MOLDOVA, REPORTER SI FINGE TERRORISTA E COMPRA RAZZI RADIOATTIVI
08/05/2005 - 16:47
Roma, 8 mag. (Apcom) - "Missili radiottivi venduti a 'terroristi'" è lo scoop riportato dal domenicale britannico Sunday Times: spacciandosi per estremisti islamici, reporter della testata si sono visti offrire tre razzi Alazan per 500.000 dollari, dopo essersi messi in contatto con un comandante della polizia segreta della Transdniestria sul confine ucraino-moldavo. Gli Alazan hanno una portata di 8 miglia e fanno parte delle 50.000 tonnellate di armi rimaste alla repubblica separatista, dopo l'uscita dall'Unione Sovietica.
Il comandante della polizia, dopo essere stato contattato dal giornalista, lo aveva messo in contatto con il locale trafficante di armi. Due sarebbero stati gli incontri tra il reporter e il trafficante: il primo su un ponte in Transdniestria, il secondo in un hotel in Moldavia.
La Transdniestria è una regione filorussa secessionista lungo il confine ucraino. Geograficamente l'autoproclamata repubblica è la striscia più orientale della paese, lungo la riva orientale del fiume Dniestr. Ieri simboleggiava un'indipendenza negata da Stalin, che la volle unita all'allora Moldavia; oggi è diventata uno degli ultimi avamposti russi in Europa, sia dal punto di vista linguistico (si tratta di una zona a prevalenza russofona), sia da quello militare: perchè ancora le forze di Mosca non abbandonano la "frontiera" tra repubblica secessionista e la Moldova.
Sul territorio la 14a armata della Federazione Russa giunse nei primi anni Novanta. Lo scopo era mettere fine alla guerra civile, che portò all'autoproclamazione della mini repubblica. Ma nonostante gli impegni assunti nel vertice di Istanbul del 1999, il Cremlino non ha ancora lasciato il presidio. Anche per questo la situazione ricorda da vicino altri due conflitti irrisolti: Ossezia del Sud e Abkhazia, motivo di contesa tra la ormai filoccidentale Georgia e Mosca.
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