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    Primo anniversario della canonizzazione di don Luigi Orione

    Assieme a Gianna Beretta Molla, lo scorso 16 maggio fu canonizzato anche don Luigi Orione.

    Da Santi e Beati

    Nacque a Pontecurone nella diocesi di Tortona, il 23 giugno 1872. A 13 anni entrò fra i Frati Minori di Voghera. Nel 1886 entrò nell’oratorio di Torino diretto da san Giovanni Bosco. Nel 1889 entrò nel seminario di Tortona. Proseguì gli studi teologici, alloggiando in una stanzetta sopra il duomo. Qui ebbe l’opportunità di avvicinare i ragazzi a cui impartiva lezioni di catechismo, ma la sua angusta stanzetta non bastava, per cui il vescovo gli concesse l’uso del giardino del vescovado. Il 3 luglio 1892, il giovane chierico Luigi Orione, inaugurò il primo oratorio intitolato a san Luigi. Nel 1893 aprì il collegio di san Bernardino. Nel 1895, venne ordinato sacerdote. Molteplici furono le attività cui si dedicò. Fondò la Congregazione dei Figli della Divina Provvidenza e le Piccole Missionarie della Carità; gli Eremiti della Divina Provvidenza e le Suore Sacramentine. Mandò i suoi sacerdoti e suore nell’America Latina e in Palestina sin dal 1914. Morì a Sanremo nel 1940. (Avvenire)

    Un santo dei nostri tempi, di lui esiste una vastissima bibliografia e periodicamente escono pubblicati stampati, riviste, quaderni di spiritualità, libri che lo riguardano, lo analizzano in tutti i suoi aspetti, parlano della sua opera, davvero grande.
    Il beato Luigi Giovanni Orione, nacque a Pontecurone nella diocesi di Tortona, il 23 giugno 1872 da onesti e semplici genitori, in particolare la madre fu una saggia educatrice e gli fu di valido aiuto nelle sue future attività con i ragazzi.
    Lavorò nei campi nella sua fanciullezza, frequentando un po’ di scuola e dedito alle pratiche religiose. A 13 anni entrò fra i Frati Minori di Voghera, purtroppo a causa di una grave polmonite, dovette ritornarsene in famiglia.
    Ristabilitasi, aiutò il padre nella selciatura delle strade, esperienza che gli risulterà molto utile per comprendere le sofferenze e la mentalità degli operai. Nel 1886 entrò nell’oratorio di Torino diretto da s. Giovanni Bosco, ove rimarrà per tre anni, l’insegnamento ricevuto e l’esperienza vissuta con il santo innovatore, non si cancellò più dal suo animo, costituendo una direttiva essenziale per le sue future attività in campo giovanile.
    Inaspettatamente lasciò i salesiani e nel 1889 entrò nel seminario di Tortona per studiare filosofia per due anni, al termine del corso, proseguì gli studi teologici, alloggiando in una stanzetta sopra il duomo, nel quale prestava servizio per le Messe; riceveva anche un piccolo compenso per le sue necessità.
    Nel duomo ebbe l’opportunità di avvicinare i ragazzi a cui impartiva lezioni di catechismo, ma la sua angusta stanzetta non bastava, per cui il vescovo, conscio dell’importanza dell’iniziativa, gli concesse l’uso del giardino del vescovado.
    Il 3 luglio 1892, il giovane chierico Luigi Orione, inaugurò il primo oratorio intitolato a s. Luigi; l’anno successivo riuscì ad aprire un collegio detto di s. Bernardino, subito frequentato da un centinaio di ragazzi.
    Il 13 aprile 1895, venne ordinato sacerdote, celebrando la prima Messa fra i suoi ragazzi, che nel frattempo si erano trasferiti nell’ex convento di S. Chiara.
    Attorno a lui si riunirono altri sacerdoti e chierici, formando il primo nucleo della futura congregazione; si impegnò con tutte le sue forze in molteplici attività: visite ai poveri ed ammalati, lotta contro la Massoneria, diffusione della buona stampa, frequenti predicazioni, cura dei ragazzi.
    Si precipitò a soccorrere le popolazioni colpite dal terremoto del 1908 a Messina e Reggio Calabria, inviando nelle sue Case molti orfani, divenne il centro degli aiuti sia civili che pontifici. Papa Pio X gli diede l’incarico, che durò tre anni, di vicario generale della diocesi di Messina.
    Stessa operosità dimostrò negli aiuti ai terremotati della Marsica nel 1915, accogliendo altri orfani, a cui diede come a tutti, il vivere, l’istruzione, il lavoro.
    Se s. Giovanni Bosco fu l’esempio per l’educazione dei ragazzi, s. Giuseppe Benedetto Cottolengo fu l’esempio per le opere di carità; girò varie volte l’Italia per raccogliere vocazioni e aiuti materiali per la sue molteplici Opere. Per curare tante attività, fondò la Congregazione dei Figli della Divina Provvidenza e le Piccole Missionarie della Carità; dal lato spirituale e contemplativo, fondò gli Eremiti della Divina Provvidenza e le Suore Sacramentine, a queste due Istituzioni ammise anche i non vedenti.
    Ancora lo spirito missionario lo spinse a mandare i suoi figli e suore nell’America Latina e in Palestina sin dal 1914; ben due volte per sostenere le sue opere, si recò egli stesso nel 1921 e nel 1934 a Buenos Aires, dove restò per tre anni organizzando scuole, colonie agricole, parrocchie, orfanotrofi, case di carità dette “Piccolo Cottolengo”.
    Sempre in movimento conduceva una vita penitente e poverissima, sebbene cagionevole di salute, organizzò missioni popolari, presepi viventi, processioni e pellegrinaggi, con l’intento che la fede deve permeare tutte le fasi della vita.
    Gli ultimi tre anni della sua vita li trascorse sempre a Tortona, facendo visita settimanale al ‘Piccolo Cottolengo’ di Milano ed a quello di Genova; cedendo alle pressioni dei medici e dei confratelli, si concesse qualche giorno di riposo a Sanremo nella villa di S. Clotilde, dove morì dopo pochi giorni, il 12 marzo 1940.
    I funerali furono solennissimi e ricevé l’omaggio di tutte le città del Nord Italia da dove passò il corteo funebre; venne tumulato nella cripta del Santuario della Madonna della Guardia di Tortona, da lui fatto edificare. Venticinque anni dopo nel 1965, fu fatta la ricognizione della salma che fu trovata completamente intatta e di nuovo tumulata.
    In queste brevi note biografiche, non si riesce a descrivere l’importanza che l’Opera sociale e spirituale di don Orione, come da sempre è chiamato così, ha avuto nel contesto umano, prima con le conseguenze di disastri naturali e poi con i disastri provocati dalla follia umana delle due Guerre Mondiali.
    Personaggi di ogni ceto sociale e culturale lo conobbero e contattarono, dai papi s. Pio X e Benedetto XV al maestro Lorenzo Perosi, dalle autorità politiche nazionali e locali, ai santi del suo tempo. Il fondatore della ‘Piccola Opera della Divina Provvidenza’ è stato beatificato il 26 ottobre 1980 da papa Giovanni Paolo II, in un tripudio di tanti suoi figli ed assistiti provenienti da tanta Nazioni.
    E' stato proclamato santo da Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004.


    Autore: Antonio Borrelli

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    Predefinito

    Ecco il messaggio del Movimento Laicale Orionino in occasione di questo primo anniversario:

    -----------------------------------------------------------------

    Carrisimi laici e amici Della grande famiglia Orionina

    Pace e bene

    Con salutare in questa data especiale, desidero ripartire questa piccola riflessione a voi.

    Dicono che un re molto ricco dell’India, ha avuto fama di essere indiferente alla ricchezza materiale, ed essere uomo di religiositá profunda cosa in qualche modo insolita per un personaggio Della sua categoría.

    Prima di questa situazione e mosso dalla curiositá, un soggetto ha desiderato scoprire il segreto del sovrano per non lasciarsi abbagliare dall’oro, i gioielli ed i lussi eccessivi che ha caratterizzato la nobilita al’allora.

    Subito dopo dei saluti che l’eticheta e la cortesía richiedono, l’uomo ha chiesto: “maiestá quale é il relativo segreto per coltivare la vita spirituale in mezzo a tanta ricchezza?”

    Il re gli disse “te lo riveleró, se visiti il mio palazzo per ammirare la grandezza della richezza, ma prendi una candela accesa; se si spegni ti decapiteró”

    Dopo la passeggiata il re gli domanda : “che cosa pensate Della mia ricchezza?”. La persona rispose: “ non ho visto niente, soltando mi sono preoccupato che la fiamma non si spegnesse”
    Il re gli disse “questo é il mio segreto: sto cossí occupato di intensificare la mia fiamma interna che non mi interessa la ricchezza degli altri.”


    Anche noi molte volte desideriamo vivere come i cristiani migliori e tenere una vita spirituale, ma senza decidere separare l’ochiata dalle cose que ci circondano e abbagliano con la loro bellezza apparente.

    Proviamo “a vedere verso l’interno” e ad intensificare la nostra fiamma spirituale per potere commemorare un anno Della canonizacione essendo un poco piu santi como minimo Della nostra volonta di essere “santi nella preoccupazioni sociale, per che sia piu grande dell’anno scorso.

    Che siamo esempio di umiltá e accettazione del programma di Dio: avere il valore di annunziare e proclamare il vangelo con la giogia di vivere il “sacerdocio comune” per il battessimo ricevuto, parlare a Dio degli uomini per mezzo Della preghiera e come parlare ai uomini di Dio, evangelizare con il nostro apostolato e come “re” in questa terra vivere con l’amore e la umiltá di Gesú scacciare i demoni delle droghe dell tedio Guarire; con pazienti dell’anima e del corpo.

    Avere la certeza di vivere per construire un mondo piu giusto fraterno e solitario, fra le colture differenti, rispettando a noi recíprocamente, in modo da essere testimoni fedeli di coloro che sono felici perche non si sono dimenticati che “hanno guardato a Don Orione” e camminamo con il carisma dell’amore alla santa madre chiesa, come luce dei nuovi tempi, senza timore, perche camminiamo anche noi con gli ideali di san Luigi Orione.

    Fraterni Saluti

    Miguel Esser
    & Equipe Direttiva Coordinamento Centrale MLO

 

 

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