![]()
The Action Man
Posted Sunday, May 8, 2005; 1.15 BST
ROME
For Veltroni, the best way to run a city is to be seen and heard — as often as possible. "He's always among the people," says Francesca Filippi, who's covered city hall for 15 years for the Rome daily Il Messaggero. "You don't meet anyone who hasn't met him somewhere, sometime. He's literally everywhere." Veltroni even makes a cameo appearance in Ian McEwan's new bestselling book, Saturday, when the protagonist flashes back to a fond memory of "a quiet, civilized man, with a passion for jazz" opening a medical conference in Rome.
Veltroni, a member of the Left Democratic Party, became Rome's second directly elected mayor in 2001. Before the introduction of direct elections in 1993, the city council chose the mayor, encouraging a culture in which ambitious politicians devoted more energy to backroom wheeling and dealing than to making their voices heard in the piazzas. That could never be said of Veltroni, whose childhood hero, Robert F. Kennedy, inspired his career in public service. On his watch, the city's cultural life is flourishing, public services are improving — and Romans are giving him credit for it. Holding free concerts at the Colosseum every year — featuring superstars like Paul McCartney and Simon and Garfunkel — has been a huge hit.
Veltroni has his opponents. Antonio Tajani of the Forza Italia party admits this kind of event is effective, but insists Veltroni is more show than substance. He's neglected more serious issues, Tajani argues, most notably the city's growing public debt, which has climbed from less than €6 billion to around €7 billion since Veltroni took office. "His popularity is ephemeral," says Tajani. "He is more concerned with promoting his public image than resolving the real problems of the city."
Veltroni defends his handling of city finances, noting the city maintains a top municipal credit rating. And he is convinced that his brand of up-close-and-personal politics is essential to restoring a sense of community and common purpose in big cities. "This is actually the way to govern," he says. "It's important that the people have actual physical contact with their mayor. This is a way for people to participate in the civic life of their community."
--------------------------
MILANO - Cinque sindaci europei, cinque «big city bosses», tra i quali, primo a sinistra sulla copertina di Time Europe , spunta il volto sorridente di Walter Veltroni, primo cittadino della Capitale.
Sono «i sindaci che hanno fatto la differenza», quei giovani politici che stanno cambiando le grandi metropoli europee e spesso raggiungono gradi di popolarità superiori ai primi ministri. È il caso di Walter Veltroni che, dice Time , ha «un tasso di popolarità tra il 60 e l’80 per cento, mentre Prodi e Berlusconi lottano per arrivare al 50%». Ma anche dei colleghi europei ritratti insieme a lui: Ken Livingston (Londra), Annika Billstrom (Stoccolma), Klaus Wowereit (Berlino) e Bertrand Delanoë (Parigi).
Politici che hanno applicato il motto di Fiorello LaGuardia, leggendario sindaco di New York, dal ’34 al ’45: «Non ci sono modi repubblicani, democratici o socialisti di pulire una strada o di costruire una fogna: c’è solo un modo sbagliato o uno giusto». E questi cinque sindaci, dice Time , abbracciano una filosofia simile: pragmatismo e slancio innovativo contro le vecchie ideologie e partigianerie.
Veltroni è omaggiato con particolare entusiasmo dal magazine statunitense, che descrive una sua «typical working day», una giornata lavorativa tipo: la mattina visita all’ospedale dei bambini, nel pomeriggio al centro di accoglienza dei senzatetto e più tardi un saltino in una clinica di riabilitazione. È un Veltroni ubiquo quello descritto da Time , un sindaco a cui piace stare in mezzo alla gente. I romani, dice il settimanale, lo chiamerebbero (anche se in realtà non risulta) «plumber», ovvero idraulico, per la sua capacità di risolvere i problemi e per il suo spirito concreto. E quando l’«idraulico» non c’è, al suo posto intervengono i suoi pony express della solidarietà, che «consegnano cibo e medicine agli anziani» o controllano i bambini.
Veltroni, ricorda Time , si ispira al suo eroe da bambino Robert F. Kennedy e nella sua opera di governo ha «migliorato i servizi pubblici, «promosso concerti gratuiti al Colosseo, tra i quali quelli di Paul Mc Cartney e Simon and Garfunkel, ottenendo grandi risultati». Un vero e proprio «action man», come lo definisce il settimanale, presente persino nell’ultimo libro di Ian McEwan, «Saturday», in un cameo che lo disegna nella memoria del protagonista come «un uomo quieto, civile, con una passione per il jazz».
Qualche nota critica è affidata ad Antonio Tajani che spiega come Veltroni sia «più show che sostanza» e come «la sua popolarità sia effimera». E poi, aggiunge il deputato di Forza Italia, «ha fatto crescere il debito pubblico della città». Ma l’ultima parola è per Veltroni, che ricorda come la città abbia mantenuto il suo «top municipal credit rating».
Parole d’elogio anche per Ken «il rosso» Livingston, «the traffic cop» di Londra, che ha ridotto del 30 per cento il traffico a Londra. Annika Billstrom è chiamata «la costruttrice», per il suo piano di 20 mila nuovi alloggi per gli stoccolmesi. Klaus Wowereit, «the glamour guy», è il sindaco che ha fatto di Berlino una città set ( The Bourne Supremacy e Mission Impossible III ) e ha attirato 6 milioni di turisti nel 2004, il 19 per cento in più del 2003. Ultimo capitolo per Bertrand Delanoë, che a Parigi ha ispirato l’annuale «Notte bianca», aumentato gli spazi verdi in città e creato la «spiaggia» sul lungo Senna.
Alessandro Trocino




Rispondi Citando
