Carlo Maria Maggi, medico veneziano che ora ha 71 anni, dice che «nonostante le accuse infamanti, che per anni mi hanno perseguitato, ho sempre avuto dalla mia parte i miei pazienti, con i quali stasera vado a brindare». «È incredibile - aggiunge - come dei giudici, che sono persone perbene, per tanti anni abbiano creduto alle menzogne grossolane di un poveraccio come Carlo Digilio». Maggi, infine, si «equipara» alle vittime della strage e dice di non «sentirsi per niente risarcito da questa tardiva assoluzione definitiva».
Con soddisfazione, e anche commozione, Delfo Zorzi ha accolto la notizia della sentenza. Zorzi, che vive in Giappone, è stato subito contattato dal suo avvocato. Lo stesso legale che stamattina non escludeva la possibilità che l'imprenditore possa decidere di ritornare in Italia. Zorzi «sperava in una decisione favorevole - dice l'avvocato Antonio Franchini, - io meno perchè so che può succedere di tutto nelle vicende di giustizia. È stato molto molto soddisfatto e ha avuto anche un momento di commozione, perché la decisione della Cassazione significa la fine di una vicenda giudiziaria nella quale per dieci anni, fino al giudizio di appello, egli è stato additato come una sorta di mostro esecutore della strage, mentre è innocente».
Corsera
Quello per la strage di Piazza Fontana è un processo lungo 36 anni. Ma non sono bastati per arrivare a una verità definitiva.
Tutto inizia il 12 dicembre 1969: un ordigno esplode nella Banca Nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana a Milano: 16 morti e 84 feriti.
Il 15 dicembre a Milano l'anarchico Giuseppe Pinelli precipita da una finestra della Questura mentre viene interrogato. Lo stesso giorno è arrestato Pietro Valpreda.
Il 23 febbraio 1972 si apre a Roma il primo processo. Dopo 4 giorni la Corte si dichiara incompetente e rinvia gli atti a Milano.
Il 13 ottobre 1972 la Cassazione assegna la competenza a Catanzaro.
Sette anni dopo a Catanzaro si conclude il processo, cominciato il 18 gennaio 1977. Ergastolo per Freda, Ventura e Giannettini. Quattro anni e mezzo per Valpreda e Merlino per associazione sovversiva.
Il 20 marzo 1981 sempre a Catanzaro si conclude il processo di secondo grado. La sentenza assolve per insufficienza di prove dall'accusa di strage Franco Freda e Giovanni Ventura, ma li condanna a 15 anni per attentati a Padova e Milano. Confermatele condanne di Valpreda e Merlino per associazione sovversiva. Assolto Giannettini.
Il 10 giugno 1982 la Corte di Cassazione annulla la sentenza d'appello di Catanzaro e rinvia il processo a Bari. Confermata solo l'assoluzione di Guido Giannettini.
Il 1 agosto 1985: a Bari la Corte d' Assise d' Appello assolve per insufficienza di prove Freda, Ventura, Merlino e Valpreda.
L’11 aprile 199: a Milano, per una inchiesta parallela, il giudice istruttore Guido Salvini rinvia a giudizio Giancarlo Rognoni, Nico Azzi, Paolo Signorelli, Sergio Calore, Carlo Digilio e Ettore Malcangi e trasmette a Roma gli atti riguardanti Licio Gelli per il reato di cospirazione politica.
L’8 giugno 1999 sono rinviati a giudizio per strage Zorzi,Maggi e Giancarlo Rognoni; per favoreggiamento Stefano Tringali. In seguito viene rinviato a giudizio anche Carlo Digilio.Il processo inziia il 24 febbraio 2000 davanti ai giudici della seconda Corte d'Assise di Milano.
Il 30 giugno 2001: i giudici della seconda Corte d' Assise accolgono le conclusioni dell' accusa e condannano Zorzi, Maggi e Rognoni all' ergastolo. Tre anni a Tringali, prescritto Digilio.
Intanto il 7 luglio 2002 muore Pietro Valpreda.
Il 12 marzo 2004 i tre imputati principali della strage, Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni, sono assolti dalla corte d'assise d'appello di Milano per non aver commesso il fatto. Ridotta anche la pena da tre anni di reclusione a uno per Stefano Tringali, accusato di favoreggiamento. Revocata l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Zorzi in relazione al reato di strage. Viene revocato anche l’obbligo di dimora a Maggi.
Il 28 aprile 2005, nella requisitoria, il sostituto Procuratore generale della Cassazione Enrico Delehaye chiede la conferma delle assoluzioni emesse in appello per Zorzi, Maggi e Rognoni.
Quindi si arriva all’ultima sentenza della Cassazione.
il Giornale.




Rispondi Citando
