MADRID, 7 MAG - Da un anno, da quando Jose' Luis Rodriguez Zapatero e' arrivato a La Moncloa, e' in corso una ''rivoluzione'' sociale che portera' alla cattolicissima Spagna di una volta ad assomigliare a un paese nordeuropeo. ''Dopo otto anni di ''derechas'' (destra), abbiamo avuto un anno di ''derechos'' (diritti), e' una delle frasi utilizzate per fare bilancio del primo anno di Zapatero dopo le due legislature di Jose' Maria Aznar (Pp, centro-destra).
L'esecutivo pero' non crede di avere una rivoluzione nell'agenda: ''I governi si limitano ad aprire la strada ai cambiamenti che il popolo domanda'', diceva lo scorso 17 aprile, in occasione del primo anniversario del governo Zapatero, il Ministro della Giustizia, Juan Fernando Lopez Aguilar, responsabile di alcune delle riforme sociali che sfidano alla Chiesa e ai cattolici.
La Spagna e' cambiata molto negli ultimi 30 anni, da quando e' finita la dittatura di Francisco Franco (1939-1975). Nel 1980 il 63% degli spagnoli andava a messa ogni domenica e il 90,4% si dichiarava cattolico. Oggi le chiese si sono svuotate: soltanto un 20,4% va a messa tra il 79,3% degli spagnoli che si dichiara cattolico. La Chiesa e' l'istituzione di cui gli spagnoli si fidano di meno, insieme alla televisione, secondo un recente sondaggio del Centro di inchieste sociologiche (Cis).
Ogni quattro minuti finisce un matrimonio in Spagna: nel 2003 si sono registrati 210.155 tra separazioni e divorzi, il doppio rispetto a dieci anni fa.
In questa ''battaglia per i diritti civili'', come viene definita da Zapatero, hanno vinto il matrimonio omosessuale, il divorzio veloce, la sperimentazione sulle cellule embrionali umane e, ieri, la riproduzione assistita che rende possibile la selezione genetica.
Quest'ultima nuova norma consentira' a una coppia di concepire un bambino che servira' da donatore di cellule staminali per il fratello malato. ''Permette alle famiglie che hanno figli con qualche malattia genetica di concepire un altro figlio sano compatibile con il primo senza dover cercare aiuto all'estero'', ha detto il ministro della Sanita' Elena Salgado.
Per facilitare al massimo che coppie con problemi di fertilita' possano avere figli, la legge, che dovrebbe essere approvata dal parlamento entro la fine dell'anno, eliminera' la restrizione del numero di ovuli da fecondare in ogni ciclo riproduttivo.
Il progetto di legge, che proibisce espressamente la clonazione a fini riproduttivi, arriva dopo essere stato legalizzato l'uso scientifico degli embrioni, che permettera' agli scienziati di utilizzare cellule madri embrionali per le loro ricerche. I genitori potranno donare gli embrioni ''in sovrannumero'' ottenuti attraverso tecniche di fecondazione artificiale.
Come ''storica'' e' stata definita dal Collettivo gay e lesbiche la legge approvata lo scorso 21 aprile dalla camera bassa che consentira' a persone dello stesso sesso di sposarsi e adottare bambini esattamente come gli eterosessuali. La gran sfida di Zapatero alla Chiesa e' un testo di quattro righe che modifica il codice civile sostituendo i termini ''marito e moglie'' con ''i coniugi''. A fine giugno, le prime nozze gay.
Riformato anche il divorzio, in vigore dall'81, che diventa piu' veloce ed economico. Sara' possibile presentare domanda dopo tre mesi dal matrimonio, senza separazione previa e senza cause di colpevolezza. La riforma mantiene la polemica custodia condivisa dei figli che puo' essere decisa dal giudice su richiesta di uno solo dei due coniugi. Il governo si e' detto pronto a ''ritoccare'' questo punto.
Le riforme sociali di Zapatero contano su un grande sostegno da parte degli spagnoli e sarebbero una delle ragioni principali per cui il governo socialista continua a guadagnare punti.
Il parlamento spagnolo si e' rifiutato invece, a grande maggioranza, di esaminare proposte di legge di partiti minoritari di sinistra miranti a depenalizzare totalmente l'aborto.
All'arrivo a La Moncloa Zapatero aveva annunciato di voler ampliare le condizioni per autorizzare l'interruzione volontaria di gravidanza, ma vi aveva poi rinunciato per l'attuale legislatura. L'aborto e' autorizzato in Spagna dal 1985 in alcuni casi limitati: per le donne vittime di stupro, per malformazione del feto e quando la gravidanza presenta un grave pericolo per le condizioni della madre.


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