Risultati da 1 a 4 di 4

Discussione: La Stregoneria

  1. #1
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
    Data Registrazione
    25 Apr 2005
    Località
    Varese
    Messaggi
    6,420
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    La Stregoneria

    NON PARLIAMONE SOLO PER SENTITO DIRE....O CON SLOGAN DA TIFOSERIA ULTRA'......... proviamo a capire il fenomeno invece.....al di là DEGLI ECCESSI usati per combatterla, perchè non venga definita esclusivamente come una semplice vittima......

    La – stregomania – e la caccia alle streghe


    La – stregomania – nasce in epoca moderna, ha come suoi fautori anche gli scienziati laici di quel periodo storico e determina in tutta Europa un vero e proprio fenomeno di terrore: i presunti stregoni vengono ricercati e combattuti spietatamente dalle popolazioni e dalle autorità civili che li ritenevano autenticamente capaci di determinare fenomeni come la peste ed altri flagelli.
    Nel medioevo, per più di mille anni, non esiste il fenomeno della caccia alle streghe.
    La credenza nella stregoneria come attività collettiva e cospirativa, cioè la paura per il potere sovrannaturale del diavolo e dei suoi adoratori, nasce nel 1200 e nel 1300 in seguito alla violente eresie sociali dei càtari.
    Per la dottrina cattolica solo Dio aveva creato il mondo materiale e spirituale e ne era il Signore.
    Il diavolo era solo una creatura di Dio che aveva usato male il dono della libertà. Qualunque cosa il diavolo facesse era solo per esplicito permesso di Dio: su questo problema è significativo il caso di Giobbe nell’Antico Testamento.
    I càtari, invece, erano dualisti, affermavano che il diavolo era in qualche modo uguale a Dio.
    Nelle loro predicazioni al popolo essi diffondevano l’ossessione ed il terrore per il potere del diavolo: per loro tutto il mondo materiale era opera del diavolo il quale creava tutte le realtà corporee e ne determinava il funzionamento.
    Le gravi crisi religiose ebbero un’enorme influenza nel generare quel tipo di ansia sociale che portò alla stregomania. L’inquisitore cattolico spagnolo Alonso de Salazar Frias, che nel 1600 si occupò nei Paesi Baschi del problema della stregoneria, con una intuizione sorprendentemente lucida dell’intero fenomeno, ne evidenziò la principale causa scatenante: le streghe e gli stregati, dice Salazar, cominciano ad esistere soltanto là dove se ne comincia a parlare e a scrivere.
    La stregomania determinò fenomeni di violenza popolare di enormi proporzioni. I sospettati di stregoneria correvano il pericolo di essere linciati: le popolazioni li prendevano a sassate, ricorrevano alle più violente forme di tortura per farli confessare e davano alle fiamme le loro case.
    I governi avevano definito la stregoneria un crimine secolare che si traduceva in danni materiali e che veniva usato anche per scopi politici.
    In molti paesi i tribunali secolari si erano assicurati il monopolio processuale su questo crimine. Dice lo studioso Brian Levack che la forza giudiziaria dominante nella caccia alle streghe fu quella secolare e non quelle ecclesiastica. Senza il potere secolare la caccia alle streghe sarebbe stata solo l’ombra di se stessa. Il Malleus maleficarum ( primo trattato sulla stregoneria ) di Heinrich Kramer e Jacob Sprenger, viene pubblicato solo nel 1486 quando si è già formata la credenza nella stregoneria. Esso raccoglie le – favole – raccontate dagli imputati affetti da turbe psichiche ( che ripetevano i miti e le leggende popolari già consolidate ) e le personali opinioni teologiche dei due frati tedeschi.
    Il Malleus, nel raccogliere le favole sulla stregoneria, era anche molto carente perché non prendeva in considerazione il mito del sabba ( orgia sessuale con infanticidio cannibalistico ) che era l’elemento più significativo su cui si basava la caccia alle streghe.
    Innocenzo VIII ( uomo senza cultura e scarso d’intelligenza, che dedicava maggiori cure al benessere dei suoi due figli che non alla carica di cui era investito ) autorizzava gli inquisitori Sprenger e Kramer ( che ne avevano sollecitato l’intervento ) ad indagare sui casi di stregoneria ( Bolla Summis desiderantes affectibus del 1484 ) ma non prendeva alcuna decisione dogmatica sulle streghe e sulle pratiche di stregoneria.
    La caccia alle streghe è un fenomeno moderno che esplode nel 1.500 – 1.700 e verrà alimentata soprattutto da tre avvenimenti culturali: la mania dei filosofi – scienziati rinascimentali per l’occultismo, l’ossessione per il demonio dei riformatori protestanti e la credenza calvinista nella predestinazione.
    Questi avvenimenti culturali si incontrarono con un altro fenomeno sociale: verso la fine del medioevo il numero di donne non sposate era aumentato dal 10 al 20 per cento, prive di una loro autonomia, in condizioni di povertà e di emarginazione. Si trattava di soggetti che non rientravano nei criteri tradizionali di comportamento delle comunità in cui si trovavano a vivere e non bisogna dimenticare che, in questo periodo di psicosi collettiva, i bambini, con la loro immaginazione, rappresentarono una delle principali fonti di accuse nei processi per stregoneria.
    Queste persone povere, emarginate, anomale, senza marito, senza padre, senza fratelli, venivano ritenute più esposte alla seduzione del diavolo.
    Secondo Levack un fattore importante consisteva nel fatto che le persone, le quali vivevano in condizioni di estrema povertà, essendo a carico della comunità per la loro sussistenza, suscitavano nei vicini facili risentimenti e, poter considerare l’altro come un nemico, consentiva di proiettare in lui il proprio senso di colpa.
    Inoltre, all’inizio dell’età moderna le donne, dice Levack, avevano la funzione di cuoche, di guaritrici, di levatrici: tutte funzioni che le esponevano in modo particolare alle accuse di stregoneria. Nel 1499 una donna di Modena aveva affermato, in un processo, che – chi sa guarire sa anche uccidere -.
    Nella fantasia popolare alcune di essere potevano raccogliere erbe con finalità nocive ed introdurle negli alimenti. Altra funzione che le esponeva alle accuse era quella di assistere ai parti: fino al 1700 i parti erano affidati solo alle donne. Un quinto dei bambini moriva al momento della nascita o nei primi mesi di vita e questo fatto le esponeva al pericolo di essere ritenute responsabili della morte del neonato.
    Le teorie di Margaret Murray e quelle di Jules Michelet, che continuano a furoreggiare in alcuni ambienti storici, sono definitivamente confutate dall’indagine di Alonso de Salazar Frias che dimostrò chiaramente che nessuna delle sue duemila streghe faceva parte di qualche setta pagana che praticasse il culto della fertilità né di alcun movimento rivoluzionario contadino pastorale o cripto femminista.
    I grandi riformatori protestanti enfatizzarono la presenza del diavolo, Lutero e Calvino erano ossessionati dal potere e dalla presenza del diavolo, Lutero gli attribuiva un potere che quasi sconfinava nell’eresia dualista e affermava di sostenere scontri fisici con Satana. La paura del diavolo crebbe enormemente nei paesi protestanti e contemporaneamente i riformatori vietarono, considerandole pratiche magiche e superstiziose, tutte quelle terapie e quelle protezioni spirituali della Chiesa Cattolica contro il diavolo ed il maleficio: era vietato usare l’acqua benedetta, farsi il segno della croce, appendere immagini di santi.
    In tali circostanze coloro che si sentivano minacciati non potevano fare altro che ricorrere alla rappresaglia legale. Un ulteriore contributo al fenomeno venne dato dalla credenza calvinista sulla predestinazione.
    Secondo la teoria della predestinazione, Dio aveva stabilito che certe persone si salvassero e altre fossero dannate: cadere nel peccato significava sperimentare dubbi sulla propria salvezza e questi individui cercavano di allontanare questo terrore psicologico proiettando e trasferendo la colpa sulla strega. La strega offriva sia all’individuo che alla comunità un’occasione per rassicurarsi sul proprio valore morale.
    L’ossessione per le streghe tocca il suo culmine nel periodo della rivoluzione inglese, in connessione con l’affermarsi della democrazia parlamentare. Tra i più convinti fomentatori di questa ossessione vi erano i rappresentanti della cultura laica del tempo: Bacone, Grozio, Cartesio.
    Il campione intellettuale della caccia alle streghe fu il laico Jean Bodin che è ritenuto il pensatore politico dello stato moderno.
    L’inquisizione fu l’unica istituzione che, nonostante gli errori ed i condizionamenti culturali dell’epoca, nonostante l’assoluta ignoranza sui fenomeni di dissociazione della personalità e su altre malattie psichiche, cercò di porre un freno a questa follia collettiva, l’unica istituzione che salvò tante vite umane dalla morte sicura e per questo i cattolici verranno accusati dai protestanti di complicità con le streghe.
    All’avanguardia negli studi sul problema è lo storico danese Gustav Henningsen: l’inquisitore cattolico spagnolo Alonso de Salazar Frias, nel 1610, interrogò duemila streghe dei Paesi baschi che avevano confessato di partecipare al sabba e la sua conclusione fu che tutta la faccenda era soltanto frutto di fantasie malate, una sorta di psicosi collettiva.
    Altro contributo alla stregomania è quello dei filosofi – scienziati rinascimentali fissati per l’occultismo. Emblematico, a tale proposito, è il caso della strega di San Miniato.
    Il 3 novembre 1594 a Lari, in Toscana, Gostanza da Libbiano viene accusata di aver provocato la morte di alcuni bambini con pratiche stregoniche. Gostanza confessa di essere
    una strega e di essersi unita carnalmente al diavolo. Interviene l’inquisitore di Firenze, Dionigi da Costacciaro. L’inquisitore fa presente che i diavoli sono spiriti e non possono avere rapporti carnali con esseri umani: l’inquisitore ordina la scarcerazione di Gostanza riconoscendo il suo stato di follia e di mitomania.
    Fin dal 1522 il celebre umanista Pico della Mirandola aveva dato alle stampe il suo libro sulle streghe, diffuso in lingua toscana: Gostanza raccontava di partire per il suo volo demoniaco proprio da un luogo su cui sorgeva un noce che era simile a quello famoso, di Benevento, di cui parlava Pico per le sue streghe.


    La vera stregoneria non è mai esistita?


    Dicendo che la stregomania fu una follia collettiva non si vuole negare in modo assoluto la possibilità della esistenza della vera stregoneria che può nascere e svilupparsi lungo la strada della magia.
    La magia è una tecnica destinata ad ottenere un effetto ma questa tecnica non nasce tanto dalla utilizzazione di cause naturali ma soprattutto dalla volontà di ottenere un effetto.
    Questa volontà, per costruire la tecnica magica, si serve delle idee ( nate dal contatto del pensiero con la realtà ) ma associate sulla base più del desiderio che della realtà: ad esempio, per uccidere il nemico pratico un atto di uccisione nei confronti della sua immagine, per provocare la pioggia imito con la danza il suo fenomeno.
    Lungo questa strada il mago può cercare di invocare o di dominare delle forze preternaturali cioè delle entità che sono superiori alla natura materiale. In questo modo la magia fa scivolare l’individuo verso una forma di passività nei confronti di qualcosa di ignoto e di occulto dietro cui possono nascondersi gli angeli decaduti.
    All’interno del pensiero magico si verificano tre fenomeni: un assolutismo della volontà, un assolutismo delle idee, una progressiva passività nei confronti di forze occulte.
    Come difendersi dal male che proviene dalle forze preternaturali? Di fronte al male che proviene dal mondo degli spiriti la terapia non può essere che spirituale.
    La migliore terapia, insegna la Chiesa, è la prevenzione la quale consiste nel vivere in stato di grazia: la preghiera ed i sacramenti danno ogni aiuto per combattere contro il male che proviene dagli angeli decaduti.
    Ordinariamente, l’influsso nefasto del demonio viene esercitato attraverso le tentazioni mediante le quali il diavolo cerca di ingannare gli uomini facendo loro credere che la felicità si trovi nel denaro, nel potere, nei piaceri momentanei e disordinati della carne.
    Inganna gli uomini cercando di persuaderli che non hanno bisogno di Dio e che sono autosufficienti, senza bisogno della grazia e della salvezza. Inganna gli uomini diminuendo e, anzi, facendo scomparire il senso del peccato, sostituendo alle legge di Dio come criterio di moralità, le abitudini o le convenzioni della maggioranza. Attraverso questa continua opera di confusione, cerca di convincere gli uomini che la libertà consiste nel fare quello che si vuole.
    In qualche caso l’azione straordinaria degli angeli decaduti può giungere, con il permesso di Dio e dei suoi misteriosi disegni di giustizia e di amore - solo Dio, infatti, può ricavare il bene dal male - ad attuare varie forme di violenza fisica e psichica: la vita di molti santi ha presentato queste modalità straordinarie di violenza demoniaca.
    In questi casi, quando l’individuo si è allontanato dalla grazia di Dio o è impossibilitato a pregare e a ricevere i sacramenti, tutti i segni sacri istituiti dalla Chiesa - il segno della croce, le benedizioni, gli oggetti benedetti, l’acqua benedetta, l’olio benedetto, le reliquie dei santi, le immagini sacre, lo stesso suono delle campane benedette, la Sacra Scrittura, gli esorcismi -, il cui scopo è quello di preparare gli uomini a ricevere il frutto dei sacramenti e di santificare le varie circostanze della vita ( cfr Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1677 ), servono per smascherare l’eventuale azione demoniaca e per dare all’individuo la possibilità di utilizzare la sua libertà in modo da poter ricevere l’aiuto della grazia sacramentale ( cfr Presentato dal Card. Medina Estévez il nuovo rito degli esorcismi del – Rituale Romanum -, Un’espressione importante della lotta contro il maligno, L’Osservatore Romano, Edizione settimanale n.6 ( 2952 ), 12 febbraio 1999 p.7 ).
    I sacramentali non vanno confusi con i talismani: vanno considerati come preghiere della Chiesa che si concretizzano in un segno, si – incarnano – in un oggetto ( oggetti benedetti ) o usano la materia utilizzata nei sacramenti ( acqua benedetta, olio benedetto ) per chiedere, insieme alla preghiera di tutta la Chiesa, le grazie del sacramento che imitano.
    Anche il tenere in onore le reliquie dei santi e le loro immagini rappresenta una forma di preghiera a Dio attraverso la richiesta di intercessione dei Santi: il cristiano non dimentica che il corpo di colui che nella vita terrena fu unito a Dio è stato tempio vivo dello Spirito Santo ( cfr 2 Re 13,20 – 21 2 Re 4, 32 – 37 ; At 19,11-12; Lc 8,44 - 47 ).
    Negli atti magici si attribuisce alle parole, al rituale o ai talismani una forza propria che ottiene un risultato concreto. I sacramentali, invece, sono solo forme di preghiera ed il risultato dipende da Dio e dalla disposizione di fede: come in ogni preghiera, Dio interviene ma non sempre secondo la nostra volontà e nella maniera che Egli sa essere più utile per la nostra salvezza. Anche se i sacramentali non sono sacramenti, tuttavia, in quanto segni sacri essi non possono non disturbare l’azione degli Angeli decaduti.

    (Bruto Maria Bruti)


    Bibliografia:

    cfr Rino Cammilleri, Storia dell’inquisizione, Newton e Compton, Roma 1997; Massimo Introvigne, L’inquisizione tra miti e interpretazioni, intervista con lo storico Jean Dumont, in Cristianità, Piacenza, marzo 1986, n. 131, pp.11-13; Jean Baptiste Guiraud, Elogio dell’inquisizione, Leonardo, Milano 1994; Brian P. Levack, La caccia alle streghe, Laterza, Bari 1988; Gustav Henningsen, L’avvocato delle streghe, Garzanti, Milano 1990; Antonio Socci, La Conta delle streghe, Il Sabato 28 aprile 1990, pp.82-85; Massimo Introvigne, Contro il nome della rosa, Cristianità n.142 febbraio 1987, pp. 7-11
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  2. #2
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
    Data Registrazione
    25 Apr 2005
    Località
    Varese
    Messaggi
    6,420
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il mito dell’alchimia e le risposte dell’uomo

    Leonardo da Vinci scriveva contro gli alchimisti definendoli bugiardi e ingannatori.
    Cosa facevano gli alchimisti nella sua epoca e chi erano? Molto spesso erano anime mistiche che amavano sognare: sognavano di poter trovare la sostanza miracolosa in grado di trasformare i metalli in oro e di creare l’elisir di lunga vita, il rimedio a tutti i mali, la pozione che poteva donare all’uomo la giovinezza eterna. Ma qual è l’origine di questo sogno e di questa ricerca?
    L’origine dell’alchimia è un’origine mistico – religiosa. I testi religiosi indiani – Brahmana -, dell’ VIII ° secolo avanti Cristo, dicono chiaramente che l’oro è un simbolo religioso, è il simbolo dell’eternità e, dunque, riuscire a trasformare i metalli in oro significa aver raggiunto l’immortalità.
    Innumerevoli sono i miti religiosi che indicano in una sorgente, in un albero o in una sostanza la proprietà di donare l’oro e cioè l’immortalità: per esempio il soma vedico, l’haoma iranico, l’ambrosia greca e la leggendaria caldaia celtica che custodisce il cibo dell’immortalità.
    Mircea Eliade, il più grande storico mondiale delle religioni, dice che nei miti riguardanti l’origine del mondo e dell’umanità si raccontano tutti quegli avvenimenti primordiali in seguito ai quali l’uomo è diventato un essere mortale. Significativo è il fatto che, in tutti questi miti presenti nelle varie religioni, la condizione mortale dell’uomo è vista come la perdita di un originario stato paradisiaco. Questa perdita viene attribuita ad un accidente, ad uno sbaglio, ad una colpa, ma il fatto sostanziale è che la condizione mortale dell’uomo nasce da una ferita originale.
    Ugualmente, in tutti i miti delle origini è presente la speranza di recuperare il paradiso perduto e l’immortalità.
    Mircea Eliade definisce la mitologia delle origini come il tentativo di ricordare la storia sacra, cioè quella storia che è avvenuta alle origini e che si trova nelle zone più profonde della psiche umana. Il nucleo essenziale della mitologia delle origini – e cioè l’originale condizione immortale dell’uomo, la caduta e la perdita dell’immortalità, la speranza di un nuovo inizio dove il tempo potrà essere dominato – essendo espressione dell’essenza della natura umana, è ineliminabile e si ripete, in forma mascherata, anche in quelle ideologie che tentano di dare inizio ad un pensiero totalmente diverso da quello religioso.
    Eliade dimostra come la mitologia dell’uomo arcaico si manifesta, per esempio, nel pensiero di Sigmund Freud, che voleva essere un positivista integrale e di Karl Marx che voleva dare inizio ad una visione della vita e della storia ispirata al materialismo dialettico.
    La psicanalisi di Freud introduce il concetto secondo cui esiste per l’uomo un’epoca primordiale in cui tutto si decide. Riprendendo il linguaggio del pensiero mitologico, si potrebbe dire che per Freud vi è stato un paradiso – per la psicanalisi sarebbe lo stato prenatale che costituisce uno stato di beatitudine immune dalla nevrosi -, una catastrofe – per la psicanalisi sarebbe il trauma infantile che fa perdere la beatitudine iniziale – e c’è poi la speranza di un nuovo inizio con la catarsi psicanalitica che, per mezzo del ricordo, ci fa rivivere l’incidente traumatico e quindi ci libera riportandoci in dietro, alla beatitudine originaria.
    Anche per Marx la società senza classi cambierà lo stato ontologico del mondo, introducendo l’umanità verso una sorta di età dell’oro che realizzerà la fine della storia e dello stesso movimento dialettico della materia e Marx, sorprendentemente, usa l’espressione totalmente mistica di resurrezione della natura
    ( vedi Ernst Bloch e Karl Marx citati da Giovanni Cantoni in: Cesnur, Il ritorno della Magia, p.44.
    opere citate in bibliografia ).
    La ricerca alchemica ha alle proprie spalle, sia in Oriente che in Occidente, una lunga preistoria che rivela sullo sfondo una precisa origine mitologica: la mitologia delle origini.
    La mitologia delle origini nasce dalla nostalgia del paradiso perduto, essa è l’espressione naturale della tendenza umana verso l’assoluto.
    Il mito è un simbolo che rimanda ad un significato che deve essere capito e interpretato. Quando l’uomo si rende conto di essere una creatura e accetta senza ribellarsi questa sua condizione, allora egli si abbandona al mistero del Dio nascosto e verso di Lui indirizza sia il suo desiderio di felicità assoluta che la sua richiesta di aiuto: infatti, l’uomo consapevole della sua realtà si rende conto, come diceva Sant’Agostino, che può darsi la morte ma che, da solo, non può restituirsi la vita.
    Da questo atteggiamento di umiltà nasce sia la fenomenologia religiosa che la scienza, perché ogni sviluppo umano autentico si ha soltanto quando l’uomo si sforza di conoscere e applicare sempre meglio tutte quelle leggi della natura la cui esistenza non dipende dalla volontà degli uomini.
    Giovanni Paolo II insegna che :- a differenza di ogni altro essere vivente, l’uomo ha bisogni infiniti, perché è il riferimento al trascendente che determina il suo essere e la sua vocazione. A partire da tali bisogni, egli affronta l’avventura della trasformazione della realtà con le sue occupazioni lavorative secondo un impeto ideale che si spinge sempre oltre i risultati in esse conseguiti-
    ( Giovanni Paolo II in L’Osservatore Romano, ed. settimanale n.38, 21 settembre 2001, p.9, n.3 ).
    Quando l’uomo, invece, cerca la totale autonomia e la totale libertà, mente a se stesso finendo per scontrarsi con i limiti della sua stessa natura: vuole di più di quanto non possa.
    Una volontà che pretende di essere onnipotente non vive più in armonia con le leggi della realtà e, anziché realizzarsi, finisce per distruggersi. Se è vero che l’uomo è un essere capace di dominare la natura, è pur vero che la natura si lascia dominare solo conoscendone le leggi e applicandole.
    Per esempio, l’uomo può volare solo se conosce le leggi del volo e le rispetta, altrimenti è destinato ad un insuccesso violento: chi va contro la natura trova la natura contro di sé. Il dominio dell’uomo sulla natura non è assoluto ma relativo, cioè non può andare oltre il limite costituito dalle finalità stesse dell’ordine naturale: gli equilibri ecologici, per esempio, rappresentano uno di questi limiti. La via della magia nasce dall’unione di due elementi: il desiderio di eternità e di felicità assoluta e l’esagerata stima di se stessi.
    La via della magia è, dal punto di vista filosofico, la stessa via dell’idealismo, del marxismo e della tecnocrazia..
    Per l’idealismo, che nasce da un atteggiamento di orgoglio, l’intelligenza vuole trovare tutto in sé stessa, nelle proprie idee e rifiuta qualsiasi sottomissione a una verità che le si imponga, che non dipenda da lei. L’idealismo è un processo in cui possono distinguersi cinque fasi fondamentali ben riassunte dalle filosofie di Cartesio, Kant, Fichte, Hegel, Evola.
    Il primo germe dell’idealismo si trova nel razionalismo di Cartesio per il quale il pensiero è una facoltà talmente pura che non dipende dalla materia, non dipende dalla realtà e quindi basta a se stessa: per Cartesio rimaneva ancora Dio che era garante della verità del pensiero. Per Kant l’uomo diventa padrone assoluto del suo pensiero senza alcuna regola di verità che si imponga a lui ( libertà di pensiero ), e la coscienza umana sarà l’unica sorgente della propria legge, si creerà da sola la sua morale ( libertà di coscienza ): per Kant rimaneva ancora una realtà al di fuori del pensiero ma essa era non conoscibile. Fichte elimina questa realtà e resta solo l’Io autore del pensiero ma questo io è ancora una realtà che rimanda ad una causa.
    Hegel percorre l’ultima tappa e ammette solo l’esistenza dell’idea pura la cui evoluzione dialettica crea tutta la realtà e questa azione creativa può essere esercitata in modo efficace attraverso lo Stato totalitario. Evola dice che l’atto magico cioè l’atto di potenza diventa la verifica sperimentale dell’idealismo, la sua realizzazione. Egli abbandonerà gli studi filosofici per addentrarsi nel campo delle discipline esoteriche: ciò che veramente conta è sperimentare il potere creatore del pensiero attraverso l’azione.
    Per il marxismo questa idea che crea la realtà viene dal cervello, il quale è il prodotto di forze materiali: dunque sono le azioni materiali a creare la realtà con il loro continuo conflitto: tuttavia per Marx, che resta discepolo di Hegel, non esiste la materia come oggetto, come realtà da conoscere, con il suo ordine e le sue leggi, ( questo materialismo viene definito da Marx, con sarcasmo, contemplativo o dogmatico ). Per Marx esiste solo l’azione materiale assoluta ( materialismo dialettico ) che ha il diritto di fare tutto ciò che con la sua forza riesce ad imporre, ciò che con la sua forza riesce a trasformare. La filosofia tecnocratica è sulla stessa lunghezza d’onda: per la tecnocrazia tutto ciò che è tecnicamente possibile è, per ciò stesso, moralmente ammissibile.
    La filosofia marxista, che porta alle estreme conseguenze il pensiero idealista di Hegel, trasforma la natura in un laboratorio dell’uomo e Marx afferma chiaramente che il compito dell’uomo non è più quello di conoscere il mondo ma solo di trasformarlo
    ( vedi Ernst Bloch e Karl Marx citati da Giovanni Cantoni: op. cit. ).
    La magia è una tecnica destinata ad ottenere un effetto: questa tecnica, però, non nasce tanto dalla utilizzazione di cause naturali ma soprattutto dalla volontà di ottenere un effetto. Questa volontà, per costruire la tecnica magica, si serve delle idee – nate dal contatto del pensiero con la realtà – e che vengono associate sulla base più del desiderio che della loro effettiva connessione con la realtà.
    Per esempio, per uccidere il nemico, il mago pratica un atto di uccisione nei confronti della sua immagine, per provocare la pioggia imita, con la danza, il suo fenomeno.
    Le tecniche di magia sessuale nascono da queste associazioni: poiché dallo spermatozoo e dall’ovulo nasce una nuova vita, manipolando alchemicamente questi prodotti organici il mago crede di poter ottenere la pozione dell’eterna giovinezza o di potersi costruire un nuovo corpo quando quello presente finirà. Altra tecnica di magia sessuale consiste nel trattenere il liquido seminale, durante l’atto sessuale, perché il mago pensa che, trattenendo il seme che dà origine alla vita, può trattenere l’energia della vita e può indirizzarla verso la costruzione di una nuova vita.
    Lungo questa strada il mago, spinto dal desiderio di ottenere ad ogni costo il risultato voluto, può cercare di invocare o di dominare delle forze preternaturali, cioè delle entità che sono superiori alla natura materiale. In questo modo la magia fa scivolare l’individuo verso una forma di passività nei confronti di qualcosa di ignoto e di occulto dietro cui possono nascondersi, secondo la rivelazione cristiana, gli angeli decaduti.
    All’interno del pensiero magico si verificano tre fenomeni: un assolutismo delle idee, un assolutismo della volontà e anche una progressiva passività nei confronti di forze occulte.
    La magia intellettualistica o magia pura non deve essere confusa con la cosiddetta magia popolare. Le forme popolari della magia, anche se non sono accettabili dal punto di vista di una prospettiva autenticamente religiosa, si trovano sempre mescolate con elementi religiosi e nascono dal tentativo di rispondere, attraverso retaggi precristiani, alle paure dell’uomo: la magia popolare non si pone in una cosciente prospettiva intellettuale di volontà di potenza e di rifiuto della divinità.
    Nell’essere umano è presente un incoercibile e ineliminabile desiderio di felicità assoluta, senza limiti e una nostalgia delle origini dove questa felicità era realizzata.
    Da questo desiderio nasce la ricerca del sacro come principio che trascende i limiti della materia, come origine e modello di ogni cosa, come essere assoluto in grado di riempire completamente il cuore dell’uomo i cui desideri sono infiniti e superano sempre le sue possibilità di poterli appagare.
    In ogni essere umano – c’è una sproporzione incolmabile tra ciò che è e ciò che vuole essere, tra ciò che ha, e ciò che vorrebbe avere – e per questo Omero diceva che – il più infelice di tutti gli animali che respirano sulla terra è l’uomo-
    ( Novello Pederzini, La vita oltre la morte, edizioni Studio Domenicano, Bologna 1998, p.49 ).
    La ricerca del sacro dà origine, nella storia delle religioni, alla – ierofania-, cioè a qualche cosa che manifesta il sacro. Anche nei tentativi religiosi più confusi, là dove la comunione con il divino è meno chiara e meno pura, il sacro si manifesta comunque in qualche oggetto e l’oggetto che manifesta il sacro viene distinto dagli oggetti profani.
    Per esempio, dove esiste il culto dei sassi, non tutti i sassi sono considerati sacri. Un sasso diventa sacro solo nella misura in cui rappresenta o incorpora qualcosa di diverso da sé, solo allora viene distinto dagli altri oggetti e diventa una – ierofania -.
    Scrive Richard Cavendish nella sua Storia della magia:- l’impulso religioso indirizza l’uomo alla venerazione, quello scientifico alla spiegazione, e quello magico al dominio e al comando. Ma nella vita reale tali atteggiamenti non sono contenuti in compartimenti separati e le distinzioni vengono spesso meno - ( p. 5, opera citata in bibliografia ).
    Il fatto che nella ricerca religiosa si trovino mescolati elementi magici non deve meravigliare perché nell’essere umano sono contemporaneamente presenti impulsi diversi, ma bisogna tenere presente che la – ierofania -, cioè qualche cosa che manifesta il sacro, non ha nulla a che vedere con quella che Eliade chiama la – cratofania -, cioè con la ricerca e la manifestazione del potere.
    La magia intellettualistica è più – magica - di quella tradizionale, nella quale si trovano sempre mescolati elementi di tipo religioso. La magia intellettualistica è una magia pura, separata da ogni elemento religioso, consapevole espressione di una prometeica volontà di potenza.
    Per la magia pura la natura non è più vista come l’opera del Creatore, il risultato di un progetto e di una volontà. Per il pensiero magico la natura diventa sempre di più un –materiale- nato dal caso, il transitorio risultato di una cieca dialettica energetica, il frutto di momentanei rapporti di forza, un materiale su cui il più potente ha diritto di esercitare la sua forza: la natura diventa il laboratorio dell’uomo e ciò che conta non è conoscere la verità e compiere il bene, ciò che veramente conta è riuscire a compiere la trasformazione voluta.
    L’assolutizzazione della volontà, tipica del pensiero magico, più cresce e più porta il soggetto a ripiegarsi e a vagare eternamente nel vuoto tenebroso del proprio essere: vuoto perché non ha né può trovare in sé la causa e la ragione del proprio esistere.
    Questa situazione di tormento esistenziale spinge il mago verso la ricerca ossessiva di un segreto che sempre sfugge e verso la ripetizione maniacale di rituali ai quali manca sempre un qualcosa di definitivo che viene cercato. Lungo questa strada crescono l’insoddisfazione, la solitudine e l’orgoglio che possono giungere fino alla disperazione.



    Bibliografia:
    1) Mircea Eliade, Il mito dell’alchimia, Bollati-Boringhieri, trad. italiana, Torino 2001
    2) Mircea Eliade, Mito e realtà, trad. italiana, Rusconi, Milano 1974
    3) Mircea Eliade, Miti, sogni e misteri, trad. italiana, Rusconi, Milano 1976
    4) Mircea Eliade, Immagini e simboli, trad. italiana, Jaca Book, Milano 1984
    5) Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni, trad, italiana, Boringhieri, Torino 1976
    6) Cesnur, Il ritorno della Magia, Effedieffe, Milano 1992
    7) Richard Cavendish, Storia della magia dalle origini ai nostri giorni, trad, italiana, Mondadori, Milano 1985
    8) E. Bloch, marxismo e utopia, trad. italiana, ed. Riuniti, Roma 1984, pp.119-120
    9) L. Feuerbach, K. Marx e F. Engels, Materialismo dialettico e materialismo storico, trad. italiana, La Scuola, Brescia 1973, p. 84
    10) per l’itinerario dall’idealismo al marxismo cfr Jean Daujaut, Conoscere il comiunismo, società editrice Il Falco, Milano, 1979
    11) Robero De Mattei, Il Trans-idealismo di Julius Evola, estratto da Intervento, n.11, Volpe editore, Roma 1974
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  3. #3
    Forumista
    Data Registrazione
    08 Apr 2009
    Messaggi
    285
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito stregoneria e "amenità"

    La - stregomania - nasce in epoca moderna … La caccia alle streghe è un fenomeno moderno che esplode nel 1.500 - 1.700
    dalla Bibbia CEI
    Esodo, 22, 17: Non lascerai vivere la maga (strega in altre edizioni)

    [B]Malleus maleficarum (primo trattato sulla stregoneria) di Heinrich Kramer e Jacob Sprenger, viene pubblicato solo nel 1486 quando si è già formata la credenza nella stregoneria. Esso raccoglie le - favole - raccontate dagli imputati affetti da turbe psichiche (che ripetevano i miti e le leggende popolari già consolidate) e le personali opinioni teologiche dei due frati tedeschi.

    Oltre a raccogliere le favole dà anche disposizioni precise sulle metodologie da seguire nei processi (leggere per credere) oltre a tante altre minuzie: ovviamente erano solo “le personali opinioni teologiche dei due frati tedeschi” perché, pur se sostenuti ed approvati da Papa, non dobbiamo dimenticare che

    Innocenzo VIII (uomo senza cultura e scarso d'intelligenza, che dedicava maggiori cure al benessere dei suoi due figli che non alla carica di cui era investito
    Papa sì ma un po’ anomalo; chissà dove guardava lo Spirito Santo in quel Conclave;


    Inoltre, all'inizio dell'età moderna le donne, dice Levack, avevano la funzione di cuoche, di guaritrici, di levatrici
    Ma nell’antichità, quando non erano cuoche, guaritrici e levatrici che facevano? E, ancora, chi faceva quei mestieri, c’erano già le colf?

    L'ossessione per le streghe tocca il suo culmine nel periodo della rivoluzione inglese, in connessione con l'affermarsi della democrazia parlamentare.
    Finalmente abbiamo capito: è tutta colpa della democrazia parlamentare;

    Dicendo che la stregomania fu una follia collettiva non si vuole negare in modo assoluto la possibilità della esistenza della vera stregoneria che può nascere e svilupparsi lungo la strada della magia.
    Questa è una chicca che non ha bisogno di commenti;

  4. #4
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
    Data Registrazione
    25 Apr 2005
    Località
    Varese
    Messaggi
    6,420
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Talking

    Modo d'agire dello Spirito Diabolico


    Lo psichiatra cattolico Ermanno Pavesi, professore di antropologia
    psicologica alla Gustav-Siewerth Akademie in Germania, ricorda che la
    teologia cattolica, con il suo discernimento degli spiriti, ha cercato di
    analizzare origine e natura di certi contenuti psichici che spingono l'uomo
    ad agire. San Bernardo elenca sei differenti - spiriti - intendendo per
    spiriti le entità intrapsichiche - che premono sul comportamento umano: lo
    spirito divino, angelico, diabolico, umano, del mondo e della carne

    ( intendendo per carne il vasto mondo del subconscio: dalle ghiandole alla
    parte vegetale e animale della psiche da cui originano sensazioni e fantasie
    che sfuggono al controllo diretto della volontà e della coscienza, da cui
    originano immagini che abitano in noi senza che noi ne serbiamo un ricordo
    cosciente, da cui originano attrazioni, repulsioni, aggressività e
    affettività che ci influenzano e che non dipendono dalla nostra volontà).


    Tra tutte le possibili influenze - naturali, preternaturali e
    sovrannaturali - è difficile riconoscere il vero movente del comportamento
    umano o l'origine di certe fantasie e il vero pericolo, dice Pavesi,
    consiste nel semplificare il problema riducendo tutto a una sola causa. Se
    gli psicologi materialisti interpretano tutti i fenomeni in modo
    esclusivamente psicologico, vi è anche il rischio di interpretare in chiave
    demonologica comportamenti che hanno come movente lo - spirito - umano o
    lo - spirito - della carne ( cfr Ermanno Pavesi, Magnetismo animale,
    ipnotismo, psicologia del profondo, in Lo spiritismo, a cura di Massimo
    Introvigne, editrice Elle di Ci, p.116, nota n.10, Torino 1989).



    - Il demonio agisce come un capitano o capo d'esercito, che piantando il suo
    accampamento e osservando le forze o disposizione di un castello, lo assale
    dalla parte più debole. Allo stesso modo il nemico della natura umana,
    girandoci attorno incessantemente, osserva da ogni parte ciascuna delle
    nostre virtù e quando ha scoperto in noi il lato più debole e meno protetto
    dalle armi della salvezza, là ci attacca e cerca di riportare su di noi
    completa vittoria -

    (Sant'Ignazio di Loyola )



    Scrive Egon von Petersdorff, - ex occultista e parapsicologo convertitosi
    al cattolicesimo, considerato il più grande demonologo del nostro secolo -:



    " Fantasia, passioni, istinti e memoria sono il campo d'azione preferito dai
    demoni, perché qui possono operare non avvertiti, in un primo tempo,
    dall'intelletto e dalla volontà. Così è loro possibile, per esempio,
    ricomporre in modo nuovo immagini sensibili preesistenti, sopprimendo un
    particolare, accentuandone un altro: fare insomma, come fa il fotografo
    quando ritocca le fotografie; non possono però produrre nuove immagini, come
    per esempio fare apparire nella fantasia di un cieco nato le immagini
    proprie di chi ci vede.

    Possono inoltre attenuare o spegnere la coscienza della colpa, oscurando
    le immagini corrispondenti impresse nella memoria; viceversa possono
    suscitare un falso senso di colpa, mettendo in forte evidenza un peccato
    passato, magari solo immaginario, e stornando l'attenzione dall'idea del
    perdono già ricevuto con la confessione e la penitenza: ed ecco nascere così
    scrupoli che sembrano inestirpabili. Oppure possono rievocare e far sorgere
    dalla memoria, sotto forma di apparizioni fantastiche, le immagini di
    persone defunte già venerate e così far risuonare nella fantasia voci
    illusorie, che vengono scambiate per "messaggi dell'aldilà". Solitamente
    però questi messaggi ( ed ecco un importante segno distintivo ! )
    contrastano, da principio solo un po' e dopo sempre più spesso e più
    apertamente, con l'insegnamento della Chiesa.

    Ciò può accadere anche nel sonno naturale come pure nel sonno artificiale
    detto trance: in entrambi i casi dunque fuori dal controllo della mente e
    della volontà.

    Altrettanto si deve dire infine, in modo ancora più particolare, del
    cosiddetto "subcosciente", nel quale rientra anzitutto quello che la memoria
    ritiene sì, ma senza averne chiara coscienza, e poi, (.) tutto ciò (.) che,
    cacciato via dal piano della coscienza, ha trovato rifugio in un piano
    inferiore, detto della subcoscienza. Qui i demoni possono lavorare
    indisturbati, facendo nascere dai desideri ( rimossi: ndr ) (.) dei
    complessi e facendo poi in modo che questi complessi (.) acquistino sempre
    maggior risalto, fino allo stadio finale ( e non è caso raro) di una
    malattia mentale grave (.)-



    ( Egon Von Pertsdorff, Demonologia, le forze occulte di ieri e di oggi,
    traduzione di Giuseppe Magna, invito alla lettura di Massimo Introvigne,
    prefazione di Pietro Cantoni, pp.111-112, Leonardo, Milano 1995 )



    " La semplice tentazione è la forma più comune di cui si serve il demonio
    per esercitare la sua nefasta azione sul mondo. Nessuno ne va esente (.).
    Variano le forme, aumenta o diminuisce l'intensità, ma il fatto della
    tentazione rimane. L'ossessione (.) si distingue per la sua violenza e
    durata. L'ossessione può essere interna ed esterna. La prima si rivolge alle
    potenze interiori, in modo particolare all'immaginazione, provocando
    impressioni intime. La seconda tende ai sensi esterni (.). E' raro che l'
    esterna si trovi sola, dal momento che il tentatore mediante i sensi intende
    turbare la pace dell'anima. Tuttavia le vite dei santi ci offrono esempi in
    cui ai più furiosi attacchi di ossessioni esterne si accompagnava la più
    serena pace dell'anima.. (.) L'ossessione interna può prendere gli aspetti
    più diversi. Alcune volte si manifesterà in forma di idea fissa sulla quale
    sembrano concentrarsi tutte le energie intellettuali; altre volte in forma
    di immagini e rappresentazioni tanto vive, che si impongono con la forza
    delle più toccanti e assorbenti realtà; ora causa una ripugnanza quasi
    insuperabile per i doveri del proprio stato, ora fa desiderare con ardore
    ciò che è proibito, ecc.(.) L'ossessione può avere origine anche dalla
    propensione naturale dell'ossesso che offre a Satana il punto debole per
    attaccarlo. Questa ragione non vale per le ossessioni esterne, che non hanno
    nulla a che vedere col temperamento di colui che le patisce; ma è importante
    per le ossessioni interne, che trovano il terreno favorevole in un
    temperamento melanconico e incline agli scrupoli, alle inquietudini, alla
    tristezze. In ogni caso, l'ossessione, per quanto violenta, non priva mai il
    soggetto della sua libertà, e con la grazia di Dio può sempre essere vinta "

    ( Antonio Royo Marìn, o. p., Teologia della perfezione cristiana, trad.
    italiana, pp.389-394, ed. paoline, Cinisello Balsamo ( Milano ) 1987



    La Vergine di Medjugorje a Mirjana:

    " Era necessario che tu sapessi che Satana esiste. Egli ha il permesso da
    Dio di provare la Chiesa, ma non la

    distruggerà. Quando saranno realizzati i segreti affidati a voi, il potere
    di Satana sarà distrutto. Ora è diventato aggressivo, distrugge i matrimoni,
    mette litigio fra i sacerdoti, ossessiona le persone. Perciò proteggetevi da
    lui con la preghiera, col digiuno; innanzitutto con la preghiera
    comunitaria. Portate con voi i segni sacri e nelle vostre case rinnovate l'
    uso dell'acqua benedetta. Satana non può nulla contro coloro che hanno fede
    ferma in Dio"

    ( cfr Patrizia Lori, Un evento per immagini, Medjugorje, p. 28, ed.
    Bertoncello, Cittadella ( Padova ) 1985 )
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

 

 

Discussioni Simili

  1. Stregoneria, mito o realtà?
    Di Tomás de Torquemada nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 71
    Ultimo Messaggio: 12-02-20, 19:34
  2. Islam.Donna decapitata per stregoneria
    Di Cuordy nel forum Politica Estera
    Risposte: 43
    Ultimo Messaggio: 16-12-11, 10:20
  3. Ahmadinejad accusato di stregoneria
    Di Ungeheuer nel forum Destra Radicale
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 14-05-11, 14:55
  4. 11 persone bruciate vive in kenia per stregoneria
    Di anton nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 34
    Ultimo Messaggio: 25-05-08, 11:12
  5. Stregoneria dell'India!
    Di Frumentarius nel forum Paganesimo e Politeismo
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 29-10-06, 12:50

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito