Elogio della bestemmia
Ci sono ragioni storiche, letterarie e ataviche per cui a me non scandalizza affatto sentire una bestemmia perche’ credo sia una sorta di preghiera dei poveri.
Ricordo mio padre quando la sera doveva riportare il suo carretto della frutta nel magazzino, la ‘ in cima alla salita ( i magazzini dei poveri sono sempre in salita) e quasi sempre trovavamo qualcuno che ci dava una mano. Lui prendeva la rincorsa e:
- Ocio, vai, vai…ancora dai…- e alla fine pagava da bere a tutti.
Capitava pero’ qualche volta che non c’era nessuno e la spinta da dietro gliela davo solo io, coi calzoni corti e le bretelle che scivolavano via per lo sforzo.
Lui non si scomponeva e impartiva gli stessi ordini, un po’ piu’ pepati:
- Ocio, vai vai porcodd…tira procamad… ancora ostia, spingi spingi… Cristo…-
e lo portava su praticamente da solo, quel carrettino rosso. O forse non era da solo, perche’ una mano il buon Dio forse gliela dava, a mio padre.
Anzi, senza forse, il buon Dio, una mano gliela dava.
Mi scandalizza invece lo scandalo della bestemmia. Pensate siamo arrivati al punto che chi bestemmia e’ squalificato dallo show. E questo, apparentemente e’ un bene. E’ capitato a Mastelloni, recentemente e’ stato escluso un concorrente da un reality e per evitare la chiusura di quasi tutti i programmi dal vivo la bestemmia e’ diventata bip.
Eppure anche questo provvedimento un po’ perbenista, e’ degenerato e l’ultimo sforzo creativo di uno peseudo cantante di nome Baccini grugnito in uno pseudo spettacolo di nome Music Farm ha provocato l’espulsione del blasfemo.
Pero’, subito dopo, sono scattati gli automatismi dello show e il bestemmiatore ha fatto il giro delle sette chiese televisive, con interviste, apparizioni, partecipazioni, marchette et similia.
Roba da bestemmiarci sopra…




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