Tratto da "VENTO DI RIVOLTA"-Bollettino militante di FNCT
Proprio nel mese di Aprile, a sessant’anni dal crollo del sogno rivoluzionario, sentiamo la necessità di definire, puntualizzare, esaltare e condannare il fenomeno che nel novecento s’è contraddistinto per la sua originalità ed italianità: il Fascismo.
La necessità di mettere i, cosiddetti, puntini sulle “i”, su questa pagina della Storia e nostra eredità culturale e sentimentale, nasce dall’esigenza di dover dare una risposta netta e definitiva all’ agghiacciante domanda : Siete Fascisti ?
In totale serenità d’animo la risposte è tersa e cristallina: NO.
Certo, da questo a schierarci nelle fila dell’antifascismo o della recriminazione in toto del fenomeno ce ne vuole, e parecchio. È fortemente improbabile che dalle nostre bocche potrà uscire mai una definizione simile a “Fascismo = Male Assoluto”, che di per sé è, terminologicamente, contraddittoria (Sant’Agostino si rivolta nei cieli per l’ignoranza di tale Assunto), ed, in secondo luogo, non tiene conto di quelli che furono i nemici del Fascismo (comunismo, massoneria e liberali), che, dal nostro punto di vista, rappresentarono e rappresentano manifestazioni realmente demoniache. Questo vuole essere un invito a qualche personaggio al chiarimento ideale.
Intanto, il Fascismo fu una delle più grandi ed inquadrata reazione ai nuovi assetti politici e sociali della modernità. Fu un freno, per quanto gli fu possibile, alla degenerazione odierna.
Il Fascismo fu spontaneismo, vitalità, Gioventù, volontarismo. L’uomo che veniva proposto ed agognato doveva essere forte, vivo, appassionato, fedele, coraggioso, padrone di se stesso e d’onore. Il cardine del Dovere e del rispetto per la parola data fa la differenza tra l’Uomo e lo Squallido invertebrato. Il Fascismo voleva insegnare agli Italiani ad essere Veri uomini. Il prototipo del Fascista è simile al prototipo del Cristiano. È ciò non può fare Altro che trovarci concordi.
Il Fascismo insegnava agli italiani i valori della Patria e della Famiglia, dell’amore per la terra e per il lavoro. Anche questi sono punti cardine del nostro pensiero.
Il Duce cercò d’instaurare un sistema sociale, il corporativismo, atto a superare le dicotomie e le discriminanti di classe, per far convogliare tutti i lavoratori nella cosciente ed organica partecipazione della cosa pubblica e dell’equa distribuzione della ricchezza. Il sistema corporativo vietava la disparità sociale, lo sperpero e l’arricchimento spropositato.
Non possiamo fare altro che esserne d’accordo.
Il Fascismo fu antimaterialismo. Fu Idea e Trascendenza. Fu il riconoscimento che l’individuo “numero” deve essere considerato per il suo reale status di Persona.
Nel porre la domanda se siamo Fascisti c’è una volontà di non volerci inquadrare per quella che è la nostra identità propria ed autentica: il FORZANOVISMO.
Forza Nuova non è in filiazione diretta col Fascismo, ma al massimo lo è col Neo-Fascismo, sia italiano che europeo. All’interno dell’ Area, con la fine della guerra ci fu un processo di rielaborazione d’idee non indifferente. I settori più radicali cominciarono a sentire l’etichetta Fascista un po’ troppo stretta. Il Neo-Fascismo si aprì ad una Visione del Mondo, sarcasticamente, nuova: La Tradizione.
Con il dopo Guerra l’esigenze spirituali cominciano a prendere forma in maniera molto più forte. Il contesto politico e culturale fra le due metà del Secolo è totalmente cambiato, se non stravolto. La constatazione di Evola d’aver trovato un “mondo di rovine” , al ritorno in Italia, è calzante. L’interrogativo se esistono, o no, ancora uomini capaci a stare sopra di esse è grave come un macigno. Il Neo-Fascista comincia a smitizzare l’infallibilità, un po’ troppo pompata e retorica, del Duce per convolare verso miti più autenticamente umani, inflessibili e veri come C.Z. Codreanu. Renzo De Felice,lo storico, questi passaggi culturali li avverte e ce ne parla.
Il Neo vuole scovare le radici del suo essere politico, sociale e spirituale. Non si limita alla politica del contigente, ma vuole una contestualizzazione trascendentale del suo agire.
Ci si apre al mito ed alla fantasia. I giovani non portano più i simboli dei passati regimi ma le atemporali croci celtiche.
Il disprezzo verso ogni forma di conservazione, democrazia ed autoritarismo si accentua. Il borghese, il conservatore, il giustizialista ed i militari vengono ideologicamente squalificati. Il Neo è, spesso, sostenitore delle rivoluzionari socialiste che incendiano gli anni del dopo guerra. L’ M.S.I., nella sua ipocrita politica da cane da guardia del Sistema, non seppe convogliare i nostalgismi per un vecchio Regime verso le necessità della “nuova Gioventù”.
Il Neo non accetta più come riferimento culturale Gentile, filiazione di Hegel. Considera l’Idea immanentistica del Divino nello Stato e la sua conseguente divinificazione una perversione.
Il Neo è convinto che il Fascismo abbia sciupato un’ occasione storica per un progetto ancora più grande: L’Imperium. Il giovane non si riconosce più nella Nazione, considerata frutto della modernità, ma nell’Idea universale.
A ragione, il Fascismo è accusato d’essere stato un Regime reazionario ed accomodante, che ha smesso le velleità di cambiamento per il Potere. Non è un caso se il Neo esalta le istanze iniziali del Sansepolcrismo e il sacrificio finale dell’R.S.I., sperando, di non essere ideologicamente identificato con quei vent’anni di Compromesso e Dittatura.
Forza Nuova prende slancio da queste impostazioni, ritenendo di trovare i suoi genitori in realtà politiche che negli anni settanta furono di reale sintesi politica come Terza Posizione,di cui Fiore fu uno dei Capi.
Forza Nuova è una realtà politica radicalmente, autenticamente e tradizionalmente Cristiana, primo caso nel panorama politico Italiano. Siamo convinti che vi è un impossibilità nel definirci Fascisti tout court, perché, pur essendoci evidenti corollari di contatto, l’intimo corpo delle due impostazioni ideali e dottrinali è di per sé irriducibile e destinato irrimediabilmente allo scontro. È una questione di coerenza.
Tutto ciò per chiarirci con amici e nemici.
Saluti FORZANOVISTI!!
Marco Montalto




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anzi meglio altro)
