==PIAZZA FONTANA: D'AMBROSIO, CHIEDEREI A RAUTI E ANDREOTTI
(ANSA) - ROMA, 28 APR - L'ex procuratore Gerardo D'Ambrosio
parla, in un'intervista al CORRIERE DELLA SERA, delle indagini
sulla strage di Piazza Fontana e rivela che chiederebbe la
verità sui quei fatti a Pino Rauti e Giulio Andreotti.
"Pino Rauti - dice l'ex pm - noi l'avevamo arrestato: ora
prendo atto e rispetto la sua assoluzione; però forse dovrebbe
spiegarci almeno perché andò a minacciare di morte e a
intimare il silenzio all'elettricista Fabris che lavorava per
Freda. (...) Sul lavoro "sporco" del Sid (i servizi segreti)
sentirei sicuramente Andreotti. Ricordo il contrasto insanabile
in assise a Catanzaro fra lui e Rumor, con l'uno che rimpallava
sull'altro la responsabilità del segreto di Stato sul caso
Giannettini. Il primo ad ammettere che era un agente del Sid,
con la consueta intelligenza, fu Andreotti. Ma non lo disse a
noi magistrati: lo rivelò in un'intervista e solo quando a
Milano avevamo già emesso i mandati di cattura contro il Sid".
Da oggi la Cassazione è chiamata al giudizio finale sulla
strage del 12 dicembre 1969, che segnò l'inizio del terrorismo
politico in Italia ma è ancora impunita.
"Alla fine degli anni '60 - ricostruisce D'Ambruoso - alcuni
settori dello Stato, e mi riferisco ai servizi segreti (Sid), ai
vertici militari e ad alcuni esponenti politici, pianificarono
l'uso di giovani terroristi di estrema destra per fermare
l'avanzata elettorale della sinistra, che allora sembrava
inarrestabile. Il primo obiettivo era preparare la strada a un
colpo di stato, sull'esempio del golpe del 1967 in Grecia. Ma
poi altre forze più abili usarono la stessa strategia per
mantenere lo status quo: l'importante era spaventare gli
elettori moderati. E l'effetto politico veniva amplificato
incolpando l'estrema sinistra. Questa è una verità accertata,
nonostante tutto, già nei processi di Catanzaro e Bari. Su un
piano storico, osservo che, guarda caso, i neofascisti hanno
praticamente smesso di mettere bombe proprio quando le Brigate
rosse hanno cominciato ad ammazzare". (...)
"Sul piano storico - dice sempre l'ex pm che nel 1975
cominciò a indagare sulla strage di Piazza Fontana - è
innegabile che il Sid lavorava in stretto contatto, quasi in
sudditanza con i servizi americani. Ma devo dire che allora non
erano emersi elementi contro la Cia. Mentre erano forti i
sospetti di coperture politiche".(ANSA).




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