondanza
la mia mano egli afferrerà,
nella mia città e nel mio regno Esagil
io entrerò per l'eternità.
Indubbiamente memore del modo in cui era stato decorato ed abbellito il tempio-ziggurat di Ninurta a Lagash, Marduk immaginava il suo nuovo tempio, l'Esagil, decorato di metalli splendenti e preziosi; e quando tutto sarà completato, continuava Marduk, i sacerdoti-astronomi saliranno i piani delle ziggurat ed osserveranno i cieli, confermando la sua legittima supremazia:
I conoscitori dei segni premonitori, messi in servizio, ascenderanno poi in mezzo ad esso;
a sinistra e a destra, su parti opposte,
essi staranno separatamente.
Il re poi si avvicinerà;
a stella legittima dell'Esagil
sopra le terra [egli osserverà].
Quando l'Esagil venne infine costruito, seguì effettivamente piani molto dettagliati e precisi: il suo orientamento, la sua altezza e i vari piani erano tali che davvero la sua sommità puntava direttamente verso Iku, la stella principale della costellazione dell'Ariete. Ma il suo sogno non era destinato a compiersi proprio in quel momento e in quel luogo.
Nello stesso anno in cui egli aveva cominciato la sua marcia di ritorno verso Babilonia, a capo di un'orda di sostenitori occidentali organizzati da Nabu, una spaventosa catastrofe si abbattè sulla regione dell'Antico Vicino Oriente, una calamità che il genere umano non aveva mai sperimentato prima.
Marduk si aspettava che una volta che i segni premonitori fossero stati chiari , sia gli dei sia gli uomini avrebbero finalmente dato ascolto alla sua richiesta di accettare la sua supremazia senza ulteriori resistenze.
<Invocai gli dèi, ognuno di loro, affinchè mi ascoltassero> scrisse marduk nelle sue memorie <Lungo la mia marcia feci appello al popolo, " Portate il vostro tributo a Babilonia"> .-
Invece si trovò a fronteggiare la tattica della "terra bruciata". gli dèi che presiedevano all'allevamento del bestiame ed alla coltivazione del grano "salirono al Cielo", mentre gli altri dèi "fecero ammalare il cuore della Terra".-
L'avanzata si fece violenta e sanguinosa.
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Citazione:
In origine postato da Giullare
ALT! Aspetta un attimo! Sei tu che scrivi in prima persona o stai copiando e incollando? :eek: :confused:
Tutte cose scritte salvate nei mei archivi.
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UNDICESIMA PARTE
" I fratelli si divorarono a vicenda , gli amici si trucidavano con la spada, i cadaveri bloccavano le porte"
La Terra fu devastata, gli animali selvaggi divoravano gli uomini, branchi di cani azzannavano a morte la gente.
Via via che i seguaci di Marduk avanzavano, templi e santuari degli dèi cominciarono ad essere profanati. Il più grande sacrilegio fu la profanazione dei tempio di Enlil a Nippur, fino ad allora il centro religioso di tutte le terre e di tutti i popoli.
Quando Enlil venne a sapere che nemmeno il Sancta Sanctorum era stato risparmiato, che "nel santo dei santi era stato strappato il velo", si precipitò il Mesopotamia.
Mentre scendeva dal Cielo, "mandò una brillantezza come di un fulmine" ; "di fronte la lui vi erano altri dèi, vestiti con fulgore".Vedendo quel che era successo, "Enlil fece in modo che su Babilonia si abbattesse la disgrazia".
Egli ordinò di prendere Nabu e portarlo davanti al concilio degli dèi: l'incarico fu dato a Nergal ed a Ninurta, ma essi si accorsero presto che Nabu era fuggito dal suo tempio di Borsippa, sul confine dell'Eufrate , per nascondersi fra i suoi seguaci a Canaan e nelle isole del Mediterraneo.
Riuniti in consiglio, i capi degli Annunaki discussero su ciò che si sarebbe dovuto fare, dibattendo le possibili alternative.
Nergal convinse il consiglio che non c'era modo di fermare l'avanzata di Marduk e Nabu, se non con l'uso delle "sette armi spaventose" delle quali solo lui conosceva il nascondiglio, in Africa.
Erano armi che avrebbero potuto fare delle terre "un mucchio di polvere", con le quali si poteva "sollevare" le città, "agitare" i mari "decimando tutto ciò che vi pullulava dentro", " far sparire la gente e trasformare i loro corpi in vapore". La descrizione di queste armi le identifica chiaramente come armi nucleari.
Fu Innana a far notare che non c'era più molto tempo. Agli dèi che litigavano essa intimò di continuare le loro considerazioni in privato, perchè vi era il rischio che il loro piano d'attacco fosse divulgato a Marduk (presumibilmente da Enki).
E così nella "privacy" del tempio di Emeslam, Ninurta comunicò la sua decisione: "Il tempo è trascorso, l'ora è passata; aprite la strada e lasciate che io cominci".-
Tutti i testi giunti fino a noi descrivono la marcia infausta e fatale fino al suo culmine, di cui parla anche la Genesi nei capitoli 18 e 19, che raccontano lo sconvolgimento che interessò Sodoma e Gomorra e le "città del peccato" di quella pianura.
Lo sconvolgimento e la cancellazione dalla faccia della Terra delle "città del male" furono solo un aspetto secondario della vicenda.- Il principale obiettivo era la distruzione del porto spaziale nella penisola del Sinai.
I testi mesopotamici affermano che Ninurta e Nergal " fecero in modo che fosse distrutto quello che era stato eretto per lanciarsi verso Anu"; i due "fecero dissolvere la sua faccia e resero desolato il luogo".
Era l'anno 2024 a.C.; le prove - immensa cavità al centro del Sinai e le conseguenti linee di frattura, la vasta area piatta circostante coperta da pietre annerite, le tracce di radiazioni a sud del mar Morto e la forma dello stesso Mar morto - sono ancora là, 4000 anni dopo.
Questa è ........ una leggenda o...... forse realtà?
C'è veramente molto da pensare..................... ma forse un giorno la scienza ci porterà le prove della verità.
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