25 APRILE AL CAMPO DELLA MEMORIA
Quasi 200 persone si sono radunate al Sacrario di Nettuno per rendere gli onori ai Caduti della RSI
Lunedì 25 aprile, una piccola folla si è data appuntamento al Campo della Memoria, il Sacrario dei Caduti della RSI di Nettuno. Tra i diversi reduci accorsi un po’ da tutta la regione, numerosi giovani. Presente anche una delegazione ufficiale della Fiamma Tricolore.
Alle ore 11:00, il lungo corteo, con in testa le bandiere della Repubblica Sociale Italiana e la fiamma della Xa MAS, è entrato nel campo posizionandosi sulle scalinate.
Poi la Santa Messa, secondo il rito preconciliare, il rito tridentino. Molti giovani hanno così potuto ascoltare per la prima volta le laudi latine di omaggio ai caduti che avvolgevano i cuori e creavano un’aurea mistica tutt’intorno.
Bellissima l’omelia del Sacerdote che ha parlato di amore di Patria e della sacralità del morir combattendo per essa: “I nomi di coloro che muoino per la Patria, sono impressi con lettere d’oro nel cuore di Dio”.
Terminata la Santa Messa e la solenne benedizione per tutti i partecipanti, sono intervenuti il Comandante Bartolo Gallitto, Agente Speciale della RSI, e l’ex-Senatore missino Aimone Finestra, Comandante del Battaglione della GNR “Venezia Giulia”, decorato per le prove fornite in combattimento con Croce di Ferro tedesca.
Entrambi, hanno illustrato ai presenti le vicissitudini dei reparti della Repubblica Sociale impegnati sul fronte di Nettunia, concludendo i loro interventi con un pensiero ai tanti camerati uccisi con il famoso colpo alle spalle, in specie dopo il 25 aprile 1945, in specie dopo che si erano arresi ed avevano deposto le armi.
Già, il 25 aprile. Quel 25 aprile descritto chiaramente da Almirante in un tuonante articolo di molti anni fa e che si concludeva con le lapidarie parole rivolte ai “festeggiatori”: “Quali di tali successi celebrerete domani ‘resistenti’? Bando alle ipocrisie: voi vi accingete solo a celebrare soltanto il vostro personale successo, voi festeggiate l’ambizione per vent’anni repressa e in un decennio scatenata, voi vi compiacete, fino al narcisismo, per il potere politico conquistato, voi brindate alla poltrona in coppe piene di sangue italiano. E non dite che dei morti avete rispetto. Consentiteci di dirvi che persino dei vostri morti abbiamo più rispetto noi. I morti nostri e vostri vogliono silenzio e pace […]. Tacete dunque: la carità di Patria comanda più della legge antifascista”.
La cerimonia al Campo della Memoria si è conclusa con la recita della Preghiera del Marinaio. Poi, a turno, i giovani presenti hanno sussurrato al vento i nomi di tutti i caduti della Decima MAS sul fronte di Nettunia. Infine, un grido ha rotto il silenzio di raccoglimento. Tutti hanno gridato compattamente in coro: “Presente!”.
Sì, perché quel 25 aprile, al Campo della Memoria erano presenti le anime di tutti i caduti della RSI. Quei ragazzi di 16 anni, 18 anni, 20 anni… che caddero per l’Onore d’Italia!




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