CHIRIGNAGO. Il proiettile in una busta indirizzata a Maria Teresa Dini: l’esponente dei Verdi si era detta aperta a tutti i culti religiosi
Una pallottola contro la moschea
Minacce al presidente della Municipalità: «La prossima è per la tua testa»
CHIRIGNAGO. Un proiettile in una busta con un messaggio minatorio: lascia perdere la moschea sennò il prossimo è per la tua testa. La busta è stata recapitata ieri nella sede della Municipalità ed era indirizzata a Maria Teresa Dini neo presidente del quartiere. Il riferimento alla moschea riguarda alcune dichiarazioni, rilasciate in campagna elettorale dalla rappresentante dei Verdi, che disse di non avere nulla contro un luogo di culto per musulmani in quartiere. Ora sull’accaduto stanno indagando gli agenti della Digos che hanno sequestrato la busta e il proiettile.
La lettera è stata trovata nella buca della posta della municipalità ieri mattina. E’ stata presa dalla segretaria assieme all’altra corrispondenza. Inizialmente la dipendente l’aveva messa da una parte in attesa della presidente. Infatti la busta non aveva indirizzi ne riportata il mitente. Scritto a penna sul davanti c’era solo il nome di Maria Teresa Dini. Sentendo un rigonfiamento, la segretaria ha pensato poi che forse all’interno ci poteva essere un cd o qualche cosa di simile. Quindi l’ha aperta. Si è resa subito conto di cosa si trattava quando è uscita l’ogiva di una cartuccia calibro 7.65. Poi quel messaggio scritto con il normografo dove s’«invitava» la presidente a lasciare perdere la moschea altrimenti il prossimo proiettile sarebbe stato per la sua testa.
A quel punto, era da poco passato mezzogiorno, la segretaria ha chiamato il 113. Sul posto prima è intervenuta una pattuglia delle volanti e poi una della Digos. Inutile cercare impronte sulla busta e sull’ogiva. Infatti in molti hanno toccato busta e proiettile. Gli agenti hanno provveduto a sequestrare il tutto.
Per il momento gli investigatori della polizia non si sbilanciano. Pochi gli elementi a loro disposizione. Non pensano sia l’azione di un gruppo organizzato. Sono più propensi a credere al gesto di un mitomane. Di qualcuno che, di sicuro, non tollera la presenza di eventuali luoghi di culto di altre religioni. Del resto in quartiere, lo scorso anno, i musulmani (che qui sono numerosi) non riuscirono a trovare un luogo di culto per le preghiere durante il periodo del ramadan.




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