CATANIA - Si stanno presentando in massa, quasi uno per ogni condominio. E tutti inseguono il "posto", un lavoro a tempo determinato ma comunque garantito fino alla primavera del 2010. Alcuni ce la faranno, gli altri ci riproveranno di sicuro. E' il più grande concorso pubblico mai bandito a Catania negli ultimi anni: sono le elezioni amministrative.

Per quarantacinque poltrone di consigliere comunale i concorrenti sono 1323, per i centocinquanta rappresentanti delle circoscrizioni gli aspiranti sono oltre tremila. Quasi tutti vogliono solo quello: lo stipendio a fine mese. E cercano di "sistemarsi" almeno per un po' proprio con il voto.

I candidati sono in fila su una scheda lunga un metro, esattamente 97,5 centimetri. Sembra un lenzuolo.
I catanesi lo distenderanno domenica 15 maggio e lunedì 16 maggio nella cabina elettorale, per poi riarrotolarlo pazientemente e infilarlo a fatica nell'urna. Lì dentro c'è la città che vuole farsi scegliere. Tra comunali e circoscrizionali, è praticamente un abitante su ottanta che spera di venire designato a governare da qualche parte. Nella Sicilia dei quattrocento mila disoccupati le consultazioni per decidere quale sarà il nuovo sindaco e il nuovo parlamentino di Catania si sono trasformate in una disperata caccia al salario certo, un'occasione da non perdere. C'è chi punta a diventare presidente di quartiere, chi si accontenta di conquistare le preferenze giuste giuste per un seggio di semplice consigliere. Sempre meglio di un'eventuale chiamata come "Lsu", i lavoratori socialmente utili, l'esercito dei precari in via di regolarizzazione. I primi - i presidenti di quartiere - godono di un'indennità di circa 5250 euro lordi, un appannaggio mensile che conserveranno sino alla fine del mandato. Gli altri - i consiglieri delle circoscrizioni - vanno a gettone. Possono portare a casa anche tra i 1200 e i 1300 euro netti ogni trenta giorni, a condizione però che mettano la firma in almeno 7 o 8 sedute di consiglio e in una decina di commissioni. In caso di elezione a una delle "Municipalità", per i candidati è un vero e proprio "posto" trovato. E così è stato arrembaggio.