Sottopongo alla vostra attenzione questo romanzo di Giuseppe Genna:

http://www.fabulaorphica.com/mediumpiccolo.pdf


Io l'ho letto e devo dire che l'ho trovato gradevole e ricco di spunti interessanti; va letto come un libro di fantascienza, in un certo senso :sofico:; senza prendere per oro colato tutto quello che si dice all'interno, naturalmente! Il primo, se non l'unico, romanzo che sono riuscito a "digerire" sino ad ora in vita mia :giagia:


Dal sito: Mangialibri
Capodanno 2006. Lo scrittore Giuseppe Genna ha appena scritto la parola fine al manoscritto del suo ultimo romanzo, Dies Irae, e come vuole consuetudine tra loro due sta per consegnarlo al padre Vito per farglielo leggere in anteprima. Vito Genna è stato un genitore complicato, a dir poco: impiegato del Comune di Milano e membro influente del PCI cittadino, portava su di sé le stimmate dell’alcolismo e del rapporto teso con una moglie molto fragile psicologicamente e pericolosamente incline al tradimento. Per il piccolo Giuseppe e la sorella Gisella era una figura muta e minacciosa, ma al tempo stesso vulnerabile: teneva una pistola nel cassetto che durante le liti furiose con la famiglia rappresentava una concreta prospettiva di morte, ma paradossalmente era lui che una volta aveva tentato il suicidio ingollando una manciata di pillole e salvandosi per miracolo. Negli ultimi anni il rapporto di odio-amore (in ordine non casuale) tra figlio e padre si era arricchito del capitolo-cancro: Vito Genna aveva vissuto un doloroso e continuo peregrinare tra ambulatori oncologici e sale operatorie, che si era concluso con una diagnosi infausta, otto mesi di vita al massimo. Da allora erano passati due anni e mezzo, e l’anziano, ormai solitario come un recluso nel vecchio appartamento di famiglia, era precipitato nell’abisso della depressione. Quando Giuseppe lo chiama al telefono per passare a consegnargli il manoscritto del romanzo appena terminato con tanta fatica, non risponde nessuno. Per tutta la giornata, cellulare staccato e fisso che squilla invano. Gisella chiama Giuseppe: è molto preoccupata anche lei per il silenzio del padre. I due decidono di passare a trovarlo a casa, e lo trovano steso in terra in camera da letto, ancora in pigiama, fulminato da un infarto. Al dolore ora dopo ora si aggiungono la lista grottesca delle pratiche burocratiche, il macabro rituale delle onoranze funebri. E poi nella realtà faticosa ma tangibile della morte di un anziano solo fa irruzione l’incredibile: telefonate minacciose di sconosciuti, lettere che rivelano un passato insospettabile di tombeur de femmes oltrecortina, libri sul paranormale e gli alieni del tutto inattesi nella biblioteca di un ‘grigio’ comunista del tempo della Guerra Fredda, tracce della vicinanza del defunto a sette teosofiche, apparizione di strani personaggi che si spacciano per quello che non sono. Per Giuseppe e la compagna Federica, anch’essa scossa nel profondo dalla recente morte del padre, è l’inizio di un incubo che spazzerà via qualsiasi certezza sulla realtà fino a quel momento conosciuta...

Scritto per Rizzoli e messo nel cassetto quando Genna è tornato alla Mondadori, Medium rischiava di restare nel limbo dei progetti che non vedono mai la luce. Non accontentandosi del semplice ripiegamento su una piccola casa editrice, l’autore ha alzato la posta e ha deciso di dare vita a un progetto di ‘rottura’ nella palude dell’ambiente editoriale italiano: un work in progress su internet disponibile al download gratuito e/o acquistabile in versione cartacea (al mero prezzo di costo, senza guadagno per l’autore) su Lulu.com. “L'argomento è molto personale e lo sviluppo del libro è tale da non avere chance commerciali che possano interessare l'industria culturale. Tuttavia, proprio la delicatezza e l'intimità dell'asse portante del libro (...) ne fanno un atto letterario a cui io tengo molto. Più tengo a un mio atto letterario, più verifico che vorrei regalarlo e non venderlo”, precisa Genna, che però lancia al pubblico una sfida: toccare quota 1000 copie vendute entro la fine del 2008. Un obiettivo ambizioso o modesto? Abbiamo imparato a non coltivare certezze sul mercato librario italiano, ma ciò che invece certo lo è davvero è che siamo di fronte a uno dei romanzi più appassionanti, emozionanti, spiazzanti degli ultimi anni (e il buon Genna nella Top Ten ne ha un altro, il ‘gemello’ di Medium, quel Dies Irae che riscrive con lucida ferocia un ventennio di storia italiana). Medium è materia basaltica, nero come lo spazio nel quale erra l’asteroide Vesta (ai lettori scoprire perché questo e non altri oggetti celesti), nero come i riferimenti di cui si nutre: parte come romanzo esistenziale, scavando - con le unghie, nella carne viva - in un rapporto padre-figlio da manuale dell’incomunicabilità e nell’abisso della malattia oncologica, per poi partire per la tangente e sovvertire l’idea di comunismo fissata nell’immaginario collettivo della mia generazione (la stessa di Genna, anno più anno meno) e delle precedenti, il tutto avviluppandosi in un plot che attinge a piene mani da horror esoterico, fantascienza, thriller catastrofisti, fantapolitica. E poi diciamolo: da ragazzino divoravo i saggi di Peter Kolosimo, e solo per il ruolo che hanno questi libri-cardine della cultura popolare italiana anni ’70 nel romanzo non potevo non esaltarmi.