Fonte: www.dilloadalice.it
Non potrete cancellare il Sacrificio di tanti uomini, di Benito Mussolini, dei giovani della RSI
Gentile Direttore,
intervengo in merito ad una questione che tanto discutere ha fatto e tuttora fa negli ambienti di un centro-destra vicino ad una tornata elettorale priva di contenuti (per loro), concreti e convincenti. Il giorno 28 gennaio si è consumato l'ultimo atto di quell' opera teatrale, grottesca, intitolata, DEMOCRAZIA, dispenso, caro direttore, lei ed i pazienti lettori dallo spiegare il significato etimologico di questo aggettivo (s)qualificativo sopra cui in tanti hanno mangiato e per cui tanti hanno pagato e stanno tuttora pagando, la suddetta data ha visto la vittoria dell'infamia sulla giustizia, una giustizia che a quanto pare non è uguale per tutti, ma che distingue i propri beneficiari in base al colore della “casacca” indossata.
Il giorno 28 gennaio ha gelato tutti noi militanti di destra, o di estrema destra (le accezioni strumentali ci scalfiscono nella stessa maniera in cui una goccia d'acqua scalfisce una roccia), alla notizia della prescrizione del reato del rogo di Primavalle, in cui perirono i fratelli Mattei vittime della incontrollata furia politica di quegli anni, in cui i comunisti agivano impuniti al grido di “uccidere un fascista non è reato”, erano anni in cui si poteva finire sprangati sotto il portone di casa come accaduto a Sergio Ramelli, oppure sparati in testa come accaduto ai giovani Mikis Mantakas e Giancarlo Esposti, simpatizzanti e militanti della estrema destra di quegli anni, senza che NESSUNO intervenisse in maniera seria e decisa per rintracciare e punire i colpevoli. In questo clima di connivenza si è svolto l'episodio di Primavalle a Roma, il 16 aprile 1973, in cui tre compagni di Potere Operaio, appiccarono l'incendio presso casa Mattei, il cui capo-famiglia aveva la colpa d'essere un dirigente missino, qui perirono Virgilio e Stefano Mattei.
Per 32 anni il processo-farsa si è protratto, oggi si conclude con la prescrizione per il reato di omicidio, colposo per giunta, ossia i tre assassini pur avendo appiccato il fuoco sapendo della presenza dei due in casa, non avevano intenzione di uccidere; i tre compagni assassini ACHILLE LOLLO, MARINO CLAVO,MANLIO GRILLO ora sono liberi, non hanno scontato un solo giorno di carcere, sono stati da sempre latitanti senza che nessuno, compresi gli eredi di quel MSI per cui i fratelli Mattei si sono sacrificati, ne abbia chiesto l'estradizione, si ricordano di loro quando all'approssimarsi delle tornate elettorali, i contenuti scarseggiano, o quando in seguito ad un tradimento per mero arrivismo personale (Rauti e compari) devono giustificare il loro deprecabile atteggiamento, ecco qui allora che tutti si ricordano dell'infamia di Primavalle e giù articoli, manifestazioni ed interviste televisive. NOI giovani ventenni, più ci facciamo prendere in giro da questi atteggiamenti, quando essi speculano sugli Eroi, sui Martiri di un passato recente, Vittime Innocenti che avevano commesso il solo reato di credere in una Idea, quella stessa Idea che i missini di un tempo ed alleanzini, o rautiani di ora hanno Tradito, gettando letame sulla memoria storica dei nostri Padri, sul loro sacrificio.
State tentando di distruggere, miei cari badogliani, la storia del nostro Popolo, ma ricordate bene, o meglio ricordiamo bene che “UN POPOLO SENZA MEMORIA NON HA FUTURO” e che ciò che è stato fatto, il seme che è stato gettato nè da voi, nè tantomeno gli adepti che sapientemente state allevando, potrete cancellare.
Non potrete cancellare il Sacrificio di tanti uomini, di Benito Mussolini, dei giovani della RSI e dei martiri dei cosiddetti anni 70, non potrete distruggere le Nostre radici, perché “LE RADICI PROFONDE NON GELANO”.
Cameratescamente,
Luigi De Rosa
Responsabile Regionale Puglia – Fronte Giovani




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