Il giornalista del quotidiano ha avvertito la redazione con un Sms
Stava seguendo l'assemblea dei dissidenti. La Farnesina si muove
Cuba, fermato inviato del Corriere
Fini convoca l'ambasciatore
Mieli: "Una vicenda che mostra la natura illiberale del regime"
Francesco Battistini
L'AVANA - Francesco Battistini, inviato del Corriere della Sera, è stato fermato dalla polizia a Cuba. La notizia è arrivata ai colleghi nella redazione milanese del quotidiano tramite un sms dello stesso giornalista, che si trova all'Avana per seguire i lavori della riunione dei dissidenti "assemblea per promuovere la società civile". Il ministro degli Esteri italiano, Gianfranco Fini, appena avuta la conferma del fermo, ha convocato l'ambasciatore dell'Avana a Roma, chiedendo l'immediato rilascio.
"Siamo stati avvertiti da un sms di Battistini - racconta Paolo Lepri, vice capo della redazione Esteri del quotidiano di Via Solferino - ma non abbiamo altre notizie. Sappiamo che uguale trattamento hanno subìto altri giornalisti nei giorni scorsi. Speriamo soltanto che non patisca maltrattamenti".
Il direttore del Corriere della Sera, Paolo Mieli, ha diramato una nota: "In attesa di conferme ufficiali delle notizie provenienti dall'Avana, esprimo tutto il mio sdegno per il fermo del nostro collega Francesco Battistini, arrestato a Cuba". Il comunicato svela inoltre che "già qualche giorno fa un altro collega del Corriere della Sera, Rocco Cotroneo, è stato bloccato alla frontiera e costretto a fare marcia indietro".
Secondo Mieli "questo mette in luce la volontà delle autorità cubane di mettere il bavaglio alla libera informazione degli organi di stampa internazionali". "Chiediamo la liberazione immediata del collega Battistini - conclude il direttore del Corsera - per metter fine a un atto odioso che dimostra la natura profondamente illiberale di quel regime".
(20 maggio 2005)
repubblica.it




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