Appalti, indagato a Torino il viceministro Ugo Martinat (AN)
Abuso d'ufficio e concorso in turbativa d'asta: sono questi i reati
ipotizzati dalla procura per il viceministro delle Infrastrutture e dei
Trasporti Ugo Martinat. L'inchiesta (del procuratore aggiunto Francesco
Saluzzo e dei sostituti Paolo Toso e Cesare Parodi) riguarda gli appalti
gestiti dall'Agenzia regionale per le strade del Piemonte, istituita dalla
giunta Ghigo nell'ambito della redistribuzione delle competenze fino a poco
tempo fa attribuite all'Anas.
Due i «filoni» che hanno portato all'iscrizione di Martinat nel registro
degli indagati. Il primo (arricchito da una telefonata intercettata dalla
Direzione investigativa antimafia nella primavera 2004) riguarda il presunto
interessamento dell'esponente di An per incarichi a Gilberto Valle (titolare
di un omonimo studio a Roma) nella progettazione di alcune opere per l'ospedale
di Omegna, con intermediario l'allora direttore generale dell'Ares Nicola
Chiatante. Sull'asse Valle-Chiatante sarebbe anche scivolato l'appalto per
la «variante all'abitato di Strevi» (tra Alessandria e Acqui Terme): 38
milioni per i lavori e 4 per «direzione, misurazioni e contabilità» affidati
all'associazione temporanea fra le imprese Valle, Sina (gruppo Gavio), Ativa
Engeneering e Soteco. In quell'occasione, Valle avrebbe chiesto di poter
lavorare in Piemonte e Chiatante avrebbe esaudito il desiderio. Il ruolo di
Martinat sarebbe stato quello di aver dato gli orientamenti ministeriali per
la firma della convenzione tra Agenzia Torino 2006 (rappresentata da
Domenico Arcidiacono e Elio Perotto) e Anas (Vincenzo Coletta) per l'affidamento
di alcune opere a Sitaf spa (amministratore delegato Gianni Luciani,
presidente Giuseppe Cerutti e il socio privato di maggioranza Marcellino
Gavio). L'altro filone d'inchiesta è stato avviato su due appalti: i lavori
della galleria esplorativa nel tunnel ferroviario della Torino-Lione, a
Venaus; la costruzione della «rotatoria Mottalciata», nella «variante
Cossato Vallemosso». In entrambe le vicende, altri personaggi coinvolti nell'inchiesta
invocano: «Bisognerebbe interessare Martinat». La società Lyon-Turin
Ferroviaire (Ltf) ha affidato l'appalto del cunicolo di Venaus al
raggruppamento di imprese capeggiato dalla Cmc (Cooperativa muratori e
cementisti) di Ravenna e composto da Strabag (Austria), Bentini Costruzioni
(Faenza), Cogeis (Torino) e Geotecna (Milano). Secondo la procura, l'assegnazione
sarebbe stata «pilotata». E Martinat avrebbe contribuito alla manovra. A
sostegno della tesi, nell'avviso di garanzia i magistrati citano una
telefonata tra Walter Benedetto (Ltf) e il vicepresidente del consiglio d'amministrazione
di Unicredit Banca d'impresa Giovanni Desiderio, concordi nel ritenere
importante l'intervento del viceministro. Stesso discorso per la rotatoria
di Mottalciata. Cambiano, però, gli interlocutori: Chiatante e l'ingegner
Vincenzo Procopio, titolare dello studio professionale «Sti». Il politico di
An ha ricevuto ieri mattina l'«avviso di garanzia» dalle mani di un
ufficiale della Finanza. Nessun commento, nessuna emozione. Anche il suo
difensore smorza i toni: «Più che di avviso di garanzia, parlerei di
informazione sul diritto di difesa. Una differenza sottile, ma importante




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