Ultimo messaggio dall’Iran
Andiamo a Nord
Autostrada a pagamento, nessun lavoro in corso (qui i lavori stradali li fanno dal venerdi’ notte al sabato mattina) una pattuglia in Mercedes ogni due/tre chilometri e poi usciamo per andare verso i monti Elburz. Dopo aver attraversato un passo, siamo nella provincia di Mazandaran e finalmente il Mar Caspio.
La strada non e’ molto larga ed e’ molto tortuosa. La costruirono con l’aiuto dei ciprioti.
Alla periferia di Teheran per la prima volta ho visto le case sconnesse dei poveri. Sono afgani e curdi fuggiti dalle loro terre che si sono adattati a vivere in questa zona arida. Qui e’ come il Deserto dei Gobi: ciuffi d’erba sparsi, nessun albero e zona friabile. La differenza e’ che di tanto in tanto passa qualche ruscello e tutt’intorno ci sono alberi, verde, fiori, e qualche baracca trasformata in ristorantino per i passanti.
In tutti questi anni di girovagare per il mondo una cosa l’ho imparata: i poveri sono uguali dappertutto. Vivono nel disagio in zone ammorbate da ogni tipo di malattia, devono combattere con il crimine per non esserne travolti, se tentano di vivere onestamente nessuno gli dice grazie, e tollerati o meno dalla popolazione, ogni mattina devono andare a procacciarsi di che vivere per la giornata.
Qui vanno a fare i facchini nei bazar, o si accosciano per strada con un grosso pennello davanti a loro. Se ti fermi e ti metti d’accordo, vengono a casa e ti ridipingono le stanze.
Il venerdi’ molti di loro (quelli con le automobili) fanno una specie di boot-market all’inglese: mettono tutto nel portabagagli dell’auto, pagano l’ingresso di un parcheggio a piu’ piani in citta’, e improvvisano il piu’ bello e il piu’ imprevedibile mercatino degli Obei Obei, una specie di Porta Portese tollerata dalle autorita’.
Ci puoi trovare di tutto, dai mobili di seconda mano, ai vestiti tradizionali, bric a brac, antiquariato eccetera.
Per strada, uomini sventolano mazzette verdi di soldi: sono quelli che cambiano in nero. Oggi per 50 Euro ti danno 580.000 Riad ma ventimila Riad li tengono loro come commissione.
Bisogna fare bene i conti: oggi ho dato un Euro di mancia al cameriere e lui passando mi ha sferrato un tremendo pugno sulla schiena.
Il fatto e’ che un Euro di mancia, cioe’ un biglietto verde da 10.000 riad, e’ troppo e lui non ha pace finche’ non ritiene di essersi guadagnato la prebenda. Intanto si e’ messo in testa di togliermi il malocchio e il cazzotto fa parte del rito. Poi improvvisa canti e balli e infine fa un giochino che sembra gli caschi il bicchiere del the dalle mani ma poi lo recupera.
Quando pensa di essere tornato in pari, finalmente possiamo tornare alla nostra conversazione.
Il fatto e’ che io sto facendo un figurone che levati. Invito gente importante nei ristoranti piu’ prestigiosi (e garantisco che non hanno nulla da invidiare a molti blasonati ristoranti europei) e poi al momento del conto pago io: dai cinque ai dieci Euro a testa.
Un figurone, vi dico.
Cosa ho dimenticato di raccontarvi?
Mi e’ venuto incontro un cavallo imbizzarrito e due contadini che tentavano di domarlo. In centro citta’. Poi ho scoperto che stavano girando un film sulla rivoluzione.
Ho visto la casa di Komeini. Un monolocale, con il minimo essenziale. Ho visto anche dove abita adesso Kathami: ettari e ettari di verde in centro citta’.
Tutto il mondo e’ paese…
Ho finalmente visto un cane: sembrava un cavallo, tanto era grosso. Lo chiamano Molosso Afgano, mi guarda come guardo io il cameriere che mi porta la colazione al mattino, e non vorrei incontrarlo di notte.
In un centro commerciale andiamo perche’ la mia amica ha rotto gli occhiali firmati. Mentre aspetto passeggio finche’ passo davanti all’inaugurazione di una gioielleria. Mi offrono pasticcini al cioccolato e ne porto uno ai miei amici. Ripasso emi offrono altri pasticcini questa volta allo zafferano. Buoni. Vado a prendere i miei amici per dirigerli verso l’inaugurazione. Sorpresa. Non era un’inaugurazione ma il funerale del proprietario dell’oreficeria. Accidenti, con i funerali in questo Paese non ci si azzecca mai!
LA POLIGAMIA
Esiste, esiste. Ma poiche’ (secondo loro) i diritti delle donne sono ben tutelati, il ricco bigamo non puo’ permettersi mai piu’ di un’altra moglie.
Accidenti, non vi ho parlato di tante e tante cose…
Lo faro’ al mio ritorno.
Cia’




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