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articolo de "Il Corriere della Sera" - 29 aprile 2005 - pag. 11 - articolo di Marco Nese
RAUTI: MAI MINACCIATO NESSUNO,
VITTIMA ANCH'IO.
ROMA - Pino Rauti, l'ex procuratore D'Ambrosio dice che i familiari delle vittime dovrebbero chiedere a lei la verità sulla strage di Piazza Fontana.
"Una battuta pesante. Se la poteva risparmiare. Io invece vorrei chiedere ai magistrati che per anni hanno indagato sulla strage come mai non hanno saputo scoprire la verità."
Lei non ne sa proprio nulla?
"Zero assoluto. Sono una vittima anch'io e come tale mi schiero al fianco dei familiari. Sono il primo a voler conoscere la verità. non c'entro nulla e mi hanno rovinato la vita."
Il Dottor D'Ambrosio dice che perlomeno lei dovrebbe spiegare perchè andò a minacciare di morte l'elettrotecnico Fabris che lavorava per Freda.
"Ho già spiegato. Su quell'episodio fui interrogato dalla Corte d'Assise d'Appello a Milano. L'accusa era questa: una signora mi aveva visto in televisione e aveva creduto di riconoscere in me quello che aveva fatto le minacce a Fabris. Dissi ai giudici che era una cosa ridicola. Io sono uno studioso, un politico, una persona come me, ammesso che volessi fare delle minacce, caso mai manda qualcuno."
Secondo l'accusa l'uomo delle minacce, e cioè lei, portava un berretto in testa.
"E questa è un'altra prova che quell'uomo non ero io. Perchè sono noto per non aver messo in testa mai un cappello o un berretto che sia. Portai solo il basco della Repubblica di Salò. Ma avevo 17 anni. Poi, tolto quello, mai più un copricapo di alcun genere."
Allora come mai il dottor D'Ambrosio la tira in ballo di nuovo?
"Non saprei. Ho fatto leggere le sue dichiarazioni a un avvocato. Mi ha detto di lasciar perdere, non ci sono le condizioni per una querela. Ad ogni modo su questa storia bisogna essere responsabili perchè ho già subito troppi danni. Fui arrestato. Mentre ero in carcere mia suocera sentì alla radio che io rischiavo tre ergastoli. Morì di crepacuore. Il dottor D'Ambrosio mi interrogò a più riprese e oggi per fortuna riconosce con rispetto che sono uscito assolto dal processo."
Che idea si è fatta della strage di Piazza Fontana?
"Non ho dubbi: si trattò di un'operazione in cui intervennero pesantemente i servizi segreti. Lo scopo era demonizzare la destra e la sinistra estreme, i cosiddetti opposti estremismi. Se a destra e a sinistra si agitavano gli eversori, le forze di governo emergevano come le uniche affidabili. Mi sono sempre chiesto perchè i numerosi attentati esplosivi di fine anni sessanta e inizio anni settanta avvenivano con una cadenza quasi regolare, un'esplosione attribuita alla destra e poi un'altra attribuita alla sinistra. Mai contemporaneamente."




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