Signor Presidente del Consiglio, l'unico motivo per il quale il suo terzo Governo rimarrà nella storia dell'Italia repubblicana è il record assoluto di ministri, viceministri e sottosegretari; peraltro, lei stesso, quando appare in televisione, fornisce al paese dotte lezioni sui risparmi necessari, sui tagli agli sprechi ed alle spese inutili. Novantanove membri di Governo sono decisamente uno spreco; ogni cinque parlamentari della sua maggioranza, uno è al Governo. Come capirà nel corso dei mesi, infoltire la squadra non significa rafforzarla.
Ma l'elemento più assurdo è il seguente. Non solo lei, ieri - come, d'altra parte, quattro anni fa -, non ha prestato la benché minima attenzione ai problemi delle giovani generazioni; addirittura, pur potendo contare su novantanove membri di Governo, non ha trovato lo spazio per affidare una sola delega alle politiche giovanili, come avviene in Francia o in Germania, dove sono istituiti veri e propri ministeri per le politiche giovanili. Non una parola del suo programma è stata spesa a favore delle mondo giovanile; non si sorprenda, poi, se le estemporanee onde azzurre organizzate a Firenze falliscono miseramente. Ciò, non è colpa del povero Scelli; piuttosto, è conseguenza della politica del suo Governo: quattro anni, bilancio zero; anzi, sottozero! Ascolti il mondo della scuola, dell'università, della ricerca; raccolga le opinioni di studenti, insegnanti, genitori, docenti e ricercatori circa le riforme Moratti: l'ottica nella quale vi siete mossi è solo repressiva contro una generazione che, tra l'altro, probabilmente, vi aveva anche votato nel 2001. I giovani ricordano i suoi Governi per il cosiddetto decreto Urbani, contro chi utilizza Internet, e per il cosiddetto disegno di legge Giovanardi, sulla chiusura anticipata dei locali delle discoteche e dei circoli, quasi si potesse decidere per decreto l'ora di rientro a casa dei nostri figli. Anziché affrontare in termini educativi i problemi connessi all'uso delle droghe leggere, voi proponete, con il cosiddetto disegno di legge Fini, di comminare, ai consumatori, la pena della reclusione in carcere da uno a sei anni. Al riguardo, le riporto le parole della campagna Non incarcerate il nostro crescere, che vede coinvolte associazioni laiche e cattoliche, come il CNCA o il Gruppo Abele, impegnate da decenni nel volontariato: «Punire e basta non è solo un cattivo modo di educare, ma è anche e soprattutto inutile». E potrei continuare l'elenco delle disattenzioni di questo Governo verso le nuove generazioni ricordando, ad esempio, i mancati investimenti per il prestito d'onore e per il credito di imposta alle imprese che assumono giovani lavoratori o che investono nella ricerca. Il decreto sulla competitività, poi, non reca alcun elemento né di apertura degli ordini professionali né di riconoscimento delle nuove professioni; il lavoro, quando c'è, diventa sempre più precario e con meno diritti.
Signori del Governo, interrogatevi, dunque, sul perché, secondo l'indagine del Censis, il 25 per cento di chi ha scelto il centrosinistra nelle ultime elezioni abbandonando il centrodestra è rappresentato da giovani di età compresa tra i diciotto ed i ventinove anni: per il 40 per cento, diplomati o laureati; per il 55 per cento, inoltre, coppie con figli.
È dagli anni Settanta che non registriamo un successo di queste dimensioni tra i giovani che per la prima volta si recavano alle urne: oltre il 59 per cento - 7 per cento in più del dato complessivo - ha scelto i candidati dell'Unione. Se sei giovani su dieci scelgono il centrosinistra, ciò significa che la logica emergenziale con la quale vi siete mossi in questi quattro anni è sbagliata. Le giovani generazioni non rappresentano un problema di ordine sociale o addirittura di ordine pubblico; sono una risorsa, una risorsa sulla quale un paese serio dovrebbe investire: investire nei giovani, credendo in essi, significa investire nel futuro del paese.
La fiducia ottenuta nell'ultima tornata elettorale restituisce al centrosinistra una grande responsabilità. Ed è per questo che abbiamo recentemente presentato una proposta di legge che ha come primi firmatari, oltre al sottoscritto, gli onorevoli Fassino e Violante, e che è stata sottoscritta da oltre cento deputati dell'intera Unione, avente ad oggetto l'accesso al futuro delle giovani generazioni. Si tratta di un provvedimento quadro che tenta di coniugare la parola «giovani» con «innovazione» e «saperi». È il frutto di una campagna di ascolto durata sei mesi, nel paese e tra le centocinquanta associazioni giovanili più rappresentative. In tale proposta di legge sono trattati temi centrali, quali la partecipazione dei giovani, attraverso l'istituzione di un Ministero per le politiche giovanili e la realizzazione di un consiglio nazionale dei giovani - signor Presidente del Consiglio, lei forse non sa che l'Italia, insieme alla Polonia, è l'unico paese nell'Europa dei 25 che non ha un forum della rappresentanza giovanile, ossia un luogo in cui le giovani generazioni siano coinvolte nel governo del paese - nonché quello relativo alla possibilità di diventare deputati a 18 anni, ossia ad un'età in cui il nostro ordinamento prevede che si possa diventare sindaci, anche di grandi città, presidenti di regioni, ministri, anche Presidente del Consiglio, ma non deputato.
Nella nostra proposta di legge abbiamo inserito anche altre idee più concrete, con particolare riferimento agli investimenti nella ricerca e nell'innovazione tecnologica; all'accesso alla casa, considerato che un terzo dei giovani tra i 30 e i 35 anni vivono ancora in casa con i genitori e per i lavoratori a contratto è impossibile avere accesso ad un mutuo; all'accesso alla cultura, in particolare promuovendo la musica dal vivo, sostenendo le opere prime di giovani autori nel campo letterario, teatrale, musicale, delle arti visive o cinematografiche e diffondendole soprattutto all'estero. Altre idee sono contenute nella nostra proposta di legge: dalla realizzazione della carta giovani, al raddoppio delle ore di educazione fisica, dal sostegno al servizio civile volontario, alla riduzione dell'IVA sui CD musicali, ossia l'esatto contrario di quanto avete fatto voi negli ultimi anni, aumentando le tasse ed i costi dei CD vergini.
Signor Presidente del Consiglio, «il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni»: è una frase di Eleanor Roosvelt, che nel 1936 fondò una Freedom House, una Casa delle libertà per la libera informazione, un po' diversa da quella che lei ha costruito in Italia.
Siamo certi che i giovani non rinunceranno ai propri sogni e che, assieme a loro, potremo davvero cambiare l'Italia e contribuire a costruire un mondo più giusto (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, Misto-Comunisti italiani, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Socialisti democratici italiani - Congratulazioni)




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