Erna Flegel, che oggi ha 93 anni, racconta che tentò di convincere la moglie di Goebbels a mettere in salvo i sei figli
Un'immagine di Hitler nel bunker di Berlino con Eva Braun (Archivio Corsera)
BERLINO - Le ultime ore di Adolf Hitler si arricchiscono di nuovi particolari, offerti da una testimone oculare. Erna Flegel è stata l'infermiera del Fuhrer e testimone degli ultimi giorni del Terzo Reich nel bunker di Berlino. Come le truppe alleate si avvicinavano a Berlino, nell’aprile 1945 - racconta la donna - «Adolf Hitler sprofondò su se stesso, diventando un uomo debole e tremante» .
Oggi Erna Flegel ha 93 anni e, in un'intervista al «Guardian» in occasione del 60mo anniversario della fine della Seconda Guerra mondiale, rivela particolari inediti della sua esperienza: le ultime ore di Hitler, la sua amicizia con la moglie del responsabile della propaganda nazista, Joseph Goebbels, e del suo odio per l'amante del fuhrer Eva Braun, «personalità del tutto scialba che non si sarebbe distinta neppure in un gruppo di dattilografe». Dal novembre 1944 Hitler è stato sempre a Berlino e alla Flegel è capitato di vederlo spesso. «La prima volta che lo vidi - racconta la Flegel - non mi aveva particolarmente colpito».
LA FINE DEI GOEBBELS - All'epoca la Flegel aveva 33 anni e racconta di come abbia tentato di convincere la sua amica Magda Goebbels, «una donna molto intelligente», dice, a mettere in salvo i suoi sei bambini, a portarne lontano da Berlino almeno uno o due, mentre diveniva chiaro che la situazione era ormai disperata. La moglie di Goebbels rispose solo «Io appartengo a mio marito - racconta la ex crocerossina - E i bambini appartengono a me». Bambini bellissimi, rievoca la Flegel ricordandoli mentre giocavano nel bunker, e sottolinea: «Avrebbero dovuto permettere loro di vivere. Non c'entravano niente con quello che succedeva intorno a loro. Non risparmiarli è stata una follia terribile». Anche Hitler era affezionato a quei sei bambini, racconta la crocerossina, beveva con loro la cioccolata calda e aveva permesso che usassero la sua vasca per fare il bagno. La Flegel racconta poi di essere rimasta nel bunker e di aver assistito, il giorno dopo, alla morte di tutti i Goebbels. I sei bambini, di etá compresa trai 4 e i 12 anni, sono stati uccisi con una iniezione di veleno, inoculata dal dentista Helmut Kunz. Più tardi i genitori si sono suicidati.
L'ULTIMO SALUTO DEL FURHER - Alle 22,30 del 29 aprile, rievoca poi la crocerossina, tutto lo staff medico del bunker fu chiamato per l'ultimo saluto a Hitler. «Arrivò da una stanza laterale - dice la Flegel al "Guardian" - strinse la mano a tutti e disse poche parole. Così è andata». Il pomeriggio del giorno dopo Hitler si sparò e la Braun si avvelenò con l'acido prussico. «Pochi udirono (il colpo) - rievoca l'infermiera- Altri non se ne accorsero. Dovevamo ora decidere se andar via o restare. Io sapevo che Hitler era morto perchè improvvisamente erano arrivati molti medici nel bunker. Non ho visto il corpo. È stato portato nel giardino della Cancelleria e poi bruciato». La mattina del 2 maggio i soldati russi si affacciarono alle porte del bunker di Hitler: «Eravamo rimasti soltanto in sei o sette - dice la Flegel-. Sapevamo che i russi stavano arrivando. Un'infermiera ci aveva telefonato per dircelo».
03 maggio 2005




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