La Climamio sospende a tempo indeterminato il playmaker per motivi disciplinari. Nessun dettaglio sull'accaduto, ma il rapporto scricchiolava da tempo
E' sempre lui: nel bene, spesso, e nel male, qualche volta di troppo. Si tratta di Gianmarco Pozzecco, playmaker della nazionale italiana d'argento ad Atene, che è stato messo fuori rosa dalla Climamio Bologna. La notizia è stata comunicata sul sito ufficiale della Fortitudo poco prima delle 17 con uno scarno comunicato: "La Fortitudo Pallacanestro comunica che il giocatore Gianmarco Pozzecco è stato sospeso a tempo indeterminato da allenamenti e gare ufficiali per motivi disciplinari".
Provare a capire i veri motivi di ciò che è accaduto è difficile, molto più facile sarebbe scadere nella dietrologia. Però vale la pena riassumere gli indizi, che anche sommati non fanno comunque una prova, che hanno reso sicuramente meno brillante negli ultimi tempi la residenza bolognese di Pozzecco. Da tempo, almeno da un anno, i rapporti tra il Poz e il general manager Zoran Savic sono freddi, se non tesi, anche se la professionalità dei due non ha mai, o forse non aveva mai, fatto esplodere questa mancanza di feeling.
Questa stagione, dopo un avvio brillante, la Fortitudo ha faticato a trovare i ritmi migliori, la squadra ha perso spesso e ha mancato i grandi obiettivi (fuori in coppa Italia contro Roma e k.o. nelle Top 16 di eurolega). Pozzecco ha accusato diversi problemi fisici che ne hanno condizionato il rendimento nelle sole 21 partite disputate su 30 delle squadra. A questo si aggiunge il plateale diverbio dello scorso 10 aprile quando, al 18' del match contro Siena, Gianmarco si è mandato platealmente a quel paese con Bagaric: morale? Repesa ha chiamato entrambi in panchina senza più farli entrare nella ripresa.
Non è la prima volta che Pozzecco è nell'occhio del ciclone, ma è la prima occasione in cui a degenerare sono i rapporti con il club. In passato infatti avevano fatto discutere le sue esclusioni dalla nazionale: nel 2001 Boscia Tanjevic non lo inserì nella squadra per l'Europeo in Turchia, preferendogli Pecile, e lui non le mandò di certo a dire al c.t. con cui non c'era mai stata grande compatibilità. Più soft l'esclusione dall'Europeo di Svezia 2003 quando Recalcati, che di Gianmarco è sempre stato uno dei primi tifosi, lo escluse per scelta tecnica, sebbene si vociferasse di un Poz protagonista di qualche gesto di indisciplina in ritiro, assumendosi tutte le responsabilità ed evitando la rottura, salvo poi ripescarlo con successo prima di Atene.




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