Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 12
  1. #1
    Stabilimento di Broni
    Data Registrazione
    12 Sep 2004
    Località
    Unknown Pleasures by Joy Division
    Messaggi
    28,447
     Likes dati
    8,006
     Like avuti
    13,596
    Mentioned
    364 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Contro la Urbani petizione ed email.

    Contro la Urbani petizione ed email.

    NewGlobal.it con l'avvio al Senato dell'esame delle modifiche alla legge sul file sharing lancia una campagna per sensibilizzare e opporsi alla criminalizzazione degli utenti.

    01/03/05 - Roma - "L'associazione NewGlobal.it consapevole del cambio di strategia del Governo e della parziale retromarcia fatta sulle modifiche promesse alla legge Urbani ha deciso di usare due nuovi strumenti per continuare la propria strategia di contrasto". Così una nota di NewGlobal.it con cui l'associazione rilancia le iniziative per contrastare il mantenimento del penale a carico degli utenti del file sharing che condividano file non autorizzati sulle reti del peer-to-peer.

    La prima delle due iniziative va nella direzione del sostegno all'esposto che la stessa associazione ha prodotto davanti alla Commissione Europea contro la Legge Urbani. Si tratta di una petizione che è possibile leggere e firmare qui.
    La seconda è invece una mail circolare inviata ai propri iscritti pensata per innescare una catena di Sant'Antonio "da cui si distingue per la chiara definizione delle date, 1/3/2005, e della scadenza, 60 giorni, nonché dalle righe riservate ad un corretto uso della e-mail". Ecco di seguito il testo:

    "Caro Amico,
    martedì 01/03/2005 inizierà la discussione prima al Senato e poi alla Camera del provvedimento (ddl numero 7/2005) che comprende anche alcune modifiche della legge voluta dal Ministro Urbani che ha reso la condivisione dei file coperti dal diritto d'autore (musica, video...) un reato punibile con un massimo di 4 anni di galera anche qualora l'illecito fosse stato fatto senza fine di lucro e per uso personale.

    Entro 60 giorni il provvedimento potrà diventare legge dello Stato. Gli utenti di Internet hanno chiesto ai parlamentari di trasformare questo reato in illecito amministrativo.

    Cercherò di spiegarti brevemente ed in maniera semplice cosa realmente significhi questa richiesta. Innanzitutto ti faccio notare che la migliore tradizione del pensiero giuridico ha sempre ritenuto che la repressione penale debba essere riservata alla tutela di quei valori e di quei beni reputati fondamentali per la conservazione della pace sociale e nei soli casi in cui ogni altro rimedio (in particolare quelli civili ed amministrativi) sia risultato del tutto inutile.

    Alla luce di questo appare, perciò, sproporzionato perseguire con sanzioni penali chi tiene una condotta che non desta allarme sociale e la cui pericolosità si può ben dire prossima allo zero. Infatti, la pacifica convivenza sociale non è certo turbata dalla pratica dello scambio di file musicali o video per giunta gratuitamente e per uso personale. Mi sembra onestamente decisamente più dannosa, per il sistema economico e sociale del Paese, la pratica della falsificazione dei bilanci dei gruppi societari, come dimostrano ampiamente le recenti vicende della Parmalat e della Cirio eppure le Camere hanno ritenuto, nel 2002, che fosse opportuno - vista la bassa offensività del reato di falso in bilancio - "derubricare" il reato: da delitto a contravvenzione (cfr. il nuovo testo dell'art. 2621 cc).

    Oggi, al contrario, si discute se punire come reato delittuale - cioè come reato grave - la condivisione dei file musicali e non. A parte l'evidente sproporzione di trattamento tra chi falsifica un bilancio ed un ragazzino intento ad ascoltare gratis la musica del suo cantante preferito non posso non essere preoccupato dallo spreco di risorse dello Stato (forze di polizia e magistratura del ramo penale) per la repressione di una condotta sostanzialmente inoffensiva e questo proprio in un periodo in cui addirittura la Camorra organizza manifestazioni di protesta in piazza a sostegno dei propri affiliati.

    Per comprendere l'aggravio di lavoro che si riverserebbe sulle forze dell'ordine (che a mio parere dovrebbero essere destinate a combattere una criminalità sempre più aggressiva e pericolosa) osserviamo che per applicare la sanzione penale indipendentemente da se verrà applicata una semplice multa o saranno comminati degli anni di galera occorre un'attività di accertamento del reato attraverso un processo - fosse anche un procedimento deformalizzato come quello per decreto penale - con conseguente impegno di risorse umane e finanziarie. Ciò significa acquisire da parte della Procura della Repubblica competente una notizia di reato da parte della polizia giudiziaria e/o degli altri soggetti preposti alla rilevazione delle violazioni; procedere alle comunicazioni all'indagato, anche ai fini della elezione di domicilio e della nomina di un difensore di fiducia; passare alla valutazione del fatto-reato esaminando la possibilità di procedere con decreto penale; emettere e notificare il decreto penale. Ed in caso di opposizione svolta contro il decreto penale dal condannato, predisporre le attività per il processo dibattimentale (con le lungaggini e con i costi umani e monetari che conosciamo).

    Passando ad esaminare, poi, l'efficacia - anche preventiva - della misura penale, occorre osservare che la relativa sanzione nei confronti dei minori diventa di difficile applicazione: sotto i 14 anni il soggetto non è imputabile (e dunque non è punibile); tra i 14 ed i 18 anni, il giudizio sulla condotta criminale del minore è attribuito alla competenza del tribunale dei minorenni, con ogni immaginabile conseguenza per la psiche del giovane (che verrebbe processato per nulla).

    I problemi sopra indicati - che non sono certo gli unici - cadrebbero automaticamente, con la semplice previsione di sanzioni amministrative, per l'applicazione delle quali sarà sufficiente un verbale di contravvenzione redatto dai funzionari preposti e contro il quale si potrà eventualmente fare opposizione dinanzi all'organo amministrativo competente.

    Ti ho inviato questa mail innanzitutto per comunicarti l'esistenza di questo decreto legge in discussione alle camere che potrebbe (pur mitigando le pene previste dalla legge voluta dal ministro Urbani) continuare a prevedere come penale un reato inoffensivo come quello di usufruire di qualche canzonetta senza corrispondere il salatissimo prezzo alle industrie discografiche. Se condividi la mia opinione e pensi anche tu sia il caso di chiedere ai nostri parlamentari di limitarsi alla previsione del semplice illecito amministrativo, evitando di sprecare le forze necessarie per perquisizioni, sequestri e processi sia pure con riti deformalizzati al solo scopo di perseguire semplici condivisori di musichette, allora ti chiedo di scrivere anche tu ai parlamentari del partito che pensi di votare alle prossime elezioni affinchè ascoltino anche la voce degli utenti e non solo quella dei discografici (gli indirizzi e-mail dei senatori puoi trovarli al seguente link http://www.senato.it/leg/14/BGT/Schede/Attsen/Sen.html mentre le e-mail dei deputati sono del tipo cognome_prima lettera del nome@camera.it ad es. l'indirizzo di Gennaro Esposito sarebbe esposito_g@camera.it ).

    Inoltre, se pensi che sia il caso di avvisare anche i tuoi amici, conoscenti o parenti affinché possano prendere le proprie contromisure facendo magari in modo di evitare di vedere il proprio figlio in una situazione veramente problematica allora puoi inviare anche a loro il testo di questa mail avendo però cura di copiare questo testo in una nuova mail, di mettere solo l'indirizzo della persona che vuoi avvisare del grave pericolo (mi raccomando una mail diversa per ogni conoscente, amico o parente che vuoi avvisare) e di mettere nella prima riga dopo la parola Caro il nome della persona a cui stai inviando l'avviso.

    MI RACCOMANDO crea una nuova mail per ogni persona a cui abitualmente scrivi delle e-mail. EVITA la semplice redirezione della mail ricevuta e non scrivere a sconosciuti. Non violare le regole che ogni forum o newsgroup si è dato"


    Fonte :Punto Informatico

  2. #2
    What am I doing here?
    Data Registrazione
    11 Apr 2004
    Messaggi
    37,582
     Likes dati
    34
     Like avuti
    239
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Firmato...

  3. #3
    Stabilimento di Broni
    Data Registrazione
    12 Sep 2004
    Località
    Unknown Pleasures by Joy Division
    Messaggi
    28,447
     Likes dati
    8,006
     Like avuti
    13,596
    Mentioned
    364 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Exclamation

    Prime ammende per chi scarica musica.

    Un gruppo di utenti P2P inglesi risarcisce 72.000 euro per le canzoni condivise. Primo successo per la battaglia anti-filesharing?

    La British Phonographic Industry (BPI), associazione che rappresenta migliaia di case discografiche del Regno Unito, ha pubblicato i nomi e cognomi di 23 utenti di circuiti peer-to-peer che hanno accettato di risarcire complessivamente 72.000 euro per le canzoni scaricate e condivise illegalmente su Internet.

    La BPI ritiene che sia la prima vittoria contro la condivisione illegale di musica. Le persone coinvolte sono 17 uomini e sei donne di età fra i 22 e i 58 anni, alcune delle quali hanno presumibilmente deciso di assumersi le responsabilità per la condotta online dei propri figli. Quindici utenti usavano Kazaa; gli altri erano su Imesh (4), Grokster (2), WinMX e Bearshare (1 ciascuno). Il numero di file condivisi, stando alla BPI, variava da "qualche centinaio" a "varie migliaia".

    L'ammenda è stata concordata senza arrivare in giudizio: le persone coinvolte hanno firmato un impegno in tribunale in cui ammettono di aver partecipato al file sharing e promettono di non farlo più. La cifra concordata in un caso ha raggiunto i 6.500 euro.

    Il modus operandi della BPI è molto semplice: ci si collega alle reti P2P e si cercano gli indirizzi IP dei condivisori, per poi risalire ai loro dati personali. Chi condivide tanti brani è a maggior rischio semplicemente perché
    "si rende più visibile", ma "non c'è un limite minimo, è semplicemente più probabile che verrai beccato se distribuisci molte canzoni"
    , dice la BPI.
    Va notato che si tratta di accordi extragiudiziali: in altre parole, gli utenti hanno pagato dietro semplice minaccia di azione legale.
    I costi di un'azione vera e propria, infatti, supererebbero di gran lunga l'ammontare di un eventuale risarcimento.

    La strategia britannica offre quindi un modello teoricamente esportabile anche in Italia.
    Se l'industria del disco fa sul serio, ha insomma un modo molto facile per dimostrarlo. Staremo a vedere.

    Fonte:
    ZeusNews

  4. #4
    Stabilimento di Broni
    Data Registrazione
    12 Sep 2004
    Località
    Unknown Pleasures by Joy Division
    Messaggi
    28,447
     Likes dati
    8,006
     Like avuti
    13,596
    Mentioned
    364 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito

    10-03-2005
    Intervento del Ministro delle Comunicazioni.

    Maurizio Gasparri: no alla pirateria



    “L’Italia per competere con il resto del mondo ha bisogno di garantire le opere dell’ingegno. Questo vale per la musica, per il cinema, per le produzioni televisive, per il software e per i brevetti”.

    E’ quanto afferma il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri in un articolo a sua firma pubblicato oggi sul supplemento “@lfa” del quotidiano “Il Sole 24 Ore” nel quale sottolinea la scarsa informazione sul problema dell’illegalità.

    “Anche se la nostra percezione è che i bit non si possano toccare con mano, sono beni immateriali che vanno tutelati. Chi copia e distribuisce opere protette trasgredisce le leggi sul diritto d’autore, tanto se le sue azioni si compiono nella Rete, quanto se avvengono nella realtà”.

    Fonte : SIAE.it

  5. #5
    Stabilimento di Broni
    Data Registrazione
    12 Sep 2004
    Località
    Unknown Pleasures by Joy Division
    Messaggi
    28,447
     Likes dati
    8,006
     Like avuti
    13,596
    Mentioned
    364 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito

    Si respira aria molto cattiva per il P2P, quindi occhio a scaricare.....

  6. #6
    Stabilimento di Broni
    Data Registrazione
    12 Sep 2004
    Località
    Unknown Pleasures by Joy Division
    Messaggi
    28,447
     Likes dati
    8,006
     Like avuti
    13,596
    Mentioned
    364 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito

    Legge Urbani, approvate le modifiche

    Nessuna depenalizzazione per chi condivide ma passa il principio dell'oblazione. Ecco il quadro della normativa così come esce modificata dal disegno di legge appena approvato. FIMI: bene così


    24/03/05 - Roma - Dopo lunga, lunghissima attesa sono finalmente state approvate dalla Camera in via definitiva le sospirate modifiche alla Legge Urbani, modifiche contenute nel DDL 3276-B che trasforma la normativa contro il file sharing. Novità assai limitate rispetto a quanto a suo tempo promesso dallo stesso ministro Urbani e successivamente dai suoi colleghi di Governo.

    La normativa così modificata prevede le sole sanzioni amministrative per chi si limita a scaricare dalla rete contenuti protetti. Le sanzioni diventano penali se l'utente invece condivide con altri utenti via Internet materiali tutelati dal diritto d'autore.

    Va sottolineato che il penale viene attribuito anche alla condivisione che non abbia scopo di lucro oltreché, più ovviamente, a chi condivide a scopo di profitto.

    Nei fatti questo significa che l'uso dei principali sistemi di file sharing può inguaiare penalmente l'utente che li utilizzi con contenuti protetti: che si tratti dei software eDonkey o BitTorrent, vale a dire due delle piattaforme più utilizzate, infatti, chi li usa condivide anche quando scarica un fatto che non ha però condizionato in alcun modo i promotori del provvedimento.

    Le modifiche comprendono anche l'oblazione di cui a lungo si è parlato, ovvero la possibilità di pagare un'ammenda e le spese procedurali per estinguere il reato commesso, quello appunto di condivisione. Una misura che non cancella però il reato in quanto tale, destinato a rimanere nel certificato penale del soggetto.

    L'oblazione potrà essere effettuata o prima del procedimento o prima del decreto penale di condanna. In questo secondo caso le possibilità di avvalersene sono assai ridotte: non è infatti infrequente che solo quando si riceve la notifica del decreto penale si viene a conoscenza che questo è stato emesso. È dunque arduo capire come o quando una persona accusata di tale reato dovrebbe essere in grado di ricorrere all'oblazione.

    Un quadro completo della nuova normativa è stato realizzato dall'avv. Daniele Minotti:
    Legge Urbani, ecco cosa cambia.

    Dell'approvazione della nuova legge Punto Informatico ha potuto parlare con Enzo Mazza della FIMI, la Federazione dell'industria musicale italiana, secondo cui "le modifiche alla legge Urbani come approvate con il recente Decreto legge mettono definitivamente ordine nel sistema sanzionatorio garantendo un meccanismo di deterrenza graduato e che mantiene l'efficacia penale contro le violazioni legate al file sharing".

    Secondo Mazza "le iniziative antipirateria online, che stanno continuando anche nel nostro paese, potranno così ricevere nuovo impulso in un contesto di maggiore certezza legislativa".

    Fonte : Punto Informatico

  7. #7
    Stabilimento di Broni
    Data Registrazione
    12 Sep 2004
    Località
    Unknown Pleasures by Joy Division
    Messaggi
    28,447
     Likes dati
    8,006
     Like avuti
    13,596
    Mentioned
    364 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito

    P2P, primo processo in Svezia

    Prima di Pasqua è iniziato il procedimento contro un utente dei sistemi di file sharing che s'era azzardato a condividere un film svedese in rete. Come lui decine di altri


    30/03/05 - Stoccolma - La Svezia sta rapidamente facendosi largo in prima linea nella guerra del file sharing: nei giorni scorsi è infatti iniziato il primo processo in cui è imputato un utente dei sistemi di condivisione , "incastrato" dall'aver posto in rete a disposizione di tutti alcuni materiali protetti.

    L'uomo, un 27enne di cui non è stata resa pubblica l'identità, è formalmente accusato di aver posto in condivisione un film svedese dal computer di casa propria, in una cittadina non lontano da Stoccolma. Un'operazione che sarebbe stata "intercettata" dai software antipirateria utilizzati dagli organismi locali che si occupano di tutelare la proprietà intellettuale delle case del cinema e della musica.

    Da lì, dunque, la segnalazione alla polizia scattata sia per l'imputato che per una decina di altri utenti svedesi che con ogni probabilità si ritroveranno presto a subire lo stesso iter giudiziario. La società antipirateria Antipiratbyran , che da mesi sta cercando di guidare una crociata contro il P2P, ha segnalato ai procuratori numerose altre persone, tutte considerate grandi condivisori , ossia utenti che mettevano a disposizione online notevoli quantità di materiali protetti.

    Quello di Antipiratbyran dev'essere davvero un gruppo, formato da rappresentanti dell'industria, poco amato in rete: il suo sito, mentre scriviamo, infatti è colpito da defacement.

    Qualcuno che non gradisce le politiche contro il P2P ha pensato fosse il caso di farlo sapere all'associazione accedendo ai suoi server e modificando la home page.

    Ad ogni modo, la notizia di questo processo fa rumore non solo perché è la prima del genere in Svezia, ma anche perché proprio in questi mesi la normativa di riferimento sta cambiando: se fino ad oggi è stato possibile scaricare materiali legalmente dal P2P, ciò non sarà più possibile dal primo luglio. Condividere, invece, è e rimane un illecito.

    "Lavoriamo su molti casi - ha spiegato il pubblico ministero - ma questo è stato il primo ad essere approfondito". Un portavoce di Antipiratbyran ha fatto sapere di aver segnalato in tutto un centinaio di casi alla polizia ed ha espresso soddisfazione che ora "quelle accuse si traducano in un procedimento. Questa attività deve in qualche modo essere fermata".

    Fonte:
    Punto Informatico

  8. #8
    Stabilimento di Broni
    Data Registrazione
    12 Sep 2004
    Località
    Unknown Pleasures by Joy Division
    Messaggi
    28,447
     Likes dati
    8,006
     Like avuti
    13,596
    Mentioned
    364 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito

    Pirateria, un nuovo bel decreto legge

    Le nuove norme contro la contraffazione presentano un singolare pericolo non solo per i consumatori e gli utenti ma anche per i gestori di aste online. Norme già in vigore.


    30/03/05 - Roma - Sono già in vigore a tutti gli effetti le disposizioni contenute nel decreto legge 35/2005 contro la contraffazione e la pirateria, norme che come spesso accaduto in questo settore negli ultimi anni contengono alcuni clamorosi punti oscuri, che si risolvono in una ulteriore incertezza del diritto, ergo in pericoli per utenti e gestori di servizi Internet.

    Lo spirito con cui è stato prodotto il decreto legge è quello che da tempo anima le istituzioni italiane, ossia la protezione della proprietà intellettuale delle industrie contro la copia o la contraffazione, integrata in provvedimenti che si occupano anche di moltissime altre cose. I contenuti del decreto, almeno in alcuni passaggi, creano molti più problemi di quanti il Governo probabilmente aveva inteso risolvere nel varare il decreto.

    All'articolo 1, comma 7, si legge:

    "Salvo che il fatto costituisca reato, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10.000 euro l'acquisto o l'accettazione, senza averne prima accertata la legittima provenienza, a qualsiasi titolo di cose che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l'entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà intellettuale. La sanzione di cui al presente comma si applica anche a coloro che si adoperano per fare acquistare o ricevere a qualsiasi titolo alcuna delle cose suindicate, senza averne prima accertata la legittima provenienza".

    Due i problemi che saltano agli occhi. Il primo è legato alla responsabilità diretta dell'utente-consumatore , che però non sempre in rete è nella condizione ideale per valutare la possibilità che un bene che intende acquistare sia frutto di contraffazione: una normativa, dunque, che potrebbe influire sulla disposizione degli italiani all'e-commerce.

    Ma forse ancora più grave è il secondo problema, quello che tira in ballo "coloro che si adoperano per fare acquistare o ricevere", una locuzione che coinvolge direttamente i siti d'aste online e più in generale le piattaforme di e-commerce che svolgono un servizio a favore di chi vende e chi compra senza interessarsi direttamente dell'origine dei beni scambiati.

    Che la situazione sia delicata lo ha segnalato in queste ore anche la Federazione contro la pirateria musicale (FPM) , un'organizzazione da lungo tempo impegnata contro l'industria del falso, secondo cui "le norme del decreto potranno colpire anche i siti che favoriscono aste o vendite di beni usati senza aver prima accertato che si tratti di contraffazioni, siano essi cd, dvd o altri prodotti che sono offerti in rete senza controllo".

    Fonte : Punto Informatico

  9. #9
    Stabilimento di Broni
    Data Registrazione
    12 Sep 2004
    Località
    Unknown Pleasures by Joy Division
    Messaggi
    28,447
     Likes dati
    8,006
     Like avuti
    13,596
    Mentioned
    364 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito

    Aste fuorilegge? Sale la temperatura

    Quel decreto legge proprio non va giù: presi di mira i consumatori ma anche le piattaforme del commercio elettronico. L'analisi di eBay, le critiche degli esperti e dell'opposizione


    01/04/05 - Roma - C'è chi parla di fine del commercio elettronico, chi di clamorosa svista, chi di rotta da correggere ma c'è anche chi teme che, come già accaduto, le correzioni arrivino tardi, o non siano fatte, siano travolte dalle urgenze. La questione è quella delicatissima del decreto legge del 14 marzo, un provvedimento che sembra a tutti gli effetti rendere fuorilegge le aste online oltre a caricare gli utenti di un enorme fardello e nuove responsabilità. Su tutto, l'urgenza di un decreto legge e il peso di sanzioni economiche, che sembrano davvero cozzare con le speranze del commercio elettronico oltreché evidentemente con i diritti digitali.

    Dopo la denuncia di FPM, in molti iniziano a prendere le distanze al decreto, una normativa che rischia di essere approvata così com'è in via definitiva, vista la natura e l'urgenza del provvedimento in cui è inserita,cioè un decreto anti-contraffazione. Altre pesantissime normative, come la notissima Legge Urbani, furono approvate nei tempi ristretti dell'iter di un decreto legge, con tutti i guasti di un'approvazione frettolosa.

    A Punto Informatico, eBay Italia, la maggiore casa d'aste online, ha espresso preoccupazione per il comma 7 del primo articolo del decreto che, come noto, punisce con multe chi compra senza accertarsi della legittima provenienza di un bene ma anche chi "favorisce" questa forma di commercio.

    "Tutto ciò - ha spiegato a PI Marco Pancini, legal manager di eBay Italia - è in contrasto con lo spirito della legge comunitaria che disciplina il commercio elettronico e i servizi internet. Infatti, chi fornisce un servizio online non può essere considerato responsabile per il contenuto fornito da terzi e sul quale non ha alcun controllo. Al contrario, è necessario rimanere a disposizione delle Autorità competenti per rimuovere i contenuti illeciti e combattere in questo modo la pirateria online".

    La normativa è ancora più sorprendente se si considera che eBay, come altre società del settore, mette in campo una serie di strumenti pensati per ridurre il più possibile l'impatto della contraffazione .
    "Il nostro programma VeRO - continua Pancini - è stato creato proprio per affrontare situazioni di questo genere", un programma che consente ai "titolari di diritti di identificare e richiedere la rimozione di inserzioni potenzialmente pericolose". A fronte degli alti numeri di un sito d'aste, ovvero una piattaforma che "memorizza informazioni fornite da un destinatario del servizio", come tiene a sottolineare eBay, è pacifico che ci possa essere qualcosa che sfugga al controllo degli utenti del sito, oltreché del sito stesso. Da qui ad attribuire le responsabilità ai siti, però, il salto è grande e la questione sempre quella: la posizione giuridica di chi offre uno spazio rispetto a chi di quello spazio abusa.

    Secondo Andrea Lisi, legale di Scint.it esperto delle cose della rete, il nuovo decreto si può definire "ammazza internet" e tende a criminalizzare il commercio elettronico .

    "Secondo tale disposizione - spiega Lisi - non possono stare tranquilli neanche tutti gli acquirenti di "aste on line". "È la fine di Internet e del Commercio Elettronico?" - chiede provocatoriamente Lisi.

    Critiche stanno piovendo in queste ore sul decreto anche dall'opposizione. In una nota congiunta del senatore dei Verdi Fiorello Cortiana e del candidato verde nel Lazio Maurizio Zammataro si parla di una "pietra" tombale posta sul commercio elettronico italiano "visto che, ad esempio, eBay sarebbe responsabile se qualcuno vende tali prodotti, e si rimette mano alla legislazione sul filesharing sulla quale una commissione interministeriale ha lavorato per un anno e che il Parlamento ha ratificato pochi giorni fa. Siamo di fronte ad un Governo schizoide". Secondo i due Verdi "non e’ possibile che chi legifera non tenga da conto delle conseguenze sulla rete delle proprie azioni. Siamo fermamente contrari a questo ulteriore proibizionismo, che nella formulazione odierna del testo capovolge il principio di innocenza. Ormai abrogare la legge Urbani non basta piu’, visto che ad ogni ora, con decretazioni che di urgente non hanno nulla, si mette a soqquadro la rete senza il minimo discernimento. L’opposizione dei Verdi sara’ durissima: siamo d’accordo con la tutela dei marchi, ma questa non puo’ essere un alibi per una criminalizzazione di massa degli utenti della rete. Non ci interessa sapere se sia ignoranza o malafede: questo Governo, dopo averci portato al 44simo posto nella classifica WEF sull’innovazione, dimostra ogni giorno di piu’ quanti danni faccia per le liberta’ e lo sviluppo della Società dell’Informazione".

    Punto Informatico ha chiesto anche un parere sulla questione al dipartimento all'Innovazione che, non appena giungerà, avremo cura di pubblicare su queste pagine.

    Fonte :
    Punto Informatico

  10. #10
    Stabilimento di Broni
    Data Registrazione
    12 Sep 2004
    Località
    Unknown Pleasures by Joy Division
    Messaggi
    28,447
     Likes dati
    8,006
     Like avuti
    13,596
    Mentioned
    364 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito

    Urbani se ne va, anzi no


    di Paolo De Andreis - L'ex ministro sarebbe ora diretto all'ultimo piano di viale Mazzini: dietro di sé lascia un ricordo imperituro che val la pena di testimoniare


    26/04/05 - Roma - Urbani se n'è andato. Nelle ore immediatamente precedenti alla formazione del nuovo governo Berlusconi la notizia aveva iniziato a circolare: "Urbani andrà alla RAI". E poi una prima conferma: Giuliano Urbani non è più ministro ai Beni culturali nel nuovo Esecutivo, e al suo posto viene parcheggiato Rocco Buttiglione.

    Urbani, entrato nella storia della rete come un elefante tra preziosi cristalli di un negozio d'arte, come Ministro non potrà più ridurne altri in polvere: dopo il varo del Decreto Urbani, , contestato non solo per i suoi contenuti ma anche per le modalità con cui è divenuto Legge, Urbani ha rappresentato per molti in rete il principale avversario delle libertà digitali, l'alfiere del vecchio ordine che cerca di imporsi sul nuovo disordine creativo del digitale. Ed è per questo che, cosa del tutto inedita per un ministro italiano, è stato bersagliato persino da un un netstrike.

    Dietro di sé Urbani lascia "morti e feriti", la certezza del diritto anzitutto, schiacciata non solo da una normativa contraddittoria ma anche dalle singolarissime dichiarazioni del Ministro stesso: prima ha chiesto ai senatori di votare come sanno che non si deve fare e poi, all'indomani dell'approvazione, ha candidamente confessato di essersi riscoperto mammista, per spiegare che nonostante quanto scritto sulla propria Legge nessun magistrato avrebbe mai disposto il carcere per un ragazzo che ha scaricato un file da Internet.

    Di Urbani, lo stesso Ministro che in Senato promise che avrebbe corretto queste "pagliuzze" del carcere per un mp3, avevamo chiesto le dimissioni: all'insipienza della normativa che porta il suo nome s'era infatti aggiunta la farsa delle modifiche alla stessa, un lungo tour di rinvii e dichiarazioni che avrebbe dovuto portare alla cancellazione del penale per gli utenti del file sharing, cancellazione passata poi in cavalleria come tutte le promesse enunciate al Senato.

    Dinnanzi alla dismissione di Urbani dal ministero dei Beni culturali ci sarebbe quindi da festeggiare, se non fosse per questo problemino della presidenza RAI che fa assomigliare la dipartita dal Ministero a qualcosa di ben diverso da un siluramento.

    Al di là delle facili battute (presto tre anni di carcere per chi non paga il canone?) c'è infatti da chiedersi se davvero non vi sia nome più autorevole per il delicato ruolo di presidente RAI, se questo debba davvero venir ricoperto da un ex ministro che non ha saputo mediare le pretese delle grandi industrie dell'intrattenimento con le esigenze del nuovo e più importante medium esistente. La superficialità con cui l'intera questione del diritto d'autore nell'era digitale è stata trattata rischia di tradursi in un premio come la presidenza RAI e questo potrebbe facilmente scatenare le malelingue, a caccia di qualsiasi pretesto per malignare su ciò che può portare un personaggio come Urbani al vertice della radiotelevisione di Stato.

    Sebbene si tratti di un'azienda legata perlopiù ai vecchi media e alle loro nuove incarnazioni nel digitale, saperlo alla guida di quel colosso finanziato dai contribuenti certo non potrà rasserenare gli animi. Ma la strada, dicono i più informati, parrebbe decisa: Urbani avrebbe infatti confessato di aspirare da sempre alla poltrona in pelle umana dell'ultimo piano di Viale Mazzini.

    Paolo De Andreis


    Fonte : Punto Informatico


    Ulteriori link esplicativi, che raccontano per bene e cronologicamente, i passaggi "salienti" dell'ex Ministro Urbani e della sua fantastica legge, presenti e consultabili alla Fonte dell'articolo originale di Punto Informatico.

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. contro il decreto Urbani
    Di ilGladiatore (POL) nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 31-05-04, 14:11
  2. contro il decreto Urbani
    Di ilGladiatore (POL) nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 29-05-04, 19:58
  3. Contro Il Decreto Urbani
    Di ilGladiatore (POL) nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 28-05-04, 20:52
  4. Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 13-05-04, 23:29

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito