Berlusconi: nel mio partito anche la Lega. Si chiamerà "Alleanza"
Una cosa a metà strada tra Alleanza nazionale e Casa delle libertà. Suonerebbe “Alleanza per la libertà”. Silvio Berlusconi tenta ancora di far ingoiare il rospo del partito unico ai suoi alleati e con un’intervista sul settimanale popolare Gente anticipa quello che potrebbe essere il nome del partito unico del centro destra.
Per chi è smanioso di comprendere i meccanismi mentali che hanno portato ad un parto tanto spettacolare, e non riesca ad attendere fino a mercoledì la pubblicazione dell’intervista, ecco alcuni stralci. Sin inizia con un mea culpa che maschera la grande presunzione di saper muovere le masse ogni volta che scende in campo: «Ammetto, ho sbagliato a non fare campagna elettorale in prima persona». Poi la ricetta: «Ma, per vincere le prossime elezioni, punto tutto sul partito unico del
centrodestra che metta insieme i nostri alleati. Il nome? Pensavo di chiamarlo Partito repubblicano, però mi sono ricordato che il Pri di Spadolini non è mai andato oltre il 5 per cento». Publitalia docet: «E allora credo che sia meglio mantenere il nostro brand, lavorando su una sigla, come potrebbe essere Alleanza per la libertà».
Chissà perché questa volta per un annuncio così importante non abbia prenotato tutto per se il salottino bianco del fido Vespa. Forse è segno che ha capito di doverla smettere con le vecchie abitudini. Eppure sulla situazione dell'economia continua con la stessa canzone: «Mi sento ancora pronto a scommettere sulle elezioni del 2006, a patto di fare, in questi mesi, alcune cose importanti per aiutare quella parte dell'Italia più debole che ha pagato a prezzo altissimo l'ingresso nell'euro. Il Paese è tutt'altro che povero – e qui bisogna trattenere il sorriso - ma ci sono famiglie monoreddito che hanno il problema della casa e non riescono ad arrivare alla fine del mese. Ecco, qui dobbiamo intervenire». Allora sentiamo ancora una ricetta per tirarci fuori da questa stagnazione e dai redditi da fame «Pensiamo di ridurre il debito, mettendo sul mercato nuove quote delle aziende Eni ed Enel, oppure vendendo i palazzi, i beni pubblici per fare cassa. Non saranno misure per ridurre il deficit, ma è necessario fare i conti con le esigenze reali del Paese, spesso diverse da quello che dice l'apparenza». Insomma casa Italia è allo sfascio, la soluzione è vendere i gioielli di famiglia e sopravvivere finchè non finiscono i soldi.
Chi lo starà ancora ad ascoltare? C’è qualcuno che risponde nella fu Casa delle libertà? Giusto Bossi, il fedele alleato, quello che una volta parlava del “mafioso di Arcore” e adesso la malattia ha traformato: «Bossi, dopo la malattia, è cambiato tanto. Buono, ragionevole. Ricordate quando diceva che dopo la devolution avrebbe sciolto la Lega? Bè, in un certo senso, sarà così, perchè‚ tutti confluiranno nel nuovo partito unico, che mi piacerebbe chiamare Alleanza per la libertà. Ma il nome non è ancora deciso; stiamo lavorando anche sul simbolo e io sono ottimista«
E poi vai con l’ultima ovvia stoccata, al centro-sinistra e a tutto il popolo di comunisti annidati nei posti strategici del paese, pronti a mettergli il bastone tra le ruote: «Sì, se fossi nei panni di Prodi e Fassino non mi farei troppe illusioni sul fatto di avere la vittoria in tasca, perchè gli elettori hanno testa e giudicano: sanno - ha concluso il Presidente del Consiglio - che oggi magistratura, giornali e scuole sono in mano alla sinistra. E per avere una autentica democrazia ci vuole equilibrio, check and bilance». Quello che gli auguriamo di trovare, un equilibrio tra la dura realtà e la fantasia della propaganda.




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