Per padre Gheddo il sottosviluppo dell´Africa è dovuto alla mentalità
preistorica degli africani
Zanotelli? Un cattocomunista
di Pierangelo Giovanetti
Il dibattito
"Zanotelli è un cattocomunista. Non è vero che l´Africa è sottosviluppata
per le ingiustizie internazionali, per il debito estero, e il commercio di
armi. L´Africa è nella miseria perché gran parte degli africani hanno una
cultura e una mentalità preistorica. La visione che accusa i Paesi ricchi -
come fa padre Zanotelli -, è quella che avevano i regimi marxisti di un
tempo: per loro la prima cosa da fare era la ribellione contro le
multinazionali. Solo che dei trentuno regimi comunisti che c´erano nel
mondo, non uno ha prodotto sviluppo. Non è questa la vera via che porterà
l´Africa ad uscire dalla miseria".
Da cinquant´anni missionario del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere),
per anni direttore di Mondo Missione, Padre Piero Gheddo, definito da Indro
Montanelli "il maggior studioso e veterano delle Missioni", rappresenta
l´altra anima del mondo missionario italiano, rispetto a padre Alex
Zanotelli. Ieri era a Trento a presentare il suo ultimo libro "Davide e
Golia". Non condivide per nulla la lettura politico-economica del divario
Nord-Sud del mondo data da Zanotelli. Anzi ritiene che l´impegno per la
cancellazione del debito estero e contro il commercio delle armi non servano
a nulla per l´Africa. "Gli africani sono indietro, perché non hanno
raggiunto lo sviluppo culturale che ha raggiunto l´Occidente. È questa la
vera causa del sottosviluppo. E allora, invece di protestare contro le
multinazionali e fare le marce contro il commercio di armi, forse sarebbe
meglio realizzare scuole e dar loro cultura. Solo così l´Africa uscirà dal
sottosviluppo".
Padre Gheddo, resta il fatto che il 20% della popolazione mondiale consuma
l´83% delle risorse, lasciando le briciole agli altri.
"La minoranza dell´umanità consuma l´83% delle risorse perché produce la
maggioranza delle ricchezze. La maggioranza dell´umanità non è in grado di
produrre ricchezze, perché non ha raggiunto lo sviluppo culturale che ha
raggiunto l´Occidente. Gli uomini sono tutti uguali, ma i livelli di
sviluppo sono diversi. I popoli che hanno ricevuto la Parola di Dio, e
quindi una visione dell´uomo al centro dello sviluppo, hanno avuto un input
di crescita che ha portato allo sviluppo moderno. Gli altri no".
Questo ragionamento non legittima una sorta di superiorità culturale
dell´Occidente, alla base del colonialismo, e pure del razzismo?
"No. Che ci siano popoli che sono arrivati prima allo sviluppo è un dato
ineccepibile. L´industria e la medicina moderna sono nati in Occidente. Non
è superiorità. È che abbiamo ricevuto per primi la Parola di Dio. Poi quei
principi, che sono alla base della carta dei diritti dell´uomo e delle
donne, li abbiamo esportati dall´Africa all´Asia all´America latina".
Civiltà avanzate si sono avute anche prima di Cristo e al di fuori
dell´Occidente?
"Nessuno nega questo. Ma il progresso, come noi lo conosciamo, è nato col
cristianesimo".
Quali sono, allora, le cause per cui l´Africa resta povera, anzi si è
impoverita ancor di più?
"L´Africa non ha avuto il tempo, i secoli, le idee interne giuste per
maturare il progresso moderno. A Vercelli (io vengo da lì) noi produciamo
settantacinque quintali di riso per ettaro (in Sardegna ottanta perché fa
più caldo), in Africa quattro quintali. Questa è la ragione perché l´Africa
non ha da mangiare e invece noi sì. Altro che debito estero da cancellare o
la vendita delle armi".
La campagna mondiale per la cancellazione del debito è stata sostenuta con
forza anche dalla Santa Sede. Molti studiosi internazionali hanno indicato
questo come il primo passo per far risorgere l´Africa.
"Sono falsi problemi. Non è la vera causa. Come pure la vendita delle armi
Se anche non si spendessero soldi per le armi, i Paesi poveri non si
svilupperebbero lo stesso. L´Italia è passata dal sesto al quattordicesimo
posto nella vendita delle armi. È cambiato qualcosa? No, nulla. E il primo
produttore di armi è il Sudafrica di Mandela. Quanto al debito estero,
cancellatelo pure. Quei soldi lì andranno a finire in tasca alle elités".
Cosa succederebbe, però, se tutti i sei miliardi di abitanti del pianeta
avessero il nostro standard di vita e di consumo? Non ci sarebbe la
catastrofe? L´effetto serra e il buco nell´ozono?
"Sono le solite balle. Il mondo tiene tutto. Quello che non riesce a capire
Zanotelli è che la ricchezza del mondo non è una torta da distribuire, ma
una torta da produrre. Posso dartene una fetta della mia, quello che è
importante è che tu ne produca tanta come ne produco io".
Fonte: l'Adige 21/4/2002
La missione non è protesta
di Piero Gheddo
Ringrazio Pierangelo Giovanetti per la mia intervista pubblicata il 21
aprile scorso. Vorrei solo precisare alcuni punti:
1) Non avrei parlato di padre Zanotelli, se il giorno precedente egli non mi
avesse attaccato su "L´Adige" in modo piuttosto pesante, senza che io abbia
mai parlato di lui in articoli o conferenze; e se Giovanetti non mi avesse
chiesto cosa penso delle accuse rivoltemi.
Inoltre, il termine "cattocomunista" uscito nella conversazione sarebbe
stato meglio non riportarlo, come auspicavo. I giornali, specie nei titoli,
esagerano per farsi leggere: anche il titolo in prima pagina "Gheddo attacca
Zanotelli" lo rifiuto radicalmente. L´intervista era su quanto avrei detto
il pomeriggio nell´auditorium del Collegio vescovile, dove non ho nemmeno
nominato Zanotelli.
2) Con Giovanetti ho parlato un´ora e capisco che non si poteva pubblicare
tutto. Vorrei aggiungere due cose. Primo, quel che mi spiace, nei discorsi
di Zanotelli, è che non parla mai di Gesù Cristo e della Chiesa. E quando
parla della Chiesa, dice che è "berlusconizzata" o, come ha fatto a Milano,
grida: "Giovani, non sposatevi in chiesa, c´è troppo lusso; sposatevi in
Comune"... Una domanda: i missionari Comboniani, che ho visitato in più di
dieci paesi (Sudan, Etiopia, Eritrea, Uganda, Mozambico, Ciad, Sud Africa...
Perù, Messico, Ecuador, Brasile...), cosa vanno a fare in missione? Ad
annunziare Gesù Cristo ed a fondare la Chiesa, che come ho dimostrato porta
sviluppo umano, anche economico e sociale. Perché Alex non ne parla mai?
3) Sul merito di quanto mi divide da Zanotelli ho parlato ampiamente nel
volume presentato a Trento: "Davide e Golia - I cattolici e la sfida della
globalizzazione" (San Paolo). Voglio precisare che non ho nulla contro le
campagne che condannano le multinazionali, la vendita delle armi, il debito
estero: sono problemi veri, ma se assolutizzati (come succede molto spesso)
sviano l´attenzione da quella che è la vera radice del sottosviluppo specie
africano: culturale-educativa e, se vogliamo andare più a fondo, anche
religiosa. In Africa (e in buona parte dell´America Latina) la scuola è del
tutto trascurata, in Asia molto meno! Perché non si protesta contro questo?
Maritain diceva che la radice della cultura e del cammino storico di un
popolo sta nell´idea che quel popolo si fa di Dio, da cui deriva l´idea che
si fa dell´uomo, della donna, dell´umanità, della natura, della storia, del
lavoro, ecc... Gli studiosi di civiltà parlano di "civiltà cicliche" (che
guardano al passato) e di "civiltà progressiste" (che guardano al futuro).
Tutte le religioni hanno dei valori e sono degne di rispetto, ma noi
crediamo che Dio si è rivelato pienamente solo in Gesù Cristo. La missione
della Chiesa è fondata su questa fede o no? Altrimenti sarebbe inutile
portare il Vangelo ai popoli: varrebbe la pena di restare in Italia a
combattere le multinazionali... e Berlusconi. Non capisco perché, anche in
campo cattolico, quando si parla di sviluppo e sottosviluppo si dimentica
quanto dice Paolo VI nel capitolo II della "Populorum Progressio" (1967) su
"La Chiesa e lo sviluppo" (e la "Visione cristiana dello sviluppo"); e
Giovanni Paolo II nella "Redemptoris Missio" (1991) ai numeri 58-59-60. Ma i
testi da citare sarebbero tanti, compreso quello dei vescovi
latino-americani a Puebla (1979): "Il miglior servizio al fratello è
l´evangelizzazione, che lo dispone a realizzarsi come figlio di Dio, lo
libera dalle ingiustizie e lo promuove integralmente" (n. 3760).
Sono parole basate sull´esperienza dei missionari e delle giovani Chiese.
Perché si ignorano per ridurre tutto al problema economico? Perché prevale
la protesta, la denunzia, invece di proporre soluzioni alternative che
coinvolgano la gente comune? Troppo facile protestare contro le
multinazionali e la vendita di armi: non costano nulla. Ma proviamo a
chiedere ai giovani di rinunziare al superfluo (ad esempio alle discoteche),
di dare un anno o due della propria vita ai poveri dell´Africa (nel 1985
c´erano in Africa 1800 volontari laici, oggi meno di 400!). Dobbiamo educare
i giovani a questi grandi ideali, sul modello di Cristo e dei missionari:
dare la vita per gli altri! La protesta non costruisce nulla: al massimo
conquista la prima pagina dei giornali.
Piero Gheddo, missionario del Pime, Milano
Fonte: l'Adige 24/4/2002, http://www.ladige.it/




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