Governo, verso nuova crisi, ipotesi istituzionale
Di Paolo Biondi
ROMA (Reuters) - L'assenza dell'Udc dal vertice di oggi sulle nomine è stato solo il campanello di una crisi che deflagherà la prossima settimana, subito dopo il risultato delle elezioni siciliane.
Se il Berlusconi Bis è stato il governo più lungo della Repubblica, il Ter rischia così di essere uno dei più brevi e per il dopo c'è già chi ipotizza una soluzione fantasiosa: un governo istituzionale che faccia la Finanziaria ed accompagni il Paese alle elezioni, all'inizio del prossimo anno.
E' questo il tema che anima il dibattito politico in queste ore e che viene ripetuto a Reuters da più fonti della maggioranza.
L'esponente di Forza Italia che racconta il percorso dei prossimi giorni è preciso come nella sceneggiatura di un film già scritto: "Dopo le elezioni sicialiane l'Udc ripeterà le sue critiche alla maggioranza, sulla necessità di una svolta. A questo punto sarà lo stesso Berlusconi ad invitarli a tirare le conseguenze e ad uscire dalla maggioranza. Si andrà quindi alla sola soluzione possibile oggi: un governo istituzionale la cui guida verrà assegnata al ministro dell'Interno Beppe Pisanu. Si farà la Finanziaria e l'anno prossimo le elezioni, con la Casa delle Libertà in ordine sparso".
Anche altre fonti di maggioranza confermano questo percorso: resta solo l'incognita sul nome del presidente del consiglio "istituzionale" che, secondo alcuni, potrebbe essere anche il presidente del Senato Marcello Pera.
Fra i motivi dell'incontro di oggi fra Berlusconi e Pera a Palazzo Giustiniani ci sarebbe anche questo: Berlusconi avrebbe voluto sondare con prudenza le intenzioni del presidente del Senato che già due giorni fa era stato a cena con un gruppetto di una decina di parlamentari di Forza Italia parlando con loro della necessità di porre a tema del dibattito interno, seppure con prudenza, il dopo Berlusconi.
Un'altra fonte aggiunge: "Ormai è chiaro, la maggioranza non può più andare avanti così, siamo bloccati su tutto, come conferma l'incapacità di uscire dallo stallo sulla Rai ed il fatto che anche le nomine di Enel ed Eni oggi si siano fatte senza un partito di maggioranza: l'Udc. I centristi ormai sono fuori, giocano da soli. Mentre nel pomeriggio c'era il vertice, Follini era a colloquio con Casini, poi è uscito passando ostentatamente davanti al portone di Palazzo Chigi senza varcarlo".
Un parlamentare di Forza Italia aggiunge: "Potrebbe cambiare la situazione solo un colpo di teatro di Berlusconi, ma pare che non ne abbia più nel suo carniere". A prova della disillusione sono arrivate anche la barzellette sul capo, nemesi delle sue. Si racconta che alla cena di mercoledì sera con i parlamentari azzurri fosse "come il portavoce di Saddam Hussein che dopo la caduta di Baghdad ripeteva ancora in televisione che la situazione era sotto controllo", racconta un deputato azzurro.
Se dal governo più lungo si passerà al più breve lo sapremo fra poco: l'appuntamento è per lunedì prossimo dopo il voto sul medico di Berlusconi, ricandidato a sindaco di Catania.
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