Leggete e inorridite:
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Gran Bretagna, immigrazione al centro del dibattito pre-elettorale
Al centro dei timori dei britannici, il tema dell'immigrazione si è facilmente convertito in uno dei principali argomenti della campagna elettorale. Le accuse non mancano: servizi pubblici in difficoltà per le troppe richieste, penuria di case e alloggi, diffusione della criminalità urbana. Ecco come si vede il problema a Southall, un quartiere indiano di Londra.
"Questo paese ha un suo spirito, la britannicità", dice Saran, figlia di immigrati asiatici. "Ora però la stiamo buttando dalla finestra perche si permettono comportamenti come questo... la gente che gira col velo mi fa arrabbiare".
Tra i britannici di origine straniera le reazioni non sono semplici nè scontate. Più prevedibile l'allarme per il "lavoro rubato dagli immigrati". Nonostante lo scarto tra i dati reali e la percezione sociale del fenomeno, questa preoccupazione torna anche in seno alle comunità straniere.
"Dal primo maggio scorso polacchi russi ed europei hanno cominciato ad arrivare" dice Ali, origini arabe. "Russi, albanesi polacchi, lavorano nelle costruzioni per 50 sterline al giorno, mentre i britannici, qualificati ed esperti, vengono buttati fuori".
Una opinione condivisa anche da un pensionato londinese: "Mi piace l'idea della società multiculturale, ma temo che si stia esagerando. E' sempre più difficile trovare un lavoro per i locali, che devono vedersela con coloro che sono arrivati nel paese da poco e che sono disposti a lavorare per meno soldi. Così si spingono molti britannici fuori dal mercato del lavoro".
Tema elettorale, questo dell'immigrazione, ma non solo, come spiega sir Andrew Green, di Migration Watch.
"La questione di oggi è l'enorme proporzione dell'immigrazione. Nessun problema alla immigrazione e all'emigrazione di persone qualificate - questo rientra nell'interesse generale. Ma è diverso se si guarda ai numeri previsti dal governo: 5 milioni di nuovi immigrati in 30 anni. E' semplicemente troppo".
Scontenta tutti, la regolamentazione attuale degli ingressi in Gran Bretagna. Ovvio quindi che prima o poi la si riveda, anche se non si riesce a vedere in che direzione: opponendosi alle quote come propongono i conservatori, i laburisti propendono verso un sistema di candidatura a punti, come avviene in Australia.
E se il primo brano in rosso posso anche accettarlo, il secondo è solo ridicolo.


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