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    Predefinito Altri 6 Stati adottano l'Euro

    http://www.ilpassaporto.kataweb.it/d...p?id=29773&c=1


    Cipro, Lettonia e Malta entrano in Erm-2
    29/04/2005

    E' meccanismo europeo dei tassi di cambio, anticamera euro (ANSA) - BRUXELLES, 29 APR - Cipro, Lettonia e Malta da lunedi' entreranno nel meccanismo europeo dei tassi di cambio, lo Erm-2, l'anticamera dell'euro.Lo ha annunciato stasera la Commissione europea. Dopo quella di Estonia, Lituania e Slovenia, si tratta della seconda ondata di ingressi in questo meccanismo di fluttuazione delle valute agganciate all'euro.

  2. #2
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    Predefinito Re: Altri 6 Stati adottano l'Euro

    In Origine Postato da aguas
    http://www.ilpassaporto.kataweb.it/d...p?id=29773&c=1


    Cipro, Lettonia e Malta entrano in Erm-2
    29/04/2005

    E' meccanismo europeo dei tassi di cambio, anticamera euro (ANSA) - BRUXELLES, 29 APR - Cipro, Lettonia e Malta da lunedi' entreranno nel meccanismo europeo dei tassi di cambio, lo Erm-2, l'anticamera dell'euro.Lo ha annunciato stasera la Commissione europea. Dopo quella di Estonia, Lituania e Slovenia, si tratta della seconda ondata di ingressi in questo meccanismo di fluttuazione delle valute agganciate all'euro.
    porelli loro...
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  3. #3
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    Predefinito

    http://netmanager.leonardo.it/Site/T...icle?ida=13587

    20.04.2005
    Estonia: la prima della classe?
    Benché di dimensioni geografiche ridotte e posizionata alla "periferia" rispetto al centro del nuovo motore UE a 25, l’Estonia si presenta come uno dei Paesi economicamente più dinamici dell’Europa orientale, pronto a cogliere le opportunità derivanti dal nuovo status europeo

    Una “pagella” promettente

    La situazione economica dell’Estonia è caratterizzata da uno sviluppo notevole e costante negli ultimi cinque anni, con un incremento reale del PIL che nel 2003 ammontava al 5,1 per cento, nel 2004 al 5,8 per cento e che anche per il 2005 dovrebbe mantenersi al di sopra del 5 per cento. Le voci-chiave che alimentano tale crescita sono principalmente: il settore manifatturiero, quello delle telecomunicazioni, il commercio (al dettaglio ed all’ingrosso) e l’edilizia, settori che nel loro complesso hanno rappresentato il 58.4 per cento del valore aggiunto totale creato in Estonia. In particolare, analizzando tali dati alla luce del ridotto fattore dimensionale del Paese, occorre sottolineare il fatto che il PIL pro capite degli Estoni, in circa 20 anni (1985-2005) è più che decuplicato (passando dai 710 ai 9.241 dollari annui), facendo segnare la migliore performance (per quanto riguarda l’incremento di reddito individuale) tra le economie passate dal sistema ad economia pianificata a quello di mercato. Tuttavia, contestualizzato in scala "Ue a 25", tale risultato attualmente vale al governo di Tallinn solo il ventiduesimo posto.

    L’effetto UE

    L’ingresso nell’Unione Europea ha ulteriormente migliorato le prospettive economiche del Paese, anche se l’incremento della domanda interna e il crescente deficit della bilancia commerciale potrebbero, costituire elementi di rischio. Peraltro, il deficit delle partite correnti della bilancia dei pagamenti è, per ora, ampiamente compensato dal saldo attivo del conto finanziario derivante dagli investimenti esteri del governo di Tallinn. A fine 2004, infatti, gli investimenti esteri globali in Estonia ammontavano a 195,9 miliardi di corone (pari a ca. 12,6 miliardi di Euro) provenienti soprattutto dalla Svezia (28,0 per cento), dalla Finlandia (20,9 per cento) e dal Regno Unito (12,9 per cento). Di quest’ultimi, gli investimenti diretti ammontavano a 94,941 miliardi, di cui il 41,8 per cento dalla Svezia (in gran parte legati all´acquisizione di del sistema bancario locale), il 25,5 per cento dalla Finlandia e solo lo 0,7 per cento dall’Italia.

    Anche per quanto riguardo l’interscambio commerciale, l’Estonia è orientata sempre più verso il mercato Ue. Tra i partner europei (ma, e non a caso, anche in termini assoluti), il governo di Helsinki conquista la palma di maggior destinatario nonché fornitore degli Estoni. Tale dato risulta stabilmente consolidato da almeno un decennio, ma ciò che ad oggi può essere interessante rilevare è che a seguito del nuovo status Ue vi siano margini di sviluppo in nuovi settori: quello turistico, ad esempio. Dopo l’abbattimento delle frontiere interne all’Unione, infatti, vi è stato un boom del turismo estone, rappresentato per più del 50 per cento da finlandesi. Le due capitali (Helsinki e Tallinn), separate da appena un’ora di traghetto, hanno da sempre avuto il collante della lingua (l´estone è diretta derivazione del finlandese), fin dai tempi dell´Urss quando l´Estonia, unica Repubblica sovietica, riceveva la televisione e la radio nazionale finlandese. È per questo che, dall´indipendenza in avanti, gli 1,3 milioni di Estoni sono stati molto più preparati dei vicini baltici a cogliere le opportunità offerte da una modernizzazione rapida, una forte accelerazione economica di preponderante matrice scandinava, il che ha tra l’altro permesso che il distacco di Tallinn da Mosca fosse più netto rispetto alle due sorelle baltiche e il suo “slancio ad occidente” ancora più marcato.

    In tema di tassi di cambio, infine, il percorso di allineamento dell’Estonia all’Eurozona parte da lontano, sin dal 1992 quando il neo-indipendente Stato baltico costituì un “currency board” (la corona estone è ora agganciata all’euro) sotto la quale la base monetaria è pienamente sostenuta dalle riserve di valuta straniera nell’economia. Se, come si prevede, l’euro si rafforzerà ulteriormente contro il dollaro, l’impatto generale sul commercio estone sarà positivo poiché l’Ue rappresenta quasi il 70 per cento dei mercati d’esportazione dei prodotti estoni. Tutto ciò non può che alimentare le speranze di Tallinn nel potersi trovare già nel primo lotto di membri Ue a futura entrata nell’euro.

    Le credenziali migliori

    Nella schiera dei Paesi più competitivi dell´Est europeo in termini di pressione fiscale, l’Estonia fu tra i primi governi dell´Est ad introdurre l´aliquota unica (Iva esclusa) sui redditi alla metà degli anni Novanta. Nel 1994, infatti fu Tallinn ad iniziare tale tendenza (che oggigiorno contagia anche altri Paesi come Russia, Ucraina, Serbia, Romania e Georgia) con l’imposizione di un’aliquota al 26 per cento (che scenderà al 20 per cento nel 2007), seguita poi dalla Lituania (25 per cento) e dalla Lettonia (33 per cento). Ancora oggi le tre Repubbliche baltiche hanno il fisco più leggero per le imprese nell´ambito dei Paesi appena entrati, nella Ue: l´imposta societaria è infatti del 15 per cento in Lettonia e Lituania, mentre in Estonia è addirittura pari a zero per i profitti reinvestiti.

    In termini di competitività, mentre l´Italia perde tante posizioni, l´Estonia è rimasta inchiodata al venticinquesimo posto nella classifica World Economic Forum sulle nuove tecnologie, grazie soprattutto agli effetti dell’azzeramento delle imposte sui redditi d´impresa e alla forte convinzione del governo di Tallinn di fare del fisco un´arma competitiva formidabile. Non è un caso che tale attivismo si sia recentemente manifestato attraverso il lancio – da parte della banca estone AS Hansabank, una delle maggiori tre del Paese - del bond più grande (pari a 750 milioni di euro) mai emesso in un´unica tranche da un´istituzione finanziaria di un Paese neo-membro dell´UE.

    Tra i settori in cui l’Estonia si dimostra più competitiva (all’interno dell’Unione Europea) rientrano sicuramente quello del mercato di elettricità e gas (per quest’ultimo gli estoni pagano infatti la bolletta meno cara d’Europa dopo i lettoni), nonché quello del mercato dell’auto. Ma, mentre per il primo mercato, la Commissione Ue ha già inviato "pareri motivati" (seconda fase della procedura di infrazione) al governo di Tallinn (oltre che ad altre 9 capitali Ue) per non aver trasposto nel loro diritto nazionale una o entrambe le direttive europee sulla liberalizzazione del mercato elettrico e del gas, per quanto riguarda il settore auto, la Commissione europea si è limitata a segnalare, all’interno del rapporto annuale sui prezzi delle vetture nella Ue, che per comprare un´automobile in Europa al prezzo più conveniente è necessario recarsi in Estonia.

    Incoraggianti risultano, comunque, i segnali provenienti dall’economia reale nella sua globalità. L’industria estone, basata sulla subfornitura, principalmente da parte delle aziende scandinave –una su tutte, il gigante finlandese Nokia- ha infatti ottenuto egregi risultati nel mercato delle telecomunicazioni, ed il buon andamento complessivo della regione baltico-scandinava lascia presagire che tale trend continui anche in futuro con un ulteriore miglioramento dei tassi di crescita.

    Ma è sul fronte del rispetto dei criteri di Maastricht che la matricola baltica si mette maggiormente in luce. In particolare per quanto riguarda i rapporti deficit/PIL e debito/PIL.
    L’Estonia, che vanta un surplus di bilancio, ha infatti a lungo osteggiato (assieme ad altri cinque “virtuosi”: Danimarca, Finlandia, Svezia, Irlanda e Belgio) le spinte verso l’ammorbidimento dei limiti fissati da Bruxelles con il Patto di Stabilità UE. La riforma di quest’ultimo, che è uno dei tasselli che compongono il rilancio della crescita economica di tutta la “locomotiva comunitaria”, è stata avvertita dagli estoni quasi come un “condono” per i Paesi (9 su 25) in cui il deficit è risultato eccessivo (sono sopra il 3 per cento Germania, Francia, Grecia, Gran Bretagna, Polonia, Ungheria, Malta, Cipro e Slovacchia).
    Sul fronte del rapporto debito/Pil, con un rapporto di il 4,9 per cento, il governo di Tallinn mostra le sue migliori credenziali, mettendosi così alla guida del gruppetto di testa formato dal Lussemburgo e dagli altri due Stati baltici (tutti e tre con il 19,7 per cento). Tale dato peraltro, acquista ulteriore visibilità se lo si raffronta alla media UE, in cui ben 9 Paesi (Grecia, Italia, Belgio, Malta, Cipro, Germania, Francia, Austria e Portogallo) sono sopra il limite del 60 per cento fissato da Maastricht

    I punti critici: “bolla” consumistica e trasporti

    Accanto ai suddetti punti di forza, vi sono però alcuni elementi di criticità (soprattutto per il futuro a medio/lungo periodo) nell’economia estone. Infatti, la domanda interna e le importazioni continuano a crescere ad un livello ben superiore a quello con cui si incrementano il PIL e le esportazioni. Proprio il continuo aumento delle importazioni alimenta il rischio per il futuro, in quanto il sempre crescente deficit della bilancia commerciale potrebbe far ridurre la crescita economica a circa il 2,5-3,5 per cento nei prossimi anni.
    Inoltre il livello di indebitamento dei privati in Estonia, che permette di alimentare la continua crescita dei consumi interni anche senza che vi sia una reale disponibilità monetaria degli agenti economici, ha ormai raggiunto livelli insostenibili nel lungo periodo, al punto tale da configurare il rischio di una possibile “esplosione” dell’intero sistema economico nei prossimi anni. In effetti, considerato anche il perdurare dell’euforia consumistica “post-sovietica” (basti pensare, ad esempio, che l’import estone in un settore “voluttuario” come quello dei cosmetici è aumentato nell’ultimo anno del 24 per cento), la stessa Banca Centrale sta iniziando a muoversi attraverso iniziative (soprattutto rivolte alle banche) volte a fare diminuire la liquidità in eccesso legata alla crescita dei prestiti, come ad esempio gli aumenti dei tassi di interesse applicati e l’eliminazione di alcune agevolazioni fiscali.

    La tematica trasporti è stata un’altra delle “materie deboli” per Tallinn negli ultimi anni e lo potrebbe essere anche in futuro, soprattutto a causa dello sviluppo dei porti russi e della politica estone in materia tariffaria. Lungo le coste orientali del Mar Baltico si sta svolgendo una lotta serrata per accaparrarsi il business del commercio marittimo, costituito in gran parte dal transito delle materie prime russe dirette in Europa. Se i porti delle tre matricole "terribili", Estonia, Lettonia e Lituania sgomitano per ritagliarsi un ruolo di primo piano, la Russia risponde “boicottando” la propria pipeline baltica di Ventspils a tutto vantaggio dello scalo di Primorsk, nella regione intorno a San Pietroburgo. La strategia di Mosca appare aggressiva: i volumi di trasporto merci del Baltico russo hanno già superato quelli del Mar Nero, avvicinandosi a quota di 200 milioni di tonnellate. Ma la risposta di Tallin non si è fatta attendere, poiché, anche grazie alla spinta Ue, sta investendo nell´ammodernamento delle infrastrutture. Il porto della capitale estone è oggi il maggiore dell´area, con oltre i 40 milioni di tonnellate di merce movimentata (cioè il doppio del 1998), ed il 70 per cento di essa è costituito da prodotti petroliferi.

    Conclusioni

    A quasi un anno di distanza dall’entrata ufficiale nel club Ue, la pagella economica della matricola baltica presenta risultati abbastanza soddisfacenti. Abituata a produrre continui exploit economici all’interno del gruppo di paesi appartenenti all’ex-blocco sovietico in transizione verso forme di capitalismo maturo, l’Estonia si colloca oggi tra i più affidabili paesi neo-membri Ue. Sembra infatti che sia proprio su tale status di membro che debba poggiare la garanzia futura di ulteriore stabilità e crescita economica del Paese, purchè Tallinn continui a saper bene interpretare il proprio ruolo “cerniera” tra il Nord sviluppato (i paesi scandinavi), l’incognita russa ed il resto dei paesi dell’Europa centro-orientale.
    Solo così le ridotte dimensioni e la propria posizione geografica “periferica” non saranno dettagli invalidanti per dare la giusta collocazione alla tessera estone all’interno del grande puzzle Europa.

  4. #4
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    Predefinito Re: Re: Altri 6 Stati adottano l'Euro

    In Origine Postato da Ilmilanese
    porelli loro...
    duro a morire, eh!

  5. #5
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    Predefinito Re: Altri 6 Stati adottano l'Euro

    In Origine Postato da aguas
    http://www.ilpassaporto.kataweb.it/d...p?id=29773&c=1


    Cipro, Lettonia e Malta entrano in Erm-2
    29/04/2005

    E' meccanismo europeo dei tassi di cambio, anticamera euro (ANSA) - BRUXELLES, 29 APR - Cipro, Lettonia e Malta da lunedi' entreranno nel meccanismo europeo dei tassi di cambio, lo Erm-2, l'anticamera dell'euro.Lo ha annunciato stasera la Commissione europea. Dopo quella di Estonia, Lituania e Slovenia, si tratta della seconda ondata di ingressi in questo meccanismo di fluttuazione delle valute agganciate all'euro.
    Un po di miseria fa comodo nell'euro, faciamo entrare tutti

    Quando si renderanno conto che con l'uro gli verra mangiato tutto sara troppo tardi

    W i poveri di oggi e quelli di domani

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Altri 6 Stati adottano l'Euro

    In Origine Postato da S.P.Q.R.
    Un po di miseria fa comodo nell'euro, faciamo entrare tutti

    Quando si renderanno conto che con l'uro gli verra mangiato tutto sara troppo tardi

    W i poveri di oggi e quelli di domani
    Sarebbe ora di farglielo adottare pure agli inglesi. Ma chissà perché quelli non ci pensano prorprio...

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: Re: Altri 6 Stati adottano l'Euro

    In Origine Postato da FreeFlag
    Sarebbe ora di farglielo adottare pure agli inglesi. Ma chissà perché quelli non ci pensano prorprio...
    hanno ben capito dove andrebbero a sbattere...

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  8. #8
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    Predefinito Re: Re: Altri 6 Stati adottano l'Euro

    In Origine Postato da S.P.Q.R.
    Un po di miseria fa comodo nell'euro, faciamo entrare tutti

    Quando si renderanno conto che con l'uro gli verra mangiato tutto sara troppo tardi

    W i poveri di oggi e quelli di domani
    hey, questo qua è uno di quelli che rimpiange la liretta, vorrebbe pagare la benzina 4000 lire al litro, forte il tipo.

    Ma se con la liretta andavamo così bene, com'è che nel 91 sono corsi col cappello in mano a firmare il trattato di Maastricht?

  9. #9
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    Predefinito Re: Re: Re: Altri 6 Stati adottano l'Euro

    In Origine Postato da FreeFlag
    Sarebbe ora di farglielo adottare pure agli inglesi. Ma chissà perché quelli non ci pensano prorprio...
    HANNO ANCORA IN UN MODO O NELL'ALTRO LE COLONIE, SE NE SBATTONO DELL'EUROPA

  10. #10
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Altri 6 Stati adottano l'Euro

    In Origine Postato da S.P.Q.R.
    HANNO ANCORA IN UN MODO O NELL'ALTRO LE COLONIE, SE NE SBATTONO DELL'EUROPA
    Appunto. La colonia europea...

 

 
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