cari amici
è di ieri la notizia dell'iscrizione dell'avvocato e parlamentare Gaetano Pecorella nel registro degli indagati della procura di Brescia. L'accusa?... favoreggiamento, avendo egli convinto a suon di milioni un 'pentito' [il solito 'pentito' di turno naturalmente...], Martino Siciliano, a ritrattare le accuse da lui mosse al proprio assistito, Delfo Zorzi condannato in primo grado per la strage di Piazza Fontana e sospettato di essere autore anche della strage di Piazza della Loggia a Brescia. Ecco in breve i fatti...
Tra gli accusatori di Delfo Zorzi, condannato all'ergastolo per la strage alla Banca Nazionale dell'Agricoltura a 31 anni dai fatti [!!...] e oggi residente a Tokio con nome [Hagen Roi] e cittadinanza giapponese, vi è anche l'amico e camerata di Ordine Nuovo Martino Siciliano. Costui in tempi recenti dalla Colombia, dove a sua volta era finito, aveva concordato in cambio di 'protezione' [ovvero sospensione della pena...] e 'alimenti' [ovvero una mezza dozzina di milioni al mese, o giù di lì, a vita...] di ritornare in Italia e 'collaborare con la giustizia'. Al momento di testimoniare al processo contro Zorzi per la strage di Piazza Fontana però non si è presentato in tribunale, inviando invece un fax nel quale ha gentilmente spiegato che la cifra concordata era troppo bassa e piuttosto che vivere come un barbone in Italia se ne ritornava in Colombia. La cosa sarebbe finita qui se non fosse che nello scorso aprile Siciliano ha fatto pervenire agli inquirenti di Brescia un altro fax nel quale scagionava Zorzi e altri dall'accusa per l'altra strage, quella di Piazza della Loggia a Brescia. Sebbene il fax risultasse spedito dalla Colombia i Caranbinieri dei Ros non hanno tardato a scoprire che Siciliano non ha affatto lasciato l'Italia e lo hanno arrestato. Non soprenede nessuno il fatto che egli in carcere abbia ripereso [ma guarda un pò, chi l'avrebbe detto!...] a 'collaborare', e da qui le 'ammissioni' che hanno portato all'iscrizione al registro degli indagati di Gaetano Pecorella.
Avremo modo di disquisire a luogo sull'argomento, cari amici, ma per il momento vi sottopongo il seguente articolo comparso ieri su Libero...
buona lettura!...
Le strane coincidenze
di Renato Besana
Nessuno può nemmeno lontanamente dubitare che l’iscrizione di Gaetano Pecorella nel registro degli indagati non sia un atto dovuto… a che cosa però non vorremmo essere costretti a sospettarlo. Le carte, come avviene in questi casi, saranno a posto. Ma è difficile non tenere conto di una coincidenza. Fra una quindicina di giorni il progetto di legge Cirami, quello sul legittimo sospetto, comincerà il suo iter alla Camera in commissione giustizia. A presiederla, quando si dice il caso, è proprio Pecorella. Non ci sarebbe da stupirsi se, all’apertura dei lavori, gli fosse recapitato anche un avviso, o meglio un avvertimento, di garanzia. Già ora si può immaginare con quale serenità egli si appresti a dirigere quel dibattito che, prima ancora di cominciare, è già degradato in rissa.
La sinistra in compenso trova nel provvedimento della magistratura bresciana la conferma di uno dei suoi teoremi prediletti, secondo il quale non esiste un partito delle toghe e se esiste è soltanto per difendersi dal partito degli avvocati o, come ha scritto il Corrierone, degli avvocaticchi. Costoro sarebbero, a sentire le anime candide, o corrotti o agenti della corruzione né potrebbe essere altrimenti, considerata la loro militanza in Forza Italia. L’accusa di aver favorito la ritrattazione di un testimone a suon di milioni è la conferma che ancora mancava.
Pecorella per giunta è avvocato del cavaliere, al pari di Previsti e Taormina. Le ragioni processuali saranno di certo indubitabili, ma è difficile soffocare l’impressione che questa iscrizione nel registro degli indagati somigli ad una vendetta trasversale, in attesa che sia assestato con la sentenza Sme-Ariosto il colpo definitivo. Oltretutto, se la legge Cirami fosse approvata in tempo utile, Casini permettendo, il tribunale cui sarebbe destinato il procedimento a carico di Previti e Berlusconi sarebbe proprio quello di Brescia, dal quale a questo punto è difficile attendersi un atteggiamento diverso da quello tenuto a Milano. Come dire… ragazzi non fatevi troppe illusioni!…
Quello bresciano è un duplice capolavoro. Se la ritrattazione del pentito Martino Siciliano fosse confermata, l’accusa mossa a Delfo Zorzi di aver compiuto la strage di Piazza della Loggia comincerebbe a scricchiolare, mettendo così in dubbio la sentenza di Piazza Fontana. Allo stesso modo prima dell’estate un altro tribunale, questa volta di appello, ha condannato Luigi Ciavardini all’ergastolo quale esecutore materiale della strage di Bologna. Se infatti fosse stata confermata la sentenza di primo grado che l’aveva prosciolto si sarebbe dovuto rifare il processo a Francesca Mambro e Valerio Fioravanti [che Cossiga si ostina a proclamare innocenti] . Insomma sempre che la verità giudiziaria voglia a tutti i costi sigillare la verità politica per non correre il rischio di riscrivere le pagine più sporche della storia recente. Compiere le stragi furono i fascisti, guai a cercare altre direzioni. Se qualcuno si vuol mettere di traverso peggio per lui. E pensare che negli anni bui, quando fu compiuta la strage di Brescia, Gaetano Pecorella faceva parte del movimento. Quelle tesi le conosce benissimo. Oggi che ha cambiato idea e difende l’ordinovista Zorzi, comincia anche lui a farne le spese.
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Nobis ardua
Comandante CC Carlo Fecia di Cossato




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