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  1. #1
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    Predefinito una domanda sulla proprietà privata

    curiosando sul vs. forum e imbattendomi qua e la in forumisti libertari (o presunti tali) mi è venuta 'sta curiosità.

    mi sembra di capire che tra i concetti chiave (aiutatemi se sbaglio)
    vi è il principio di non aggressione - ho letto il 3d incui si parlava di aborto madri-figli e delitti omissivi e in un altro momento vorrei sapere p.ex la posizione nei confronti di handicap e incapacità di intendere e di volere e LA PROPRIETA' PRIVATA

    orbene: in un ipotesi di lancio di un sistema libertario, riguardo alla proprietà privata, si partirebbe dallo status quo ovvero in un altro modo.
    e se la risposta fsse la prima ritenete che uno squilibrio di partenza si autoregoli nel futuro o no?
    e soprattutto non ritenete che partendo da uno status quo (ricchi-poveri) l'assenza di uno stato "pesante" non trasformi il tutto in uno scenario alla mad max?


    grazie per l'attenzione

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  2. #2
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    Predefinito

    Seguendo un criterio di giustizia i titoli di proprietà andrebbero ridiscussi.
    Dovrebbero cioè tornare ai legittimi proprietari quei beni estorti loro in passato per mezzo della violenza, mentre le risorse naturali occupate ma mai utilizzate dovrebbero tornare ad essere disponibili. Ovviamente l'onere della prova sarebbe a carico di chi intende rivedere l'assetto attuale.
    Certo non si tratta di una cosa facile a dirsi nè da mettere in atto, ma penso che in assenza di uno stato che protegge ingiusti privilegi si potrebbero aprire scenari simili.
    E lo pensa anche Rothbard, che nell'Etica della libertà parla molto diffusamente di questo aspetto.

  3. #3
    RenzoAudisio
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    ARI6, non sono un Rothbardologo, ma di suo qualche cosa ho letto e poi sono un tipo diffidente e questa faccenda su Rothbard mi puzza... mi pare una bufala, inventata magari per tenere impegnato durrutibus nella lettura integrale dell'Etica della libertà (nella Speranza che gli possa comunque giovare).
    Dal momento che per ora non ho tempo di leggere tutto, nel caso io abbia solo peccato di malizia, potresti segnalarmi un link più preciso? Sarei veramente curioso.

    Dimenticavo, da parte mia c'è un grande BENVENUTO a DURRUTIBUS

  4. #4
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    Predefinito

    No, altro che balla, è uno dei passaggi più interessanti dell'etica.
    Rothbard porta l'esempio del Sud America se non erro.

    Edit: link http://www.mises.org/rothbard/ethics/eleven.asp

  5. #5
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    Predefinito

    Originally posted by RenzoAudisio
    mi pare una bufala, inventata magari per tenere impegnato durrutibus nella lettura integrale dell'Etica della libertà (nella Speranza che gli possa comunque giovare).

    Dimenticavo, da parte mia c'è un grande BENVENUTO a DURRUTIBUS
    a) sfortunatamente (o fortunatamente) il mio inglese non mi permette di leggere un testo simile in lingua originale

    b) grazie per il benvenuto, ma cmq non è la prima volta che posto qui da voi....

    c) "Seguendo un criterio di giustizia i titoli di proprietà andrebbero ridiscussi.
    Dovrebbero cioè tornare ai legittimi proprietari quei beni estorti loro in passato per mezzo della violenza, mentre le risorse naturali occupate ma mai utilizzate dovrebbero tornare ad essere disponibili. Ovviamente l'onere della prova sarebbe a carico di chi intende rivedere l'assetto attuale.
    Certo non si tratta di una cosa facile a dirsi nè da mettere in atto, ma penso che in assenza di uno stato che protegge ingiusti privilegi si potrebbero aprire scenari simili" dice ari.


    1) assenza dello stato: chi determina chi deve eventualmente provvedere al riassetto? un patto tra liberi cittadini (ex una sorta di arbitrato consensuale)? e se non vi è accordo tra le parti?

    2) concedetemi la battuta: alla base di ogni proprietà vi è un'appropriazione indebita. oltretutto certificata (e legittimata) nel tempo proprio da quello (quegli) stati che voi considerate il male assoluto. sia che il bene sia finito nelle mani dello stato sia che sia stato (grazie allo stato stesso) "girato" a privati. l'esempio più semplice sono le eredità nobiliari ma vale praticamente per tutto ciò che è strettamente legato al possesso della terra.

    3) paradossalmente ha + senso fissare lo status quo all'anno 0 dell'ipotetico sistema libertario-capitalista in quanto eventuali richieste di aggiustamenti teoricamente potrebbero andare indietro nel tempo arrivando alle cosiddette calende greche e considerando cmq la legittimazione dello stato (ex una mappa catastale) proveniente da una situazione illegittima (lo stato forte appunto) arriviamo alla situazione del gatto che si morde la coda.

    ps. il mio non è un intento polemico. io sistema auspicato da voi ha parecchi punti in comune (ma altrettanti non ne ha ) con la mia (personalissima) idea di stato: presente, ma leggero con ingerenze sul piano etico-morale praticamente nulle ma cmq (e qui sta la differenza sostanziale) comunque solidaristico (le mie radici sono di sx. e si sentono).
    non cerco di convincervi che la mia idea è migliore. cerco soltanto di capire la vs.

    grazie

  6. #6
    RenzoAudisio
    Ospite

    Predefinito

    Grazie Pippo, se hai anche altri riferimenti bibliografici e links segnalami anche quelli.
    Al links che mi hai indicato, se non ho capito male viene descritto un paio di aspetti etici e mica etici della proprietà privata e del monopolio terriero, non mi sembra sia ancora la risposta nella forma data da ARI6 al quesito di Durrutibus.

  7. #7
    RenzoAudisio
    Ospite

    Predefinito

    Scusa durrutibus se non mi ricordavo di te in questo forum.

    Non sapendo se tu conosci la mia idea già espressa sull'argomento te la accenno in poche parole:

    La Proprietà Privata non è altro che una Paternalistica Concessione Statale (osservazione che fu già di MAx Stirner), tipo di concessione che varia molto a seconda delle leggi dei singoli Stati Sovrani, che a loro volta mutano nel tempo.

    Dunque per un libertario, che per natura detesta lo Stato, la proprietà privata dovrebbe quanto meno assumere uno scarsissimo interesse, più legato alle aspirazioni organizzative individuali, che non all'Ideale Libertario.

    Di ben maggior interesse per l'Ideale LIbertario, è se mai ciò che sta a monte della proprietà privata ovvero la Sovranità che la regola.

    Modificherei quindi la domanda di Durrutibus in: Che fine fa lo Stato o meglio la Sovranità territoriale dello Stato, che regola la Forma della Proprietà Privata?

    La mia risposta è che per esserci libertà La Sovranità deve passare all'Individuo. Spetterà quindi poi a ciascun individuo decidere che fare o come gestire la propria fetta di Sovranità. Spetterà dunque all'individuo libero e sovrano interpretare la forma e l'estensione della Proprietà Privata e Pubblica.

  8. #8
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    Originally posted by RenzoAudisio


    La mia risposta è che per esserci libertà La Sovranità deve passare all'Individuo. Spetterà quindi poi a ciascun individuo decidere che fare o come gestire la propria fetta di Sovranità. Spetterà dunque all'individuo libero e sovrano interpretare la forma e l'estensione della Proprietà Privata e Pubblica.
    tranquillo... non ho pretese che la gente si ricordi di me...

    cmq la tua domanda ha un senso solo dopo che si stabilisca il criterio di attribuzione della "propria fetta di sovranità"....

    non credi?

  9. #9
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    Rothbard nell'etica della libertà, da quel che mi ricordo, parla soprattutto del monopolio fondiario, ovvero dell'esistenza di diritti di proprietà illegittimi (sui terreni) derivanti da situazioni feudali, e propone una verifica empirica ed una conseguente redistribuzione (basata sul criterio dell'homesteading).

    Realisticamente parlando, questa proposta non mi sembra attuabile e sarebbe cmq necessario un organismo "al di sopra delle parti in gioco".


    Spetterà quindi poi a ciascun individuo decidere che fare o come gestire la propria fetta di Sovranità.
    cmq la tua domanda ha un senso solo dopo che si stabilisca il criterio di attribuzione della "propria fetta di sovranità"....
    L'obiezione di durrutibus mi sembra pertinente.
    L'homesteading potrebbe essere un criterio valido ma ha dei limiti, la strada potrebbe essere quella di ricondursi a "criteri utilitaristici" (la proprietà definita non in senso assoluto ma come risultato di libere interazioni di mercato).

  10. #10
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    Originally posted by durrutibus
    a) sfortunatamente (o fortunatamente) il mio inglese non mi permette di leggere un testo simile in lingua originale
    Ciao durrutibus.

    Intanto rispondo alla tua domanda piu' semplice... Vari testi libertari, compreso "l'etica della liberta'" di Rothabard, li trovi ben tradotti in italiano e recentemente pubblicati da liberilibri.
    http://www.liberilibri.it

    Rothbard e' illuminante, ma a me hanno appassionato molto anche Lysander spooner "nessun tradimento", David Friedmann "l'ingranaggio della liberta'", Walter Block "difendere l'indifendibile". ciao.

 

 
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