Il libraccio di storia con i falsi sulla Sinistra? Ha la piena copertura del ministero Moratti
Che cosa avevamo scritto qualche settimana fa a proposito delle vergognose mistificazioni sulla Sinistra storica...
22 Novembre 2004
di Giorgio Frasca Polara
Che cosa avevamo scritto qualche settimana fa a proposito delle vergognose mistificazioni sulla Sinistra storica di cui si è reso responsabile il prof. Bellini con il suo libro di storia per le scuole medie? (Vedi qui a sinistra il pezzo di cui stiamo parlando). Avevamo scritto che, ben che andasse, la ministra Moratti, forte della sua controriforma, avrebbe risposto ai numerosi senatori e deputati che avevano denunciato l’indecente falso che un suo intervento si sarebbe tradotto in una indebita censura sulla libertà d’espressione. E puntualmente questo è accaduto: leggere, per credere, la grottesca risposta che, per conto della signora ministra, ha firmato la sua sottosegretaria Valentina Aprea, Forza Italia.
Dunque, intanto ricapitoliamo. Nel libraccio di cui parliamo, al capitolo dedicato a “La Sinistra al potere” (parliamo di quella dell’800…), si può leggere questo illuminante paragrafo: “Gli uomini della Destra sono aristocratici e grandi proprietari terrieri. Essi facevano politica al solo scopo di servire lo Stato e non per elevarsi socialmente e arricchirsi. Inoltre amministravano le finanze statali con la stessa attenzione con cui curavano i propri patrimoni. Gli uomini della Sinistra, invece, sono professionisti, imprenditori e avvocati disposti a far carriera in qualunque modo , talvolta sacrificando persino il bene della nazione ai propri interessi. La grande differenza tra i governi della Destra e quelli della Sinistra consiste soprattutto nella diversità del loro atteggiamento politico e morale”. Come dire, e soprattutto far capire agli alunni, che gli uomini della Destra erano specchiati gentiluomini (anche quando gestivano la tassa sul macinato) mentre quelli della Sinistra erano dei farabutti, anche quando l’abolivano. Ovvio inoltre il richiamo subliminale alla destra e alla sinistra di oggi.
Be’, cosa risponde il ministero dell’Istruzione (una volta si chiamava “della Pubblica Istruzione”, una volta…) per la penna della sottosegretaria Aprea alla richiesta di ritirare il libro? Intanto con un’ovvietà: “L’adozione del libri di testo rappresenta una delle fondamentali espressioni della libertà d’insegnamento e dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche”. Poi con un’altra ovvietà: la verifica, prima da parte dei docenti e poi da parte di comitati misti docenti-genitori-studenti, dei testi “in uso e di quelli proposti” dai promotori delle case editrici. Poi la prima perla: “Compito del ministero (…) è quello di sostenere l’azione delle scuole con atti di indirizzo, rispettosi della sfera dell’autonomia”. Quale sostegno? Con quali mezzi? Con quali ispirazioni ideali? “Per l’adozione dei testi il ministero fornisce il quadro generale di riferimento e propone spunti ed elementi di riflessione (…)per valutazioni sempre più consapevoli” ma – ecco il punto – “non possono prevedersi interventi ministeriali che rappresenterebbero una interferenza impropria nella scelta che deve essere operata dai singoli istituti”. Seconda perla: è vero che con una norma contenuta nella Finanziaria del ’99 si consentiva al ministero di “disporre con provvedimento motivato il divieto di adozione dei libri di testo nei quali il contenuto o l’esposizione della materia non corrispondessero alle prescrizioni didattiche o alle esigenze educative”, ma, ahimé, “la norma è stata abrogata” naturalmente dal centrodestra e naturalmente per “non interferire in alcun modo nelle opzioni culturali nelle opzioni culturali differenziate e nei diversi punti di vista degli autori”!
Incredibile chiosa finale, cioè di più e di peggio: “Pare comunque utile (a chi?, ndr) osservare che la validità didattica di un libro di testo deve essere giudicata (…) nel contesto (…) e non può essere subordinata a singole frasi chem al di là della con divisibilità di specifici contenuti, possono peraltro trovare compensazione o precisazioni di significato in altre parti del testo”. Insomma, il ministero non esclude che dieci pagine dopo quell’indecente osservazione su Destra e Sinistra, l’autore si contraddica. Viva la cultura!
P.S. Chi, tra i miei venticinque lettori, abbia degli amici insegnanti, faccia sapere loro a quali aberrazioni culturali e politiche può giungere il morattismo, degno corollario del berluscon-pensiero.




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