"L'approccio dei media della grande città a New Zealand First è stato sbrigativo e sprezzante - qualcosa da ridicolizzare perché la nostra campagna non quadrava con i pregiudizi di coloro che si vedono come creatori delle tendenze e arbitri delle mode [...] New Zealand First è stato il fantasma guastafeste! Siamo stati criticati perché battiamo sull'immigrazione, perché abbiamo il coraggio di constatare i fatti. Stiamo rovinando il divertimento - sconvolgendo la confortevole piccola agenda di ciò che può e ciò che non può esser detto [...]. Ma il dato della questione è che l'élite politica condivide un punto di vista internazionalista-globale. Queste persone considerano l'essere patriottici come se significasse essere arcaici e provinciali senza speranza. Il loro ideale è possedere una villa in Toscana, una multiproprietà a Wanaka e un lavoro con un'agenzia delle Nazioni Unite che biasima i paesi sviluppati per tutti i mali del mondo. Questi padroni dell'universo non vedono mai se stessi o i loro figli in competizione con le ondate di immigrati a cui stanno permettendo di venire in Nuova Zelanda. Il guaio è che gli ordinari Kiwi non vivono in questo mondo rarefatto".
''Essi cercano di ridurre al silenzio ogni voce che avverte il pubblico di ciò che sta effettivamente accadendo. La loro tattica preferita è calunniare e denigrare chiunque osi sfidare l'ortodossia politicamente corretta sull'immigrazione [...] C'è un rigido ordine del giorno. Sotto la maschera della protezione dei diritti umani e dell'eliminazione del razzismo e del sessismo, essi stanno esercitando una forma di controllo sociale e stabilendo cosa i neozelandesi possono e non possono dire".
Stralci da due discorsi di Winston Peters, membro della comunità Maori e leader di New Zealand First [tratti da un articolo di H.-G. Betz, in ''Trasgressioni'', n. 38, pp. 9-10].


Rispondi Citando


