Tony Zermo
C'è un rischio, ed è grosso. La Wind Jet, l'unica Compagnia aerea siciliana, una low cost che nel giro di due anni è diventata il quarto vettore del Paese collegando la Sicilia da Catania e da Palermo con il resto d'Italia e d'Europa, può perdere la tratta su Linate, una delle più affollate. E siccome le Compagnie «low cost» tenendo i prezzi bassi hanno di conseguenza margini esigui, sarebbe un contraccolpo pesante perdere questi slot (che sono le autorizzazioni ad esercitare il volo su determinati scali).
Riepiloghiamo la situazione. Come si sa «Volare», una Compagnia fondata nel 1997 dal gioielliere vicentino Gino Zoccai, era stata dichiarata fallita su richiesta dei creditori per un dissesto di 500 milioni di euro (e proprio l'altro giorno sono scattate le manette per gli ex manager). Poi, su pressante sollecitazione del ministro Maroni che fece allargare le maglie della legge Marzano per le imprese in crisi, la Compagnia veneta, commissariata, è stata rimessa proprio ieri in pista con sovvenzioni pubbliche e prestiti bancari. Nei frangenti dello stop a «Volare» due slot su Linate sono state affidate alla Wind Jet a partire dal dicembre scorso. Ora il commissario di «Volare», Carlo Rinaldini, riacquisiti due Airbus 320 che erano stati sequestrati dai creditori, ha deciso di «riprendersi» i due slot attualmente esercitati da Wind Jet, con un volo giornaliero da Palermo e un altro da Catania. La prospettiva sarebbe quella di fare operare la Compagnia siciliana su Malpensa, ma naturalmente è improponibile perché nessun passeggero andrebbe nella lontana Malpensa, con relativo aggravio di costi e di tempo per recarsi a Milano.
Il problema è non solo politico - perché c'è una contrapposizione tra una Compagnia del Nord sostenuta a spada tratta dalla Lega e una siciliana - ma anche etico perché Volare, pur con il recente dissesto alle spalle e gli ex manager in carcere, finirebbe per mettere in difficoltà Wind Jet che invece sta operando correttamente e svolge anche un servizio sociale nel senso che le sue basse tariffe costringono anche le grandi Compagnie ad adeguare i prezzi alla concorrenza della low cost siciliana. Volare da parte sua ha ottenuto due anni di respiro dai numerosi creditori e quindi non guarda in faccia a nessuno nel tentativo di sopravvivere puntando sulle sovvenzioni statali.
Il presidente dell'Enac, Vito Riggio, dice: «Gli slot su Linate sono di pertinenza di Volare e non è possibile aggiungerne altri su Linate per Wind Jet in quanto essi sono contigentati su richiesta della stessa Ue. E' stata fatta solo una deroga per la Sardegna per il principio della continuità territoriale, ma un'altra deroga per la Sicilia ci sembra complicato perché è prevedibile un rifiuto dell'Unione europea. A meno che il viceministro ai Trasporti Tassone non se la senta di impattare con l'Ue e faccia la deroga anche per la Sicilia. Un'altra soluzione potrebbe essere un accordo tra Volare e Wind Jet, ma anche questo presumo sia difficile».
E allora? Allora il presidente della Wind Jet, Nino Pulvirenti, ha preso carta e penna e ha scritto al presidente Cuffaro: «Dobbiamo essere penalizzati perché siamo una Compagnia siciliana e perché siamo diventati la quarta Compagnia aerea in Italia? E' possibile che una Compagnia come Volare, che si avvantaggia delle risorse messe a disposizione dello Stato, mettà in difficoltà una Compagnia siciliana che sovvenzioni pubbliche non ne ha?». E poi ci ha precisato: «Su Linate abbiamo già venduto 20 mila biglietti. Ora ci hanno chiesto che a partire da venerdì 6 maggio non possiamo più utilizzare gli slot. E' anche una questione di ordine pubblico. Che faranno quei 20 mila passeggeri? Non possiamo fare accordi con Volare perché su quella stessa rotta Sicilia-Linate due Compagnie low cost non hanno senso. E' un problema che si deve risolvere a livello istituzionale. Per aiutare Volare, che tra l'altro ha 28 slot, non è che si deve affondare Wind Jet. Certo la nostra presenza dà fastidio anche alle grandi Compagnie, ma svolgiamo un ruolo sociale costringendo tutti ad abbassare le tariffe. Si vuole forse tornare all'antico quando un biglietto Sicilia-Milano costava quanto il Roma-New York?».
Questa la situazione, non certo allegra. Sappiamo che il presidente Cuffaro si è già attivato in favore della Compagnia siciliana che rischia di entrare in crisi senza sua colpa. La speranza è che Cuffaro riesca a convincere il viceministro Tassone, tra l'altro anche lui dell'Udc, a concedere su Linate una deroga così come è stato fatto per la Sardegna. Anche la Sicilia, come la Sardegna, ha difficoltà di mobilità. Ma il tempo stringe e bisognerà risolvere la questione entro il 6 maggio.




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