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    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Cool La Storia Del Contracettivo

    Permettimi di fare un pò di storia:

    dal sito http://www.geocities.com/valestarpla...rycontrac.html

    1850 a.C. Nel papiro di Petri sono contenute le prime notizie su preparazioni ritenute contraccettive, che dovevano essere introdotte prima del rapporto.
    1550 a.C. - In un papiro il medico egiziano Kahum scrive della "necessita' della ricerca di un metodo che possa rendere la donna sterile per un certo periodo di tempo ". Nel papiro di Ebers e' descritto il primo spermicida della storia associato a un ostacolo meccanico : un tampone di lana imbevuto di miele e succo d'acacia. La sua azione era dovuta alla fermentazione dell'acacia che producendo acido lattico crea un ambiente sfavorevole alla mobilita' degli spermatozoi. Anche nel Talmud viene descritta una spugna vaginale il cui uso viene consentito alle fanciulle , alle donne incinte e che allattano.
    V secolo a.C. - Vengono attribuiti al medico greco Ippocrate vari metodi di contraccezione "orale" : ingerire miscele di solfato di ferro e rame, preparazioni derivate dal croco, l'alloro, dai semi di ortica o dalle radici di peonia.Mentre e' chiaramente contrario all'aborto : "non provocherei mai un aborto" ["Della natura del fanciullo"].
    I secolo a.C. - In un testo indu' si fa riferimento a mezzi chimici ( idrochinoni?) usati a scopo contraccettivo. La farmacopea indonesiana e' ricca di piante medicinali usate a scopo contraccettivo (Lithospermum ruderale e Lycopus virginicus ) e delle quali oggi e' riconosciuta la capacita' di agire per inattivazione enzimatica delle gonadotropine.
    98-138 - Sorano definisce nella sua opera "Gynecia" la differenza tra contraccezione "atokion" e aborto "phtorion": "la prima parola indica un metodo che previene il concepimento, la seconda e' invece un rimedio che elimina il feto". Descrive un pessario da introdurre nel canale cervicale , dotato di un filo per poter essere ritirato .
    Periodo imperiale romano - Oltre alla diffusione della pratica delle abluzioni contraccettive , si utilizzano le vesciche animali come come ostacolo alla fecondazione.
    Dall'avvento del cristianesimo al XVII secolo - Il solo metodo legittimo di controllo delle nascite fu l'astinenza periodica o la castita'. Tali principi morali cristiani trovarono in Agostino la loro espressione : "illecitamente si sta con la legittima sposa quando si impedisce il frutto della prole".
    1555 - Fallopio descrive scientificamente un preservativo maschile, con la finalita' di proteggere dalla sifilide.Si tratta di "una guaina di stoffa delicata, fatta su misura e conservata in una borsa,posta nel taschino di una giberna".Doveva essere immersa in un decotto di erbe astringenti , prima dell'uso.
    Tra il XVII e il XVIII secolo - Viene introdotto il condom , si diffonde l'uso el bidet con la sua apparente funzione contraccettiva. Diminuisce l'indice di mortalita', in seguito all'introduzione delle vaccinazioni. Compaiono opere che paventano la sovrappopolazione e le sue conseguenze : fame e carestia su larga scala ( G. Ortes " Riflessioni sulla popolazione delle nazioni per rapporto all'economia nazionale" e T.R.Malthus "Principle of population" ) Le soluzioni proposte sono il celibato volontario , o l'imposizione di misure contraccettive alla classe povera.
    1717 - Compare il termine "condum" in una pubblicazione del medico inglese Turner. In tale epoca viene fabbricato con intestino di montone.Solo agli inizi del XIX secolo si diffondera' in tutto il mondo favorito dalla invenzione della vulcanizzazione della gomma.
    1743 - N. Cordorcer scrive "Quadro storico dei progressi dello spirito umano" teorizzando un controllo attivo delle nascite , in senso moderno. La teoria classista malthusiana viene ostacolata dalla diffusione del pensiero socialista culminato nella teoria marxista.
    Inizi del XIX - Il problema della sovrappopolazione viene affrontato anche dal punto di vista medico-sociale e socio-psicologico. Nascono i primi centri di igiene coniugale e controllo delle nascite. Inizia la moderna era della contraccezione , con gli scritti di K.Plane, R.Owen , J.Stuart Mill in Gran Bretagna e C.Knowlton negli USA.
    1877 - Gli editori C.Brandlangh e A.Besant , avendo ripubblicato il libro di C.Knowlton "Frutti della filosofia" del 1832, in cui l'autore descrive il coito interrotto come tecnica anticoncezionale , vengono processati e condannati in applicazione della Obscene Pubbblication Act. Con un effetto paradosso in Gran Bretagna si parlo' sempre di piu' di contraccezione e si ebbe un calo di natalita'. Negli USA il Congresso decise che tutto cio' che riguardava la contraccezione era da considerarsi osceno , e percio' non poteva essere distribuito con la posta.
    1880 - Il farmacista W.Rendell crea a Londra la prima sostanza chimica che applicata in vagina ha effetto spermicida accertato: burro di cacao e solfato di chinino.
    1883 - Un ginecologo olandese W. Mesinga descrive un verodiaframma vaginale: una volta emisferica soffice, resistente, delicata, in caucciu', fissata ad un anello rigido.
    1866 - Un medico di Edimburgo, Albutt , descrive nel suo libro "The wife Handbook" un metodo per effettuare una lavanda vaginale post-coitale ,appendendo un recipiente, dotato di un tubo di caucciu' e rubinetto , con una soluzione di allume e acqua al muro prima di andare a letto. Dopo il rapporto era sufficiente porsi su una bacinella e praticare la lavanda. Per questo fu radiato dall'Ordine dei medici , per pubblicazione oscena.
    1910 - Margareth Sanger, infermiera , chiede ad un medico di prescrivere ad una sua paziente che aveva subito un aborto illegale un rimedio che le impedisse una nuova gravidanza , che molto probabilmente avrebbe avuto lo stesso esito. Il medico consiglio' che il marito della paziente "dormisse sul tetto , invece che nel letto" . La paziente ebbe un altro aborto , ma stavolta mori'. Margareth Sanger da quel momento inizio' una lotta a favore del controllo delle nascite, pubblicando un milione di copie dell'opuscolo "Family limitation" e una rivista "The Woman Rebel". Sul n.1 compare il sottotitolo : "No Gods no masters".
    E quà inizia la sistematica publicizzazione dei metodi anticoncezionali

    1916 - Margareth Sanger , dopo aver conosciuto il diaframma di Mesinga in Europa , apri' a Brooklyn la prima clinica di pianificazione familiare. Per la legge Comstock viene imprigionata e condannata , insieme alla sorella Ethel, a parecchi mesi di prigione. Ethel attuo' lo sciopero della fame e venne scarcerata. Lo scalpore suscitato porto' alla rottura dell'immobilismo e alla creazione di societa' che oggi sono raggruppate nella International Planned Parenthood Federation.
    1921 - In Inghilterra Mary Stopes fonda la prima clinica di Birth Control.
    1926 - La camera dei Lords ne autorizza l'insegnamento.
    1927 - Fellner prepara un estratto ovarico da somministrarsi per iniezione o per via orale , capace di impedire la gravidanza.
    1936 - Inhoffer sintetizza la forma attiva per via orale dell'estradiolo.
    1944 - La Planned Parenthood Federation , di cui era presidentessa Margareth Sanger, da aPincus un contributo di 3600 dollari da dedicare ad una ricerca scientifica sul controllo delle nascite al fine di realizzare un contraccettivo ormonale facile da usare , "magari una pillola" !!
    1956 - Nel piano quinquennale di riforme mediche l' URSS prevede la produzione di anticoncezionali e l'insegnamento dei metodi contraccettivi , nella prospettiva di una "promozione femminile". In Cina il problema contraccettivo viene affrontato pubblicamente da Radio Pechino.
    1960 - La FDA americana autorizza l'ENOVID ,definendolo un contraccettivo. La prima pillola Europea si avra' solo l'anno dopo : ANOVLAR, a basso dosaggio d'estrogeno.
    1965 - Il Vaticano fa pressioni e ottiene di impedire all'assemblea della Organizzazione Mondiale della Sanita' di dare assistenza ai paesi in via di sviluppo , in tema di pianificazione familiare.
    1971 -In Italia La Corte Costituzionale abroga l'art. 553 del C.P:"Chiunque pubblicamente incita a pratiche contro la procreazione e fa propaganda a favore di essa e' punito con la reclusione ...ecc ecc..."
    1975 -In Italia vengono istituiti Consultori pubblici nei quali e' possibile fare informazione e prescrivere contraccettivi.
    1978 -In Italia viene legalizzata l'interruzione volontaria di gravidanza.

    Ora però......completiamo il quadro degli ultimi due secoli il 1900.....e il 2000 appena iniziato

    Come è nata la PIANIFICAZIONE FAMILIARE?
    Come ha preso piede l'uso dei contracettivi?

    Sono domande che abbiamo IL DOVERE DI FARCI...se vogliamo capire lo sviluppo che ha avuto..e capire il motivo per cui siamo arrivati dove siamo arrivati..e che cosa intenda dire Gesùquando parla di unità fra cristiani... Premetto solo una nota:
    Dio dal Male TRAE IL BENE.......se non fosse esistito il peccato, è probabile che Cristo stesso,in qualità di Verbo del Padre, non avrebbe avuto ragione di incarnarsi e di dare la vita per RISCATTARCI.....dunque c'è un RISCATTO dal peccato.....perciò tutto ciò che può essere definito MALE ed è un MALE.....occorre guardarlo anche dalCuore INCONTAMINATO DI DIO...che sa trarre il Bene.....
    Così facciamo anche noi con quanto stiamo leggendo: tentiamo sempre non di giudicare, ma di trarne del BENE.....

    Dunque leggiamo un pò di storia......è un pò lunga, ma sono certa che la troverete interessante.....
    A Poughkeepsie, New York, nel 1952, un ospedale cattolico consegnò a sette medici protestanti un ultimatum per lasciare la Federazione per la Pianificazione Familiare o dimettersi dallo staff ospedaliero. Tre accettarono, ma quattro rifiutarono e furono sospesi. Dopo una marea di proteste, furono reintegrati all'inizio del 1953. La pace della comunità, però, era stata gravemente turbata, e la gente in tutta la nazione, leggendo dell'episodio, si sentiva a disagio.

    A New York nel 1958, il Soprintendente degli ospedali rifiutò di permettere a un medico di fornire ad una madre protestante un dispositivo contraccettivo. Con ciò fece precipitare un'aspra polemica che coinvolse prostestanti, ebrei e cattolici e che continuò per due mesi, finché il Consiglio Ospedaliero della città revocò il divieto sulla terapia di controllo delle nascite. Un anno dopo ad Albany, New York, un ospedale cattolico escluse un chirurgo ortopedico a causa del suo legame con la Federazione per la Pianificazione Familiare. Immediatamente, i gruppi religiosi della città furono coinvolti in furiose contestazioni sulla presunta violazione del diritto di un uomo alla libertà di fede religiosa e di coscienza, comprensibile del resto giacchè queste non furono altro che scintille di una più vasta eco che si ebbe e risuonò nel mondo alla fine degli anni '60. E da qui iniziarono rancore e conflitti tra gruppi religiosi in questo Paese sul tema del controllo delle nascite. È scoppiato a livello nazionale nella questione di includere informazioni e materiale sul controllo delle nascite negli aiuti ai paesi esteri sottosviluppati. Effettivamente è arrivato il momento che i cittadini di tutte le fedi si uniscano in uno sforzo reciproco, per rimuovere questo problema dai toni aspri, e tentare una via di unità come di fatto lo era agli inizi del secolo scorso come dimostreremo. Invece della recriminazione emotiva, frasi tendenziose e invenzioni di motti, abbiamo bisogno di uno studio spassionato dei fatti, una migliore comprensione del punto di vista opposto e di uno sforzo più serio per ampliare le aree di accordo finché venga raggiunta una soluzione. Il secondo passo è riconoscere un accordo sostanziale - spesso offuscato dal sentimentalismo e da un'informazione giornalistica inaccurata - già esistente tra cattolici e non cattolici che riguardi gli obiettivi generali della pianificazione familiare. Invece di dire, ad esempio, che i cattolici sono obbligati o anche incoraggiati a generare il maggior numero possibile di figli, come molti non cattolici erroneamente dicono, che venga invece sottolineato l'ideale di genitorialità responsabile.

    La pianificazione familiare è incoraggiata, perché i genitori siano in grado di provvedere al futuro della loro prole. Papa Pio XII, dichiarò nel 1951 che è possibile essere esonerati dal normale dovere di genitore per lungo tempo e persino per tutta la durata della vita matrimoniale, se ci sono serie ragioni, come quelle spesso menzionate nelle cosiddette "indicazioni" mediche, eugenetiche, economiche e sociali. Ciò significa che fattori come la salute dei genitori, in particolare della madre, la loro capacità di fornire ai figli le necessità della vita, potrebbero giustamente essere presi in considerazione nel determinare il numero di figli, ma non è assolutamente possibile far rientrare in questo il grado di densità demografica di un Paese e la carenza di strutture di alloggio . Ogni anno vengono spesi miliardi per i contraccettivi, che si usassero allora per fare queste strutture di alloggio.E' stato dimostrato che non è il danaro che manca, ma il come siamo educati nello spenderlo .

    Questi sono stati in passato, sostanzialmente, gli stessi fattori considerati dai non cattolici nella pianificazione familiare. La Chiesa Cattolica ed Ortodossa, tuttavia, sancisce una politica molto più liberale sulla pianificazione familiare, ed è proprioo questo il paradosso che i NON cattolici non conoscono. Cattolici, protestanti ed ebrei sono d'accordo sugli obiettivi della pianificazione familiare, ma non sono d'accordo sui metodi da usare.

    La Chiesa Cattolica sancisce soltanto l'astensione o il metodo Ogino-Knauss, conosciuto anche come l'utilizzo del periodo infertile o sicuro. Ma la Chiesa questo non se l'è inventato, essa considera che questo sia il metodo fornito dalla natura e il suo divino Autore: non comporta alcuna elusione delle leggi della natura, ma semplicemente un intelligente e disciplinato utilizzo di esse. Con l'eccezione delle Chiese Cattolica e Ortodossa, la maggior parte delle chiese non fanno distinzioni morali tra i contraccettivi Ogino-Knauss e meccanici o chimici, permettendo la libera scelta della coppia. La differenza è enorme e difficilmente ci sarà un accordo futuro se i protestanti non rimetteno MANO ALLE SCRITURE.

    Le ragioni della posizione della Chiesa (Cattolica ed Ortodossa) sono Scritturali (Vecchio e NuovoTestamento), gli insegnamenti dei padri e dottori della Chiesa cristiana primitiva, la tradizione ininterrotta di diciannove secoli, le decisioni della massima autorità ecclesiastica e la legge naturale. Quest'ultima svolge un ruolo rilevante nella teologia cattolica ed è considerata decisiva, nel determinare il carattere etico dei metodi di prevenzione delle nascite, suggerita appunto dalle stesse Scritture.

    La tradizione cattolica della legge naturale ritiene evidente che l'obiettivo primario scopo dell'atto coniugale è la procreazione e che l'incoraggiamento dell'amore reciproco degli sposi è il fine secondario e soggettivo. Tale conclusione è basata su due affermazioni:

    1) che l'uomo con l'uso della ragione può accertare lo scopo di Dio nell'universo e

    2) che Dio rende noto il Suo scopo con un certo piano fisico "prefissato".

    Perciò, l'uomo può facilmente dedurre che l'obiettivo primario fine dell'atto coniugale è la procreazione, la riproduzione della specie la quale passerà attraverso il rapporto sessuale, atto naturale e spontaneo che porta i due a conoscersi reciprocamente attraverso il sentimento dell'amore e divenire così una cosa sola e ad integrarsi in questo progetto. Inoltre, l'uomo non potrebbe soppiantare o rendere vano il piano fisico stabilito da Dio, il quale mediante la legge di Ogino-Knauss ha fornito un metodo naturale per il controllo dei concepimenti. Essendo Dio l'autore della vita, Egli ha predisposto un metodo naturale per la contraccezione.

    Le differenze teologiche con i Protestanti sono dunque diverse, inconciliabili. Perchè è così diverso riguardo al controllo delle nascite?

    Durante la Prima Guerra Mondiale, le chiese protestanti si unirono per far approvare al congresso la legge proibizionista. Molti di loro credono sinceramente che l'uso degli alcolici in qualsiasi forma o in qualsiasi misura sia intrinsecamente cattivo e peccaminoso. Con oltre quattro milioni di uomini americani lontani in guerra, i protestanti imposero il loro particolare credo teologico sul grande pubblico. Con il ritorno dei nostri soldati, presto diventò evidente che l'opinione non era condivisa dalla grande maggioranza dei cittadini. Il tentativo di far rispettare quell'opinione inaugurò un regno di contrabbandieri di alcolici, trafficanti, depredatori e gangster che portarono ad un'infrazione della legge senza pari nella nostra storia. Ora, fino alla fine del secolo, la contraccezione era condannata da tutte le Chiese Cristiane come immorale, innaturale e contraria alla legge divina.

    Oggi, la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa rimangono virtualmente da sole nel sostenere la Veritàcontenuta nella Scrittura in difesa della vita. Le varie Conferenze di Lambeth, che esprimevano il punto di vista anglicano, rispecchiano il graduale cambiamento che ha avuto luogo tra i protestanti in genere, leggiamolo: Nel 1920, la Conferenza ribadì la sua condanna del 1908 della contraccezione e diramò "un categorico ammonimento contro l'uso di mezzi innaturali per evitare il concepimento, insieme ai gravi pericoli - fisici, morali, e religiosi - a cui ciò espone, e contro i mali quale il prolungarsi di tali usi che minacciano la razza". Accusando l'opinione che l'unione sessuale sia un fine in sé stesso, la conferenza dichiarò: "Difendiamo fermamente ciò che abbiamo sempre considerato i principi fondamentali del matrimonio cristiano. Uno è lo scopo primario per il quale il matrimonio esiste, vale a dire, la continuazione della specie attraverso il dono e retaggio dei figli; l'altro è la capitale importanza nella vita coniugale di un deliberato e ragionato autocontrollo".

    La conferenza richiedeva una vigorosa campagna contro la vendita manifesta o segreta di contraccettivi. E ancora, nel 1930, la Conferenza di Lambeth affermò nuovamente che lo scopo primario del matrimonio era la procreazione di figli, ma ammise che, in certe circostanze limitate, la contraccezione potrebbe essere moralmente legittima. Era l'inizio di un grave cedimento che trovò IMMEDIATA ADESIONE DA PARTE DI TUTTA L'AREA PROTESTANTE E PENTECOSTALE SUCCESSIVAMENTE.

    E così, nel 1958, la conferenza approvò il controllo delle nascite come una responsabilità imposta da Dio ai genitori ovunque... IMPOSTA DA DIO??? e dove sta scritto nelle Scritture? Da nessuna parte. Molte altre confessioni protestanti precedettero gli anglicani in quest'azione. A marzo, nel 1961, 28 membri su 22 di un comitato del Consiglio Federale delle Chiese confermarono questa strada assurda: i metodi artificiali di controllo delle nascite. Il dramma fu che questa scelta venne giustificata con questo comunicato:

    " C'è un generale consenso fra le nuove generazioni, inoltre, che l'unione sessuale tra mariti e mogli venga vissuto primariamente come espressione di reciproco affetto senza riferimento alla procreazione come atto giusto, bensì secondario ". In parole povere SI ERA COMPLETAMENTE STRAVOLTO IL PROGETTO ORIGINALE DI DIO...QUELLA SCRITTURA CHE NON DOVEVA ESSERE MUTATA, MUTO'..... Da allora, molte confessioni protestanti hanno fatto diverse dichiarazioni, nelle quali non solo approvavano il controllo delle nascite, ma lo dichiaravano a volte un dovere religioso. Ciò che determina la moralità, affermano, non è il mezzo utilizzato, ma l'intenzione. In generale, i mezzi (escludendo l'aborto) che si dimostrano più efficaci sono considerati i più etici. Questo sviluppo si riflette nell'azione intrapresa in febbraio, nel 1961, dal comitato generale del Consiglio Nazionale delle Chiese, la più grande organizzazione protestante degli USA. Il comitato approvò e raccomandò l'uso di dispositivi per il controllo delle nascite come parte della responsabilità cristiana nella pianificazione familiare. Richiese un'opposizione ad oltranza CONTRO leggi e pratiche istituzionali che limitassero l'informazione o la disponibilità di contraccettivi.

    Un'azione un tempo universalmente condannata da tutte le chiese cristiane e proibita dal diritto civile è ora non solo approvata dalla stragrande maggioranza delle confessioni protestanti (storiche e pentecostali di oggi), ma anche ritenuta, in determinati momenti, un dovere religioso positivo. Solo La Chiesa Cattolica ed Ortodossa sono rimasti ancorati alle Scritture sulla difesa della vita e la dignità di ogni individuo fin dal suo concepimento.....

    Fraternamente Caterina LD
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  2. #2
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    .........

    come mai...la pratica della contraccezione sia cosi' diffusa anche fra coloro che si sposano in Chiesa e dunque si presume accettino i dettami della dottrina della Chiesa...

    ...........

    Ottima domanda Antò.........

    1) non tutti coloro che sono cattolici per tradizione, sono coloro che OBBEDISCONO poi alla Chiesa......

    2) la Chiesa SOSTIENE IL METODO KNAUS..quello naturale....il problema è che è stato talmente DENUNCIATO COME INSICURO che la gente ha preferito diversamente mentre da dieci anni a questa parte tale metodo sta riscontrando molto successo fra gli sposi.........a tal proposito suggerisco questo sito:
    http://www.metodinaturali.it/#A

    3) un aspetto ecclissato dalla cattiva propaganda è questo: non abbiamo parlato di san Paolo che invita a periodi di CONTINENZA DI COMUNE ACCORDO PER ATTENDERE ALLA PREGHIERA(1Cor.7)

    Il problema è.....EDUCAZIONE O RIEDUCAZIONE AL CONCETTO DELLA SESSUALITA' CORRETTAMENTE INTESA..diversamente non avremmo nessuna differenza fra noi e gli animali......^__^

    Fraternamente Caterina LD
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  3. #3
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Predefinito L'INGANNO DELLA PILLOLA

    Articolo apparso sul n. 169 di Cristianità

    Nel dicembre del 1988 l'ARGE Art. 1 GG - Arbeitsgemeinschaft Artikel 1 Grundgesetz, il Gruppo di Lavoro Articolo 1 della Costituzione, un'associazione per la difesa del diritto alla vita nella Repubblica Federale di Germania - ha reso pubblico un documento sulla contraccezione ormonale, cioè sulla cosiddetta "pillola", e sul nuovo composto farmaceutico siglato RU 486.

    Nel marzo del 1989, in occasione di una riunione del direttivo dell'Associazione dei Medici Cattolici Svizzeri a Stans, nella Svizzera tedesca, ne tratto con il dottor Rudolf Ehmann, primario del reparto di ginecologia del locale ospedale cantonale, e autore della parte scientifica del documento stesso.

    Nato ad Augusta, nella Repubblica Federale di Germania, il 1° gennaio 1942, il dottor Rudolf Ehmann ha studiato presso le università di Monaco di Baviera, di Friburgo e di Berna, e si è specializzato in ginecologia presso l'ospedale cantonale di Olten, sempre nella Svizzera tedesca, quindi presso la clinica ginecologica dell'Università di Basilea. Successivamente è stato aiuto all'ospedale cantonale di Sciaffusa e - come ho già ricordato - dal 1° gennaio 1984 è primario del reparto di ginecologia e di ostetricia nell'ospedale cantonale di Nidwalden, a Stans. Vicepresidente dell'Associazione dei Medici Svizzeri per il Rispetto della Vita, egli fa parte della direzione della World Federation of Doctors who Respect Human Life, ed è membro del direttivo dell'Associazione dei Medici Cattolici Svizzeri. Da anni si dedica allo studio dei problemi relativi alla bioetica, alla medicina della riproduzione e alla regolazione delle nascite, soprattutto per quanto riguarda i suoi metodi, i suoi effetti principali e quelli collaterali, con particolare attenzione ai contraccettivi ormonali e ai diaframmi intrauterini o IUD.

    D. In quanto redattore della parte scientifica del documento reso pubblico dall'ARGE Art. 1 GG, la prego di esporre le ragioni di questa presa di posizione.

    R. I Laboratori Roussel Uclaf hanno prodotto una nuova sostanza chimica, il RU 486 o mifepristone, capace di bloccare il progesterone, cioè l'ormone della gravidanza. L'assunzione del RU 486 nelle prime settimane di gravidanza può provocare l'aborto in una percentuale elevata di casi. Per accrescerne l'efficacia viene associato a una prostaglandina, così l'aborto può avvenire circa nel 95% dei casi.

    D. L'interruzione di gravidanza è depenalizzata o legale in molti paesi. Le statistiche riportano cifre crescenti di aborti: cosa può cambiare con l'immissione sul mercato del RU 486?

    R. L'interruzione di gravidanza è un intervento chirurgico-ginecologico che richiede specifiche conoscenze tecniche e comporta un certo rischio, per cui deve essere praticato da medici e in ambiente sanitario. Inoltre, la legislazione di diversi paesi depenalizza esplicitamente l'aborto solo in presenza di determinate indicazioni e quando venga praticato da medici autorizzati oppure in strutture mediche riconosciute. Con il RU 486 l'interruzione di gravidanza viene indotta dalla semplice assunzione di una pillola , rendendone così praticamente impossibile il controllo da parte dell'autorità competente. Già oggi il controllo delle interruzioni di gravidanza è molto difficile. Per esempio, i controlli effettuati in certe zone della Repubblica Federale di Germania hanno dimostrato che il numero degli aborti fatturati alle casse mutue era molto superiore a quello degli aborti denunciati alle autorità sanitarie, per cui vi sono stati medici che non hanno ottemperato all'obbligo di comunicare gli aborti praticati, e questo fatto - fra l'altro - mette in dubbio l'attendibilità delle statistiche ufficiali. L'introduzione del RU 486 riduce l'interruzione di gravidanza all'assunzione di una pillola e quindi consentirebbe di eludere ancor più facilmente le disposizioni di legge, vanificandone in ultima analisi ogni regolamentazione legale. Inoltre, sempre allo scopo di sottrarsi a ogni regolamentazione legale, si può facilmente prevedere lo sviluppo di un fiorente mercato nero. Un tale sviluppo potrebbe avere conseguenze anche per la salute delle donne che ne fanno uso, in quanto l'aborto con il RU 486 non è privo di rischi: infatti, in un certo numero di casi esso è accompagnato da una grave emorragia. Inoltre, nei casi in cui l'assunzione del RU 486 non provoca l'aborto, aumenta il rischio di malformazioni nel nascituro.

    D. Nel documento si mette in relazione il RU 486 con la pillola, ma il nesso non è assolutamente evidente. Di solito, infatti, la pillola viene presentata come il metodo contraccettivo più sicuro, quando non come il metodo sicuro per eccellenza. In base a queste informazioni si potrebbe pensare che proprio una diffusione capillare della pillola potrebbe evitare gravidanze indesiderate e quindi rendere superflue le interruzioni di gravidanza, con i metodi consueti oppure con il nuovo RU 486.

    R. Effettivamente la pillola viene presentata come il metodo contraccettivo più sicuro, ma il problema della sicurezza deve essere affrontato in modo articolato. Infatti, già parlare di sicurezza della pillola è impreciso perché non esiste la pillola, ma esistono diversi preparati che differiscono per numero e per quantità di ormoni contenuti, e questo influenza in modo determinante il loro potere contraccettivo. Per esempio, il medico olandese P. Wibaut ha calcolato che, con i preparati monofasici con più di 0,05 mg. di etinilestradiolo, si verifica una percentuale di "insuccessi" dello 0,51%, e che questa percentuale sale allo 0,67% con preparati contenenti meno di 0,05 mg. di etinilestradiolo, al 3,7% con alcuni preparati bifasici, e addirittura al 13,7 % con le cosiddette " minipillole".

    D. Come mai vengono prescritti preparati a basso dosaggio ormonale a scapito della sicurezza contraccettiva?

    R. L'alto contenuto di estrogeni della pillola della prima generazione non provocava soltanto un'inibizione quasi totale dell'ovulazione, da cui è derivato il mito della sicurezza, ma comportava anche gravi effetti collaterali. Nelle pillole dell'ultima generazione è stato abbassato il contenuto di estrogeni, e questo ne ha certamente migliorato la tollerabilità, ma ne ha contemporaneamente ridotto l'efficacia. Si deve anche precisare che la sicurezza non dipende unicamente dal potere contraccettivo. A dosaggi inferiori di estrogeni l'inibizione dell'ovulazione non è più totale: già negli anni Sessanta è stato dimostrato che si aveva un'ovulazione nel 7% dei cicli; successivamente diversi autori hanno riportato percentuali notevolmente superiori, e comunque anche ditte farmaceutiche danno per scontato che pure in caso di assunzione regolare della pillola vi è un'ovulazione nel 6% dei casi.

    D. Se, nonostante la pillola, vi sono ovulazioni, vi può essere il concepimento?

    R. Certamente. Premesso che, secondo diversi autori, la pillola modificherebbe anche il muco cervicale, creando una barriera naturale alla penetrazione degli spermatozoi - e pure in questo caso si tratterebbe di attività contraccettiva - ,vi sono altri fattori che impediscono all'uovo eventualmente fecondato di annidarsi nella mucosa uterina. Il primo fattore è quello tubarico: la pillola modificherebbe il transito tubarico dell'uovo fecondato, che così giungerebbe con troppo ritardo nell'utero, e non sarebbe più capace di annidarsi e di svilupparsi. L'altro fattore è costituito dalle trasformazioni della mucosa uterina, sempre dovute alla pillola, che la renderebbero poco atta all'impianto dell'uovo fecondato. Nei casi in cui l'azione della pillola si esplica con questi due ultimi fattori, non la si può più considerare soltanto come un contraccettivo in quanto agisce provocando un aborto precoce. Proprio questa proprietà abortiva precoce può spiegare come mai il numero delle gravidanze indesiderate sia inferiore a quello che ci si dovrebbe attendere tenendo conto dell'incompleta inibizione dell'ovulazione.Quindi molti autori parlano di molteplici effetti della pillola, e ditte farmaceutiche considerano il fattore tubarico e la modificazione della mucosa uterina come un ulteriore fattore di sicurezza.

    D. Non è possibile trovare un dosaggio di ormoni che possa conciliare sicurezza e tollerabilità?

    R. Il problema è molto complesso. La sicurezza di un metodo contraccettivo viene normalmente espressa con il cosiddetto indice di Pearl, cioè con il numero di gravidanze indesiderate che si verificano in un anno su cento donne che utilizzano tale metodo. Si deve però distinguere la sicurezza del metodo dalla sicurezza d'uso. La sicurezza del metodo, quella che viene consuetamente pubblicizzata, è un valore teorico, ottenibile in condizioni ideali, ma che non tiene conto di tutta una serie di fattori e di errori, tanto frequenti da non poter essere considerati come eccezioni: per esempio, una ditta farmaceutica sostiene che tali errori - e quindi le gravidanze indesiderate - sono più frequenti fra le donne appartenenti a ceti inferiori, per cui già il ceto sociale può influenzare l'efficacia della contraccezione ormonale. Si deve poi tener conto del fatto che la concentrazione nel sangue di un preparato dipende non soltanto dalla dose, ma anche dalla regolarità dell'assunzione, dall'assorbimento più o meno completo, dalla velocità di metabolizzazione e di eliminazione. Tutti questi fattori presentano già una variabilità individuale e possono essere ulteriormente influenzati da numerose circostanze: disturbi gastrointestinali possono diminuire l'assorbimento; lo stesso vale se si usano lassativi. Inoltre, numerosi medicinali - come antibiotici e barbiturici - aumentano la metabolizzazione degli estrogeni , ma anche un abuso di alcool, di caffè oppure di nicotina diminuisce l'efficacia contraccettiva. Nelle pillole della nuova generazione il dosaggio degli estrogeni è talmente basso, il margine di sicurezza così esiguo che oscillazioni anche relativamente modeste della concentrazione del preparato possono comprometterne l'efficacia. Nelle normali condizioni d'uso la sicurezza della pillola, soprattutto per i preparati a basso dosaggio della nuova generazione, è molto inferiore ai valori puramente teorici di consueto forniti dalle ditte produttrici e su cui viene costruito il mito di una contraccezione sicura.

    D. Questo significa che il numero di gravidanze indesiderate è superiore a quello che ci si dovrebbe attendere in base all'indice di Pearl così come è indicato dalle ditte farmaceutiche?

    R. Esattamente. Il numero di gravidanze indesiderate in donne che fanno uso della pillola è in continuo aumento. Ci troviamo di fronte a due interessi inconciliabili: tollerabilità e sicurezza. Per contenere gli effetti collaterali e i danni alla salute entro limiti tollerabili è necessario ridurre il dosaggio degli ormoni a scapito della sicurezza, con un crescente numero di gravidanze indesiderate. L'uso sempre più diffuso della pillola, con l'illusione di "andare sul sicuro", alimentata dal mito della sua sicurezza, incoraggia la promiscuità sessuale ed è responsabile di un numero crescente di gravidanze indesiderate. Questo fatto minaccia di incrinare il mito della pillola e di mettere in discussione programmi di pianificazione con contraccettivi orali proprio in un periodo in cui si nota un risveglio di interesse per i metodi naturali e una maggiore sensibilità nei confronti dell'aborto. Il RU 486 si inscrive nella logica della pillola: una gravidanza indesiderata è un incidente, se la pillola fallisce si rimedia in qualche modo e una nuova pillola salva il mito della pillola.

    D. Un'ultima domanda: in molti paesi la strategia di prevenzione dell'AIDS punta esclusivamente sulla diffusione di profilattici. Cosa ne pensa?

    R. Prescindendo dagli aspetti morali della questione, mi sembra che anche in questo caso si cerchi di creare il mito della sicurezza. Ed è tanto più sorprendente se si tiene conto del fatto che, quando i profilattici vengono messi a confronto con altri contraccettivi, vengono considerati un metodo non molto sicuro, con un indice di Pearl relativamente alto. Non è chiaro perché almeno una parte dei fattori che limitano l'effetto contraccettivo dei profilattici non ne comprometta la protezione contro il virus dell'AIDS.

    a cura di
    Ermanno Pavesi
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  4. #4
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Il preservativo colabrodo
    di Tommaso Scandroglio
    Lo spacciano per sicuro ma non è vero! Il virus dell'Hiv può trasmettersi anche se il preservativo è correttamente usato. Perché non informano i giovani di questo pericolo? Forse per non mettere in pericolo il business di certe lobbies. Una propaganda interessata, cui non mancano ingenti mezzi economici, sostiene, in assenza quasi totale di voci contraddittorie, che l'uso del preservativo garantisce totalmente dal contagio del virus Hiv, impedendo la diffusione della peste del secolo, dell'AIDS.

    Ovviamente, peste e corna nei confronti della Chiesa cattolica, la cui morale retrograda e oscurantista si ostina a negare liceità all'uso dei contraccettivi, anche in epoca così a rischio di contagio mortale per larghe fasce di popolazione, soprattutto nei Paesi più poveri. Chiesa senz'anima, arroccata su principi insostenibili, crudele, inamovibile persino di fronte al pericolo di morte che circonda i nostri giovani. E cosi`, ancora una volta sul banco degli imputati, la Chiesa ed i cattolici, per lo meno quelli che ancora seguono le indicazioni del Magistero in materia di morale sessuale, vengono additati a incoscienti, se non colpevoli, complici della propagazione del virus letale. Costretti in difesa, non sappiamo quasi che cosa balbettare di fronte all'indice puntato di questi giustizieri dal giudizio inappellabile. Ma si è proprio certi che le cose stiano veramente cosi`? Si è sicuri che il profilattico protegga totalmente dal virus dell'AIDS? Facciamo il punto della situazione.

    1. Chi è sieropositivo ha una malattia mortale di cui l'AIDS non è che lo stadio finale. 2. Chi è sieropositivo può contagiare gli altri. 3. Attualmente non esiste alcuna medicina o vaccino che guarisca da questa malattia e dunque l'unico mezzo per non contrarre questo virus è la prevenzione. Ma oggi, quando si parla di prevenzione, viene alla mente una parolina magica: 'preservativo'. Lo dice il nome: preserva. Preserva la donna dal rimanere incinta, preserva giovani e meno giovani dal mortale contagio dell'Hiv.

    Ma qualcuno - ci limitiamo a prenderne atto - dubita che il preservativo sia realmente uno strumento che garantisca di non essere contagiati dal virus. La cosa è risaputa, circola negli ambienti scientifici, ma si preferisce non divulgarla. Tra i dubbiosi va annoverato il professor Joannes .P.M. Lelkens, emerito di anestesiologia all'Università di Maastricht e docente di fisiologia all'Istituto "MEDO" di Kerkrade (paesi Bassi) per la famiglia e l'educazione. La tesi del professor. Lelkens parte innanzitutto da una constatazione: la probabilità di rimanere incinta utilizzando costantemente, in ogni rapporto sessuale, il preservativo varia il 9% e il 14%. Vale a dire che, se 100 coppie, per un anno intero usano esclusivamente il preservativo come anticoncezionale, circa 12 donne rimangono incinte. Il dato, sconosciuto al popolo dei fruitori di contraccettivi, è confermato anche da una recente indagine condotta dall'Associazione degli ostetrici e ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi).

    Anche questa indagine, ovviamente, passata sotto silenzio quasi totale. Ma proseguiamo. E' dunque provato scientificamente che gli spermatozoi possono passare attraverso il preservativo. Lo stesso professore ci informa che il virus dell'AIDS è più piccolo degli spermatozoi (0,1 micron) e perciò ha più facilità a passare attraverso il profilattico. Quanto afferma il professor Lelkens è confermato da uno studio compiuto da C.M. Roland, capo della sezione "Proprietà dei polimeri" del Naval Research Laboratory di Washington, apparso in un articolo della rivista specializzata Rubber World del giugno del 1993. "Sulla superficie del preservativo - scrive Roland - la struttura originale appare al microscopio come un insieme di crateri e di pori. Più importante per la trasmissione dei virus è la scoperta di canali del diametro medio di 5 micron, che trapassano la parete da parte a parte. Ciò significa un collegamento diretto tra l'interno e l'esterno del preservativo attraverso un condotto grande 50 volte il virus".

    La notizia va presa con estrema attenzione: il preservativo presenta fori 50 volte più grandi del virus dell'AIDS e quindi questo virus può benissimo attraversare la parete di gomma del profilattico. La maniera migliore per verificare la veridicità di questi dati era testare nella realtà la presunta sicurezza offerta dai preservativi. Questo è appunto ciò che ha fatto la dottoressa Susan C. Weller che ha studiato la frequenza della trasmissione del virus, usando sempre il preservativo per un anno, tra coppie di marito e moglie nelle quali uno solo dei due partners è sieropositivo. In questo studio è emerso che ben il 30% delle persone sane si è ammalato nell'arco di un anno; ciò a dimostrare che questi soggetti, nonostante l'uso continuato del preservativo, sono stati contagiati dal loro coniuge. Una percentuale strabiliante che, se confermata, inficia del tutto il comune pensare di tanti promotori delle campagne del "sesso sicuro". Sostenere, come fanno molti messaggi pubblicitari, che l'uso del preservativo garantisca totalmente da rischi di contagio, è del tutto falso. Se il messaggio fosse accolto acriticamente - come purtroppo avviene spesso - dai nostri studenti, in ogni classe 6-7 dei nostri ragazzi (appunto circa il 30 %) rischierebbero pericolosamente di essere sacrificati alle campagne del "sesso sicuro". Vien da chiedersi quanti genitori sarebbero disposti a sottoscrivere tali campagne.

    E quanti giovani, se informati della verità, sarebbero disposte ad accoglierle acriticamente, come spesso oggi avviene. Infine, oltre al fatto che il preservativo presenta veri e propri tunnel che permettono il passaggio del virus all'esterno dello stesso, non dimentichiamoci che il profilattico durante il rapporto può subire lacerazioni (i preservativi nuovi hanno una probabilità di lacerarsi del 3,6%, quelli vecchi di qualche anno fino al 18,6%); può, se non utilizzato correttamente, provocare passaggio di liquido seminale, e con esso anche il virus Hiv, e, da ultimo, può sfilarsi. Se sommiamo tutti questi rischi dobbiamo necessariamente essere d'accordo con il parere autorevole del professor Leopoldo Salmaso, medico epidemiologo e aiuto infettivologo presso l'ospedale di Padova, parere confermato dai risultati delle ricerche condotte dal Federal Drugs Administration, l'ente che negli Stati Uniti controlla i medicinali: "Il preservativo può ritardare il contagio, ma non arrestarlo". La conclusione si impone: contare sui preservativi è far la corte alla morte. A questo punto sorge spontanea una domanda: perchè i risultati di queste ricerche non sono noti all'opinione pubblica? Forse per non ingenerare un panico di massa? Ma quando c'è di mezzo la nostra salute, non abbiamo tutti il diritto di sapere? Non sarà che la vendita di preservativi fattura milioni di dollari in tutto il mondo e simili notizie segnerebbero la fine di un cosi` imponente business?

    Domande che attendo risposta. Tornando invece al problema di come debellare l'AIDS, che cosa possiamo fare di realmente efficace per fermare questa malattia, dato che i preservativi offrono cosi` poche garanzie? Qual è la vera strada del sesso sicuro? La sola strada che dà certezza di non contrarre il virus attraverso rapporti sessuali è proprio quella di non avere rapporti sessuali: la strada dell'astensione sessuale, proprio quella tanto derisa, gabellata per retrograda, qualificata come castrante la personalità dei nostri giovani. Eppure, il ragionamento non fa una piega. Il professor Salmaso ci aiuta con un esempio pubblicato su Avvenire: "Se un bambino ha il morbillo, abbiamo due modi per arginare l'infezione. Eliminare il rischio di contagio tenendolo a casa, oppure mandarlo a scuola facendogli indossare una mascherina. Va da sè che questo secondo criterio è assai più insicuro rispetto al primo. Portando la mascherina il bambino contagerebbe i compagni di scuola in quindici giorni, anzichè in uno. Ma il risultato sarebbe ugualmente quello di un'epidemia generalizzata". Questo è quanto può accadere, fatte le debite proporzioni, quando si una persona sieropositiva utilizza il preservativo. Non è certa di evitare il contagio, ma solo di ritardarlo. Naturalmente, soluzione efficace e raccomandabile è la fedeltà reciproca nel matrimonio. Ma, guarda caso, qui torniamo al recupero di quella visione monogamica della coppia, proclamata dalla Chiesa sin dall'inizio della sua bimillenaria storia. Ancora una volta questi cattolici. Che abbiano ragione anche quando parlano di preservativo?

    RICORDA: Il preservativo presenta fori il cui diametro è 50 volte più grande della grandezza del virus dell'AIDS L'astensione dai rapporti sessuali con persone sieropositive e la fedeltà reciproca nel matrimonio sono l'unica garanzia sicura contro il contagio. Studi epidemiologi, scientificamente condotti, dimostrano come nel 7-15% dei casi, fino al 30% in alcuni studi, l'infezione si verifichi nonostante l'uso del preservativo.

    © Il Timone - n. 1 Maggio/Giugno 1999

    AMEN!!
    Fraternamente Caterina
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  5. #5
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    Predefinito

    Ciò non implica il sostegno a pratiche che seppure possono scientificamente funzionare, tuttavia sono gravemente immorali.

  6. #6
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    Wink Verissimo

    ...cio che dici Antonio:

    La Chiesa e' ufficialmente e assolutamente contraria e ufficiosamente piu' ..elastica..in talune situazioni.

    .............

    questo aspetto deve tener conto di alcune questioni poco conosciute ai più:

    1) la Chiesa NON, come erroneamente si pensa UN KAPO' neppure dentro il suo ambiente...basti pensare che Giovanni Paolo II in tutto il suo Pontificato ha dato la scomunica solo in un caso Lefebvre.e questo perchè era un caso PRETTAMENTE INTERNO ALLA CHIESA che riguardava alcuni temi DOTTRINALI di importanza ECCLESIALE........ha poi effettivamente TOLTO IL MANDATO ad alcuni sacerdoti come quello di Pinerolo ma non perchè avesse benedetto una coppia gay.....come erroneamente si è divulgato per difenderlo, ma perchè NEGAVA LA TRINITA'........E NEGAVA L'EUCARESTIA.....^__^ Questi aspetti sono importanti per dire chiaramente che la Chiesa in temi di etica e morale può solo ALZARE LA VOCE.......sospendere i sacerdoti che INSEGNASSERO COME DOTTRINA UN'ETICA CONTRARIA........di più non può fare e non lo farebbe perchè tenta la via del dialogo........

    2) ogni vescovo nella sua Diocesi HA POTERI DECISIONALI QUANTO IL PAPA........il vescovo è UN MANDATO DAL PAPA........confermato nella fede comune.dunque SPETTA A LUI dire la sua, qui la Santa Sede interviene solo in casi estremi come quando sfuggì di controllo la situazione di ALCUNI sacerdoti colpevoli di pedofilia che a causa DELL'INCOMPETENZA DI ALCUNI VESCOVI, ebbe il dramma che ebbe.in tal caso il Papa intervenne personalmente riunendo tutti i vescovi americani a Roma e SOTITUENDONE 4.........

    3) il missionario è il fante.che combatte in prima linea.......^__^e TENTA DI APPLICARE gli ordini che riceve dal capitano (vescovo) il quale a sua volta si deve affidare dei comandi ricevuti dall'alto (Roma).....^__^ in entrambi i casi: fante e capitano, essendo esposti in prima linea pur obbedendo.....agiscono a secondo delle necessità che si ritrovano sul campo.....alcuni infatti DISERTANO...è un rischio calcolato.......altri tradiranno........altri ancora si sacrificheranno fino al martirio.......in tal caso giudice degli eventi sarà la storia che studierà quali piani di battaglia sono stati più efficaci...per il momento quel che emerge è UNA VITTORIA DELLA POSIZIONE DI ROMA........il contraccettivo non è stato quel successo e quello strumento di efficacia che si era detto.......il resto è cronaca odierna........^__^

    Fraternamente Caterina LD
    arg.mo si che ho sete dopo sta ricostruzione da campagna.........^__^
    Fraternamente Caterina
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  7. #7
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    Predefinito Re: Verissimo

    [QUOTE]Originally posted by Caterina63


    1) la Chiesa NON, come erroneamente si pensa UN KAPO' neppure dentro il suo ambiente...basti pensare che Giovanni Paolo II in tutto il suo Pontificato ha dato la scomunica solo in un caso Lefebvre.e questo perchè era un caso PRETTAMENTE INTERNO ALLA CHIESA che riguardava alcuni temi DOTTRINALI di importanza ECCLESIALE.......


    No, la scomunica c'è stata per le sue consacrazioni episcopali...

    2) ogni vescovo nella sua Diocesi HA POTERI DECISIONALI QUANTO IL PAPA........

    No!


    il vescovo è UN MANDATO DAL PAPA........


    mmmmh, con questo neghi il punto precedente.


    confermato nella fede comune.dunque SPETTA A LUI dire la sua, qui la Santa Sede interviene solo in casi estremi come quando sfuggì di controllo la situazione di ALCUNI sacerdoti colpevoli di pedofilia che a causa DELL'INCOMPETENZA DI ALCUNI VESCOVI, ebbe il dramma che ebbe.in tal caso il Papa intervenne personalmente riunendo tutti i vescovi americani a Roma e SOTITUENDONE 4.........

    Sì, ma il decentramente può essere amministrativo, non dottrinale.

  8. #8
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    Infatti Thomas.........ma è il vescovo che deve intervenire....la Santa Sede interviene quando talune situazioni sono insostenibili.....credo fosse questo il punto sottolineato da Antonio, giusto?

    Inoltre attenzione ad una differenza: le dottrine sono OBBLIGATORIE ED OBBLIGANTI per un battezzato.....l'etica e la morale NO! NON POSSONO ESSERE IMPOSTE..le dottrine SI.....ma c'è molta confusione sul concetto di DOTTRINA.....

    Le dottrine di cui parliamo sovente QUALE IMPOSIZIONE....(attenzione imposizione NON da imporre, ma da FORMA AUTORITARIA CHE SI TRAMANDA PER IMPOSIZIONE DELLE MANI....NELLA CONFERMAZIONE DELLA MEDESIMA FEDE)
    sono:
    INCARNAZIONE DEL VERBO, VITA, MORTE E RISURREZIONE.....
    ISTITUZIONE DELLA CHIESA QUALE STRUMENTO SCELTO DA CRISTO PER CONSERVARE E TRAMANDARE LE SCRITTURE E LE DOTTRINE CHE NE CONSEGUONO........
    I SACRAMENTI.......
    VERGINITA' DI MARIA (E I VARI DOGMI)
    (se dimentico qualcosa dimmelo^__^)
    VITA ETERNA E RISURREZIONE DELLA CARNE.........
    NATURALMENTE LA TRINITA', L'EUCARESTIA.........

    L'ETICA E LA MORALE NON FANNO PARTE DI QUESTO, MA INDUBBIAMENTE NE SONO UN ASPETTO VITALE PER LA CORRETTA VITA DEL CRISTIANO........è diverso...la Chiesa ad esempio IMPONE (SEMPRE NEL CONCETTO DI AUTORITà RELATIVA A QUELL'IMPORRE LE MANI PER MEZZO DI QUAL GESTO AVVIENE IL SACRAMENTO...) AI BATTEZZATI IL MATRIMONIO IN CHIESA......MA NON PUO' IMPORRE COME DOVRANNO VIVERE NEL PROPRIO TALAMO.......^__^
    Certamente avverte che ci sono PECCATI DA EVITARE.certamente insegna ed educa.....certamente dice che se fra due etero sposati in chiesa si praticasse la sodomia è ovvio che scatta automaticamento un contesto DISORDINATO.....ma se questi continuano la Chiesa NON ti scomunica........perchè la scomunica avviene per altre questioni.......dice san Paolo a proposito di atteggiamenti disordinati: LASCIATELI IN BALIA DI SATANA AFFINCHè VENGANO COLPITI NELLA CARNE MA ABBIANO SALVO LO SPIRITO.........cosa vuol dire? Paolo suggerisce IL CAMMINO DELLA COMPRENSIONE DEL PECCATO CHE PORTI ALLA CONVERSIONE TOTALE E SENTITA.........

    In questo senso ho fatto quella distinzione.......

    Fraternamente Caterina LD^__^
    Fraternamente Caterina
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  9. #9
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    Unhappy Re: Re: Verissimo

    [QUOTE]Originally posted by Thomas Aquinas
    Originally posted by Caterina63


    scusatemi è partito il messaggio senza le risposte...........le ripeto sopra

    1) la Chiesa NON, come erroneamente si pensa UN KAPO' neppure dentro il suo ambiente...basti pensare che Giovanni Paolo II in tutto il suo Pontificato ha dato la scomunica solo in un caso Lefebvre.e questo perchè era un caso PRETTAMENTE INTERNO ALLA CHIESA che riguardava alcuni temi DOTTRINALI di importanza ECCLESIALE.......


    No, la scomunica c'è stata per le sue consacrazioni episcopali...

    Rispondo:
    Infatti Thomas....ho parlato di temi dottrinali INERENTI ALLA CHIESA l'ordinazione è fra queste...^__^

    2) ogni vescovo nella sua Diocesi HA POTERI DECISIONALI QUANTO IL PAPA........

    No!

    Rispondo:
    Mi spiace Thomas.....rileggiti le decisioni del Vaticano II, tanto è vero che lo stesso Papa Benedetto ha riportato le beatificazioni dentro i confini della propria Diocesi......la Congregazione per i santi decide è vero, ma parte tutto dal Vescovo della Diocesi, se non c'è il suo benestare, solo una decisione del Papa può cambiare il parere.....quando parlo di POTERI DECISIONALI, mi rivolgo ovviamente ALL'INTERNO DEL MAGISTERO DELLA CHIESA E NON AL SUO ESTERNO......di quali decisioni si tratta? COMPèORTAMENTALI E DECISIONALI CIRCA IL RIPRENDERE QUEI SACERDOTI CHE NELLA SUA DIOCESI AGISCONO CONTRARIAMENTE DALL'UNITA' DELLA CHIESA........infatti anche per la segnalazione di sacerdoti da sopsendere IL PRIMO A DECIDERE è IL VESCOVO DIOCESANO...A ROMA SPETTA L'ULTIMA PAROLA.....credevo fosse chiaro......^__^


    il vescovo è UN MANDATO DAL PAPA........


    mmmmh, con questo neghi il punto precedente.

    Rispondi:
    credo di aver chiarito.........


    confermato nella fede comune.dunque SPETTA A LUI dire la sua, qui la Santa Sede interviene solo in casi estremi come quando sfuggì di controllo la situazione di ALCUNI sacerdoti colpevoli di pedofilia che a causa DELL'INCOMPETENZA DI ALCUNI VESCOVI, ebbe il dramma che ebbe.in tal caso il Papa intervenne personalmente riunendo tutti i vescovi americani a Roma e SOTITUENDONE 4.........


    Sì, ma il decentramente può essere amministrativo, non dottrinale.

    Infatti Thomas.........ma è il vescovo che deve intervenire....la Santa Sede interviene quando talune situazioni sono insostenibili.....credo fosse questo il punto sottolineato da Antonio, giusto?

    Inoltre attenzione ad una differenza: le dottrine sono OBBLIGATORIE ED OBBLIGANTI per un battezzato.....l'etica e la morale NO! NON POSSONO ESSERE IMPOSTE..le dottrine SI.....ma c'è molta confusione sul concetto di DOTTRINA.....

    Le dottrine di cui parliamo sovente QUALE IMPOSIZIONE....(attenzione imposizione NON da imporre, ma da FORMA AUTORITARIA CHE SI TRAMANDA PER IMPOSIZIONE DELLE MANI....NELLA CONFERMAZIONE DELLA MEDESIMA FEDE)
    sono:
    INCARNAZIONE DEL VERBO, VITA, MORTE E RISURREZIONE.....
    ISTITUZIONE DELLA CHIESA QUALE STRUMENTO SCELTO DA CRISTO PER CONSERVARE E TRAMANDARE LE SCRITTURE E LE DOTTRINE CHE NE CONSEGUONO........
    I SACRAMENTI.......
    VERGINITA' DI MARIA (E I VARI DOGMI)
    (se dimentico qualcosa dimmelo^__^)
    VITA ETERNA E RISURREZIONE DELLA CARNE.........
    NATURALMENTE LA TRINITA', L'EUCARESTIA.........

    L'ETICA E LA MORALE NON FANNO PARTE DI QUESTO, MA INDUBBIAMENTE NE SONO UN ASPETTO VITALE PER LA CORRETTA VITA DEL CRISTIANO........è diverso...la Chiesa ad esempio IMPONE (SEMPRE NEL CONCETTO DI AUTORITà RELATIVA A QUELL'IMPORRE LE MANI PER MEZZO DI QUAL GESTO AVVIENE IL SACRAMENTO...) AI BATTEZZATI IL MATRIMONIO IN CHIESA......MA NON PUO' IMPORRE COME DOVRANNO VIVERE NEL PROPRIO TALAMO.......^__^
    Certamente avverte che ci sono PECCATI DA EVITARE.certamente insegna ed educa.....certamente dice che se fra due etero sposati in chiesa si praticasse la sodomia è ovvio che scatta automaticamento un contesto DISORDINATO.....ma se questi continuano la Chiesa NON ti scomunica........perchè la scomunica avviene per altre questioni.......dice san Paolo a proposito di atteggiamenti disordinati: LASCIATELI IN BALIA DI SATANA AFFINCHè VENGANO COLPITI NELLA CARNE MA ABBIANO SALVO LO SPIRITO.........cosa vuol dire? Paolo suggerisce IL CAMMINO DELLA COMPRENSIONE DEL PECCATO CHE PORTI ALLA CONVERSIONE TOTALE E SENTITA.........

    In questo senso ho fatto quella distinzione.......

    Fraternamente Caterina LD^__^
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  10. #10
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    Predefinito

    Originally posted by Caterina63
    . 2) la Chiesa SOSTIENE IL METODO KNAUS..quello naturale....il problema è che è stato talmente DENUNCIATO COME INSICURO che la gente ha preferito diversamente mentre da dieci anni a questa parte tale metodo sta riscontrando molto successo fra gli sposi.........a tal proposito suggerisco questo sito:
    http://www.metodinaturali.it/#A

    3
    I milioni di aborti figli dell'Ogino-Knauss dovrebbe esssere un peso sulla coscienza di chi ha propagandato un metodo largamente inaffidabile.

 

 
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