
Originariamente Scritto da
Andrea
cari codino e ugo,
rispondo solo a voi e agli utenti davvero cattolici di questo forum (non quindi, perchè non ho tempo da perdere, ai minus habentes neofascisti a cui purtroppo date usbergo).
innanzitutto una precisazione: nella non abbondantissima bibliografia italiana recente su donoso, figura anche un mio scritto del 2004:
http://vho.org/aaargh/ital/lonestapolemica.pdf . questo per dire che so bene di che sto parlando, a differenza di qualche orecchiante.
per capire donoso, è certo consigliabile leggere il suo capolavoro, il detto "saggio", appunto. ma sarebbe anche consigliabile leggere l'antologia dei suoi scritti pubblicata nell'800 dal suo amico veuillot, purtroppo mai tradotta in italiano.
a questo, si può però rimediare, almeno in parte, leggendo il "DONOSO CORTES" di carl schmitt, pubblicato a suo tempo da adelphi, e in particolare il saggio "DONOSO CORTES A BERLINO". nelle pp. 65-66, troviamo i passi seguenti: "L'unica costante nel mutare delle sue posizioni è l'interesse per lo Stato della Chiesa e la sovranità papale. Per il resto egli si adegua al quotidiano mutamento della situazione, e non pensa affatto a fissarsi in un unico sistema di politica estera...Donoso ha preso in considerazione tutte le potenze europee come possibili rappresentanti della lotta controrivoluzionaria, per poi rigettarle una dopo l'altra: Russia, Inghilterra, Austria e Francia".