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    Predefinito L'alta pornografia del cattolicissimo Langone

    L'alta pornografia del cattolicissimo Langone


    Sarà che Modena è città godereccia e che al tempo stesso, sdraiata attorno all’altezza (invero un po’ pendula, nonché vagamente fallica) della Ghirlandina, da ogni punto cardinale pare non perdere mai di vista il corpo della cristianità; sarà la vicinanza pericolosa ma funzionale fra il bar con la cassiera più bella del mondo (il Caffè Farini, vedere per credere) e la chiesa di San Domenico nella quale sono solito confessare i miei peccati (credere per vedere ed, eventualmente, comprendere); sarà che ormai non leggo altro che romanzi erotici e trattati di teologia, invece delle robe per le quali mi pagano - sarà quello che volete, ma esattamente un mese dopo averlo letto in un sol pomeriggio conservo ancora precisa memoria di ogni singola pagina di Scambio Coppie (con uso di cucina), romanzo di Camillo Langone edito da ES nel 2003.
    Si tratta di una descensio ad inferos con piena vertenza e deliberato consenso o, come recita la seconda di copertina, di “un tentativo di pornografia cattolica”: Gabriele, raffinato bibliofilo col nome d’arcangelo, per guadagnare adeguatamente senza dover sudare più di tanto (se non in circostanze tutto sommato gradevoli), opta per la professione di lenone, modernizzata in quella di gestore di un club privé. Col fido e mediocre scudiero, il Laido, principia così un censimento sessuale degli italiani che non solo verte sui gusti e sulle preferenze di ciascuno una volta varcata la soglia della camera da letto, ovvero del divano, ma è soprattutto un catalogo di corpi difformi e, progressivamente, deformi, di corse all’orgasmo subitaneamente frustrate, di puttane tristi sul serio e non come García Márquez se le sogna, di telefonate ansiogene con uno scopo preciso espresso in termini vaghi, di ragazzini che vigliaccamente si aumentano gli anni e di tardone che se li accorciano coraggiosamente.
    Gli uomini, che in fin dei conti sono animali vestiti, una volta nudi ridiventano simultaneamente animali, secondo un diverso grado di ferinità e bruttezza; culmine di entrambe è il tasso-ghiro-pollo che tenta di sottrarre alla protezione di Gabriele la più bella delle prostitute, sventolandole sotto il naso (e sotto il resto) soldi piscina e quadri; già solo la punizione che viene inflitta a lui e a lei vale da sola il prezzo del volume. Così come meritano, in tempi in cui agli autori mancano la fantasia ed il coraggio, le cinque paginette del capitolo “Che cosa fareste a Valeria?”: Gabriele e i suoi compari, approfittando del turno di chiusura del privé, guardano “un blob di filmati, filmini, filmazzi” e decidono insieme cosa fare a questa Valeria, “la famosa attrice culona”. Non entrerò nei dettagli perché qualche bambino novenne potrebbe leggere questa pagina (internet, oltre che il più terribile instrumentum diaboli, è la cosa più democratica e quindi stupida che esista), e pretendere di far la medesima cosa alla fidanzatina delle elementari, oggigiorno scuole primarie. Alla fine la mangiano, ed è il minimo.
    La soluzione non deve sorprendere perché Camillo Langone, a chi lo conosca di persona o solo attraverso i suoi scritti, appare persona compiuta e completa. Sui giornali coi quali collabora (e che di tutti gli habitués di questo sito io soltanto, temo, leggo: Il Foglio, Il Giornale, Panorama) si occupa delle uniche faccende che rivestano una qualche importanza a questo mondo (letteratura, gastronomia, erotismo e religione), senza tracciare distinzioni stabili né compartimenti stagni fra le quattro. In Scambio Coppie, appunto, Gabriele legge con la medesima passione gli annunci più o meno promettenti (“Veronica accompagnatrice massaggiatrice 24 anni italiana, se ti senti un po’ solo e non sai cosa fare, chiamami, io sono come tu mi vuoi, dolce o aggressiva, NON TE NE PENTIRAI”) e i capisaldi dimenticati della letteratura nostra (Del modo con cui il duca Valentino mise a morte Vitellozzo Vitelli, Oliverotto da Fermo, il signor Pagolo e il duca Gravina Orsini) nonché i Pretesti per una requisitoria manzoniana con dedica autografa di Mino Martinazzoli. Risponde alle insulse domande dei clienti (“Ma almeno ci sono delle single?”) mentre lascia rosolare il pollo alla potentina, abbevera della propria orina una spregiudicata volontaria e stappa disinvolto un Aglianico Terre al Monte o un Vigna delle Lepri “di quattro o cinque anni”. Non si affeziona a diafane modelle ma a donne realmente esistenti (tanto che io medesimo le vedo e le adoro affacciandomi sulla via Emilia) come ad esempio “Miss Tortello, bionda abbagliante, platinata come poche, insegnante di aerobica dalle parti di Modena, che nonostante la professione e i ventisei-ventisette anni ha già dei fantastici rotoli intorno alla vita, senz’altro il ricordo di allegre mangiate a base di cotechini e zamponi”.
    Resta la religione, ma va necessariamente affrontata con un discorso più ampio. Quando in tempi non sospetti espressi la mia speranza (che Langone, come sa chi lo segue, condivideva appieno sin da quando io avevo quindici anni) che il dolce conservatore Ratzinger diventasse Papa, vi fu chi commentò: “Non credo proprio”, non solo dimostrando di avere poco intuito storico ma specificando che era tempo di una Chiesa che si facesse madre accogliente e sbracata cessando di considerare i divorziati, i fedifraghi, gli omosessuali, gli onanisti incalliti, i dilettanti del sesso di gruppo, etc., quali dei banali peccatori. Alla stessa stregua, ogni volta che il Papa si mostra ben a ragione preoccupato per l’ancora ardua rievangelizzazione dell’Europa, al termine delle magistrali lezioni che il Pontefice tiene dal soglio c’è sempre il fessacchiotto (generalmente un giornalista, o peggio ancora un intellettuale filosofo) che si alza e dice: “Però mi aspettavo un’apertura sulla morale sessuale.”
    Ora, stando a costoro la Chiesa è un’organizzazione plurisecolare gravata dell’unico compito di vigilare che mi sia impedito di toccare eventuali amichette lì dove (non) vorrebbero, e che quando vado al bar io pensi al caffè e non alla cassiera: quest’atteggiamento è invero disonesto. Se si andasse un po’ meno nelle università e un po’ più nelle chiese ci si renderebbe conto di pochi dettagli banali: che il corpo è al centro della preghiera cristiana, con tutto quel gran parlare di maternità virginale, frutti del seno, ventri e grembi; che celebriamo l’avvenuta redenzione in un corpo, coperto solo da uno straccio, che in certe raffigurazioni moverebbe a pietà anche gli eutanasisti più entusiasti (sì, è quasi un anagramma); che la salvezza del genere umano ha origine nel momento in cui Adamo ed Eva si accorgono di essere nudi e si coprono di frasche alla bell’e meglio. Sempre a Modena, tanto per restare in tema, alla chiesa della Pomposa un quadro barocco raffigura nell’angolo una signorina senz’indumento alcuno che, dalla penombra del purgatorio, ascende violentemente alla gloria eterna: l’artista ha curato con attenzione che la sua pelle fosse un giglio delle valli, i suoi occhi fossero colombe, le labbra un nastro di porpora e i piccoli seni due cerbiatti saltellanti - secondo quant’è scritto nel Cantico dei Cantici, libro canonico ed erotico.
    La verità è che, secondo San Giovanni, siamo tutti inevitabilmente peccatori, anche il Papa: dieci ore dopo la morte di Giovanni Paolo II, gli esibizionisti stavano preparando gli striscioni SANTO SUBITO mentre le persone serie erano inginocchiate a pregare Dio “per la remissione dei peccati del Santo Padre”. Camillo Langone ha il talento di intuire la distinzione che conta agli occhi di Dio e la mette in bocca al protagonista/narratore, appesantito dai coiti reiterati e dalla crapula quotidiana, con l’arguzia di un eremita provato da quaranta giorni di digiuno; l’ultima pagina del romanzo più di ogni altra merita di essere letta, meditata, imparata a memoria, antologizzata sempiternamente, propagandata con ogni mezzo, cucita a lettere d’oro oppure stampata a scudisciate sul corpo dell’amata - e io la trascrivo qui per la sua prosa salda, incontrovertibile, tagliente:


    Qualche cuore semplice potrebbe pensare, dopo uno sguardo molto superficiale al libro, che io sia un libertino o qualcosa del genere. Niente di tutto ciò. Sono un cattolico romano praticante, così come gran parte delle prostitute e prostituti che ho conosciuto nella mia attività. Non parliamo poi di trans e femminielli, fedeli alla Madonna in maniera commovente. (…) Il peccato è un mezzo privilegiato per accedere al sacro. Se un uomo si pone davanti a Dio privo di colpe, niente in lui può essere messo in discussione. Niente peccato uguale niente confessione e niente preghiera. Non a caso Santa Madre Chiesa ha sempre visto nei grandi peccatori interlocutori privilegiati rispetto alla gente perbene. Molti splendidi santi (…) prima di consacrarsi a Dio hanno consumato i brevi anni della loro giovinezza rotolandosi nel fango. Solo uomini consapevoli della propria natura, miserabile e parziale, possono salvarsi. Gli altri, i soddisfatti di sé, i tranquilli con la propria pseudo-coscienza, sono carne con un prezzo ma senza valore nel grande macello del mondo.


    allineato e coperto: L'alta pornografia del cattolicissimo Langone
    Ultima modifica di Florian; 27-11-09 alle 21:03
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  2. #2
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    Predefinito Rif: L'alta pornografia del cattolicissimo Langone

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Qualche cuore semplice potrebbe pensare, dopo uno sguardo molto superficiale al libro, che io sia un libertino o qualcosa del genere. Niente di tutto ciò. Sono un cattolico romano praticante, così come gran parte delle prostitute e prostituti che ho conosciuto nella mia attività. Non parliamo poi di trans e femminielli, fedeli alla Madonna in maniera commovente. (…) Il peccato è un mezzo privilegiato per accedere al sacro. Se un uomo si pone davanti a Dio privo di colpe, niente in lui può essere messo in discussione. Niente peccato uguale niente confessione e niente preghiera. Non a caso Santa Madre Chiesa ha sempre visto nei grandi peccatori interlocutori privilegiati rispetto alla gente perbene. Molti splendidi santi (…) prima di consacrarsi a Dio hanno consumato i brevi anni della loro giovinezza rotolandosi nel fango. Solo uomini consapevoli della propria natura, miserabile e parziale, possono salvarsi. Gli altri, i soddisfatti di sé, i tranquilli con la propria pseudo-coscienza, sono carne con un prezzo ma senza valore nel grande macello del mondo.
    Parole davvero importanti, queste, di Langone.
    Ultima modifica di Florian; 27-11-09 alle 21:10
    SADNESS IS REBELLION

  3. #3
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    Thumbs down Rif: L'alta pornografia del cattolicissimo Langone

    Il solito Langone, ateo devoto e poco cattolico. Meno male che li utilizzeremo fino ad un certo punto. Il libro me lo farò regalare, ma la destra divina sarà tutta un'altra cosa. Del resto, dopo il concilio pastorale di roncalli e montini cattolico è un vocabolo passpartout, insignificante. Langone, Ferrara, Rocca e il loro simili sono come la femmima balba di un famoso sogno letterario.

    I Langone passano, la Civiltà Cristiana resta, anzi ritorna. E spazza via ogni tipo d'immoralità e perversione. Grazie a Dio.
    IO REGNERO' malgrado satana e i suoi satelliti

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  4. #4
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    Predefinito Rif: L'alta pornografia del cattolicissimo Langone

    Citazione Originariamente Scritto da vandeano2005 Visualizza Messaggio
    Il solito Langone, ateo devoto e poco cattolico.
    Perchè, scusa? Il fatto che sia del Foglio non vuol dire che sia un "ateo devoto". Langone è cattolicissimo. E peccatore.
    SADNESS IS REBELLION

  5. #5
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    Predefinito Rif: L'alta pornografia del cattolicissimo Langone

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    L'alta pornografia del cattolicissimo Langone


    Sarà che Modena è città godereccia e che al tempo stesso, sdraiata attorno all’altezza (invero un po’ pendula, nonché vagamente fallica) della Ghirlandina, da ogni punto cardinale pare non perdere mai di vista il corpo della cristianità; sarà la vicinanza pericolosa ma funzionale fra il bar con la cassiera più bella del mondo (il Caffè Farini, vedere per credere) e la chiesa di San Domenico nella quale sono solito confessare i miei peccati (credere per vedere ed, eventualmente, comprendere); sarà che ormai non leggo altro che romanzi erotici e trattati di teologia, invece delle robe per le quali mi pagano - sarà quello che volete, ma esattamente un mese dopo averlo letto in un sol pomeriggio conservo ancora precisa memoria di ogni singola pagina di Scambio Coppie (con uso di cucina), romanzo di Camillo Langone edito da ES nel 2003.
    Si tratta di una descensio ad inferos con piena vertenza e deliberato consenso o, come recita la seconda di copertina, di “un tentativo di pornografia cattolica”: Gabriele, raffinato bibliofilo col nome d’arcangelo, per guadagnare adeguatamente senza dover sudare più di tanto (se non in circostanze tutto sommato gradevoli), opta per la professione di lenone, modernizzata in quella di gestore di un club privé. Col fido e mediocre scudiero, il Laido, principia così un censimento sessuale degli italiani che non solo verte sui gusti e sulle preferenze di ciascuno una volta varcata la soglia della camera da letto, ovvero del divano, ma è soprattutto un catalogo di corpi difformi e, progressivamente, deformi, di corse all’orgasmo subitaneamente frustrate, di puttane tristi sul serio e non come García Márquez se le sogna, di telefonate ansiogene con uno scopo preciso espresso in termini vaghi, di ragazzini che vigliaccamente si aumentano gli anni e di tardone che se li accorciano coraggiosamente.
    Gli uomini, che in fin dei conti sono animali vestiti, una volta nudi ridiventano simultaneamente animali, secondo un diverso grado di ferinità e bruttezza; culmine di entrambe è il tasso-ghiro-pollo che tenta di sottrarre alla protezione di Gabriele la più bella delle prostitute, sventolandole sotto il naso (e sotto il resto) soldi piscina e quadri; già solo la punizione che viene inflitta a lui e a lei vale da sola il prezzo del volume. Così come meritano, in tempi in cui agli autori mancano la fantasia ed il coraggio, le cinque paginette del capitolo “Che cosa fareste a Valeria?”: Gabriele e i suoi compari, approfittando del turno di chiusura del privé, guardano “un blob di filmati, filmini, filmazzi” e decidono insieme cosa fare a questa Valeria, “la famosa attrice culona”. Non entrerò nei dettagli perché qualche bambino novenne potrebbe leggere questa pagina (internet, oltre che il più terribile instrumentum diaboli, è la cosa più democratica e quindi stupida che esista), e pretendere di far la medesima cosa alla fidanzatina delle elementari, oggigiorno scuole primarie. Alla fine la mangiano, ed è il minimo.
    La soluzione non deve sorprendere perché Camillo Langone, a chi lo conosca di persona o solo attraverso i suoi scritti, appare persona compiuta e completa. Sui giornali coi quali collabora (e che di tutti gli habitués di questo sito io soltanto, temo, leggo: Il Foglio, Il Giornale, Panorama) si occupa delle uniche faccende che rivestano una qualche importanza a questo mondo (letteratura, gastronomia, erotismo e religione), senza tracciare distinzioni stabili né compartimenti stagni fra le quattro. In Scambio Coppie, appunto, Gabriele legge con la medesima passione gli annunci più o meno promettenti (“Veronica accompagnatrice massaggiatrice 24 anni italiana, se ti senti un po’ solo e non sai cosa fare, chiamami, io sono come tu mi vuoi, dolce o aggressiva, NON TE NE PENTIRAI”) e i capisaldi dimenticati della letteratura nostra (Del modo con cui il duca Valentino mise a morte Vitellozzo Vitelli, Oliverotto da Fermo, il signor Pagolo e il duca Gravina Orsini) nonché i Pretesti per una requisitoria manzoniana con dedica autografa di Mino Martinazzoli. Risponde alle insulse domande dei clienti (“Ma almeno ci sono delle single?”) mentre lascia rosolare il pollo alla potentina, abbevera della propria orina una spregiudicata volontaria e stappa disinvolto un Aglianico Terre al Monte o un Vigna delle Lepri “di quattro o cinque anni”. Non si affeziona a diafane modelle ma a donne realmente esistenti (tanto che io medesimo le vedo e le adoro affacciandomi sulla via Emilia) come ad esempio “Miss Tortello, bionda abbagliante, platinata come poche, insegnante di aerobica dalle parti di Modena, che nonostante la professione e i ventisei-ventisette anni ha già dei fantastici rotoli intorno alla vita, senz’altro il ricordo di allegre mangiate a base di cotechini e zamponi”.
    Resta la religione, ma va necessariamente affrontata con un discorso più ampio. Quando in tempi non sospetti espressi la mia speranza (che Langone, come sa chi lo segue, condivideva appieno sin da quando io avevo quindici anni) che il dolce conservatore Ratzinger diventasse Papa, vi fu chi commentò: “Non credo proprio”, non solo dimostrando di avere poco intuito storico ma specificando che era tempo di una Chiesa che si facesse madre accogliente e sbracata cessando di considerare i divorziati, i fedifraghi, gli omosessuali, gli onanisti incalliti, i dilettanti del sesso di gruppo, etc., quali dei banali peccatori. Alla stessa stregua, ogni volta che il Papa si mostra ben a ragione preoccupato per l’ancora ardua rievangelizzazione dell’Europa, al termine delle magistrali lezioni che il Pontefice tiene dal soglio c’è sempre il fessacchiotto (generalmente un giornalista, o peggio ancora un intellettuale filosofo) che si alza e dice: “Però mi aspettavo un’apertura sulla morale sessuale.”
    Ora, stando a costoro la Chiesa è un’organizzazione plurisecolare gravata dell’unico compito di vigilare che mi sia impedito di toccare eventuali amichette lì dove (non) vorrebbero, e che quando vado al bar io pensi al caffè e non alla cassiera: quest’atteggiamento è invero disonesto. Se si andasse un po’ meno nelle università e un po’ più nelle chiese ci si renderebbe conto di pochi dettagli banali: che il corpo è al centro della preghiera cristiana, con tutto quel gran parlare di maternità virginale, frutti del seno, ventri e grembi; che celebriamo l’avvenuta redenzione in un corpo, coperto solo da uno straccio, che in certe raffigurazioni moverebbe a pietà anche gli eutanasisti più entusiasti (sì, è quasi un anagramma); che la salvezza del genere umano ha origine nel momento in cui Adamo ed Eva si accorgono di essere nudi e si coprono di frasche alla bell’e meglio. Sempre a Modena, tanto per restare in tema, alla chiesa della Pomposa un quadro barocco raffigura nell’angolo una signorina senz’indumento alcuno che, dalla penombra del purgatorio, ascende violentemente alla gloria eterna: l’artista ha curato con attenzione che la sua pelle fosse un giglio delle valli, i suoi occhi fossero colombe, le labbra un nastro di porpora e i piccoli seni due cerbiatti saltellanti - secondo quant’è scritto nel Cantico dei Cantici, libro canonico ed erotico.
    La verità è che, secondo San Giovanni, siamo tutti inevitabilmente peccatori, anche il Papa: dieci ore dopo la morte di Giovanni Paolo II, gli esibizionisti stavano preparando gli striscioni SANTO SUBITO mentre le persone serie erano inginocchiate a pregare Dio “per la remissione dei peccati del Santo Padre”. Camillo Langone ha il talento di intuire la distinzione che conta agli occhi di Dio e la mette in bocca al protagonista/narratore, appesantito dai coiti reiterati e dalla crapula quotidiana, con l’arguzia di un eremita provato da quaranta giorni di digiuno; l’ultima pagina del romanzo più di ogni altra merita di essere letta, meditata, imparata a memoria, antologizzata sempiternamente, propagandata con ogni mezzo, cucita a lettere d’oro oppure stampata a scudisciate sul corpo dell’amata - e io la trascrivo qui per la sua prosa salda, incontrovertibile, tagliente:


    Qualche cuore semplice potrebbe pensare, dopo uno sguardo molto superficiale al libro, che io sia un libertino o qualcosa del genere. Niente di tutto ciò. Sono un cattolico romano praticante, così come gran parte delle prostitute e prostituti che ho conosciuto nella mia attività. Non parliamo poi di trans e femminielli, fedeli alla Madonna in maniera commovente. (…) Il peccato è un mezzo privilegiato per accedere al sacro. Se un uomo si pone davanti a Dio privo di colpe, niente in lui può essere messo in discussione. Niente peccato uguale niente confessione e niente preghiera. Non a caso Santa Madre Chiesa ha sempre visto nei grandi peccatori interlocutori privilegiati rispetto alla gente perbene. Molti splendidi santi (…) prima di consacrarsi a Dio hanno consumato i brevi anni della loro giovinezza rotolandosi nel fango. Solo uomini consapevoli della propria natura, miserabile e parziale, possono salvarsi. Gli altri, i soddisfatti di sé, i tranquilli con la propria pseudo-coscienza, sono carne con un prezzo ma senza valore nel grande macello del mondo.


    allineato e coperto: L'alta pornografia del cattolicissimo Langone



    Ultima modifica di Supermario; 28-11-09 alle 13:34

  6. #6
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    Exclamation Rif: L'alta pornografia del cattolicissimo Langone

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Perchè, scusa? Il fatto che sia del Foglio non vuol dire che sia un "ateo devoto". Langone è cattolicissimo. E peccatore.

    Vedi Florian il fatto che si definisca catttolico non conta. Dopo un certo concilio, si è perso la dimensione propria del cattolicesimo che è il senso del sacrificio, del memento mori, del disprezzo del mondo e delle sue concupiscenze. Ora Langone, forse inconsciamente, pur definendosi tale, è affascinato dal luccicio dellla mondanità: cibo, pseudobellezza estetizzante, mode indecenti ecc... Non dico che sia l'unico, ma il suo programma di restaurazione s'infrange sull'incoerenza fra ciò che dice e ciò che fa.

    Certo che le prostitute e i peccatori possono ottenere la misericordia di Dio, a patto che cambino vita. In Langone come in molti cattolici conciliari c'è la sensazione che si possa passare dallo status di pubblico peccatore a quello di fedele senza far morire l'uomo vecchio del peccato. Quando Gesù non condanna l'adultera non le dice: Va' continua a peccate, poi magari torna e pentiti di nuovo".

    Ecco perché non si può legittimare alcuna forma di indecenza anche nel vestire o nel parlare. Chi è caduto in tale abisso di abiezione deve risalire verto l'alto attraverso una vita di ascesi e mortificazione fisica e spirituale. Langone e quelli come lui trattano questi aspetti fondamentali del Cattolcesimo con noncuranza e scherzano col fuoco della triplice concupiscenza.

    In questo vedo il copyright dell'ateismo devoto di Ferrara: utilizzare il Cattolicesimo per scopi criptorivoluzionari.ncav: In questo ha ragione Marco Pannella, Ferrara e i suoi non sono cambiati di una virgola: Vogliono affossare la ControRivoluzione, svuotandola dal di dentro, rendendosela amica e schernendola. Langone fa parte dell'ingrqanaggio perverso.

    Ciò non significa che non vanno sfruttate le iniziative del Foglio, ma il loro è un conservatorismo spurio, fatto di ambiguità mondialiste e slanci pseudopapisti. A un certo punto Ferrara - quando penserà di aver raggiunto lo scopo - si rivelerà per questo che è sempre stato. Ma avrà un'amara sorpresa, perché i soldati di Cristo Re non sono fessi.

    La Destra di Dio sta nascendo come la nuova Civiltà Cristiana sulle rovine della Modernità politica. L'opzione dei Ferrara e dei Langone tenta di frenare o ritiardare questo avvento, ma invano. Non si può mettere un freno alla Mano di Dio
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  7. #7
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    Predefinito Rif: L'alta pornografia del cattolicissimo Langone

    Citazione Originariamente Scritto da vandeano2005 Visualizza Messaggio
    Non si può mettere un freno alla Mano di Dio
    Allora stai comodo, rilassati e goditi l'inevitabile direzione delle cose.

  8. #8
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    Predefinito Rif: L'alta pornografia del cattolicissimo Langone

    Sento tanfo di puritanesimo.
    Di ideologismo apocalittico.
    Di eresie millenariste.
    Di smunti predicatori di uno pseudocristianesimo esangue e isterico.

  9. #9
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    Predefinito Rif: L'alta pornografia del cattolicissimo Langone

    Citazione Originariamente Scritto da vandeano2005 Visualizza Messaggio

    Certo che le prostitute e i peccatori possono ottenere la misericordia di Dio, a patto che cambino vita.
    Elemento oserei dire imprescindibile.
    Siamo tutti peccatori - nessuno di noi può scagliare la pietra dello scandalo! - ma pur nell'umana imperfezione dobbiamo necessariamente muoverci per riacquistare, se non uno stato di purità assoluta e santificata, quella disposizione dello spirito verso la decenza, la probità, attraverso lo spirito di sacrificio. Il perdono non si ottiene nella consapevolezza deliberata di voler tornare nel peccato.

  10. #10
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    Predefinito Rif: L'alta pornografia del cattolicissimo Langone

    Citazione Originariamente Scritto da Huxley Visualizza Messaggio
    Allora stai comodo, rilassati e goditi l'inevitabile direzione delle cose.
    Sono persone come te che rendono inevitabile tale direzione. Un pò di nerbo, insomma!

 

 
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