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  1. #1
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    Predefinito Proliferazione micotica di metropoliti et altri

    Guardando il sito del Cesnur ho trovato che due pseudo-chiese ortodosse in Italia, cioè la Metropolia patriarcale di Aquileia e la Chiesa Ortodossa d'Italia ( le chiamo pseudo in base ai criteri di 'riconoscimento' che erano dati in qualche 3d precedente ) hanno, per un breve periodo, avuto una traiettoria comune con la Chiesa Ortodossa Greca del Vecchio Calendario. Partendo dal presupposto, naturalmente confutabile, che non siano chiese 'affidabili', nel senso di riconosciute ( dalla Chiesa e quindi dalla Sua tradizione ), mi piacerebbe sapere, non tanto come questo sia possibile ( cosa di per sè abbastanza ovvia ), quanto se ci siano modi e metodi, alla luce di quanto avvenuto, all'interno della Vostra Chiesa, per evitare tale proliferazione micotica di strutture che vantino successione apostolica e quindi possano vantare al pubblico una qualche credibilità. Che le persone siano attaccate agli scranni non mi è nuovo, ma quando lo scranno è quello vescovile vorrei pensare che un certo feedback sulla persona stessa ci sia già stato e quindi che tale persona poi non vada a fare la scheggia impazzita all'interno dell'ortodossia italiana, non certo rinforzandola.

  2. #2
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    Possibile che non ti abbia risposto nessuno ?

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Zmajcek
    Guardando il sito del Cesnur ho trovato che due pseudo-chiese ortodosse in Italia, cioè la Metropolia patriarcale di Aquileia e la Chiesa Ortodossa d'Italia ( le chiamo pseudo in base ai criteri di 'riconoscimento' che erano dati in qualche 3d precedente ) hanno, per un breve periodo, avuto una traiettoria comune con la Chiesa Ortodossa Greca del Vecchio Calendario. Partendo dal presupposto, naturalmente confutabile, che non siano chiese 'affidabili', nel senso di riconosciute ( dalla Chiesa e quindi dalla Sua tradizione ), mi piacerebbe sapere, non tanto come questo sia possibile ( cosa di per sè abbastanza ovvia ), quanto se ci siano modi e metodi, alla luce di quanto avvenuto, all'interno della Vostra Chiesa, per evitare tale proliferazione micotica di strutture che vantino successione apostolica e quindi possano vantare al pubblico una qualche credibilità. Che le persone siano attaccate agli scranni non mi è nuovo, ma quando lo scranno è quello vescovile vorrei pensare che un certo feedback sulla persona stessa ci sia già stato e quindi che tale persona poi non vada a fare la scheggia impazzita all'interno dell'ortodossia italiana, non certo rinforzandola.
    Le realtà cui fai riferimento sono "legate" alla nostra Chiesa nella misura in cui i loro due "ideatori" sono stati membri della nostra Santa Sinodo.
    Quindi mai stati, come realtà ecclesiastiche, in comunione con noi.
    Le schegge impazzite, purtroppo, esistono da ogni parte, e non esiste un modo - giuridico - per impedire loro di inventarsi quello che vogliono (vale tanto per l'Ortodossia che per altre forme aggregative - anche in politica, o nella società civile in genere). Stà all'acume di chi si imbatte in esse comprendere e discernere.
    C'è da dire che da "fratture" interne ad alcune realtà sono anche nate esperienze interessanti ed utili, vero Xenia?
    L'importante è, a mio avviso, per quanto riguarda noi Ortodossi, l'ortoprassi.
    Attenzione però ad un dettaglio non da poco. A differenza dei cattolici romani per gli Ortodossi vale un principio che ti esplicito in maniera comprensibile immediatamente. Io sono Presbitero, perchè in comunione con il mio Vescovo e lui è tale perchè nella comunione con la Santa Sinodo.
    Se io dovessi "staccarmi" dal mio Vescovo non resterei, a differenza dei latini "sacerdote in eterno". Tornerei allo stato di laico.
    Questo rimuove, conformemente alle indicazioni dei Santi Padri il problema creato dalla teologia occidentale sulla validità o meno dell'opera del sacerdote che celebra o amministra un sacramento dopo essere stato sospeso ecc. ecc..
    L'argomento meriterebbe, certamente, più lunga ed approfondita discussione, spero, possa, questa risposta, essere stata almeno chiarificatrice.
    p. Nicola

    p.s. è evidente che, fuori da un contesto, ed ancor più se deposto ecc. ecc. non c'è più alcuna successione...

  4. #4
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    Il nostro Metropolita e la nostra Sinodo, in tempi passati, hanno accolto (per troppa bontà, dico io) alcuni vescovi italiani ortodossi per regolarizzare in qualche modo la loro posizione. Tra questi il "Metropolita" Evloghios di Milano. il "Metropolita" Antonio de Rosso è stato ordinato Vescovo da noi. Ambedue hanno preso le loro vie ed io non ne so le precise ragioni perchè a quell'epoca non ero vescovo, ma so che riteniamo spesso inutili deposizioni e condanne, che sfociano sempre in scandali e non risolvono niente. Per cui preferiamo la formula "non fanno più parte della nostra Santa Sinodo". Il nostro Metropolita dice che da questi casi ha avuto molto dolore e non vuole nemmeno ricordarli.
    Certo è che la loro storia è del tutto poco lineare ed è difficile a ricostruirsi.
    Certo è che attualmente possono assomigliare più a "vagantes" che a membri di una vera Sinodo, ma ovviamente loro dicono il contrario ed io non ho elementi per contraddirli. Sono certo Chiese "fai-da-te". Potrebbero riunirsi a noi ma ci vorrebbe umiltà, riconoscimento di errori, volontà di sottoporsi ad una disciplina ecclesiale vera. D'altra parte non sta a noi trinciare giudizi. Come disse Gamaliele dei Cristiani: se è da Dio nessuno potrà distruggerli, se non è da Dio finiranno. Sarà il loro futuro il giudizio di queste realtà. Come sarà il giudizio sulla mia diocesi. Se abbiamo costruito per Dio e per la Chiesa le nostre realtà dureranno oltre noi. Se abbiamo costruito solo per noi stessi finiranno con noi ed è bene che sia così. Vuol dire che abbiamo ceduto alla tentazione di cercare piuttosto onòri che òneri di servizio a Dio ed alla Chiesa.

    Devo dire che io sono, ad esempio, assai preoccupato per i pochi monaci che siamo nel Monastero di San Serafino e continuamente mi interrogo su quali possono essere i miei torti in questo. Non ha senso rimproverare gli altri per i loro errori. E' meglio interrogarci sui nostri. Ci rende umili ed è, in ogni termine, più produttivo.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da padre Nicola
    L'argomento meriterebbe, certamente, più lunga ed approfondita discussione, spero, possa, questa risposta, essere stata almeno chiarificatrice.
    p. Nicola
    Effettivamente l'approccio di p. Nicola è corretto.
    Tuttavia il principio non viene spesso assunto a 360 gradi.

    Il metodo giuridico è sicuramente una soluzione. Attenersi ai canoni disciplinari è importante (vedi: Concili Ecumenici www.italiaortodossa.it) ma sappiamo anche che, storicamente, è stata applicata "l'economia" per risolvere questi problemi... Aspettiamo a giudicare...

    Essendo l'ortodossia presente in Italia come "chiesa della diaspora" e quindi non avendo organismi univoci di gestione, è abbastanza normale riscontrare certi personalismi...

    Ovviamente alla base di queste iniziative vi è sempre una "teoria" anche condivisibile, ma è il come la si persegue che è squalificante.

    Buon metodo quello della classificazione degli ortodossi che si realizza in America inmodo da sapersi un po' disdricare in mezzo a mille denominazioni.
    In esso si classifichiamo le organizzazione ecclesiastiche il tre categorie:

    - In Comunione: (cioè in comunione con il Patriarcato di Costantinopoli e gli altri Patriarcati; in Iatlia detti anche "canonici")

    - Non in Comunione: (cioè coloro che non sono espressioni di realtà ecclesiastiche dissidenti dalle chiese ufficiali pur mantenendo l'omologia e la tradizione ortodossa; in Italia detti anche "Non Canonici" per il fatto che non si sottomettono ai canoni disciplinari ecc...)

    - Nominali: (sono quelle chiese e organizzazioni che si fregiano del nome di ortodossi ma che in realtà non praticano ne insegnano la fede ortodossa. Questi ultimi sono proprio liberi. Trovi di tutto: riti vari o inventati, musicisti drogati venerati come santi..; sacerdozio femminile; "patenti ecclesiastiche" fornite per posta attraverso richiesta scritta e lauto compenso... Cavalieri del santo sepolcro e compagnia cantante...)

    Tutto ciò non ci deve stupire se vogliamo una società che preveda la "libertà di culto" "libera chiesa in libero stato".

    Anche in Italia abbiamo questi fenomeni e non solo nell'ortodossia. Certo in questa, essendo minoranza, 10 avventurieri sono un numero considerevole. Ma se guardiamo anche le altre religioni, cattolici per primi, ci accorgiamo che nel sottobosco parrocchiale vi si trovano movimenti e iniziative di certo non in linea con il Vaticano... Questo fenomeno è meno evidente ma non meno dannoso su quanti lo sperimentano: Culti di statue, opinioni escatologiche, gruppi sincretistici, sacramenti usati come portafortuna o invenzioni di questi, e cose simili...

    Alta la guardia quindi almeno per indicare palesi errori dottrinali di fede e di prassi.

    Applichiamo quindi la classificazione americana all'Italia:

    In Comunione: (scrivo i patriarcati di appartenenza):

    - Costantinopoli (sede a Venezia)
    - Mosca (sede italiana francavilla – taranto e a Bari)
    - Bucarest (Sede a Massa Carrara)
    - Belgrado (Sede a Trieste)
    - Chiesa autocefala polacca. (Sede in Sardegna)

    Non in Comunione: (scrivo i nominativi Italiani)

    - Chiesa Ortodossa in Italia (http://web.tiscali.it/chiesaortodossa/) Sede in Apriglia. Fondata con atto notarile (negli anni ’80-’90 ???) in reità non ha sviluppato un vero seguito in Italia

    - Metropolia di Milano e della Logombardia (http://xoomer.alice.it/elia1960/) Sede a Milano. Questa organizzazione si è poi affermata nella moltiplicazione dei vescovi sia in Italia che all’estero… come se l’episco .pato fosse una carica esclusivamente personale tipo i commendatori. ormai in italia è pochissimo incisiva...

    - Diocesi di Nora (Cagliari) e Diocesi di Luni (Pistoia) appartenenti alla Chiesa "Sinodo dei resistenti (Metropolita Chiprianos) - http://www.cesnur.org/religioni_ital...odossia_12.htm ; http://www.cristianiortodossi.it/


    - Alcuni vescovi usciti dall’organizzazione della Metropolia di Milano e della Logombardia hanno provato ad organizzare del clero. Più rilevante è una diocesi con sede in Sicilia.

    Nominali:

    - Ovviamente lascio a voi di ricercare quelle organizzazioni che pur partendo da più o meno solide realtà ortodosse hanno poi fondato iniziative improponibili.
    Una per tutte la chiesa precalcedonese organizzata dal Giacomo **** che ha inserito il sacerdozio femminile (dato ai suoi congiunti) e tutto per essere vescovo sposato... una lettera in america a quelle organizzazioni fatiscenti e subito fior fiori di diplomi e attestati...

    - Metterei dentro a questa categoria anche le due iniziative (da me conosciute) di cavaglierato "Ortodosso" onorificenze non leggittime ne lecite che vengono distribuite a coloro che le richiedono, aldilà del proprio credo, in camio di offerte consistenti...

    Ovviamente molte di queste realtà sono ai confini ... dispiace avvicinarle con quelle più serie che possono essere definite, sì, scismatiche ma sicuramente amanti dell’ortodossia e quindi praticanti l’ortodossia.

    Per contro si trovano ovviamente nelle chiese ufficiali elementi che magari non sono proprio edificanti… Ma questa è un’altra storia.

    Non si pensi però che queste realtà dissidenti non vengano invitate alla comunione e si cerchi solo di condannarle. Forse ultimo di questi atti di apertura verso la diocesi di Luni con a capo p. Silvano è stato formulato dal Vescovo Jovan Pavlovic' di Zagabria e Lubiana e Italia per il Patriarcato di Belgrado. Vedi:
    http://www.manastir-lepavina.htnet.h...ieparhije.html
    Nella traduzione in Italiano c'è un errore chiamando il monastero di San Serafino di Sarov con san Stefano di Sarov, ma nell'originale è corretto.

    Ricordiamo infine che i russi “oltrefrontiera” hanno ristabilito la comunione con il patriarcato di Mosca. Frutto di un confronto tra posizioni lecite che trovano oggi finalmente pace.

    Per contro, la diocesi inglese del Patriarcato di Mosca vuole autonomia nel patriarcato di Costantinopoli come i “russi di Parigi” ... tanto per non stare in pace... non conosco la situazione ma penso che la massiccia emigrazione dall'est venga vista dal nucleo storico come una minaccia e non come un ausilio. Forse non vogliono inquinarsi con la massa ignorante degli immigrati e cercano di conservare le loro presunte peculiarità.
    Speriamo che ciò non succeda mai anche in Italia, l'egoismo è una brutta bestia...

    Mirare ai carismi più alti, dice San Paolo … a quelli più alti…
    L’episcopia e la mitromania non penso facciano parte di questi.

  6. #6
    IC XC NIKA
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    certo in italia ci sono troppe realtà se fossimo tutti uniti sarebbe meglio
    praticamente siamo tutti di diverse etnie come nei primi secoli della chiesa
    ma prima o poi si dovranno stabilizzare..

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Mario S.
    Non si pensi però che queste realtà dissidenti non vengano invitate alla comunione e si cerchi solo di condannarle. Forse ultimo di questi atti di apertura verso la diocesi di Luni con a capo p. Silvano è stato formulato dal Vescovo Jovan Pavlovic' di Zagabria e Lubiana e Italia per il Patriarcato di Belgrado. Vedi:
    http://www.manastir-lepavina.htnet.h...ieparhije.html
    Nella traduzione in Italiano c'è un errore chiamando il monastero di San Serafino di Sarov con san Stefano di Sarov, ma nell'originale è corretto.
    Caro Mario,
    tralascio al momento di considerare le altre cose che scrivi per dedicarmi a questo breve passaggio. La lettera del metropolita Jovan che tu hai citato merita infatti qualche attenzione.
    Tu parli di questa lettera come di un atto di apertura verso la nostra Diocesi ed è bene mettere in chiaro che non è affatto così.
    Cosa dice in sintesi la lettera?
    “Abbiamo appreso solo adesso, per mezzo di internet, che l’Igumeno Silvano è passato ad una giurisdizione scismatica dove è stato fatto vescovo. L’Igumeno Silvano aveva provato a farsi fare vescovo da noi, donando alla Chiesa Serba il Monastero di San Serafino di Sarov, ma non è stato consacrato vescovo essendone ritenuto indegno. Quindi ha lasciato la nostra Chiesa, si è ripreso il Monastero che ci aveva donato e, donandolo alla sua nuova giurisdizione di appartenenza, si è fatto fare vescovo…”
    Non voglio farmi prendere dalla tentazione di riferire particolari poco edificanti sulla persona del metropolita Jovan. Veniamo direttamente ad analizzare ciò che si dice nella lettera.

    Nota preliminare: non è affatto vero che il metropolita Jovan ha appreso del nostro passaggio di giurisdizione solo adesso. Fui io in persona ad avvertirlo, nel 1998, che avevamo intenzione di cercare un’altra Chiesa Ortodossa; in seguito al nostro passaggio con la Chiesa Greca Tradizionale fu avvertito per lettera e, mi pare, anche telefonicamente…

    Ma veniamo al succo. Qui si accusa il vescovo Silvano di due cose.
    1. Si dice che l’allora Igumeno Silvano donò il Monastero alla Chiesa Serba, e che se lo riprese poi per donarlo alla Chiesa Greca Tradizionale. Questa si chiama appropriazione indebita ed è un grave reato.
    2. Si afferma che queste donazioni siano state fatte “per avere in cambio l’episcopato”. Questa si chiama simonia ed è un gravissimo peccato.

    Qualora non fosse ancora chiaro, il Monastero di San Serafino di Sarov non è mai stato donato né alla Chiesa Greca Tradizionale, né tanto meno alla Chiesa Serba. Il Monastero è patrimonio della Associazione dei Cristiani Ortodossi in Italia (ACO) ed è inalienabile (ovvero non può essere venduto né donato). E’ quindi evidente che nessuno può aver ricevuto in dono il Monastero come”pagamento” per una consacrazione episcopale.
    Ciò che scrive Jovan nella sua lettera non soltanto non è un gesto di apertura nei nostri confronti ma è anche una gravissima accusa di cui Jovan non ha prove. Tanto è vero che l’abbiamo querelato per diffamazione aggravata. Staremo a vedere cosa farà Jovan a questo punto…

    p. Daniele
    p. Daniele Marletta
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  8. #8
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    Ciao Zmajek,

    per cercare di comprendere la "proliferazione" dei Metropoliti bisogna andare indietro nel tempo, addirittura di qualche decade, e ti posso assicurare che la situazione attuale è molto migliorata.

    La nascita delle due citate realtà è stata differente: una fu per molti anni l'unica giurisdizione non etnica "canonica" in Italia (e formò alcuni degli attuali sacerdoti del decanato moscovita). L'altra invece nacque nel variegato mondo dei cd. "vecchio-cattolici".

    All'epoca l'Italia viveva una situazione da "frontiera" dove i "non-etnici" avevano pochissime possibilità di conoscere e frequentare la Chiesa Ortodossa (Tradizionalista e/o Canonica). C'erano le classiche Chiese monumentali chiuse in se stesse e null'altro, le uniche eccezioni erano date da: due Vescovi Assyri (con una tormentata storia alle spalle), il compianto Archimandrita dei Greci V.Katzanevakis con la sua meritoria opera nel Sud Italia e qua e la delle singole realtà isolate dalle gerarchie e basate sulla buona volontà dei singoli sacerdoti.

    Il merito di aver avuto il coraggio di iniziare una seria opera missionaria va ascritta al movimento tradizionalista (per comodità dei Vecchiocalendaristi) anche se la scelta iniziale delle persone per un eccesso di bontà e fiducia fu catastrofico, comunque a quei tempi la presenza di "gente strana" era ampiamente "bi-partisan" ed inquinava sia i cosiddetti "canonici" che i "non-canonici"; ce ne sarebbe da scrivere un libro ma è meglio lasciar fare al tempo e stendere un velo pietoso.

    Ora la situazione è completamente diversa e non ci sono più spazi per queste avventure essendo sia il mondo dei Tradizionalisti che dei Canonici molto più stabilizzato.

    Purtroppo esisteranno sempre fantomatici vescovi presunto-ortodossi ma ormai sono slittati nel cangiante mondo dei vaganti, (tecnicamente hanno più preti che fedeli e più vescovi che preti).

  9. #9
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    P.S.

    va da se che Mario S. poteva risparmiarsi alcuni passaggi, palesemente falsi, considerato che dell'ordinazione del ns. Vescovo ne ha abbondantemente discusso in questo forum fin dall'inizio ricevendone sempre i chiarimenti del caso.

  10. #10
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    Per precisazione di quanto ha detto il p.Daniele aggiungo:
    1 - avevamo intentato un processo canonico contro il Metropolita Jovan dinanzi al Patriarcato senza ottenere che la cosa fosse nemmeno presa in considerazione: contro i canoni!
    2 - avevamo avvertito il Patriarca Pavle che se non fossero stati presi provvedimenti avremmo chiesto alla Chiesa "dei resistenti" di accoglierci. Nessuna risposta.
    3 - Nell'incertezza (il tutto aveva nell'incredibile), feci recapitare di nuovo il libello di accusa contro Jovan innanzi al Sinodo e le lettere già inviate al Patriarca, di nuovo nelle sue mani da una delegazione di politici italiani che doveva incontrarlo.
    4 - Il Metropolita Jovan venne informato subito del nostro passaggio di giurisdizione mediante notifica ufficiale fatta dal Notaro che aveva rogato il Verbale di Assemblea che aveva approvato il nuovo Statuto.
    5 - Ha fatto finta di nulla.
    - ha scritto questa lettera ma, nonostante ciò la Sinodo non ha preso nessun provvedimento canonico contro di noi.
    - l'accusa di simonia doppia nei miei confronti mi pare diffamazione gravissima e non certo un venire incontro.

    Anche nella Chiesa c'è un diritto certo e quando si cita mun vescovo dal Sinodo questi va giudicato. Se risulta innocente il chierico che lo ha accusato ingiustamente viene deposto. Pare che la Chiesa Serba abbia ignorato ogni certezza del diritto: è canonico???

    Mi dispiace per lui ma ora dovrà rispondere come un qualunque cittadino della diffamazione. Ho richiesto, nell'atto di querela, che il giudizio si estenda anche ad accertare la falsità dell'addebito (la simonia) che mi ha mosso.

    Avevo taciuto per anni ma questo è decisamente troppo. Non mi importa nulla di difendere la mia persona, ma la mia opera ecclesiale si.
    Speriamo che il diritto degli uomini sia più certo di quello delle chiese "canoniche"!!!
    A proposito, vista la tiua definizione di canonico non ti sei mai chiesto quanti canoni violi la partecipazione al movimento ecumenico. Divertiti a contarli.

 

 
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