Ci siamo.
Puntuale come le tasse (oddio, su questo si potrebbe obiettare, ma comunque viene prima della fine...).
Impietoso come una critica all'ultimo libro di Baricco.
Appassionato come una telecronaca del Milan di Pellegatti.
E' tempo del...
PAGELLONE
Al solito, dichiaro che i giudizi muovono da ascolti per lo più distratti e potrebbero penalizzare canzoni che necessitano di più attenzione.
CATEGORIA UOMINI
CATEGORIA DONNE
- Gianluca Grignani - Liberi di sognare: In principio era "Destinazione paradiso", e si diceva che vabbè che piace alle ragazzine ma ha stoffa. Poi venne "La fabbrica di plastica" e si capì che le speranze erano ben riposte. Ma fu un flop. Così certe ruvidezze vennero ingentilite, e il risultato fu una lenta involuzione. Il punto più basso raggiunto nel 2000, e da allora l'encefalogramma è piatto. E questo pezzo non contribuisce certo a rivitalizzarlo. Promessa non mantenuta. Voto: 4
- Luca Dirisio - Sparirò: Sarei tentato di scrivere "come da titolo" e liquidarlo con un votaccio. In realtà mi chiedo perchè un potenziale scalatore di hit parade (lo è già stato, del resto) abbia tutta questa voglia di scavarsi la fossa, non tanto artisticmente quanto commercialmente parlando. Ma in fin dei conti non me ne frega nulla. Dunque canzone mediocre e testo trito e ritrito (ti lascio perchè ti amo troppo, sperando tu sia così idiota da crederci). Voto: 4
- Povia - Vorrei avere il becco: Tra un verso e l'altro del piccione (e lui "sa che è brutto il paragone", ma lo fa lostesso) un discreto inno all'aurea mediocritas. Due cuori, una capanna e tanti bambini che fanno oh. Chi s'accontenta gode. Voto: 6
- Ron - L'uomo delle stelle: anche l'arpa, per conciliare meglio il sonno. Meglio della valeriana. Voto: 5
- Alex Britti - Solo con te: Annuncia un ritorno alla sua anima blues. Troppa grazia Sant'Antonio, ci sarebbe bastato un ritorno alle baglionate stile "Oggi sono io". Quindi lo attendiamo con ansia, conoscendo le sue doti di gran chitarrista di genere. E puntuale ripresenta la solita canzone, probabilmente scritta anch'essa nella lunga notte onanista dei settemila caffè. Cazzaro. Voto: 5
- Michele Zarrillo - L'alfabeto degli amanti: Nel '94 porta "Cinque giorni" e manca il podio. Nel '96 "L'elefante e la farfalla", altro gran pezzo e poco successo sanremese. Quest'anno arriva con un pezzo moscio e banale che scorre via senza lasciare traccia di sè, e lotta per vincere. Qualcosa vorrà pur dire. Paradigmatico. Voto: 5
CATEGORIA GRUPPI
- Anna Oxa - Processo a me stessa: Questa mi mette a disagio. La strategia commerciale che ha tentato (sparire del tutto, oscurando persino il sito e non diffondendo il testo della canzone per ricomparire solo al festival) avrebbe potuto anche essere vincente. Dico avrebbe potuto, ma a patto che il testo fosse stato semplice e comprensibile al primo ascolto (invece è di Panella) e la voce della cantante chiara e in grado di scandire le parole (invece di biasciare), e magari non in una gara dove dopo due esibizioni ti possono mandare a casa. Infatti a casa c'è finita, e al volo. Peccato perchè non era proprio la peggiore. Inesperta di marketing. Voto: 6
- Spagna - Noi non possiamo cambiare: Mai titolo fu più azzeccato. Infatti la stagionata e tiratissima Spagna presenta l'ennesimo pezzo-fotocopia, che stavolta non serve tanto a promuovere un album quanto la sua appena annunciata partecipazione al prossimo Music Farm. I tempi cambiano e lei si adegua. Moderna. Voto: 4
- Simona Bencini - Tempesta: La ex voce dei Dirotta su Cuba si presenta con un pezzo passabile, musica di Elisa e echi di r'n'b, peccato solo per la presenza scenica non esaltante (a dispetto di un fisico ottimo, va detto). Brava ma sgraziata. Voto: 6--
- Nicky Nicolai - Lei ha la notte: Come previsto, non ripete l'exploit dell'anno passato. E' la fine dell'effetto novità. La canzone non sarebbe neanche malvagia, piacevolmente jazzistica com'è, ma l'orchestra (presente per regolamento) la rende banalotta e noiosa. Peccato. Voto: 5 e 1/2
- Anna Tatangelo - Essere una donna: Ghiotta occasione per copiare il giudizio dello scorso anno: "Ditemi voi se si può sentire una zozzeria di Gigi D'Alessio cantata da un pezzo di ragazza del genere. Dovrebbero proibirglielo, il problema è che da due mesi è maggiorenne e fa quello che vuole. Sconsiderata." Aggiungiamo un anno e che perseverare è diabolico. Voto (il medesimo): 4
- Dolcenera - Com'è straordinaria la vita: Togliamo di mezzo la storia della vincitrice annunciata (lo è), quella della parolaccia che c'è e non c'è e lo stile-Bertè troppo ostentato. Resta una discreta canzone che rischia di strappare a Mistero ('93) la solitudine tra i pezzi rock vincitori del festival. Grintosa. Voto: 6 e 1/2
CATEGORIA GIOVANI
- Mario Venuti & Arancia Sonora - Un altro posto nel mondo: Non ascoltate i critici che gridano al capolavoro, non date retta alla giuria che li ha mandati a casa alla prima occasione. Trattasi semplicemente di un pezzo attuale e piacevole: se solo lui dal vivo cantasse un po' meglio... Venuti e subito ripartiti. Voto: 6 e 1/2
- Noa, Carlo Fava e Solis String Quartet - Un discorso in generale: Vale quanto detto sopra sull'assurdità dell'obbligo di orchestra, che in questa canzone oscura un quartetto di virtuosi e rende troppo enfatico un brano intimistico che in certe sue parti ricorda De Andrè (Cristiano) ed è arricchito da una delle voci più belle del mondo (visto che nessuno lo ha ricordato all'Ariston, lo scrivo io). La perla del festival. Voto: 7
- Sugarfree - Solo lei mi ha: Venuti fuori l'anno scorso con "Cleptomania", carina anche se un po' con l'idea fissa. Bissano con "Cromosoma", l'idea è sempre la medesima ma si perdonano perchè anche quella si lascia ascoltare. Poi scompaiono, e un motivo c'è: i pezzi scritti da altri sono terminati, cominciano i loro. L'esempio lampante è questa nenia sanremese, senza capo ne coda. Certa gente dovrebbe capire che non ci si improvvisa autori. Duri di comprendonio. Voto: 5
- Gigi Finizio & Ragazzi di Scampia - Musica e speranza: Una volta Mogol scriveva "Emozioni", oggi banalità in napoletano. La musica è uno scarto di Gigi D'alessio, sul palco va un neomelodico alla frutta e un coro di bambini. Mi pare ci siano tutti gl'ingredienti per un bel Frankestein sanremese. Mostruosi. Voto: 5
- Zero Assoluto - Svegliarsi la mattina: Direttamente dal varietà di Carlo Conti (il titolo ditelo voi, io vi ricordo che un componente della band è il figlio di Mario Maffucci), ecco un esempio di musica gggggiovane. Dei bravi cloni di Tiromancino (hai detto i Beatles...) serviti caldi caldi. Ora passi l'originale, ma qui si scade nella noia. Anzi, ci siamo dentro fino al collo. So ragazzi. Voto: 5 e 1/2
- Nomadi - Dove si va: Se si chiudono gli occhi durante l'esibizione (l'eterno Carletti vestito come un ragazzino, il bonzo Danilo Sacco col kimono e sullo sfondo immagini di sacrosanti pestaggi di no-global deficienti) l'impressione può essere buona, chè il pezzo si fa apprezzare già al primo ascolto ma non si discosta dallo stile caratteristico di questa storica (e benemerita) band per adeguarsi alle necessità dell'Ariston. Nonostante la furba scontatezza del testo pacifista ci sono momenti di rara intensità, e il martellante refrain potrebbe diventare un classico. Lotteranno fino all'ultimo, pur senza molte speranze. Mostri sacri. Voto: 7
- Deasonika - Non dimentico più: Questi arrivano con la nomea dei grossi musicisti, coraggiosi rockettari amanti dei Depeche. Quindi orecchie dritte, e loro tirano fuori un pezzetto tipo Dahm. Deludenti. Voto: 5
- Virginio - Davvero: Il solito bel bambino, pare uscito da un programma della De Filippi. Voto: 4
- Antonelllo - Capirò crescerai: Vedi sopra, con la differenza che lui è uscito veramente da un programma di Maria De Filippi. Voto: 4
- Monia Russo - Un mondo senza parole: Tutti gli anni c'è una pausina. Mai come l'originale, tra l'altro. Lei è la pausina di quest'anno. Scontata. Voto: 4
- Helena Helwigg - Di luna morirei: La solita gnocca consapevole di esser tale con canzoncina da karaoke. Penosa (ma bona). Voto: 4
- Simone Cristicchi - Che bella gente: Col vantaggio della fama già raggiunta rispetto ai compagni di categoria, porta una facile canzoncina contro il pregiudizio. Piccolo particolare, la canzone era già stata pubbicata una decina d'anni fa tale e quale, ma alla fine che ce frega a noi. Diligente. Voto: 6
- Ameba4 - Rido... forse mi sbaglio: Ecco un bel gruppo che porta a Sanremo echi di Radiohead e qualche dissonanza tipica del progressive. Scommessa di Caterina Caselli, che coi Negramaro ha sbancato nonostante l'eliminazione istantanea dal festival. Ma qui la vedo dura, anche se il primo passo (eliminazione rapida) è stato compiuto. Bella sorpresa. Voto: 7
- Andrea Ori - Nel tuo mare: Sembra avere velleità da grande interprete, ma anche Mino Reitano lo era. Inutile. Voto: 5
- Ivan Segreto - Con un gesto: Ritmo brasileiro, ma si sente anche il jazz e qualcosa di elettronico. Ne vien fuori un polpettone assai gradevole, e poco, poco sanremese. Bravo. Voto: 7
- Tiziano Orecchio - Preda innocente: Orrendo sosia di Eros. Non merita ulteriori commenti. Voto: 4
- L'Aura - Irraggiungibile: Ecco una bella promessa della musica italiana: forse la nuova Elisa? più che altro per l'abitudine a cantare in inglese (e si vede, sembra abbia qualche problemino con la metrica italica). In realtà più che da Elisa sembra prendere da Tori Amos e Bjork. E mica è poco. Avrà un futuro. Voto: 7
- Riccardo Maffoni - Sole negli occhi: Dice di ispirarsi a Springsteen e Bob Dylan, pare il sosia rachitico di Ligabue. Però almeno fa suonare due chitarre, via. Semi-rock padano. Voto: 6--




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