Fino ad oggi si è detto di tutto, non si è parlato solo DEL DOVERE DEL CRISTIANO.......
Per quanto mi riguarda da domani, nelle com che seguo in rete, ci asterremo anche da ulteriori commenti..vorremo fare una sorta di triduo, di meditazione, di riflessione..di esame di coscienza..non discussioni esterne, ma discussioni interiori NOI DI FRONTE ALL'EMBRIONE E DAVANTI A DIO.......
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Siamo giunti alla fine della corsa, dunque. Permetteteci allora, in extremis, quasi per gioco e per scrupolo, un’eccezione allo stile seguito finora, quello che ci ha portato ad escludere ogni riferimento a verità di fede per illustrare la nostra contrarietà al disegno referendario. Se il fronte del SI ha fatto ampio uso di citazioni religiose - chiamando in causa santi, beati, evangelisti e tutto ciò che poteva essere utile per gettare zizzania nell’orto del vicino – potremmo pure consentirci il lusso di seguire una volta, una sola volta, il loro cattivo esempio, no? Lo facciamo con una citazione di Gesù (Mt 5,37): “Sia il vostro parlare si, si; no, no”. Una frase che certo non si riferiva al referendum (e che ha significati ben più profondi) ma che è stata (troppo) spesso utilizzata per squalificare la scelta del “non voto”. "Gesù non prevedeva l'astensione", dicono. Stiamo allo scherzo, solo per questa volta e diciamo: scusate amici, ma – col sorriso sulle labbra - aprite gli occhi. Non dice: “Si, no”. Dice: “Si, si; no, no”. Due volte no. Un doppio no. Proprio quello che abbiamo scelto. Votare no è troppo poco: non votando diciamo NO due volte.
http://www.korazym.org/news1.asp?Id=13336
Facciamo appello alla ragione. A quella ragione con la quale abbiamo affrontato questo tema delicato, a quella ragione che ci ha portato ad analizzare le norme di una legge che certo perfetta non è (ma non esiste la legge perfetta) e che comunque certamente non potrà migliorare – ma solo radicalmente peggiorare - attraverso questi referendum. Facciamo appello alla ragione, a quella che tanti non credenti hanno utilizzato arrivando come noi ad imbattersi in una presenza che non vogliamo, che non possiamo evitare. Ci sarà tanto, tanto bisogno di questa ragione, di questa ragionevolezza, quando ritorneremo a parlarne – speriamo in modo meno fazioso e confuso – dopo il referendum.
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13 Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
14 Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.
15 Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.
16 Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno.(Salmo 138)
Anche a te, qualunque sia la tua 'culla' e il tuo destino terreno, avendoti scelto per te stesso, il nostro Creatore assicura: 'Prima di formarti nel seno materno ti conoscevo…' (Ger 1,5). 'Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni' (Is 43,1).
Caro Embrione, a te e a tutti coloro che come te vivono, trepidanti, nella speranza di continuare a vivere, offro questo piccolo 'inno' alla vita!
Con l'auspicio che il tuo desiderio-diritto d'esistere non venga soppresso ma soddisfatto e tutelato, e nell'attesa di saperti ancora in vita, ti saluto con grande affetto.
Fraternamente Caterina LD




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