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  1. #1
    w i punkillonis
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    Predefinito S'intervista de Cerina a Lilliu in sa Nuova de oi?

    ....pro Ithocor, e pro totu cantos tenis in formato elettronico s'intervista de Cerina a Lilliu in Sa nuova de oe ?

    grazie mille
    Luxianu

  2. #2
    .
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    Smile Di cosa si tratta?

    Lutzianu, di cosa si tratta? Hanno fatto nuove scoperte o cosa?

  3. #3
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    Predefinito Re: Di cosa si tratta?

    [QUOTE]Originally posted by Giacomo
    Lutzianu, di cosa si tratta? Hanno fatto nuove scoperte o cosa? [/QUOTE


    Saludi Giacomo
    l'intervista riguarda la lingua sarda e l'intervento di Soru ad Ozieri, che a me è piaciuto molto soprattutto la parte in sardo,
    purtroppo però non ho la possibilità di metterle on line.
    Saludi a totus

  4. #4
    w i punkillonis
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    Predefinito Re: Di cosa si tratta?

    Originally posted by Giacomo
    Lutzianu, di cosa si tratta? Hanno fatto nuove scoperte o cosa?
    salude Giagu,

    si tratta come ha detto gianluca di questioni riguardanti la lingua sarda...

    che c'entri Lilliu non lo sò...
    grazie cmq Janlù

    saludos

    L

  5. #5
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    Dal sito del "MESSAGGERO SARDO"


    Là su chi hat nau su seddoresu:


    Renato Soru parla in sardo al premio Ozieri

    Per la prima volta in veste ufficiale da presidente della Regione, Renato Soru parla in sardo. Lo ha fatto a fine mattinata nel teatro civico di Ozieri ieri mattina. Dopo una parte svolta in italiano, a braccio, dedicata a indicare un percorso per la salvaguardia del sardo parlato e scritto, e per l’incoraggiamento del suo uso anche nella pubblica amministrazione, il presidente si è rivolto alla platea riprendendo un intervento del relatore Nicola Tanda: “Su “fogu amigu”, dda nomenau Vossignoria. “E dd’iat bolli accabbai, a su mancu accabbai de Presidenti ‘e sa Regioi, preghendi a totus cantus de dd’accabbai de batallai. De dd’accabbai cun su “fogu amigu”, de dd’accabbai cun is diferentzias, cun is polemicas, de dd’accabbai cun is batallas. E ddu chistionai su sadru. E de no batallai a suba de sa lingua sadra, ma de chistionai in paxi in lingua sadra. Chi eus a chistionai in paxi in lingua sadra, mancai is fillus nostus si nd’acatant e mancai si nd’acatant ca est pretziosu, ca est una richesa in prus. E s’incarrerant a ddu chistionai cussus puru. In paxi”.
    A proposito della decisione annunciata come imminente, “dopo anni di torpore”, Renato Soru ha detto, sempre in sardo: “Is òminis sbagliant. Deu sbagliu de seguru. E appu a continuai a isbagliai. Però cun su perigulu de isbagliai creu chi siat arribbada s’ora de pigai una decisioi. Sa decisioi est de: chistionai in sadru cantu ‘ortas de prus est possibili chistionai in sadru. De testimoniai ca si podit chistionai in sadru in su tempus di oi e in du tempus benidori. E ca si podit chistionai in sadru e ca podit essi modernu e bellu a chistionai in sadru. E s’atra cosa chi depeus decidiri e ca sa Pubblica Amministratzioni depit scrit in sardu dogna tanti, assumancu calincuna ‘orta in is momentus prus importantis e prus simbòlicus. Po testimonai sa volontadi de is sardus de mantenni ua lingua, poita ca sa lingua si tenit unius, si tenit fortis, si tenit unu populu. Est una richesa manna chi teneus e po da cumprendi bastat feti a immaginai ita iat a essi cust’isola tra cent’annus abi nemus s’at a rregodai unu sìngulu fueddu in sadru. Iat a essi un’isula prus pobera, prus trista. Iat a essi un’atra cosa. E po custu no dda depeus disperdi custa possibilidadi de mantenni custus fueddus chi si diferentziant”.

    Nella parte in italiano il presidente della Regione aveva detto: “Non esiste sicuramente una lingua sarda, ma ne esistono diverse. Tutte preziose, tutte preziosissime. E anzi, quanto più piccole sono direi che sono più preziose. E non penso che dovremo sceglierne una tra queste e dire questa ci rappresenta tutti.

    Il presidente della Regione ha concluso, affermando: “Ci deve essere una sola lingua in uscita della Pubblica Amministrazione Regionale. Solo per la Pubblica Amministrazione e solo quella regionale. Ogni Pubblica Amministrazione locale credo che debba usare la sua. Credo che sia ora che si prenda una decisione. Che si tenti almeno una decisione. E la si provi. E che si superi questo impasse che ormai dura da troppi anni. Per questo nelle prossime settimane la Giunta quasi certamente deciderà di istituire una commissione tecnico-scientifica. Una commissione di tecnici che innanzitutto promuovano una nuova ricerca. E’ dal 1975 che non si ricerca in Sardegna, che non si fa una ricerca sull’uso della lingua, sul numero dei parlanti e su coloro che la capiscono. Quanti ne sentono veramente la necessità? Una ricerca socio-linguistica che ci aiuti innanzitutto a decidere. E poi una commissione che sia anche in grado di aiutare a scrivere delle regole per la promozione e per l’utilizzo nella Pubblica Amministrazione periferica locale. E che aiuti a prendere una decisione, magari solo transitoria. E intanto che aiuti a codificare la grafia di tutte le nostre varianti. E magari che aiuti a promuovere la creazione di programmi word processor, correttori, che utilizzi strumenti elettronici per un migliore utilizzo della lingua sarda. E poi che aiuti a prendere una decisione magari transitoria per un “codice”, che non sia “La lingua sarda”, ma al quale va assegnato un ruolo piccolo piccolo che riguarda solamente la Pubblica Amministrazione Regionale e solamente in uscita. Di scrivere con un sardo che è più vicino a tutti quanti, che sia comprensibile a tutti quanti e che abbia un valore simbolico più che comunicativo e che testimoni la volontà di tutta la Sardegna di coltivare, di mantenere, di valorizzare, di accrescere e se possibile di invertire la tendenza al ribasso dell’utilizzo della lingua sarda”.

    (18 aprile 2005)



    Alò de aici ... cun d'unu pagu prus de coraggiu perou!

  6. #6
    w i punkillonis
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    grazie perantoni, est importante custu puru, però si calicunu tenet s'atteru, su de Lilliu cun Cerina est menzus...

    Salude

  7. #7
    w i punkillonis
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    Il presidente della Regione dichiara guerra all’Esercito
    «Resistenza contro le servitù»
    «Nei prossimi mesi la Regione
    effettuerà una resistenza
    pacifica contro le servitù militari
    in Sardegna». Lo ha annunciato
    il presidente della
    Regione, Renato Soru, al termine
    del suo intervento che
    ha chiuso il convegno per la
    celebrazione di Sa die de sa
    Sardigna, la giornata del popolo
    sardo. «La commissione paritetica
    eletta in Consiglio regionale
    - ha spiegato Soru - avrà
    il mandato di rifiutarsi ad autorizzare
    qualunque atto di
    tipo militare. Noi - ha detto -
    saremo contrari a tutto ciò
    che riguarda le servitù fino a
    quando non riconosceranno
    alla Sardegna il diritto di discutere
    su questo tema. Anche
    quando lo richiederanno,
    lo respingeremo sempre e
    siamo disposti ad andare sino
    al Consiglio dei Ministri fino
    a che il peso delle servitù
    militari ritorni a livello accettabile.
    Non è pensabile - ha
    concluso - che, ad esempio,
    l’80 per cento delle bombe
    italiane siano esplose nella
    nostra Isola».
    A margine del convegno il
    comandante militare della
    Sardegna, generale Angelo
    Dello Monaco, ha replicato al
    governatore. «Noi in Sardegna
    siamo solo lo strumento
    che il presidente Soru ha per
    raggiungere un obiettivo», ha
    affermato, «e, per questo,
    sinceramente, non condividiamo
    il metodo della resistenza
    passiva. Bisogna ricordare
    che l’Esercito nell’Isola,
    per quanto riguarda le
    servitù, non ha una competenza
    specifica, ma è un problema
    della Difesa e del Governo
    nazionale. Noi siamo
    tra l’incudine e il martello.
    Lui - ha concluso riferendosi
    a Soru - ha il diritto e il dovere
    di fare i ragionamenti da
    politico. Io non sono un uomo
    che si occupa di politica, ma
    la sua esternazione rischia di
    mettere in crisi l’organizzazione
    militare in Sardegna».
    faticosamente cercando di
    rimarginare. I lavoratori
    pagano un prezzo
    altissimo».

    www.unionesarda.it

  8. #8
    Meda sabios paris
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    Originally posted by PERANTONI
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    Là su chi hat nau su seddoresu:


    Renato Soru parla in sardo al premio Ozieri

    Per la prima volta in veste ufficiale da presidente della Regione, Renato Soru parla in sardo. Lo ha fatto a fine mattinata nel teatro civico di Ozieri ieri mattina. Dopo una parte svolta in italiano, a braccio, dedicata a indicare un percorso per la salvaguardia del sardo parlato e scritto, e per l’incoraggiamento del suo uso anche nella pubblica amministrazione, il presidente si è rivolto alla platea riprendendo un intervento del relatore Nicola Tanda: “Su “fogu amigu”, dda nomenau Vossignoria. “E dd’iat bolli accabbai, a su mancu accabbai de Presidenti ‘e sa Regioi, preghendi a totus cantus de dd’accabbai de batallai. De dd’accabbai cun su “fogu amigu”, de dd’accabbai cun is diferentzias, cun is polemicas, de dd’accabbai cun is batallas. E ddu chistionai su sadru. E de no batallai a suba de sa lingua sadra, ma de chistionai in paxi in lingua sadra. Chi eus a chistionai in paxi in lingua sadra, mancai is fillus nostus si nd’acatant e mancai si nd’acatant ca est pretziosu, ca est una richesa in prus. E s’incarrerant a ddu chistionai cussus puru. In paxi”.
    A proposito della decisione annunciata come imminente, “dopo anni di torpore”, Renato Soru ha detto, sempre in sardo: “Is òminis sbagliant. Deu sbagliu de seguru. E appu a continuai a isbagliai. Però cun su perigulu de isbagliai creu chi siat arribbada s’ora de pigai una decisioi. Sa decisioi est de: chistionai in sadru cantu ‘ortas de prus est possibili chistionai in sadru. De testimoniai ca si podit chistionai in sadru in su tempus di oi e in du tempus benidori. E ca si podit chistionai in sadru e ca podit essi modernu e bellu a chistionai in sadru. E s’atra cosa chi depeus decidiri e ca sa Pubblica Amministratzioni depit scrit in sardu dogna tanti, assumancu calincuna ‘orta in is momentus prus importantis e prus simbòlicus. Po testimonai sa volontadi de is sardus de mantenni ua lingua, poita ca sa lingua si tenit unius, si tenit fortis, si tenit unu populu. Est una richesa manna chi teneus e po da cumprendi bastat feti a immaginai ita iat a essi cust’isola tra cent’annus abi nemus s’at a rregodai unu sìngulu fueddu in sadru. Iat a essi un’isula prus pobera, prus trista. Iat a essi un’atra cosa. E po custu no dda depeus disperdi custa possibilidadi de mantenni custus fueddus chi si diferentziant”.

    Nella parte in italiano il presidente della Regione aveva detto: “Non esiste sicuramente una lingua sarda, ma ne esistono diverse. Tutte preziose, tutte preziosissime. E anzi, quanto più piccole sono direi che sono più preziose. E non penso che dovremo sceglierne una tra queste e dire questa ci rappresenta tutti.

    Il presidente della Regione ha concluso, affermando: “Ci deve essere una sola lingua in uscita della Pubblica Amministrazione Regionale. Solo per la Pubblica Amministrazione e solo quella regionale. Ogni Pubblica Amministrazione locale credo che debba usare la sua. Credo che sia ora che si prenda una decisione. Che si tenti almeno una decisione. E la si provi. E che si superi questo impasse che ormai dura da troppi anni. Per questo nelle prossime settimane la Giunta quasi certamente deciderà di istituire una commissione tecnico-scientifica. Una commissione di tecnici che innanzitutto promuovano una nuova ricerca. E’ dal 1975 che non si ricerca in Sardegna, che non si fa una ricerca sull’uso della lingua, sul numero dei parlanti e su coloro che la capiscono. Quanti ne sentono veramente la necessità? Una ricerca socio-linguistica che ci aiuti innanzitutto a decidere. E poi una commissione che sia anche in grado di aiutare a scrivere delle regole per la promozione e per l’utilizzo nella Pubblica Amministrazione periferica locale. E che aiuti a prendere una decisione, magari solo transitoria. E intanto che aiuti a codificare la grafia di tutte le nostre varianti. E magari che aiuti a promuovere la creazione di programmi word processor, correttori, che utilizzi strumenti elettronici per un migliore utilizzo della lingua sarda. E poi che aiuti a prendere una decisione magari transitoria per un “codice”, che non sia “La lingua sarda”, ma al quale va assegnato un ruolo piccolo piccolo che riguarda solamente la Pubblica Amministrazione Regionale e solamente in uscita. Di scrivere con un sardo che è più vicino a tutti quanti, che sia comprensibile a tutti quanti e che abbia un valore simbolico più che comunicativo e che testimoni la volontà di tutta la Sardegna di coltivare, di mantenere, di valorizzare, di accrescere e se possibile di invertire la tendenza al ribasso dell’utilizzo della lingua sarda”.

    (18 aprile 2005)



    Alò de aici ... cun d'unu pagu prus de coraggiu perou!




    Ma puitte no si k'essit da cussa Unione italiana (sovietika) de Merda e si oltada a Indipendentista?
    Custu diat a esse a jugher animu, e no a narrer battor cazzadas in Sardu donzi tantu......

  9. #9
    Indipendentista sardu
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    Originally posted by Lutzianu
    Il presidente della Regione dichiara guerra all’Esercito
    «Resistenza contro le servitù»
    «Nei prossimi mesi la Regione
    effettuerà una resistenza
    pacifica contro le servitù militari
    in Sardegna». Lo ha annunciato
    il presidente della
    Regione, Renato Soru, al termine
    del suo intervento che
    ha chiuso il convegno per la
    celebrazione di Sa die de sa
    Sardigna, la giornata del popolo
    sardo. «La commissione paritetica
    eletta in Consiglio regionale
    - ha spiegato Soru - avrà
    il mandato di rifiutarsi ad autorizzare
    qualunque atto di
    tipo militare. Noi - ha detto -
    saremo contrari a tutto ciò
    che riguarda le servitù fino a
    quando non riconosceranno
    alla Sardegna il diritto di discutere
    su questo tema. Anche
    quando lo richiederanno,
    lo respingeremo sempre e
    siamo disposti ad andare sino
    al Consiglio dei Ministri fino
    a che il peso delle servitù
    militari ritorni a livello accettabile.
    Non è pensabile - ha
    concluso - che, ad esempio,
    l’80 per cento delle bombe
    italiane siano esplose nella
    nostra Isola».
    A margine del convegno il
    comandante militare della
    Sardegna, generale Angelo
    Dello Monaco, ha replicato al
    governatore. «Noi in Sardegna
    siamo solo lo strumento
    che il presidente Soru ha per
    raggiungere un obiettivo», ha
    affermato, «e, per questo,
    sinceramente, non condividiamo
    il metodo della resistenza
    passiva. Bisogna ricordare
    che l’Esercito nell’Isola,
    per quanto riguarda le
    servitù, non ha una competenza
    specifica, ma è un problema
    della Difesa e del Governo
    nazionale. Noi siamo
    tra l’incudine e il martello.
    Lui - ha concluso riferendosi
    a Soru - ha il diritto e il dovere
    di fare i ragionamenti da
    politico. Io non sono un uomo
    che si occupa di politica, ma
    la sua esternazione rischia di
    mettere in crisi l’organizzazione
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    faticosamente cercando di
    rimarginare. I lavoratori
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    altissimo».

    www.unionesarda.it

    Quest'uomo mi stupisce giorno dopo giorno...

    Si tratta di un'ulteriore presa di posizione "rivoluzionaria", vediamo cosa accadrà...

  10. #10
    Meda sabios paris
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    Originally posted by Cristianu

    Si tratta di un'ulteriore presa di posizione "rivoluzionaria", vediamo cosa accadrà...
    Sa "revolutzione" de Soru est unu teatru ki jughet po sipariu sas caras de Mortadella e de Colora de Prodi e Fassino...... Cando custas li naran de s'abbarrare mudu, issu lu faghede!
    No est a faeddare de blokkare un'ala de sas esercitaziones.......E bó!
    Est a attuare po una Armada Sarda Indipendente, po una Polizia Sarda Indipendente, po sa confiska de tottu sas terras in manu a sos militares istranzos (e istrunzos)...... Est a gherrare contra sos uffiziales no sardos in tottu sas forzas armadas ki sunu in Sardinnya, po ke los kazzare.......
    Su restu est retorika......

    Kroatos e Slovenos kustu ana fattu po aere s'Indipendentzia, ca jughian animu, e fermesa, e bi kreiana!
    In Sardinnya nos akkontentamos de kalki kistionu de bar...... Lassende, o isperende, ki tottu enzat dezididu dae Roma......

    Si Soru est Indipendentista, ki fettat su passu, ki si ch'essat dae sa coalitzione terakka de su mere istranzu! Sinono ki abbarret mudu e lasset a un'ala custas prommissas ki faghen a riere sas pedras......

 

 
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