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    memoria storica di PoL
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    Predefinito Le 'stragi fasciste', una scure da dissotterrare ogni volta che serve...

    cari amici
    è di ieri la notizia dell'iscrizione dell'avvocato e parlamentare Gaetano Pecorella nel registro degli indagati della procura di Brescia. L'accusa?... favoreggiamento, avendo egli convinto a suon di milioni un 'pentito' [il solito 'pentito' di turno naturalmente...], Martino Siciliano, a ritrattare le accuse da lui mosse al proprio assistito, Delfo Zorzi condannato in primo grado per la strage di Piazza Fontana e sospettato di essere autore anche della strage di Piazza della Loggia a Brescia. Ecco in breve i fatti...

    Tra gli accusatori di Delfo Zorzi, condannato all'ergastolo per la strage alla Banca Nazionale dell'Agricoltura a 31 anni dai fatti [!!...] e oggi residente a Tokio con nome [Hagen Roi] e cittadinanza giapponese, vi è anche l'amico e camerata di Ordine Nuovo Martino Siciliano. Costui in tempi recenti dalla Colombia, dove a sua volta era finito, aveva concordato in cambio di 'protezione' [ovvero sospensione della pena...] e 'alimenti' [ovvero una mezza dozzina di milioni al mese, o giù di lì, a vita...] di ritornare in Italia e 'collaborare con la giustizia'. Al momento di testimoniare al processo contro Zorzi per la strage di Piazza Fontana però non si è presentato in tribunale, inviando invece un fax nel quale ha gentilmente spiegato che la cifra concordata era troppo bassa e piuttosto che vivere come un barbone in Italia se ne ritornava in Colombia. La cosa sarebbe finita qui se non fosse che nello scorso aprile Siciliano ha fatto pervenire agli inquirenti di Brescia un altro fax nel quale scagionava Zorzi e altri dall'accusa per l'altra strage, quella di Piazza della Loggia a Brescia. Sebbene il fax risultasse spedito dalla Colombia i Caranbinieri dei Ros non hanno tardato a scoprire che Siciliano non ha affatto lasciato l'Italia e lo hanno arrestato. Non soprenede nessuno il fatto che egli in carcere abbia ripereso [ma guarda un pò, chi l'avrebbe detto!...] a 'collaborare', e da qui le 'ammissioni' che hanno portato all'iscrizione al registro degli indagati di Gaetano Pecorella.

    Avremo modo di disquisire a luogo sull'argomento, cari amici, ma per il momento vi sottopongo il seguente articolo comparso ieri su Libero...

    buona lettura!...


    Le strane coincidenze

    di Renato Besana

    Nessuno può nemmeno lontanamente dubitare che l’iscrizione di Gaetano Pecorella nel registro degli indagati non sia un atto dovuto… a che cosa però non vorremmo essere costretti a sospettarlo. Le carte, come avviene in questi casi, saranno a posto. Ma è difficile non tenere conto di una coincidenza. Fra una quindicina di giorni il progetto di legge Cirami, quello sul legittimo sospetto, comincerà il suo iter alla Camera in commissione giustizia. A presiederla, quando si dice il caso, è proprio Pecorella. Non ci sarebbe da stupirsi se, all’apertura dei lavori, gli fosse recapitato anche un avviso, o meglio un avvertimento, di garanzia. Già ora si può immaginare con quale serenità egli si appresti a dirigere quel dibattito che, prima ancora di cominciare, è già degradato in rissa.
    La sinistra in compenso trova nel provvedimento della magistratura bresciana la conferma di uno dei suoi teoremi prediletti, secondo il quale non esiste un partito delle toghe e se esiste è soltanto per difendersi dal partito degli avvocati o, come ha scritto il Corrierone, degli avvocaticchi. Costoro sarebbero, a sentire le anime candide, o corrotti o agenti della corruzione né potrebbe essere altrimenti, considerata la loro militanza in Forza Italia. L’accusa di aver favorito la ritrattazione di un testimone a suon di milioni è la conferma che ancora mancava.
    Pecorella per giunta è avvocato del cavaliere, al pari di Previsti e Taormina. Le ragioni processuali saranno di certo indubitabili, ma è difficile soffocare l’impressione che questa iscrizione nel registro degli indagati somigli ad una vendetta trasversale, in attesa che sia assestato con la sentenza Sme-Ariosto il colpo definitivo. Oltretutto, se la legge Cirami fosse approvata in tempo utile, Casini permettendo, il tribunale cui sarebbe destinato il procedimento a carico di Previti e Berlusconi sarebbe proprio quello di Brescia, dal quale a questo punto è difficile attendersi un atteggiamento diverso da quello tenuto a Milano. Come dire… ragazzi non fatevi troppe illusioni!…
    Quello bresciano è un duplice capolavoro. Se la ritrattazione del pentito Martino Siciliano fosse confermata, l’accusa mossa a Delfo Zorzi di aver compiuto la strage di Piazza della Loggia comincerebbe a scricchiolare, mettendo così in dubbio la sentenza di Piazza Fontana. Allo stesso modo prima dell’estate un altro tribunale, questa volta di appello, ha condannato Luigi Ciavardini all’ergastolo quale esecutore materiale della strage di Bologna. Se infatti fosse stata confermata la sentenza di primo grado che l’aveva prosciolto si sarebbe dovuto rifare il processo a Francesca Mambro e Valerio Fioravanti [che Cossiga si ostina a proclamare innocenti] . Insomma sempre che la verità giudiziaria voglia a tutti i costi sigillare la verità politica per non correre il rischio di riscrivere le pagine più sporche della storia recente. Compiere le stragi furono i fascisti, guai a cercare altre direzioni. Se qualcuno si vuol mettere di traverso peggio per lui. E pensare che negli anni bui, quando fu compiuta la strage di Brescia, Gaetano Pecorella faceva parte del movimento. Quelle tesi le conosce benissimo. Oggi che ha cambiato idea e difende l’ordinovista Zorzi, comincia anche lui a farne le spese.


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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  2. #2
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    Predefinito

    Se non ti rispondo io, caro Carletto, chi mai lo farà?. Dovresti smettere di leggere Libero, perché non è per niente libero. Smetterla di farti infinocchiare dai gessati stile Savile row e dalla Peterson di Feltri.
    Abito e pipa ch' egli ostenta sperando d' esser scambiato per un giornalista di tipo anglosassone: severo ma obiettivo.
    Il simbolo che meglio gli si addice, ch' io porrei accanto al titolo del suo giornalaccio, è quello del marchio col cagnolino seduto accanto a un fonografo e la dicitura: la voce del padrone.

    Ma la procura di Brescia non era quella che voi additavate quale fulgido esempio di obiettività (e indipendenza dalla Sinistra) quando torchiava Di Pietro per l' affare della Mercedes e dei 100 milioni?
    Brescia non è la città dove volevate spostare il processo Imi-Sir giudicandola, a differenza di Milano, una città non pregiudizialmente ostile a Silvio vostro?
    Ed ora che si è saputo che indagano su Pecorella come la mettiamo?
    Improvvisamente son diventati toghe rosse anche loro?
    Ma è una vera e propria epidemia questa dei giudici comunisti!
    Forse alle Bahamas l' ambiente non sarà tanto ostile all' operaio d' Italia.
    Che dici, Carletto, lo spediamo laggiù a farsi giudicare?

    Gigino

  3. #3
    Ospite

    Predefinito

    il vero Feccia di Cossato si stà rivoltando nella Tomba.......
    anzi da quando viene utilizato come nick lo chiamano affettuosamente "Trottola"...

  4. #4
    memoria storica di PoL
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    Predefinito suvvia, e così spassoso!...

    originally posted by gigino:

    ... se non ti rispondo io, caro Carletto, chi mai lo farà?... dovresti smettere di leggere Libero, perché non è per niente libero. Smetterla di farti infinocchiare dai gessati stile Savile row e dalla Peterson di Feltri... abito e pipa ch' egli ostenta sperando d' esser scambiato per un giornalista di tipo anglosassone: severo ma obiettivo...
    Il simbolo che meglio gli si addice, ch' io porrei accanto al titolo del suo giornalaccio, è quello del marchio col cagnolino seduto accanto a un fonografo e la dicitura: la voce del padrone...


    caro il mio bel gigino
    mi par di capire tu non apprezzi molto il quotidiano diretto da Vittorio Feltri... fai male perchè se solo tu ti prendessi la briga di leggerlo scopriresti che è assai spassoso...

    Ecco qua, per restare nell'argomento del 3d e per farci un paio di risate, due trafiletti tratti dal numero di ieri...

    buona lettura!...

    I giornali di sinistra anticipano il processo contro Pecorella

    ... un'offensiva in grande stile quella portata avanti dal giornale fondato da Antonio Gramsci [L'Unità... - n.d.r.] oggi megafono della sinistra Ds. Fatta di e-mail, fax e lettere di protesta da inviare alla redazione per battersi a favore della 'decenza'. Obiettivo: sabotare sul nascere la discussione alla Camera sul 'legittimo sospetto'. 'L'evidente conflitto di interessi del professor Pecorella, deputato di Fi e presidente della Commissione Giustizia della Camera e, nello stesso tempo, avvocato di Silvio Berlusconi nel processo Sme di Milano', scriveva quel giorno L'Unità, 'solleva gravi questioni di opportunità politica e di etica pubblica'.
    Per questo il giornale che fu del Pci si era deciso a promuovere un appello affinchè Pecorella si astenesse dal presiedere la Commissione Giustizia durante la discussione della legge sul legittimo sospetto. Risultato, a leggere le cifre pubblicate orgogliosamente da l'Espresso, 4300 firme in due giorni [!!... ]...

    Piazza Fontana, Ds contro Castelli

    L'Unità già da due giorni ha affidato a Gianni Cipriani, ex-consulente della Commissione Stragi di Pellegrino, il compito di sparare a zero contro Pecorella. Cipriani naturalmente omette di dire che la Cassazione ha annullato il mandato di cattura contro Zorzi per la strage di Brescia. Cipriani se la prende invece con Castelli 'reo' di non essere ancora riuscito a far tradurre dall'italiano al giapponese i due milioni di pagine di atti del processso di primo grado [!!... ], condizio sine qua non perchè la domanda di estradizione di Zorzi sia presa in considerazione in Giappone...


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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  5. #5
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    Predefinito e il 'balletto' continua...

    E' di qualche giorno fa la notizia di una 'clamorosa' [e per qualcuno 'scandalosa'...] sentenza di assoluzione a carico di alcuni 'neofascisti' accusati di aver partecipato alla strage alla quaetura di Milano del 17 maggio 1973 ['solamente' 29 anni fa!!!... ]. Per chi non lo sapesse in questa ennesima vicenda di 'persecuzione processuale' con chiare ed evidenti finalità politiche si sono toccati livelli così ridicolmente grotteschi da sembrare a dir poco incredibili.
    Una sentenza di tanti anni fa ha condannato per questo episodio in via definitiva il reo-confesso Gianfranco Bertoli. A chiara dimostrazione della sistematica strumentalizzazione in senso 'democratico' di ogni episodio del genere, nel disposi6tivo di quella sentenza di Gianfranco Bertoli, autedefinitosi fin dal primo momento 'anarchico libertario', si era scritto che la sua appartenenza alla destra neofascista 'non si poteva escludere con certezza' [sic!!!... ]. Molto tempo dopo, siamo negli anni '90, ecco saltar fuori dei fantomatici 'pentiti', uno di questi è sempre il già nominato Martino Siciliano, disposti a 'vuotare il sacco' e a rilasciare 'mirabolanti dichiarazioni'. Uno dei risultati di queste 'confessioni' è che la bomba alla questura di Milano l'hanno messa non già gli 'anarchici' bensì, con buona pace per la 'coscienza democratica' di tutti, ovviamente dai 'fascisti'...

    La più recente puntata [con ogni probabilità non l'ultima...] di questo giallo è stata pubblicata da Libero domenica scorsa e sono lieto di poterla postare per gli amici interessati...

    buona lettura!...



    Strage alla questura, tutti assolti in appello

    Annullate le quattro condanne all’ergastolo ai neofascisti per l’attentato del 17 maggio ‘73


    di Luca Esposito

    MILANO- Dall’ergastolo all’assoluzione perchè il fatto non sussiste e ‘per non aver commesso il fatto’. A sorpresa dopo nove ore di camera di consiglio la Corte d’Appello di Milano ha assolto gli imputati della strage alla questura di Milano del 17 maggio 1973. Una sentenza quella di ieri che ha completamente ribaltato la condanna all’ergastolo inflitta in primo grado a Carlo Maria Maggi, Giorgio Boffelli, Amos Spiazzi e Giuseppe Neami.
    E’ stato assolto anche il generale Gianadelio Maletti, ex-capo dell’ufficio ‘D’ del Sid al centro, nell’epoca immediatamente successiva ai fatti, di presunti episodi di depistaggio. Dai giudici di primo grado era stato condannato a quindici anni di reclusione.
    Il 17 maggio del 1973 alla questura di Milano era stata organizzata una cerimonia di commemorazione in onore del commissario Luigi Calabresi, assassinato un anno prima sotto la sua abitazione. Quel giorno Gianfranco Bertoli, già condannato all’ergastolo in altro processo, lanciò una bomba a mano contro le persone che uscivano dalla questura . L’ordigno avrebbe dovuto colpire l’allora ministro dell’Interno Mariano Rumor, ma la sua automobile aveva già lasciato via Fatebenefratelli. Nello scoppio morirono 4 persone e altre 44 rimasero ferite. La svolta processuale arriva negli anni ’90 quando si comincia a sospettare che Bertoli abbia agito con la complicità di neo-fascisti veneti e di alcuni ufficiali dei servizi segreti.
    Quando il presidente Santo Belfiore la letto la sentenza la rappresentante della Procura Generale, Laura Bertolè Viale, non è riuscita a nascondere né a contenere la delusione e lo sconcerto. Ha immediatamente lasciato l’aula annunciando un ricorso in Cassazione. Altrettanto polemica la reazione dell’avvocato Federico Sinicato che rappresenta i famigliari delle vittime: ‘… credevamo che in primo grado si fosse raggiunta una verità processuale solida e utilizzabile. La Corte d’Appello non ha ritenuto ci fossero elementi a sufficienza. Leggeremo la sentenza e credo voi sarà un ricorso in Cassazione…’.
    L’unico imputato presente in aula al momento della lettura della sentenza era l’ex-colonnello dell’Esercito Amos Spiazzi. Ha ascoltato il verdetto sull’attenti ed ha poi commentato: ’… si tratta di una sentenza che viene a correggere un momento terribile della mia vita. Sono sempre stata persona leale e ho sempre disapprovato le azioni commesse contro gli innocenti perché si tratta di azioni che non si possono giustificare né con l’ideologia né con la religione…’.
    Il processo per la strage era iniziato a metà dello scorso maggio. In primo grado i giudici avevano inflitto l’ergastolo a Boffelli, Maggi, Neami e Spiazzi. In quell’occasione furono condannati anche tre imputati minori, accusati di favoreggiamento e ricettazione di passaporti. Sei anni e sei mesi per Ettore Malcangi, sei anni per Enrico Caruso e Lorenzo Prudente, pene che sono state cancellate per avvenuta prescrizione. Sempre in primo grado vi era stato il proscioglimento per i due ‘pentiti’ della vicenda, Martino Siciliano e Carlo Di Gillo [ed ecco che, insieme al 'Siciliano' già di nostra conoscenza, se ne viene fuopri un altro ‘pentito’ nei confronti del quale la giustizia si è dimostrata, chissà perchè!..., assai ‘riconoscente’... - n.d.r.]. Per effetto della decisione della Corte d’Appello sono state cancellate anche le pene accessorie relative al risarcimento dei danni ai parenti delle vittime, che si sono costituite parte civile con il patrocinio dell’avvocato Federico Sinicato, e al Comune di Milano, rappresentato dall’avvocato Corso Bovio.
    Poche ore dopo il verdetto arriva anche la frecciata di Carlo Taormina che così ha commentato l’inattesa decisione: ‘… dichiarai che la Corte d’Assise di Milano aveva scritto la sentenza con la penna rossa quando il primo grado condannò all’ergastolo tutti gli imputati della strage alla questura. Per questa affermazione, frutto di profonda convinzione che oggi ribadisco, fui crocefisso dal partito dei giudici e dalla parte politica dell’opposizione che lo rappresenta in Parlamento…’. E poi ancora : ‘… da quelle stesse componenti fui costretto alle dimissioni dalle mie funzioni di Sottosegretario di Stato. Avevo invece ragione e sono soddisfatto che questo riconoscimento mi provenga dalla stessa magistratura la quale, con l’assoluzione di tutti gli imputati, certifica che la prima sentenza fu effettivamente scritta con la penna rossa…’.



    --------------

    Nobis ardua

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    Predefinito i difensori di Zorzi dichiarati 'incompatibili' dal Gip di Brescia...

    Nuovo [prevedibilissimo] colpo di mano del Gip di Brescia, lo stesso per intenderci che un paio di settimane fa ha aperto un procedimento di accusa nei confronti dell'avvocato Gaetano Pecorella, difensore di quel Delfo Zorzi già condannato per la strage di piazza Fontana e che adesso tornerà politicamente assai utile condannare anche per la strage di piazza della Loggia a Brescia del '74.

    Che cosa c'è di meglio per accellerare il procedimento [inutile spesa per il contribuente dal momento che la sentenza è già scritta...] che togliere a costui i difensori di fiducia e nominare al loro posto due imbecilli qualsiasi di lui difensori 'd'ufficio'?...

    Detto e fatto!...


    martedì 8 ottobre 2002

    Strage Brescia, Gip: Pecorella incompatibile con difesa di Zorzi

    Milano [Reuters] - I difensori di Delfo Zorzi, imputato a Brescia per la strage di piazza della Loggia del '74, Gaetano Pecorella e Antonio Franchini, sono stati dichiarati incompatibili nel loro ruolo.
    E' quanto ha deciso il Gip del Tribunale di Brescia Francesca Morelli, che ha nominato due difensori d'ufficio, ipotizzando un possibile conflitto tra gli interessi dell'imputato e quelli dei due legali, indagati per favoreggiamento sempre nei confronti di Zorzi nell'ambito del processo per la strage di Piazza Fontana, in cui l'ex-ordinovista veneto è stato condannato all'ergastolo.
    L'episodio al centro dell'indagine per favoreggiamento riguarda la ritrattazione della testimonianza di Martino Siciliano, collaboratore di giustizia la cui testimonianza è stata decisiva per la condanna di Zorzi.
    ‘Il provvedimento riguarda la possibilità che gli interessi del nostro assistito siano ipoteticamente danneggiati per un conflitto con i nostri interessi’, ha confermato a Reuters Gaetano Pecorella, uno dei due difensori, avvocato di Silvio Berlusconi e presidente della Commissione Giustizia della Camera.
    Un provvedimento tecnico, quello del giudice, poiché il Pm non aveva depositato in merito nulla ed il giudice non ha dunque potuto leggere atti, deposizioni o documenti.
    Secondo Pecorella tale circostanza [di conflitto d'interessi] non si è verificata e Zorzi avrebbe confermato la piena fiducia nei suoi difensori.
    ‘Mi dispiace molto perchè una persona accusata di strage resta senza difensore, si nomina un difensore d'ufficio ed anche se gli si dà un termine [per studiare gli atti] significa creare una situazione di difesa fortemente diminuita .. sarebbe stato più opportuno lasciare all'imputato la valutazione... ‘.
    Pecorella ha anche detto di aver valutato l'ipotesi di ricorrere in Cassazione. ‘Ma credo che [viste] le vicende che hanno preceduto questo ultimo atto, prima la richiesta della piazza affinché lasciassi, poi i documenti inviati al presidente della Camera, infine l'iniziativa della Procura... la mia presenza non sia gradita. A questo punto credo che non ricorrerò in Cassazione. Preferisco che il processo lo gestisca qualcun altro’.


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    Predefinito ... non poteva essere altrimenti!...

    Come era da prevedersi la nostra suprema corte di giustizia, memore dell'appello di Saverio Francesco Borrelli alla 'resistenza ora e sempre', si è guardata bene dal fare uno sgarbo ai giudici di Milano. E' chiaro che tutti gli episodi di strage in Italia dovono essere sempre e comunque di 'matrice fascista', anche nei casi in cui, come questo, lo stragista è un anarnchico reo confesso, GianFranco Bertoli...

    venerdì 11 luglio 2003, 15:48

    Strage questura Milano. Annullate le assoluzioni

    [AGI] - Roma, 11 lug. - La V sezione penale della Cassazione ha annullato le assoluzioni di Carlo Maria Maggi, Giorgio Bosselli e Francesco Neami, accusati di strage per la bomba che il 17 maggio 1973 uccise 4 persone e ne feri' 45 davanti alla questura di Milano. Sara', quindi, una nuova sezione della Corte d'assise d'appello a valutare nuovamente la posizione degli imputati che in primo grado avevano ricevuto la condanna all'ergastolo. La Cassazione ha invece rigettato il ricorso della procura generale meneghina contro Gianadelio Maletti, l'ex direttore dell'ufficio D del Sid, accusato di sottrazione prove. Maletti aveva, per mezzo del suo difensore, deciso di rinunciare alla prescrizione. In aula il pg della Cassazione Francesco Jacoviello aveva chiesto l'annullamento della sentenza d'appello per Maggi, Bosselli, Neami e Maletti ed aveva chiesto il rigetto dei ricorsi nei confronti di Amos Spiazzi. Richiesta, quest'ultima, accolta dalla Cassazione che ha respinto le istanze



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    Predefinito ... al di là del grottesco...

    Impossibile non ravvisare in questo episodio la stessa precisa strategia che ha portato alla condanna, pur in assenza assoluta di prove, di Valerio Foravanti, Francesca Mambro e da ultimo di Francesco Ciavardini per la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

    Anche in quel caso la Corte di Cassazione ha annullato, adducendo motivazioni a dir poco sconcertanti del tipo 'ogni strage per definizione è da attribuire alla destra eversiva', il verdetto di assoluzione emesso dalla Corte d'Appello...

    Anche in quel caso sono state prese per buone le dichirazioni di un 'pentito' che in cambio si è guadagnato la 'libertà'...

    Anche in quel caso, chissà perchè, gli uomini dei servizi segreti, sui quali pendevano indizi pesantissimi, se ne sono usciti alla fine indenni...

    L'aspetto più grottesco di questa vicenda è però un altro. Per quell'episodio è stato condannato all'ergastolo in via definitiva l'anarchico GianFranco Bertoli, dopo che egli stesso aveva confessato di essere l'autore dell'attentato e di aver agito da solo. Si dà il caso però che il Bertoli qualche anno fà è passato a miglior vita e non può fornire ulteriori testimonianze. Ed è cosi che il sostituto pg di Milano, Laura Bertolè Viale, la stessa che in varie e-mail scambiate con i colleghi aveva testualmente scritto che 'pensare all'innocenza di Silvio Berlusconi è un'aberrazione mentale', ha potuto così commentare...

    ... è stata confermata la responsabilità di Ordine Nuovo... le bufale di Bertoli non potevano essere credute e, finalmente, si comincia a far luce su buchi neri del passato...

    ... ogni commento guasterebbe!...


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    Nobis ardua

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  9. #9
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    Thumbs down ... e la costruzione fantoccio evapora come neve al sole...



    Una 'scure' che non sarà più disseppellita...

    venerdì 12 marzo 2004, 11.13

    Piazza Fontana. Assolti in appello Zorzi, Maggi e Rognoni

    Milano [Reuters] - A 25 anni dalla strage di piazza Fontana a Milano sono stati assolti oggi nel processo d'appello tre imputati, condannati all'ergastolo in primo grado come gli autori dell'attentato. I giudici della seconda Corte d'assise del tribunale di Milano hanno assolto per non avere commesso il fatto gli ex- estremisti di destra Delfio Zorzi, che vive in Giappone, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni. Il 12 dicembre 1969 scoppiò una bomba nella Banca nazionale dell'agricoltura in piazza Fontana a Milano, uccidendo 17 persone e ferendone 88. Con l'assoluzione di oggi, l'attentato non ha ancora un colpevole.


    venerdì 12 marzo 2004, 11.15

    Piazza Fontana. Assolti in appello

    [ANSA] - Milano, 12 mar - I tre imputati principali della strage di piazza Fontana sono stati assolti. In primo grado avevano avuto l'ergastolo. I giudici della seconda Corte d'assise d'Appello di Milano hanno assolto Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni per non aver commesso il fatto. Hanno invece ridotto da tre a un anno di reclusione la pena per Stefano Tringali, accusato di favoreggiamento.



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    Nobis ardua

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  10. #10
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    Predefinito

    Io al posto di Fecia mi vergognerei come una lumaca. Dopo che per 30 anni "servizi segreti" deviati hanno sempre depistato e cancellato le prove delle stragi fasciste, adesso rivolta la frittata e dice che le deviazioni furono attuate "contro" i fascisti. Vergognati. Di fatto tutte le stragi fasciste sono rimaste impunite, e le poche condanne vengono annullate a distanza di 34 anni.

    Che Dio abbia "cura" di voi....

 

 
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