Rassegna stampa



Prosciolti militari USA che uccisero genitori di cinque figli
La notizia, ignorata dalle televisoni, è finita nelle pieghe dei giornali italiani. Il 20 marzo scorso sono stati prosciolti da ogni accusa i soldati di un'unità dell'Esercito americano che lo scorso gennaio uccisero due genitori iracheni sotto gli occhi dei cinque figli della coppia. La tragedia al checkpoint sarebbe rimasta una delle tante destinate alle statistiche degli errori dei militari in Iraq, se all'episodio non avesse assistito un fotografo dell'agenzia Getty Images, le cui foto dei bambini in lacrime usciti dall'auto piena del sangue dei genitori hanno fatto il giro del mondo. Gli uomini della Compagna Apache che aprirono il fuoco quella sera sono stati ritenuti non responsabili per l'accaduto, al termine di un'indagine dello U.S.Army. Il conducente dell'auto, Hussein Hassan, rimasto ucciso con la moglie Kamila, secondo l'inchiesta, stava viaggiando a forte velocità per arrivare a casa prima del coprifuoco. Al ritorno dell'unità in caserma il comandante, il cap. Thomas Seibold, chiese chi aveva sparato e disse che ci sarebbe stata un'indagine e che "l'unica scelta è essere onesti, perché non abbiamo fatto niente di sbagliato". Sei militari si sono fatti avanti. I bambini vivono ora a Mossul, nella casa di una sorella maggiore sposata. Il capitano Seibold è stato a trovarli nei giorni scorsi e ha pianto di fronte a loro: secondo Newsweek, il traduttore lo ha esortato a lasciare in fretta la casa, perché la sua presenza era tollerata solo perché c'erano i bambini, ma la gente del posto dava pericolosi segni di grande irritazione.
(Fonte: http://www.misteriditalia.com del 13 aprile 2005)

USA: 13enne perde la partita di baseball e uccide l'avversario a colpi di mazza
Arrestato in California un ragazzino di 13 anni: ha ucciso uno spettatore di 15 con la mazza da baseball dopo una partita persa. L'adolescente in manette è il lanciatore di una squadra che aveva finora vinto tutte e sette le partite disputate nella Palmdale Pony League (sud della California), prima di perdere quella contro una squadra che finora ha vinto una sola volta. Secondo alcune fonti, il ragazzo omicida e quello ucciso non si conoscevano.
(Ansa del 13 aprile 2005)

Efferato delitto a Teramo
C¹è il morto, le indagini dei carabinieri, il presunto assassino. Un giallo in piena regola se non ci si trovasse ai confini con l¹assurdo. Il morto in questione è un topo, pantegana di fogna. Il presunto assassino è un teramano, un imprenditore locale, che ha liberato i giardini pubblici, nel centro cittadino, da quella presenza fastidiosa ed anche pericolosa. Il topo di fogna, salito da chissà quale tombino a scrutare la città, è stato ucciso a colpi di scopa. Una donna che aveva assistito alla scena si è diretta repentinamente nella locale caserma dei carabinieri e ha denunciato l¹imprenditore per maltrattamento di animali. (Š)
(Da Il Tempo del 13 aprile 2005)

Prove tecniche di democrazia in Iran: approvato l¹aborto terapeutico
Lunedì il Parlamento di Teheran, dominato dagli ayatollah conservatori, ha approvato l¹interruzione di gravidanza in caso di grave handicap del feto o di rischi per la vita della madre.(Š) Pur con le sue restrizioni, ecco un evento clamoroso nel Paese campione dell¹integralismo. (Š) In attesa del via libera del consiglio dei guardiani, le donne festeggiano la nuova legge sull¹aborto.(Š)
(Dalla prima pagina de La Stampa del 14 aprile 2005)

Oriana Fallaci, La Debolezza della Contraddizione
Caro Direttore, dicendo che sono cristiana io chiarisco sempre. Atea-cristiana. Binomio, nel mio caso, inscindibile. E sia nell¹intervista al Foglio sia nel mio libro La Forza della Ragione, cioè nel libro nel quale tocco questo argomento, subito dopo aver detto ³io sono un¹atea cristiana² aggiungo: ³Non credo in ciò che indichiamo col termine Dio. Penso che Dio sia stato inventato dagli uomini e non viceversa. Penso che gli uomini lo abbiamo inventato per solitudine, disperazione, cioè per dare una risposta al mistero dell¹esistenza. Penso che lo abbiano inventato anche per le debolezza cioè per paura di vivere e di morireв.
E poi: ³lo sono anche se rifiuto vari precetti del Cristianesimo, ad esempio quello del perdono. Lo sono perché nel discorso che sta alla base del Cristianesimo non trovo alcun contrasto col mio ateismo, col mio laicismoв.
Nell¹articolo che Libero del 13 aprile ha pubblicato a firma Miska Ruggeri, però, il vocabolo ³atea² viene accuratamente evitato. Censurato. Il binomio atea-cristiana, quindi, dimezzato. Ridotto alla parola ³cristiana² e basta. Per chiarezza verso i lettori che non letto l¹intervista al Foglio e La Forza della Ragione, Le chiedo di voler pubblicare questa mia messa a punto. Una messa a punto necessaria anche perché non vorrei, grazie a quella censura, andare in Paradiso senza meritarlo.
(Lettera di Oriana Fallaci a Vittorio Feltri, da Libero del 16 aprile 2005)

Iraq: le violenze subite dalle detenute
Le detenute irachene dicono di essere state illegalmente imprigionate, violentate e sessualmente umiliate dalle forze di occupazione americane. Una detenuta, che si identifica come "Noor " ha detto che i soldati statunitensi ad Abu Ghraib hanno violentato le donne e, in molti casi, le hanno obbligate a spogliarsi nude in pubblico. Ha anche affermato che molte donne detenute sono incinte. L'indagine top secret lanciata dall'esercito Usa, condotta dal Generale Maggiore Antonio Taguba, ha confermato il racconto di Noor e che le guardie Usa hanno sessualmente abusato delle detenute ad Abu Ghraib. Secondo il resoconto di Taguba, le 1800 fotografie che ritraggono gli abusi e scattate dalle guardie statunitensi ad Abu Ghraib includono immagini di uomini e donne nudi, un uomo della guardia della Polizia Militare durante un " atto sessuale" con una detenuta, e detenuti e detenute nudi costretti ad assumere esplicite posizioni sessuali allo scopo di fotografarli. L'amministrazione Bush, la quale insiste che questi sono stati atti commessi soltanto da pochi soldati, ha bloccato la pubblicazione delle foto delle detenute irachene ad Abu Ghraib, incluso quelle donne costrette a scoprire i propri seni, sebbene siano state mostrate al Congresso. Tuttavia, la relazione di 53 pagine di Taguba, ha messo in evidenza che tra l'ottobre ed il dicembre 2003 ci sono stati numerosi casi di " sadici, evidenti e ingiustificati abusi criminali ad Abu Ghraib". Inoltre, un membro del Parlamento britannico, Ann Clwyd, ha confermato un rapporto secondo cui un donna sui settanta anni e' stata addobbata e cavalcata come un asino ad Abu Ghraib dopo essere stata arrestata lo scorso luglio. Clwyd ha detto: " E' stata trattenuta per circa sei settimane senza accuse. Durante quel tempo e' stata insultata e gli e' stato detto che era un asino". Ed ancora, la reporter italiana, Giuliana Sgrena, che e' stata ostaggio in Iraq, ha riferito che in un incidente, le forze di occupazione Usa hanno fatto irruzione nella casa di Mithal al Hassan ed arrestato suo marito e suo figlio. "I soldati piu' tardi hanno saccheggiato l'appartamento. Denunciata come facente parte di una vendetta, Mithal e' stata condannata senza processo a ottanta giorni di orrore in compagnia di altre donne prigioniere che, come lei, erano soggette ad abusi e torture. Ha poi riconosciuto i suoi torturatori su Internet." Altri rapporti indicano che le forze statunitensi violano le leggi internazionali nel rapire le donne irachene per usarle come mezzo di contrattazione per persuadere gli uomini iracheni ad arrendersi. Iman Khamas, direttore del Centro Internazionale per la Vigilanza Dell' Occupazione, un' organizzazione non governativa che raccoglie informazioni sugli abusi dei diritti umani durante l' occupazione, ha detto che "una precedente detenuta ha raccontanto il presumibile stupro della sua compagna di cella ad Abu Ghraib." Secondo Khamas, la detenuta ha detto che " e' stata stuprata 17 volte in un giorno." L' avvocato Amal Kadham Swadi, una delle sette donne avvocato che rappresentano le detenute ad Abu Ghraib, afferma che l' abuso e la tortura contro le donne irachene non e' circoscritto solo ad Abu Ghraib, ma "sta succendo in tutto l'Iraq.". "L'abuso e la violenza sessuale commesso dalle truppe americane va oltre pochi casi isolati", ha detto.
(Fonte: www.aljazeera.com del 18 aprile 2005, tradotto da www.comedonchisciotte.org)

Filippine: tasse sulla vendita dei rosari. Favorevoli i protestanti
Manila _ Il governo delle Filippine ha in programma di tassare la vendita di rosari e tutte le attività commerciali di carattere religioso. Il provvedimento ha sollevato reazioni differenti nel paese a maggioranza cattolico. Il senatore Joker Arroyo - del partito governativo Lakas - ha fatto notare che il provvedimento segue le crescenti critiche della Chiesa nei confronti del presidente delle Filippine, Gloria Macapagal-Arroyo. Il senatore ha ricordato che finora la Chiesa non è mai stata tassata su nessun tipo di attività. Approvazione al piano del governo è stata espressa dalla Chiesa evangelica. Eddie Villanueva, leader del movimento evangelico ³Gesù è Signore², molto seguito ad Hong Kong, si è dichiarato favorevole all¹imposta. La decisione delle tasse sui rosari segue una serie di provvedimenti simili tesi a frenare la crescita del debito pubblico, che ammonta a oltre 3 mila di miliardi di pesos. A giugno 2004 il governo aveva avanzato la proposta di tassare gli sms da telefoni cellulari. Contro tale decisione si era scagliato anche mons. Oscar Cruz, vescovo di Lingayen-Dagupan, che pubblicamente si chiedeva dove finissero tutti i soldi della tasse che il governo continua a imporre alla popolazione. Nelle Filippine le tasse continuano ad aumentare, soprattutto quelle sui beni di consumo, quali latte, zucchero, caffè. Anche le medicine e le cure mediche subiscono forti aumenti, come pure gas e elettricità. Intanto, denuncia lo stesso mons. Cruz, i salari ristagnano e i prezzi vanno alle stelle. La Chiesa ha sempre criticato la corruzione presente nel governo e negli enti pubblici. Secondo un rapporto della Banca mondiale, il governo filippino ha perso circa 31,5 miliardi di dollari americani negli ultimi 25 anni a causa di corruzione e malgoverno. Non esistono però cifre esatte sull¹ammontare del giro di affari collegato alle malversazioni politiche.
(Agenzia Zenit del 19 Aprile 2005)

Il cattolico dell¹era wojtyliana
Fanno 18 ore di fila per salutare Wojtyla, ma usano il preservativo nei rapporti sessuali. Testimoniano un bisogno forte di fede, ma non sempre vanno a messa. Esprimono voglia di sacro, ma le vocazioni sono in calo e i seminari si svuotano. (Š) Ma come può essere definito il cattolico dell¹era wojtyliana? In due modi: radicale e flessibile. Presenzialista a messa ed elastico nella morale sessuale, sostenitore dell¹ora di religione a scuola e trasversale in politica, rispettoso delle direttive dei vescovi ma sensibile ai problemi di coscienza in materia di costumi. Pacifista convinto, lettore di Gandhi ed estimatore del Dalai Lama, ma digiuno di sant¹Agostino e san Tommaso, indifferente al concetto di verità sostenuto dalla metafisica, più affascinato dalle giornate della Gioventù che dal catechismo della Chiesa cattolica. Insomma, molto visibile e molto meno spirituale. (Š)
(Da Panorama del 21 aprile 2005, Anno XLIII, n. 16)

Tra Israele e Palestina, il Muro d'acqua
Molto è stato scritto del muro dell'apartheid e del motivo per cui esiste. Israele sostiene che è una struttura temporanea, eretta per motivi di sicurezza. I palestinesi la vedono come un semplice furto di terra, progettato espressamente allo scopo di assicurare che qualunque futuro "stato" palestinese non sia altro che un insieme di bantustans isolati, uno stato solo sulla carta. Il controllo delle risorse idriche può dare un'idea dello scopo di questo muro. Questo controllo è stato per lungo tempo uno degli scopi primari della politica degli insediamenti israeliani, che risale a tempi persino anteriori all'esistenza di Israele. Dal 1930 in poi, il movimento sionista ha focalizzato le attività di insediamento su terra fertile. Questa politica è stata allora costante, dalla valle del Giordano alle falde acquifere costiere nell'Ovest e nel Sud. Non è un caso che le colonie di Gaza siano situate sopra la Falda Acquifera della Striscia di Gaza. In seguito all'eccessivo sfruttamento delle acque del Giordano e della Falda Acquifera Costiera, si sono trovate al centro dell'interesse le falde acquifere della Cisgiordania, ed in particolare quella occidentale. Di conseguenza, le autorità dell'occupazione israeliana hanno proibito ai palestinesi di scavare pozzi in quelle aree, mentre funzionari di Israele hanno sottolineato pubblicamente quanto sia importante per lo stato mantenere il controllo sulle regioni montuose della Cisgiordania, che sono a cavallo della falda acquifera. Nel 1991, ad esempio, l'allora Ministro israeliano dell'Agricoltura Rafael Eitan disse al Jerusalem Post che le necessità idriche israeliane rendevano imperativo, per Israele, mantenere il controllo su quelle aree. Gli Accordi di Oslo, in effetti, cercarono di cementare il controllo israeliano sulle risorse idriche locali e, fino ai negoziati di Camp David, la parte israeliana affermò chiaramente che non avrebbe accettato alcun controllo palestinese autonomo sulla Falda Acquifera Occidentale. Se si sovrappone una carta del muro su una delle falde acquifere cisgiordane, il quadro diviene più chiaro. Il percorso del muro include abilmente i bacini principali della Falda Acquifera occidentale. Yitzhak Mordechai, quando era ministro della difesa dell'ex Primo Ministro israeliano Benyamin Netanyahu, propose che, a questo scopo, la linea verde fosse spostata di 6-15 km ad est. Nei fatti, è questo che ha ottenuto il muro. Con il completo controllo israeliano sulla Falda Acquifera Occidentale, l'agricoltura palestinese smetterà di esistere nelle aree settentrionali della Cisgiordania, lasciando ai contadini solo la scelta fra fornire lavoro a basso prezzo nelle colonie israeliane o cercare un altro lavoro nelle principali città palestinesi. Alcuni villaggi, fra cui Nazlat Issa, Baqa Al Sharqiyyeh, Izbet Jubara e Al Tayyeh, non riusciranno a sopravvivere, e così si consoliderà ulteriormente il controllo israeliano sul terreno. Questo è un processo che è già iniziato. La costruzione del muro ha determinato finora la confisca di 36 pozzi di acqua sorgente, una perdita totale di 6,7 milioni di metri cubi d'acqua all'anno. Una rete di irrigazione a goccia lunga 35.000 metri è caduta sotto controllo israeliano, mentre 10.000 capi di bestiame hanno perduto l'accesso al terreno da pascolo. Per l'anno 2003, il costo per la produzione agricola palestinese è stato di 2.200 tonnellate di olio d'oliva, 50.000 tonnellate di frutta, 100.000 tonnellate di ortaggi. In zone precedentemente fertili è iniziato un processo di desertificazione: 83.000 alberi sono stati divelti, e 14.680 dunams sono diventati aridi. Per illustrare l'effetto su un singolo villaggio, Jayyus, giusto ad est di Qalqilya, per il muro ha perso il 72 per cento dei terreni irrigati e sette pozzi d'acqua; 300 famiglie hanno perduto il 100 per cento del loro reddito. La decimazione dell'attività agricola potrebbe inoltre avere serie ripercussioni per i negoziati circa lo status definitivo a riguardo dell'acqua. La parte palestinese sarà più debole, perché troverà più difficile giustificare rivendicazioni sulle risorse idriche se, insieme all'attività agricola, sarà diminuita anche la necessità di acqua. Il muro lascerà le aree palestinese asciutte e assetate: è progettato a questo scopo.
(Abel Rahman Temimi, direttore del Gruppo Idrologico Palestinese per lo Sviluppo delle Risorse Idriche ed Ambientali, comunicato del 26 aprile 2005)


Stemma papale di Ratzinger senza la Tiara

(Š) Lo stemma, i cui colori sono ancora in fase di studio, è sormontato dalla mitra e non dalla tiara come nei precedenti stemmi papali, e reca sotto di sé il pallio del Metropolita.
(Agenzia Zenit del 27 aprile 2005)


Rimini: Pasqua ebraica al Grand Hotel e a giugno ristorante kosher

Pasqua ebraica blindata al Grand Hotel. Sono arrivati a metà aprile e si fermeranno fino ai primi di maggio. Alcuni sono atterrati con l¹aereo privato, i più con viaggi organizzati. Arrivano da ogni parte del mondo, in particolare dalla Russia, dall¹America e dall¹Inghilterra. Hanno scelto Rimini e il Grand Hotel per celebrare la Pasqua ebraica (Š). Il Grand Hotel, fedele alla sua tradizione internazionale, ha raccolto 400 turisti di fede ebraica allestendo in uno degli spazi riservati al congressuale una sinagoga e fornendo tutto il supporto possibile alle celebrazioni religiose e all¹osservanza dei riti ebraici. (Š) Ospitare eventi del genere s¹inserisce in una precisa strategia commerciale: recuperare e puntare sul turismo internazionale e su quello ebraico in particolare. A partire da giugno aprirà i battenti nella residenza del Grand Hotel un ristorante esclusivamente ebraico: in tavola piatti kosher, ovvero preparati secondo le regole religiose che governano la nutrizione degli osservanti.
(Da Il Corriere di Rimini del 29 aprile 2005).