«Gentilini, non sono un servo»
Marco Paolini rifiuta l'invito dello sceriffo, ma ringrazia Treviso per il San Liberale
Paolini: «Sono un uomo libero»
Con una lettera aperta (che pubblichiamo all'interno) l'attore Marco Paolini risponde al sindaco di Treviso Gobbo e al suo vice Gentilini che hanno bocciato un'iniziativa dell'assessore alla cultura, Letizia Ortica, circa una lettura di poesie da parte dell'attore. Paolini rifiuta di "andare a Canossa" per le sue vecchie critiche alla giunta leghista trevigiana. «Sono e resto un uomo libero -afferma-. Chiamatemi come volete: comunista o artista padano. Servo no, questo non ditemelo».
di MARCO PAOLINI
Ringrazio tutti dell'attenzione e dell'amicizia, sto benissimo grazie e non mi sento per niente discriminato, anzi.
Alla faccia dell'ostracismo sono stato invitato a Treviso per ben due volte dall'Amministrazione comunale nel corso della settimana scorsa. La prima volta dall'assessore alla Cultura, gentile signora Ortica, per leggere le poesie di Calzavara; la seconda volta dal Vicesindaco Gentilini per una seconda proposta, venire in Comune per ascoltare da lui la spiegazione sui miei torti passati e, dopo aver ammesso quei torti, andare a bere un prosecco insieme.
Entrambe le proposte sono ragionevoli e non capisco tanto perché per arrivare a formulare la seconda si sia dovuta buttare alle ortiche la prima. Che sia dipeso da problemi di giunta che mi auguro risolti?
Non ho mai dato per scontato che qualcosa sia cambiato col tempo nella distanza tra le posizioni politiche dell'Amministrazione comunale di Treviso e le mie. Ho detto pubblicamente alla consegna del premio San Liberale che lo consideravo come un riconoscimento delle parti in commedia e del rispetto delle differenze e delle distanze. Credo che l'invito del gentile Assessore Letizia Ortica tenesse conto di tutto questo, così come da parte mia non avevo immaginato altro che una occasione per ricordare alla città un poeta concittadino misconosciuto ai più.
L'occasione è persa e credo che la seconda proposta (prosecco incluso), anche se simpatica non valga la prima, non per me, non per il Vicesindaco, ma per la città.
So che per certi aspetti ogni situazione tragica ha dei risvolti di commedia e mi piace ridere di tutto, anche di me stesso. Non si offenda signor Vicesindaco, ma l'unico modo di prendere insieme un prosecco in piazza sarebbe di stare tutti e due in mutande e allora si faremmo vendere i giornali. E io invece vorrei che smettessero di parlare di questo.
Capisco le ragioni della telenovela a puntate sulla stampa e ne apprezzo anche molti contenuti, ma ho fatto di tutto finora per non diventare una bandiera e restare un uomo libero col diritto di sbagliare.Chiamatemi come volete o come vi serve: Comunista o Artista Padano a seconda delle occasioni, fate voi. Servo no questo non ditemelo, che servo non sono e non accetto padroni, né Dio. Quello che sono lo so solo io, quello che faccio si può vedere e giudicare. L'importante per me non è dire quello che penso, ma pensare a quel che devo dire e fare. Le idee sono mie e ad alcune sono anche affezionato, ma anche il pubblico che ho davanti ha le proprie idee e vi è, credo, altrettanto legato. Allora per rispetto io non cerco di cambiare né giudicare le idee nella testa degli altri, cerco solo di ragionare sulle cose, raccogliendo e raccontando storie che divertano, provochino, muovano a commozione e facciano pensare.Per rispetto cerco di limitarmi alle storie e lasciar perdere le chiacchiere, non cerco di rendermi simpatico o antipatico per vocazione o per pura provocazione. E anche se continuerete a parlare di quello che sono, è con quello che dico e che faccio che vi toccherà confrontarvi.
Chiedo scusa della presunzione, di tutte le volte che con il mio lavoro non sono riuscito ad arrivare fino in fondo, ad essere abbastanza bravo, sveglio, rapido, umano, efficace, ma ci proverò ancora e ancora.
Cittadini grazie, grazie ancora del premio San Liberale, non lo considero un premio alla carriera, sono ancora un attore, sono solo un attore, ma farò la mia parte.
SANI.
E questa sarebbe la Lega?




Rispondi Citando
che intendi dire? A parte che qui si sta parlando di un personaggio quantomeno "anomalo" cioè Gentilini....e non della lega tutta...ma non capisco se la tua espressione è denigratoria o che? se è la prima ipotesi, ti chiedo se te l'hai seguita tutta la faccenda che ha portato al comportamento di Gentilini nei confronti di Paolini, perchè se l'hai seguita deve esserti sfuggito qualcosa, se non l'hai seguita allora ti dico che Gentilini ha non una, ma mille di ragioni per essersi comportato così
